venerdì 10 febbraio 2012

Categoria: Blog

La medium Rosemary Altea? Non ci convince per niente

Sul penultimo numero del settimanale Oggi compare un’intervista alla medium Rosemary Altea ma, come non sempre capita in casi simili, questa volta c’è anche un box che racconta quello che forse lei o i suoi seguaci preferirebbero non sentire. Da quando esiste il CICAP per fortuna passa anche un tipo diverso di informazione. Eccovi il testo di cui mi sono occupato personalmente:

 

Topolino “prestigiatore scettico”

Una delle cose belle dei Convegni del CICAP è che si incontrano tante persone interessanti e si fanno nuove amicizie, si scambiano idee e suggerimenti e qualche volta anche… regali. Paolo Scarsi mi ha fatto una bella sorpresa, portandomi una copia di un Topolino che conteneva una storia del 1957 (uscita in Italia nell’Almanacco Topolino n. 15 del marzo 1958) intitolata “Topolino nel paese dei maghi”. La cosa interessante, oltre al piacere di leggere una storia che non conoscevo, è che questo racconto sembra scritto dal CICAP!
 

Ancora JFK: The Umbrella Man… “a cautionary tale” per gli indagatori di misteri

Torniamo a parlare dell’assassino del presidente Kennedy. L’amico Mariano  Tomatis mi ha segnalato questo bel cortometraggio, prodotto da Errol Morris per il New York Times, in cui il giornalista Josiah Thompson racconta la bizzarra vicenda dell’Umbrella Man, ovvero del tizio che compare in Dealey Plaza nel momento in cui Kennedy e Connally vengono colpiti e che se ne sta sotto il sole con un ombrello aperto.

 

La misteriosa scala di Santa Fe su “Focus”

La storia della misteriosa scala a chiocciola in una cappella di Santa Fe che sembra reggersi senza quasi sostegni. Non ha chiodi e il legno è sconosciuto: una leggenda sostiene che l’avrebbe costruita nientemeno che San Giuseppe… Un esame di questa leggenda, che da tempo circola sul web anche sotto forma catena di Sant’Antonio in versione Power Point, e le possibili spiegazioni al mistero in un mio articolo sul nuovo numero di Focus (230, dicembre 2011).

 

JFK: un’intrigante ipotesi sul primo sparo

Massimo Polidoro nella Dealey Plaza a Dallas: alle sue spalle il tratto di strada in cui il presidente Kennedy fu colpito e l'edificio noto come Texas School Book Depository dal sesto piano del quale Lee Harvey Oswald sparò tre colpi.

Il 22 novembre del 1963, a Dallas, il presidente Kennedy veniva ucciso da tre colpi di fucile sparati da Lee Harvey Oswald appostato al sesto piano del Deposito di Libri del Texas in Dealey Plaza (quello che si vede alle mie spalle nella foto). Appurato che di storie di complotti e cospirazioni ne sono fiorite a decine in questi quasi 50 anni, ma nemmeno una riesce a superare l’esame delle prove a sostegno, resta il fatto che Oswald sparò tre colpi. Orbene, di quei tre colpi è stato chiarito “ad nauseam” il percorso seguito dal secondo (quello che ha ferito prima Kennedy e poi il Governatore Connolly seduto davanti a lui e che i cospirazionisti, alterandone il percorso, chiamavano il “proiettile magico”) e dal terzo (quello fatale che ha centrato la testa del presidente). Ma c’era sempre un bel punto di domanda su che fine avesse fatto il primo colpo che aveva mancato il bersaglio.