giovedì 23 maggio 2013

Categoria: Misteri?

Diluvio universale: una memoria condivisa?

L’Epopea di Gilgamesh è un poema epico babilonese risalente a circa 2.000 anni prima di Cristo. Narra, tra le altre cose, una storia molto simile a quella del diluvio universale che la Bibbia avrebbe raccontato solo molti secoli dopo. Si tratta forse della conferma che una catastrofe simile a un diluvio colpì veramente la Terra nell’antichità? E’ uno degli interrogativi che più mi ha affascinato tra quelli che affronto in Enigmi e misteri della storia

 

La maledizione del bimbo che piange

Illustrazione di Etienne Gilfillan per "Fortean Times".

“Centinaia di dipinti con un bimbo in lacrime seminano il panico: provocano incendi ma restano illesi. Perché?” Questo il tipico strillo dei quotidiani popolari inglesi di metà anni ’70 che raccontavano della presunta maledizione generata da alcune stampe che riproducevano quadri di bambini in lacrime. L’autore di questi dipinti era un mistero, ma per l’inchiesta contenuta in “Enigmi e misteri della storia” sono riuscito a risalire alla sua reale identità…

 

Dov’è (se c’è) l’Arca dell’alleanza?

Insieme al Santo Graal è la reliquia più ricercata e sfuggente della storia. Secondo la tradizione l’Arca, in quanto manifestazione fisica di Dio, sarebbe stata dotata di un potere straordinario, capace di provocare disastri e sconfitte ai nemici degli ebrei. Il racconto biblico vuole l’arca scomparire in cielo: «Allora si aprì il tempio di Dio nel cielo e apparve nel tempio l’arca dell’alleanza». Chi è convinto che l’arca non rappresenti solo materia di discussioni teologiche ma sia un oggetto realmente esistito crede anche che si trovi tuttora nascosta sulla terra. Dove?

 

UFO nei dipinti rinascimentali?

UFO nei dipinti del 500? Ecco un altro argomento di Enigmi e misteri della storia anticipato in questo intervento televisivo a “Eva” lo scorso anno.

 

Si può creare la vita in laboratorio?

Appartiene a Ovidio uno dei primi scritti in cui si narra la trasformazione di un corpo inanimato in una creatura viva. Ne Le metamorfosi (8 d.C.), Ovidio narra la storia di Pigmalione, re di Cipro e scultore, che aveva modellato nell’avorio una statua femminile. L’aveva chiamata Galatea e se ne era innamorato, considerandola superiore a qualsiasi donna in carne e ossa. Pregò la dea Afrodite perché gli concedesse di sposare l’essere che aveva creato e la dea lo accontentò. Ovidio racconta di come Pigmalione vide la statua animarsi lentamente, respirare e aprire gli occhi. E’ forse il primo esempio letterario in cui si immagina una creatura inanimata prendere vita, idea culminata poi nell’invenzione di creature come il Golem e il mostro di Frankenstein. Ma quanto è plausibile scientificamente l’idea di “creare” artificialmente la vita?