Sul “fantasma” di Wem Town Hall

[inserito il 19.12.08 alle ore 16:12]
in Blog, Dai lettori, Misteri aperti, Psicologia dell'insolito, Spiritismo

La nostra cara amica Fara Di Maio ha condotto un’ottimo lavoro di approfondimento sulla foto del fantasma di Wem Town Hall. Ve lo ripropongo qui di seguito: buona lettura!

Ciao Massimo
interessante il tuo ultimo post sulla pareidolia. La foto mi ha molto incuriosito, e ho approfondito un po’ la figura dei protagonisti della vicenda del fantasma di Wem (cittadina dello Shropshire, in Inghilterra). Ecco di seguito quel che ho trovato. A ciascuno il compito di trarre le proprie conclusioni.
Vernon Harrison, già presidente della Royal Photographic Society (nato nel 1912 e defunto nel 2001) è l’esperto di fotografia e contraffazioni consultato per l’autenticità della foto della bimba nell’incendio. Su Wikipedia (traduco dalla versione inglese) si legge tra l’altro che:
Harrison è stato membro della Society for Psychical Research (SPR), e cofondatore –con Hilary Evans, Jenny Randles, Bob Rickard (fondatore ed editore di Fortean Times) e il dr Hugh Princott (già segretario e tesoriere della SPR)- dell’Association for the Scientific Study of Anomalous Phenomena (ASSAP).
Sulla scia delle presunte fotografie del mostro di Loch Ness scattate da Anthony “Doc” Shiels nel 1977, Harrison fu contattato da Tim Dinsdale per ottenere il parere di un esperto sulla loro autenticità. Nella sua lettera datata 3 dicembre 1977 –pubblicata su Fortean Times nell’estate del 1979- Harrison scrive di aver trovato
“le diapositive abbastanza normali e di non aver riscontrato alcuna prova di una doppia esposizione, sovraimposizione di immagini oppure interventi con candeggina o coloranti.”

A proposito della foto di O’ Rahilly, sul sito della BBC –nella pagina dedicata all’episodio - si legge che la diagnosi di Harrison, che esaminò sia il positivo che il negativo fu:

“Il negativo è un genuino lavoro in bianco e nero, e non mostra segni di manomissione.”

A giustificazione di Harrison, aggiungiamo che il sito della BBC scrive anche:

“Ad ogni modo, il dr. Harrison si considera pur sempre uno scettico e ha suggerito che l’immagine della bambina possa essere semplicemente una combinazione di luci particolarmente favorevole, con il fumo, le fiamme e le ombre che crearono un’illusione ottica nel momento in cui il fotografo effettuò il suo scatto”.

Approfondiamo un po’ la conoscenza dei personaggi e delle organizzazioni sopra indicati e correlati con Vernon Harrison.
La Society for Psychical Research (SPR) è un’organizzazione non profit fondata nel 1882 nel Regno Unito. Suo compito istituzionale è la comprensione di “eventi e abilità comunemente descritti come medianici o paranormali, tramite la promozione e il sostegno di importanti ricerche in queste aree”, e di “esaminare presunti fenomenti paranormali con metodo scientifico e obiettivo”.

Hilary Evans è un artista britannico, membro della SPR, autore di pubblicazioni sul paranormale e le anomalie. E’ anche consigliere del BUFORA. Si considera uno scettico, ma ritiene che molte affermazioni sul paranormale possano enormemente estendere la conoscenza di noi stessi e dell’Universo.
Jenny Randles è un’autrice britannica, ex direttrice delle investigazioni della BUFORA (British UFO Research Association). E’ specializzata in pubblicazioni sugli UFO e i fenomeni paranormali.

La BUFORA ha tra i suoi scopi principali:
1.    incoraggiare e promuovere ricerche scientifiche obiettive sui fenomeni UFO che avvengono in tutto il Regno Unito
2.    raccogliere e divulgare prove e dati relativi agli UFO
3.    coordinare le ricerche sugli UFO nel Regno Unito e cooperare con analoghe istituzioni in tutto il mondo
L’ASSAP effettua ricerche su fenomeni quali case infestate da fantasmi, avvistamenti di UFO, fotografie anomale, scrittura automatica, crop circles, regressione ipnotica, numerologia, esperienze fuori dal corpo, interferenze con le luci stradali (i lampioni che si accendono e si spengono…), la visione a distanza, i sogni. L’ASSAP organizza corsi per l’investigazione del paranormale, in particolare sui fantasmi, alla cui esistenza i suoi membri sembrano credere, come si desume dalle conclusioni di una delle tante investigazioni condotte con dovizia di mezzi e di personale in edifici infestati dagli spiriti: “E’ nostra opinione che questo castello del 12mo secolo sia attivamente popolato da almeno sei diversi fantasmi.”
I Forteans, come i lettori del blog certamente sapranno, fanno capo ad un’organizzazione ispirata alle idee dello scrittore Charles Fort, ed esplorano tutto ciò che nell’Universo può essere considerata un’anomalia. L’associazione pubblica tuttora una rivista: Fortean Times, il Mondo degli Strani Fenomeni.
Timothy Dinsdale, (1924-1987) è stato uno dei più famosi cercatori del Mostro di Loch Ness. Durante la sua prima settimana di osservazione, il 23 aprile 1960 ottenne una granulosa pellicola di un oggetto sul lago, che si crede possa essere una prova dell’esistenza del mostro.
Di seguito un fotogramma:

Approfondite analisi di questo controverso filmato fanno ritenere si tratti di una barca, anche se osservazioni computerizzate rivelano una gobba supplementare… Nonostante abbia dichiarato di aver avvistato il mostro in altre occasioni, Dinsdale sosteneva di essere stato troppo emozionato per pensare di scattare una fotografia.

Anthony “doc” Shiels, nato nel 1938 in Inghilterra, artista, divenne mago professionista “part-time” (secondo una definizione trovata in rete). Tra le sue attività, la gestione di uno spettacolo itinerante di magia e mentalismo, oltre alla pubblicazione di vari libri di magia ed enigmistica. E’ stato uno dei pionieri della  “Bizarre magick”. La sua foto può darci un’idea del personaggio!

Questa invece è la foto da lui scattata al mostro di Loch Ness dallo Urquhart Castle, il 21 maggio 1977:

In rete Shiels è ritenuto da molti un “hoaxter”, cioè nella migliore delle ipotesi un burlone.
Si legge fra l’altro: (fonte Strangemag.com):

La qualità delle prove fotografiche dell’esistenza del mostro di Loch Ness è molto varia. Mentre alcune restano misteriose altre, come quelle dei noti hoaxters Frank Searke e Tony “Doc” Shiels, sono ritenute fraudolente, e in alcuni casi la frode è nota. Eppure sono continuamente riproposte come genuine riprese del mostro, e probabilmente non verranno mai cancellate nonostante le serie e numerose critiche pubblicate, nelle quali vengono rese note le ripetute “burle” ideate dai loro creatori.
E ancora (fonte museumofhoaxes.com)
Anthony Doc Shiels ha dichiarato di aver scattato questa foto mentre campeggiava accanto allo Urquhart Castle. La sua impressionante nitidezza (forse la più nitida mai ottenuta) l’ha resa popolare tra il pubblico. Ma è difficile trovare un qualunque esperto propenso a prenderla sul serio, semplicemente perchè la creatura qui ritratta ha un aspetto così ovviamente fasullo. (E’ strano ad esempio che non vi siano onde nell’acqua attorno al collo). Gli scettici chiamano il mostro di Shiels “il burattino di Loch Ness”. Il fatto che Shiels fosse un uomo di spettacolo, uno “stregone” e un medium da palcoscenico che aveva sviluppato, di contorno, un’attività di cacciatore di mostri professionista, non aiutava la sua credibilità. Lo stesso Shiels commentò che anche mentre ritraeva mostri nei laghi continuava a non credere che ci fossero davvero.
Questi dunque i retroscena dei personaggi implicati nella faccenda. Tralasciamo per un attimo il tipo di organizzazioni e le persone con cui Vernon Harrison ha collaborato a lungo, e ricapitoliamo in breve: la fotografia del fantasma (tra un attimo parleremo del suo autore) è stata autenticata da un esperto che aveva autenticato anche la foto di Nessie scattata dal noto hoaxter Tony Shiels, su richiesta di un altro personaggio autore di un discusso filmato sul mostro.

Quel che si può commentare, ad essere buoni, è che la diagnosi di Harrison, se vogliamo, è corretta. Rileggiamo il brano sopra riportato: egli dichiara infatti che le diapositive sono normali e non presentano tracce di manomissione. Mai affermazione fu più sincera: si tratta, con ogni probabilità, di foto genuine di un vero falso! Le foto in se’ non sono manomesse, e ci mancherebbe!

Veniamo infine all’autore della foto del fantasma nel fuoco. Cosa strana, a mio avviso, è che un passante casuale (come viene in più resoconti descritto il signor O’Rahilly) avesse a portata di mano una macchina fotografica caricata con pellicola bianco e nero, inusuale davvero in pieni anni ‘90. Ha poi inviato immediatamente (si legge nel sito della BBC, nella pagina dedicata all’episodio) la foto all’Association for the Scientific Study of Anomalous Phenomena, che a sua volta l’ha girata a Vernon Harrison. Quasi che sapesse bene come comportarsi in un simile frangente…
Un’altra foto, scattata da altra angolazione e a colori, ed eccola qui:

Bisogna dire che il bianco e nero ha un suo fascino e un suo mistero che le foto a colori non hanno.

La leggenda di Jane Churm, la ragazzina che appiccò involontariamente il fuoco all’edificio nel 1677 e che da allora si diceva vagasse in preda ai rimorsi, ha senz’altro costituito un valido supporto alla costruzione dell’intera faccenda.

Un’interessante discussione scettica si può leggere qui e la riporto tradotta di seguito:

– Questa è un’analisi scettica della foto del fantasma apparso durante l’incendio di Wem e fotografato da Tony O’Rahilly.
L’autore, Richard Burnham, è uno specialista in documentazione scientifica e uno scienziato egli stesso. Il testo si trova in un sito dedicato alle contee dello Shropshire e dello Shrewsbury da lui curato.
Background storico
Wem è una tranquilla cittadina del nord dello Shropshire. Nel 1995 la vecchia Town Hall, costruita nel 1905, fu distrutta dal fuoco. Tony O’Rahilly, un residente locale, aveva la propria macchina fotografica a portata di mano e catturò la figura di una ragazzina in piedi sulla cima delle scale antincendio. La bambina non compare in nessun’altra fotografia. Da allora la foto è stata ripubblicata innumerevoli volte.
Alcuni collegano questa apparizione con il grande incendio che distrusse le antiche case in quercia di Wem nel 1677. Il fuoco fu, secondo la leggenda, causato dalla negligenza di una bambina che teneva una candela. Dopo l’incendio, la città fu ricostruita in mattoni, ma aveva perso ormai molti abitanti e molta importanza.
La discussione
Prima di cominciare, lasciate che vi dia alcune possibili scappatoie dalle mie altrimenti totalmente convincenti argomentazioni:
•    Non ho visto il negativo ne’ il positivo di questa foto. Comunque, le immagini jpg erano in buona risoluzione
•    Non ero presente all’incendio e non ricordo come fosse la scala antincendio della Town Hall prima dell’incendio
•    Si può sempre sostenere che i fantasmi hanno proprietà uniche che rendono nulle tutte le mie obiezioni, ma in questo caso non ha senso discutere.
Lasciatemi ora dire che, nel mondo delle foto di fantasmi, questa è abbastanza buona. La figura salta fuori subito, e non ci vogliono grandi salti di immaginazione per vederla. … Inoltre non è un falso sfacciato, come l’incompetente autopsia dell’ “alieno di Roswell” o le fatine che ingannarono Sir Arthur Conan Doyle.
Trattiamo quindi la figura come se fosse reale, e vediamo cosa possiamo dedurre dall’osservazione ravvicinata dell’immagine rappresentata. E’ stata interpretata come quella di una giovanetta con lunghi capelli scuri, in piedi sulle scale antincendio, vestita con quello che pare essere un ampio abito bianco o una camicia da notte e un berrettino bianco (non ho chiara nella mente la tipologia degli abiti, e non so come li definirebbero gli esperti di abbigliamento indossato nel 17.mo secolo).
La prima cosa da osservare è il corpo sotto la cima della ringhiera. Nella foto è un’area grigiastra, che diviene più bianca verso il fondo dell’immagine. Non c’è un profilo dell’abito. Quel che dà l’impressione di un corpo è l’estremità destra della banda scura orizzontale che passa all’incirca all’altezza dei fianchi. Sembra una cintura oppure una fascia indossata attorno al corpo, anche se lo ritengo un accessorio inappropriato dato il tipo di vestito. La fascia serve comunque a livello visuale per creare l’impressione della vita e dei fianchi. Senza di essa, la testa sembrerebbe semplicemente sospesa sopra le inferriate.
Osservate il lato destro della figura (a sinistra di chi guarda). L’area scura sembra essere una porta parzialmente aperta o, meno probabilmente, lo spessore di un muro. Il suo bordo destro coincide con una delle inferriate verticali. Non c’è traccia dell’abito o di un braccio destro alla sinistra della ringhiera, come ci si potrebbe aspettare data l’ampiezza della figura. L’area scura taglia nettamente l’abito; in altre parole, la figura è in piedi dietro la porta o il muro, e non sulla scala antincendio vera e propria.
Guardate ora la striscia scura orizzontale, la cintura o la fascia di cui dicevamo prima. Continua piuttosto chiaramente nell’area scura della porta o del muro. Non è parte della figura, se la figura è dietro il vano della porta. Adesso, ciò è perfettamente possibile, ma è doppiamente significativo: sia perchè la “fascia” è l’unico elemento della foto che crea l’impressione di un corpo (come abbiamo già detto), sia perché deve essere un qualche detrito che cade o fluttua, e mette in evidenza come tali materiali possano volare durante un incendio. Parleremo ancora di questo più avanti.
La testa è visibile meglio nell’ingrandimento. La definizione del volto risiede nelle ombre dei lineamenti e nei capelli. Ma parte di questi capelli e di queste ombre nella parte inferiore del viso cadono dall’altra parte della cima della ringhiera e la oscurano. Il volto, se è reale, è posto “davanti” alla ringhiera. Cosa non compatibile con la posizione del corpo. C’è una linea scura che scende dal viso fino a sotto la cima della ringhiera; potrebbe essere interpretata come un accessorio dell’abbigliamento, ma dalla copia della foto che si trova sul web non è possibile determinare se sia davanti o dietro le inferriate.
Dalle informazioni che si possono trarre dalla foto, pertanto, concludo che o la figura non è reale, o che quel fantasma ha una forma straordinaria per essere quello attribuito ad una bambina. Se non è reale, che cosa è?
In un gran fuoco c’è un sacco di roba che vola per aria: fumo che fluttua e crea sagome di luce ed ombra, detriti che cadono dal soffitto o che sono fatti volar via dalle vampate bollenti, contenitori sigillati che esplodono e così via. La mia interpretazione è che il fotografo è stato molto fortunato a catturare alcuni di questi elementi in una configurazione istantanea che l’occhio e il cervello umano trovano molto facile interpretare come figura umana. –
L’unico personaggio di cui in rete non sono riuscita a trovare notizie è proprio il signor O’Rahilly, del quale si dice solo –in moltissimi siti- che era residente nella cittadina di Wem e che ha fatto la foto con un obiettivo da 200 mm. Certo sarebbe interessante saperne di più.
Se come penso si tratta di un falso, il mistero principale comunque risiede nelle motivazioni che possono aver spinto qualcuno a realizzare la foto. Di sicuro, ha avuto successo.
Per finire una curiosità. Le autorità locali di Wem hanno ricostruito il municipio in un’altra sede, e gli abitanti del posto hanno protestato perchè avrebbero voluto che anche la vecchia Town Hall fosse ricostruita. Il sindaco e la giunta hanno dichiarato che non c’era disponibilità economica per il progetto, e che i residenti avrebbero dovuto scegliere se ristrutturare l’antico edificio oppure costruire una piscina pubblica. Si è quindi tenuto un referendum, e la maggioranza ha scelto di proseguire con i lavori per la piscina. Con buona pace del fantasma, l’acqua ha avuto la meglio sul fuoco, ancora una volta.

Fara Di Maio

24 commenti a “Sul “fantasma” di Wem Town Hall”

  1. Paolo P. (così non ci confondiamo ;-)) dice:

    Magari ogni ricostruzione di eventi insoliti fosse ogni volta così accurata, spesso i personaggi implicati in certe vicende sono citati senza approfondirne i ruoli e presentate “come al di sopra di ogni sospetto”.
    C’è chi che cede al fascino della teatralità e del mistero e chi invece depura la vicenda dalle impressioni, dalle congetture per attenersi a rapporti logici di causa-effetto tra gli eventi.

  2. Ice Rocket dice:

    Una cosa che mi ha da subito incuriosito è il “bianco e nero”.
    Mi pare molto “curioso” l’utilizzo di questa tecnica negli anni novanta.

    Poi, è possibile vedere una foto della porzione di fabbricato ritratta insieme al fantasma in una situazione tranquilla?
    Mi pare assurdo leggere cose del tipo “quella sembra essere una porta”: intendo, possibile che non ci sia nessuno che sappia se quella è una porta o meno? o meglio, possibile che non ci sia nessuna foto di quel fabbricato prima dell’incendio?
    Sarebbe utile studiarne l’architettura per poi fare dei confronti con la foto del fantasma, così da identificare i particolari;
    Inizialmente credevo che la foto fosse un interno…

    Condurre un’indagine del genere significa comprendere tutti gli elementi della scena e poter ragionevolmente argomentare sugli spazi e gli oggetti presenti.

  3. Mario68 dice:

    Per quanto normalmente sia scettico tutti gli elementi mi inducono a pensare che si tratti di un fantasma. Ricapitolando:
    1)La foto non e’ manomessa e i negativi sono ok;
    2)La combinazione “casuale” di elementi che durante un incendio arrivano a comporre un volto umano e’ a livello probabilistico infinitesimale, ho ingrandito la foto 8 volte (800%) e si vede sempre le sembianza di un volto;
    3)Se chi ha fatto la foto era un ciarlatano o un imbroglione ci avrebbe fatto sopra una fortuna e avrebbe avuto grande successo:e’ sparito nel nulla;
    4)Il fatto che abbia informato il “corrispondente” del CICAP nel Regno Unito cosa vuol dire? Allora se io faccio una foto del genere e la invio al CICAP SOLO per questo e’ falsa? D’altra parte se altre persone hanno fatto foto simili e NON le hanno inviate a nessuno OVVIAMENTE non ne verremo mai a conoscenza;
    5)Il fatto che la macchina fosse in bianco e nero non mi stupisce piu’ di tanto, fino all’anno scorso avevo collegato al PC uno schermo Olivetti del 1988. Molte persone non comprano le nuove tecnologie se quelle da loro possedute funzionano ancora perfettamente.
    6)il fatto che il “corpo” del fantasma non ha lineamenti netti e’ normale, infatti NON e’ un corpo.
    Ah per finire voglio farvi una dfomanda: nell’altra foto, quella a colori con sullo sfondo l’edificio che brucia si vede alla sinistra dell’edificio un “sembrerebbe” cartello apparentemente a mezz’aria: qualcuno sa dirmi cos’e'??

  4. Ice Rocket dice:

    “Il fatto che la macchina fosse in bianco e nero non mi stupisce piu’ di tanto, fino all’anno scorso avevo collegato al PC uno schermo Olivetti del 1988. Molte persone non comprano le nuove tecnologie se quelle da loro possedute funzionano ancora perfettamente”

    Non è la stessa cosa. Affatto.
    Un monitor moderno ed uno obsoleto condividono lo stesso risultato finale: riprodurre immagini a colori.

    Una pellicola bianco e nero ed una a colori non possono essere paragonate ad un “non volersi aggiornare”.

  5. BigStefano dice:

    Gent. Mario68, innanzitutto riguardo le tecnologie antiquate vorrei farti notare che su una macchina fotografica del 1960 si può tranquillamente montare una pellicola a colori, come su una reflex del 2000 si può montare una pellicola in bianco e nero; in secondo luogo vorrei farti notare che se è vero che un fantasma dovrebbe presentarsi in maniera evanescente, quello che non si spiega è come mai questo fenomeno, nella foto in esame, avviene per il corpo ma non per il volto. Forse qualche dubbio è legittimo averlo. Saluti da Stefano.

  6. Mario68 dice:

    per BigStefano: per carita’ qualche dubbio e’ sempre bene averlo, io rifuggo sempre dalle persone che hanno certezze assolute!!
    Per IceRocket:sta a vedere cosa intendiamo per risultato finale, e’ vero che il monitor che avevo del 1988 aveva la visualizzazione a colori, altrettanto vero che la risoluzione era bassissima e la maggior parte dei programmi NON girava, per questo sono stato costretto a cambiarlo nonostante funzionasse perfettamente. Ma se chi ha scattato la foto aveva una vecchia macchina che magari non usava quasi mai con una pellicola bianco e nero non capisco cosa ci sia di tanto strano…

  7. Fara dice:

    per Mario: rispondo innanzi tutto alla tua domanda su cosa sia quel cartello a mezz’aria. Come puoi vedere, la foto è alquanto mossa, e quindi i dettagli non sono ben definiti. Credo comunque si tratti di un’insegna presente al piano corrispondente (una pensione oppure un ufficio). Un cartello simile puoi notarlo in basso a destra, con una sfumatura marrone.
    Per quel che riguarda la macchina fotografica caricata con pellicola bianco/nero, potrebbe -certamente- non esserci nulla di strano. Il fatto però che la foto sia poi stata spedita ad un esperto di contraffazioni fotografiche che si occupa di paranormale farebbe pensare che l’autore della foto conoscesse Harrison se non altro di fama. L’insieme delle due cose mi da’ l’impressione che O’Rahilly fosse un appassionato di fotografia, come molti di coloro che utilizzano il bianco/nero per motivi artistici e non di tecnologia.
    Infine, non possiamo sapere davvero se la foto sia manomessa o meno, dal momento che l’unica diagnosi è quella di Harrison. Potrebbe anche trattarsi della fotografia non manomessa di una fotografia manomessa… si realizza cioè il falso, lo si ritocca (anche in maniera elettronica) e poi lo si fotografa su pellicola. Il negativo sarà sicuramente genuino, e versioni elettroniche non riveleranno alcunchè.
    Per concludere, non sappiamo se l’autore della foto abbia o meno avuto fama e onori; per essere sospettosi potremmo anche insinuare che O’Rahilly è lo pseudonimo di qualche hoaxter; la cosa strana è che di lui in rete non si dica assolutamente nulla, come se non esistesse, mentre sarebbe presumibile che almeno sui siti delle organizzazioni sopra citate ci fossero articoli o interviste. Possiamo però affermare senz’altro che da molti anni la sua foto rimbalza sul web -insieme ai nomi di Harrison, Shiels e compagnia- ed è ancora oggi (noi ne siamo prova vivente) un bell’argomento di conversazione.
    Quel che non sappiamo potrebbe essere ancora più importante di quel che sappiamo: se dietro O’Rahilly ci fosse il proprietario di una pensione (magari proprio quella del cartello!!!) o di un’attività commerciale un po’ in difficoltà? Un fantasma è sempre un bel richiamo turistico, dopotutto…

    Grazie per l’attenzione!

  8. Ice Rocket dice:

    “Ma se chi ha scattato la foto aveva una vecchia macchina che magari non usava quasi mai con una pellicola bianco e nero non capisco cosa ci sia di tanto strano…”

    Allora che il tizio in esame pubblicasse tutte le altre foto che ha scattato quella giornata; O la foto con il fantasma è l’unica? (guarda un pò)

  9. giorgia dice:

    scusate eh, ma a me la soluzione più semplice sembra essere proprio quella di Harrison, ovverosia che il fotografo ha probabilmente avuto solo molta fortuna (capita!) nel catturare involontariamente, con quello scatto, proprio in quel momento una combinazione di fumi e altri elementi tale da dare l’impressione di un volto umano.
    Speculare poi su chi abbia tratto vantaggio da cosa mi pare inutile, visto che, per una volta, l’autore della foto non sembra avere avuto alcuna notorietà, ed anche in questo caso, è molto più semplice pensare che ciò sia avvenuto proprio perchè l’autore non aveva alcun interesse nella questione (salvo quella - perfettamente comprensibile - di far vedere la foto, magari sperando che qualcuno spiegasse come fosse possibile) che non arrivare ad ipotizzare che dietro di lui ci fosse qualcun altro etc etc.
    Allora dobbiamo processare anche tutti coloro che in questo sito hanno postato delle foto???

  10. Daniele dice:

    Giorgia: hai espresso perfettamente quello che penso e che avrei scritto di qui a poco. Purtroppo la soluzione piu semplice e’ spesso la meno affascinante e, come ormai appurato, alla maggior parte delle persone piace credere alla spiegazione piu’ affascinante ;)
    Spesso riesco ad attirare l’attenzione chiedendo al mio interlocutore se ritiene piu facile che sia accaduto un fatto paranormale e quindi strabiliante o se un essere umano possa aver detto semplicemente una bugia…rimangono sempre interdetti. Il problema e’ che dopo 20 secondi hanno gia rielaborato una contorta teoria per cui e’ IMPOSSIBILE che NON si tratti di un fatto paranormale…

  11. Mario68 dice:

    per Daniele:la teoria per cui TUTTI dicono bugie porta ad escludere in modo ASSOLUTO qualsiasi fatto fuori della normalita’ (cioe’ non paranormale ma fuori semplicemente del normale) a meno che il fatto non sia ovunque riproducibile. Di fatti NON riproducibili ve ne sono anche di fenomeni normali: se io per ipotesi ti dicessi in pieno Agosto ero in spiaggia un fulmine a ciel sereno si ‘e’ abbattuto su un bagnante e questo e’ morto tu TENDERAI a non credermi, eppure potrebbe essere perfettamente vero, Ma non ti potrei portare la prova del fulmine, avrai un cadavere che sotto autopsia indicherebbe morto da folgorazione elettrica. Ma potrebbe anche avere presso la scossa vicino i cavi dell’alta tensione. Dirai: ma c’erano altre dieci persone che testimoniano. Diro’ ma potrebbero dire tutti il falso.Si’ ma a che scopo?? Ecco io in genere nei fenomeni paranormali mi regolo cosi’: ponendo che mi stai dicendo il falso qual’e’ il suo scopo? Guadagnanre? Successo? Semplicemente prenderci in giro? Ora nel caso di codesto fantasma l’autore della foto e’ sparito dalla circolazione indi evidentemente scopi non ne aveva molti. Se senza scopi di ritorno economico avesse architettato tutta questa messinscena con foto falsate con costose apparecchiature (ad esempio riuscire con un proiettore a proiettare quell’immagine sul fuoco -per quanto mi sembri impossibile) cio’ sarebbe ancora piu’ assurdo della foto stessa, sarebbe uno spreco di denaro e di fatica per nulla.Il fatto che CASUALMENTE gli oggetti che volano formano un volto umano….io con rispetto per gli altri commentatori ci credo poco……
    E non mi ritengo un credulone o uno che deve vedere il paranortmale ovunque, in un altro post vi sono le immagini di bambini riprese su un televisore spento…..ma il televisore per definizione TRASMETTE immagini, li’ la spiegazione razionale la vedo molto molto piu’ vicina….
    Pero’, e chiudo, se si parte dall’assioma che TUTTI dicono bugie allora e’ inutile anche TENTARE la spiegazione, io ho fiducia nel genere umano penso che statisticamente un buon 0,001% che dice l’assoluta verita’ ci sia…

  12. Marco Di Falco dice:

    Allora: personalmente ritengo la spiegazione più semplice quella più probabile, ovvero che vai a sapere per quali giochi di luce e ombre si è formato un volto umano in quel punto. A me sembra molto (ma mooolto ) strano fare una foto così in bianco e nero, e se devo dirla tutta non ho ancora capito che cosa si vede in quella foto: è un esterno o un interno? E’ prima/dopo/durante l’incendio? Non ho ancora capito perchè si vede molto male! E caso strano in una foto che si vede male si vede un volto di qualcosa che non dovrebbe esserci.
    Anche per questo credo all’ipotesi pareidolia, perchè non è una foto nitida dove si possono vedere bene tutti i particolari.
    Poi analizzando bene la ‘bambina’ personalmente vedo che gli manca il contorno della testa, e il corpo si può appena intravedere (e mi mancano i piedi). Si può obiettare che ha un telo lungo bianco che la copre e per questo non si vede la parte inferiore, e che i fantasmi si manifestano in questo modo, ma passando da questi discorsi ci perderemmo nell’antiscientificità….

    Ho dato la mia opinione a riguardo.
    Saluti e auguri
    Marco

  13. Ice Rocket dice:

    Mario68, perdonami la franchezza, ma sei molto lontano dal significato di “dimostrazione scientifica” e “compatibilità” di prove scientifiche.
    Ti consiglio caldamente di studiare a riguardo.

  14. Mario68 dice:

    Per Ice Rocket: io ho solamente sottolineato che un fatto “scientificamente compatibile” (il fulmine) non e’ detto per questo che sia VERO, cioe’ che sia accaduto. Per converso se io fossi in grado al semplice tatto di trasformare tutto cio’ che tocco in oro questo sarebbe assolutamente antiscientifico ma reale, e la scienza comincerebbe a studiarlo. Cmq preferisco non fare la fine di Re Mida e continuare a mangiare………l’oro non mi interessa….

  15. Ice Rocket dice:

    Mario68, sei fuori strada.
    Hai perfettamente ragione che se un fatto è compatibile ciò non gli conferisce automaticamente il ruolo di verità;
    L’indagine scientifica però si occupa proprio di questo, cioè, ci si chiede: “esistono altre spiegazioni possibili del fenomeno?” se il test è superato, ci si chiede :”queste spiegazioni alternative sono compatibili con i fatti?”, infine, se anche questo test è superato (scarsa possibilità), Occam ci dice di scegliere la spiegazione “più semplice”, cioè quella che richiede il minor numero di ipotesi.
    E’ difficile comprendere questo?
    Nel caso specifico del tuo esempio, il tuo discorso non sta in piedi; quando dici: “avrai un cadavere che sotto autopsia indicherebbe morto da folgorazione elettrica. Ma potrebbe anche avere presso la scossa vicino i cavi dell’alta tensione…” La cosa cade immediatamente per almeno due motivi:
    1) Gli effetti non sono assolutamente confondibili e non puoi affatto semplificare con segni di “folgorazione elettrica”; un medico forense ti riderebbe in faccia.
    2) Dimenticando l’autopsia, sarebbe sufficiente verificare se vi sono cavi elettrici presenti sulla scena, se sono di fattura tale da folgorare un uomo (quello specifico uomo), se presentano danni…
    Tutto ciò, e molto altro che risparmio, annullano completamente il tuo esempio e come vedi, non ho mai nominato i testimoni;
    Pignoleria? no, metodo scientifico.

  16. Mario68 dice:

    per IceRocket: smonti il mio esempio ma paradossalmente mi dai ragione con il primo rigo ossia “se un fatto e’ compatibile cio’ non gli conferisce automaticamente il ruolo di verita’ “Se. come dici tu, bastasse l’indagine scientifica avremmo trovato in modo inequivocabile tutti gli assassini dei fatti criminosi. Non e’ cosi’. E sarebbe assurdo, non trovando l’omicida, scegliere “la spiegazione piu’ semplice, ossia quella che richiede il minor numero di ipotesi”. Semplicemente perche’ non e’ detto che sarebbe quella VERA. Nonostante i RIS i fatti di cronaca dimostrano che spesso e’ difficilissimo trovare l’assassino, a maggior ragione quando si trovano PIU’ persone sul luogo del delitto. In definitiva, senza confessioni e interrogatori incrociati il solo metodo scientifico non basterebbe. E semplicemente questo io volevo dimostrare. una cosa scientificamente compatibile non e’ detto che sia VERA. Una cosa scientificamente incompatibile ha un’altissima ptobabilita’ di essere FALSA. Ma il CICAP credop si occupi proprio di capire se una cosa scientificamente INCOMPATIBILE e’ vera o falsa. Se la cosa in questione fosse scientificamente COMPATIBILE non saremmo del capo del paranormale per l’appunto ma tutt’al piu’ dell’investigativo….

  17. BigStefano dice:

    Caro Mario68, io farei una netta distinzione fra casi veri e ben documentati per i quali non è stata ancora trovata una spiegazione scientifica o razionale, tipo le “guarigioni misteriose” e gli “avvistamenti di UFO” e le varie foto di fantasmi od omini verdi provenienti da marte che vengono a trascorrere il fine settimana sul nostro mondo. Con questo vorrei dirti che, pur credendo ai casi di gente guarita misteriosamente da mali definiti incurabili ed all’esistenza di oggetti volanti non identificati, ciò non toglie che sono fortemente scettico quando mi si fanno vedere foto (riguardanti fantasmi, mostri marini, UFO, etc. etc.) che non si capisce bene perchè, lasciano sempre molto spazio all’immaginazione e molte domande in piedi (vedi nella mia precedente mail quando ti facevo notare il volto ben definito a differenza del corpo evanescente del presunto fantasma). Saluti ed Auguri di Buon Anno da Stefano.

  18. Ice Rocket dice:

    Mario68, ma cosa c’entra l’esempio di caso giudiziario con l’indagine scientifica di un fatto fisico?
    La scienza forense è solo un supporto tecnico all’investigazione. Ciò che dici non significa nulla.
    Dici: “Una cosa scientificamente incompatibile ha un’altissima ptobabilita’ di essere FALSA” non è vero, una cosa scientificamente incompatibile è falsa è basta.
    La compatibilità è la chiave.
    Vogliamo fare un esempio nel caso pratico in esame? bene;
    Tu credi sia un fantasma: benissimo.
    L’immagine ineffetti è accattivante, ma osserviamola; cosa da l’idea di una bambina? il volto ed il corpo.
    Tralasciando il volto e concentrandoci sul solo corpo (copri il volto con una mano), cosa da l’idea di un corpo? Una macchia scura ed un “striscia nera” (la vita). La striscia però si è visto non essere direttamente appartenente al corpo (continua oltre) e la macchia scura potrebbe essere una delle tante presenti sull’immagine. Risultato: del volto con il corpo è rimasto solo il volto.

  19. Mario68 dice:

    per IceRocket:beato tu che hai la certezza assoluta che se una cosa e’ scienticamente incompatibile PER CIO’ SOLO e’ falsa. Io questa certezza non l’ho affatto. Relativamente al volto ci sarebbe sempre da spiegare come si e’ formato o chi l’ha formato. Combinazione di oggetti che volano in mezzo alle fiamme? Ma ingrandendo la foto 8 volte non dovevano “desumersi” ?Cmq fino a questo momento io non posso asserire si tratti di un fantasma (com’e’ ovvio) ma nemmeno tu puoi darmi la spiegazione scientifica provata (non ipotesi)
    Cmq Buon Anno a tutti.

  20. Ice Rocket dice:

    Se un’ipotesi è scientificamente incompatibile, in accordo con il significato di “compatibilità scientifica”, ne segue che l’ipotesi non è significativa, è una boiata. Questa non è una mia conoscenza o una mia certezza acquisita in qualche modo mistico, ma è solo metodo scientifico: chiedi a chiunque si occupi di scienza per professione.
    Per il resto sono d’accordo con te, Mario68: non posso fornirti la spiegazione di cosa si tratta.
    Ovviamente, il buon senso mi suggerisce di pensare a qualcosa di sicuramente meno affascinante, ma decisamente più concreto di pronunciarmi a favore di una tesi che ha come ipotesi l’esistenza dei fantasmi…

    Detto questo: buon anno a tutti…;
    P.S. meno tre e finalmente anche la boiata del calendario Maya se ne andrà a cogliere margherite….

  21. BigStefano dice:

    Gent. Mario 68, ho analizzato gli ingrandimenti della foto e, proprio sotto la testa del presunto fantasma, ho notato un particolare che mi ha fatto riflettere; se tu analizzi attentamente la parte di ringhiera posta sotto la testa, noterai sicuramente che non scende in maniera lineare, ma è interrotta da una specie di scalino. Guarda attentamente e fammi conoscere un tuo parere. Saluti ed auguri di Buon Anno da Stefano.

  22. BigStefano dice:

    Mario 68, non hai più risposto al mio quesito, comunque quel particolare che ti facevo notare, ovviamente secondo il mio personale punto di vista, mi ricorda un copia/incolla fatto con un programma di fotoritocco. Ovviamente, come ti dicevo prima, questo è soltanto un mio pensiero personale ed è per ciò che gradirei sentire l’opinione di altre persone. Saluti a tutti da Stefano.

  23. Mario68 dice:

    per BigStefano: scusa il ritardo non mi collego ogni giorno con questo sito, relativamente alla specie di scalino di cui parli io NON l’ho notato: tuttavia vi e’ un altro particolare strano.
    Se guardi bene un solo “ferro” della ringhiera e’ piu’ grosso degli altri, ingrandendo la foto si vede bene e anche se siamo in presenza di fiamme dilatazioni di calore ecc. perche’ solo uno?
    Fotoritocco??? Negli anni 90 su foto di allora? scannerizzate e poi ritoccate con tale perfezione? Bisognerebbe sentire un esperto…io non lo sono….

  24. BigStefano dice:

    Gent. Mario68, nel 1995 i programmi di fotoritocco digitale esistevano, anche se forse non potevano competere con quelli attuali. In ogni caso quel particolare di un solo ferro della ringhiera più largo degli altri, unito a quel piccolo scalino che purtroppo non sei riuscito a localizzare, lascerebbe pensare proprio ad un impercettibile difetto nell’operazione di copia/incolla; ti dico questo perchè a me personalmente è capitato qualche anno fa, nel ritoccare una foto in cui volevo togliere delle persone estranee da una foto di famiglia, di non notare nulla guardando la foto nel formato normale, mentre si vedeva chiaramente l’effetto del ritocco ingrandendola. Comunque ripeto che queste sono soltanto mie supposizioni e che comunque ci sono altri casi misteriosi, relativi alla vita dopo la morte, per i quali non mi sento di esprimere pareri preferendo ascoltare quelli di altre persone. I più cordiali saluti da Stefano.

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