Gatti sensitivi e altre “meraviglie”
in Blog, Misteri aperti, Psicologia dell'insolito
Di Oscar, il gatto che “sentirebbe” l’avvicinarsi della morte per alcuni pazienti di una clinica americana di Providence nel Rhode Island, la Steere House Nursing and Rehabilitation Center, avrete ormai sentito parlare tutti.
Se non ne sapete nulla, qui trovate un articolo in italiano. Ne hanno parlato in realtà in tutto il mondo perchè la storia di Oscar è stata pubblicata nientemeno che sul New England Journal of Medicine, una delle più prestigiose riviste scientifiche di medicina.
Non si tratta però di una ricerca scientifica sulle straordinarie “capacità” di Oscar, come invece hanno lasciato intendere quasi tutti i giornali, quanto piuttosto di un saggio di colore. Anche le riviste scientifiche, cioè, oltre ai lavori scientifici, quelli dove ogni dettaglio deve essere spiegato e dimostrato in maniera chiara e replicabile, pubblicano a volte anche editoriali, mini saggi o piccoli “racconti”. Testi, cioè, dove conta di più la prosa, che non l’attendibilità scientifica.
Questa era una doverosa premessa, perchè alcuni pensavano che Oscar fosse stato sottoposto a rigorosi test che avevano dimostrato sue presunte facoltà ESP o chissà che altro. Niente di tutto questo.
Vega mi chiede se mi posso occupare di questo caso, e allo stesso tempo Giovanna mi chiede se non scrivo più per Focus. Bene, posso anticiparvi che un mio articolo sulla vicenda di Oscar e degli animali “paranormali” uscirà proprio su Focus tra un paio di numeri. Nel frattempo, su Focus escono puntualmente altri miei articoli: sul numero di luglio c’è un mio articolo che riguarda le piogge rosse di Kerala; su quello che esce tra una decina di giorni ci sarà un mio articolo che riguarda la ricerca dell’Arca (quella di Mosè e di Indiana Jones) e altri (compreso Oscar) usciranno nei seguenti.
Allo stesso modo, continuo a collaborare anche con le altre testate del gruppo: vi segnalo uno speciale di Focus Extra sullo “strano ma vero” in uscita tra poco e l’ultimo numero di FocusStoria dove trovate… il titolo e la copertina del mio nuovo libro in uscita tra un mesetto.
Di che cosa si tratta? Ve lo rivelerò domani, con l’ultimo post prima della pausa estiva (ma se proprio non resistete, fate un salto a cercare FocusStoria: il mio articolo è richiamato anche in copertina…).






31 Luglio 2007 alle 11:01
Carina la nuova copertina ;>
Non vedo l’ora di leggerlo!!!
31 Luglio 2007 alle 22:33
e la cosa ancora più interessante è che tutti i pazienti deceduti soffrivano di allergia ai peli di gatto!
1 Agosto 2007 alle 9:29
La cosa ancora più interessante, è che sto felino magico vive (e opera) in una CASA DI CURA!!!!!!!!!! Ora, con tutto il rispetto per le persone che vivono nelle migliaia di case di cura del mondo, c’è tanto da stupirsi se un vecchietto all’ospizio muore (per dirlo terra-terra)??
E’ quello che ho obbiettato nel forum di Focus, ma nessuno ha riflettutto su queste parole (o almeno non ha voluto rendere note le proprie riflessioni in merito)….
1 Agosto 2007 alle 11:42
Ciao Massimo!
Quando avevo postato ho messo il mio nick anzichè il mio nome, Marco. Io sono sempre quello che ti aveva chiesto dei sumeri
Mi fa piacere che ti sei dedicato a questa cosa e grazie per la precisazione che hai fatto, che guardacaso, non l’avevo letta da nessuna parte!
Non vedo l’ora che esca il tuo articolo, vediamo che analisi hai fatto!
Però avvisaci quando esce eh!
Grazie ancora
ciao
Marco
blond: dove l’hai sentita questa cosa dell’allergia al pelo del gatto? Cmq non credo che possa essere quella la causa. Anche mia mamma è allergica al gatto, ma per fortuna è ancora qui e i posso garantire che di gatti ne ha accarezzati
1 Agosto 2007 alle 16:12
Caro Massimo, essendo un tuo sincero e fervido sostenitore, desidero saper di più su questo “gatto della malora”! premettendo di non crederci assolutamente che si tratti di paranormale attendo ansioso notizie di pura scienza! grazie CICAP…siete grandi.
2 Agosto 2007 alle 15:07
Un dato che i tg e i giornali hanno accuratamente omesso è il numero di persone che hanno avuto a che fare col gatto e sono ancora vive.
Se anche tenendo in considerazione questo dato si dovesse riscontrare qualcoa di strano, si può ipotizzare che questo particolare gatto riesca a distinguere particolari odori emessi da un corpo che sta andando incontro alla morte.
In ogni caso aspetto anch’io maggiori notizie al riguardo.
5 Agosto 2007 alle 11:53
Ma l’arca di Mosè è il “cofano” contenente le tavole dei dieci comandamenti?
5 Agosto 2007 alle 17:23
odio i gatti…..adesso ancora di piu’
6 Agosto 2007 alle 15:48
io i gatti li adoro! sono delle creature meravigliose!
7 Agosto 2007 alle 10:41
E’ sempre la solita storia: presentazione più o meno scientifica del
“fenomeno”, ma poi mancanza assoluta di prove.
E anche se fosse che il gatto in questione possa distinguere particolari odori emanati dai moribondi? Non ci sarebbe nulla di paranormale, se non una conferma scientifica che l’olfatto degli animali supera qualitativamente di gran lunga quello umano.
Poi le storielle romanzate costruite ad hoc lasciano senz’altro il tempo che trovano.
10 Agosto 2007 alle 12:26
Se il micione in questione avesse davvero il potere in questione senz’altro sarebbe stato messo in pentola secondo ricetta vicentina, accusato di portar jella nera, oppure di essere appestato.
Ringraziamo invece il corpulento felino del suo contributo alla derattizzazione e alla pet therapy.
22 Agosto 2007 alle 11:22
Per Andrea: l’arca di cui si parla dovrebbe essere proprio quella, conosciuta meglio (se non erro) come L’arca della Santa Alleanza.
Come altri avranno visto, un altro ospedale ha dovuto subito accodarsi presentando il proprio cane ’sensitivo’, importantissima notizia debitamente riportata dal telegiornale !
28 Agosto 2007 alle 3:27
beh…io credo semplicemente che una persona, quando sta per morire , respira in maniera diversa, più affannosa ed emana qualche odore diverso….i gatti ( equindi non solo oscaretto!) sono sempre stati dotati di questo tipo di sensibilità e non perchè sono particolari ma in quanto gatti.
oscar deve vivere lì da parecchio tempo…deve aver osservato centinaia di pazienti e deve aver capito bene quando un paziente sta più male degli altri….non è molto difficile da capire…
ci sono cani che prevedono creisi epilettiche dei padroni almeno 10 minuti prima che queste accadono.
non stupiamoci troppo…però …simpatica storia!