Maghi tra gli spiriti: è uscita “Magia” n.7
in Blog, CICAP, Magia e illusionismo
E’ l’argomento cui è dedicata la copertina del numero 7 di Magia, la rivista per i cultori di illusionismo e arte magica, che ho il piacere di dirigere. L’attrazione tra il mondo della magia e quello dello spiritismo è sempre stata molto forte. E spesso molto ambigua. Anche grandi maghi, come Harry Kellar, Washington Irving Bishop o lo stesso Houdini, che con la maturità hanno dedicato grandi sforzi a combattere i ciarlatani dell’occulto, spesso e volentieri in giovinezza si sono essi stessi finti medium o hanno lavorato come assistenti di falsi medium.
In questo numero molto speciale di Magia ci sarà spazio per raccontare storie e vicende legate ai personaggi tra i più vari e bizzarri. Da David P. Abbott, cui per la prima volta credo è dedicato così tanto spazio in lingua italiana, un’autodidatta che contribuì allo smascheramento di alcune famose truffe spiritiche di fine ottocento, a Harry Price, discusso ricercatore psichico inglese, prestigiatore dilettante non estraneo a utilizzare trucchi e strategemmi “magici” per rendere le sue indagini più accattivanti.
Da William S. Marriott, illusionista specializzatosi nello smascheramento dei medium, fino naturalmente a Houdini, di cui abbiamo avuto modo di occuparci più volte su Magia. Questa volta, però, lo facciamo da un punto di vista diverso. Gianni Pasqua, infatti, riproduce qui un testo d’epoca in cui si dà conto della vertenza tra Houdini e il suo amico-nemico Arthur Conan Doyle. In particolare, si possono leggere gli argomenti (debolissimi) per cui Doyle e altri erano convinti che Houdini stesso fosse un medium sotto mentite spoglie.
E poi, moderni illusionisti ci raccontano le loro esperienze nel campo dello spiritismo e del paranormale. A cominciare dallo scomparso Milbourne Christopher, di cui pubblichiamo qui un’intervista inedita realizzata nel 1977 nientemeno che da Piero Angela. E’ interessante ascoltare Christopher mentre discute di alcuni fenomeni popolari al tempo dell’intervista (sopra tutti il caso Geller) e di altri dei tempi passati. I suoi aneddoti sono sempre curiosi e avvincenti. E poi David Berglas racconta dei dubbi che ancora nutre su certi episodi che a suo dire potrebbero non essere stati del tutto spiegati. Mentre David Britland racconta una misteriosa seduta cui ha avuto modo di partecipare.
Lo stesso Silvan ci offre un avvincente racconto di una seduta spiritica con un’aristocratica medium francese. Un resoconto pieno di verve e azione che, per ritmo e linguaggio, non sfigurerebbe tra le avventure di Arsène Lupin.
Ma se il tema dei maghi e degli spiriti la fa da padrone, non mancano in questo numero approfondimenti su “fantasmi” e “magie” da palcoscenico, di cui parlano nei loro articoli Andrea Albini e Matteo Rampin. Non mancano nemmeno analisi e spiegazioni di alcuni intriganti giochi di prestigio e mentalismo, come quelli offerti da Eugene Burger, Ray Hyman e Max Maven. E scusate se è poco.
E poi ancora un’analisi di Vinicio Raimondi dell’importante ruolo giocato nella messa in scena magica dall’interpretazione del protagonista; un ricordo di Denis Moroso firmato da Edwin; una catalogazione, a opera di Roberto Bombassei, dei “legami” che uniscono Houdini all’Italia; un gioco matematico di Gianni A. Sarcone; un nostalgico ritratto firmato da Raul Cremona dei maghi di un tempo che fu e, infine, un divertente tuffo nella letteratura magica per ragazzi di Clayton Rawson curata da Fabrizio Marchesano.
Più che a sufficienza per trascorrere un’estate di magiche letture in compagnia di Magia.
Solo due righe ancora per anticiparvi che nel prossimo numero ci occuperemo di una branca dell’arte magica su cui raramente si riesce a leggere qualcosa di interessante: il pickpocket, l’arte cioè del “borseggio”… ma solo a fini di spettacolo, mi raccomando!
Qui si può trovare il sommario completo del numero, mentre qui sono descritte le modalità per riceverla.




