mercoledì 19 giugno 2019

Eravamo solo bambini

Edizioni Piemme, 2010. 210 pag. brossura, €15,00

Lo chiamano “il nido degli angeli” perché è un istituto che accoglie bambini senza famiglia. Mario è uno di loro, ha dodici anni ed è solo al mondo. Quando vi arriva, ha già alle spalle una lunga esperienza di brefotrofi e collegi, ma spera di trovare finalmente calore umano e affetto. Tanto più che la direttrice, una ex suora che gode fama di donna caritatevole, afferma di voler essere per i suoi sfortunati ospiti «la mamma che non hanno mai avuto». La realtà è ben diversa. Quello che Maria Diletta Pagliuca dirige con spietata crudeltà è un vero e proprio inferno in cui i bambini devono fare i conti con la fame, il freddo, i maltrattamenti, le più infami punizioni corporali. Eppure la luce della speranza non si spegne, alimentata da gesti semplici e quotidiani. Mario riesce perfino a trovare un amico, Francesco. Insieme condividono piccole gioie e grandi sofferenze, ma una notte Francesco scompare e a Mario non resta che sperare che sia riuscito a realizzare il suo sogno di fuga. Molti anni dopo, quando partono i lavori di demolizione di quel luogo di dolore, si riapre la ferita che non si era mai rimarginata. E Mario deve affrontare di nuovo i fantasmi della sua infanzia rubata.

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«La scrittura limpida e avvincente di Massimo Polidoro riporta alla luce una vicenda che sconvolse l’Italia. L’Istituto Santa Rita di Grottaferrata fu un inferno e la sua direttrice una creatura grottesca, sadica, spietata. Eppure entrambi godettero fino all’ultimo di complicità e protezioni ai più alti livelli. In altre mani avrebbe potuto scaturirne una storia di pura violenza, di orrore. Ma Polidoro è scrittore troppo dotato, e le sue pagine, emozionanti, inducono a uno sdegno e a una commozione crescenti. Un grande libro».
Valerio Evangelisti

Edizione Pocket: 2011, pp. 183, € 9,00.

«Maria Diletta Pagliuca diresse un istituto per orfani con spietatezza e sadismo. Qui troviamo la testimonianza di un bambino che racconta la paura, il dolore ma anche la gioia dell’amicizia e quella di essere sopravvissuto. Da un fatto di cronaca un libro avvincente e limpido, emozionante».
laFeltrinelli

“Un racconto feroce e commovente”
GQ Italia Magazine

“Una denuncia contro l’indifferenza e la superficialità di certe istituzioni. Una storia dolorosa e toccante”
Corriere della Sera


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NE HANNO SCRITTO, TRA GLI ALTRI:

Giuseppe Di Stefano, “Gli atti processuali sulla casa degli orrori”, Corriere della sera, 14 settembre 2010.

Valeria Parrella, “Massimo Polidoro indaga sull’infanzia difficile”, Grazia, 3 luglio 2010.

Antonella Beccaria: “Eravamo solo bambini”: lo chiamavano il nido degli angeli, era il regno della brutalità, Xaaraan, 9 settembre 2010.

Alessandro Raina (Amor Fou): “Eravamo solo bambini”, I moralisti, 8 luglio 2010.

Fabrizio Giusti: “Colomba, suora e strega”, Il Mamilio approfondimenti, 23 agosto 2010.

QLibri Network: “Eravamo solo bambini”, QLibri, 25 agosto 2010.

Rosalba Cocco, “Eravamo solo bambini: un libro di Massimo Polidoro”, Crescere creativamente, 28 luglio 2010.

Lula, “Eravamo solo bambini”, Bloc Notes genitori, 3 gennaio 2011.

Susanna Dolci: “Eravamo solo bambini”, Controluce, 10 ottobre 2010.

Maria Grazia Butti: “Eravamo solo bambini”, Le sfumature danno vita ai colori, 7 agosto 2010.

 

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43 Comments

  1. Voi chi, momo?
    Le persone pensanti?

    :)

  2. Gent.mo Dr. Polidoro,
    sinceri complimenti, ho letto il libro in una sola settimana, il che -considerata la mia grave ipovisione- é un record assoluto! Ricordavo ben poco della vicenda, anche se ho solo un anno in meno di quanti ne avrebbe il protagonista. Una storia di una durezza quasi insostenibile, narrata con realismo e partecipazione; uno stile asciutto ma mai distaccato, che rende ancor più atroce la percezione della realtà. Come suol dirsi, l’aspetto più mostruoso del male é la sua banalità. Ma ciò che fa più male é la rete di indifferenza e complicità che ha avvolto questa vicenda, la sostanziale impunità di quasi tutti gli implicati, le conseguenze drammatiche sulla vita di quelli che sono sopravvissuti all’inferno. Una vergogna per tutti (giudici, carabinieri, prelati, politici, etc.): nessuno può sentirsi innocente, salvo i pochissimi che hanno operato per far cessare l’orrore. Chiedo scusa per i toni forti, ma non trovavo parole diverse per commentare. Complimenti per il libro, ma soprattutto per aver fatto conoscere una storia troppo presto dimenticata; e dimenticare sarebbe proprio quanto occorre per far sì che accada ancora.

  3. @Andrea: ti ringrazio per le tue parole e per i complimenti, anche se mi dispiace per gli effetti che il libro ha avuto. So bene quanto è difficile leggere una storia come questa, puoi immaginare come è stato scriverla… Comunque, come saprai, molti dei miei libri hanno un taglio più leggero, e la serie della “Squadra dell’impossibile” poi è puro divertimento. A volte, però, è anche necessario raccontare qualcosa che faccia riflettere e magari contribuisca, in qualche modo, a ridurre il rischio che certi fatti terribili si ripetano.

  4. Caro Massimo,
    Sinceramente è il libro che più mi ha fatto star male nella mia vita. Non riuscivo a leggerne più di quattro, cinque pagine alla volta… e poi ci pensavo l’intera giornata. L’ho letto in quasi un mese, incredibile, eh? Ho addirittura saltato a piè pari il capitolo “Inferno”..avevo paura di leggerlo, chissà se mai lo leggerò. Complimenti per le tue capacità di narratore, non è una sorpresa, ho buona parte dei i tuoi libri, quasi tutti con dedica…;-)… Ah, la prossima volta scrivi qualcosa di più leggero, ok?
    Ciao, Andrea

  5. “Lei è solo uno sporco comunista, l’ho capito subito io, e pagherà salato per questo affronto.”

    Partiamo dall’incipit: “sono quasi passati trent’anni,eppure non c’è notte che non mi corichi rivedendomi nella mente il film di quegli orrori”.
    Questo libro mi ha fatto indignare. Sono indignata per tutta una serie di gravi ingiustizie nei confronti di minori incapaci di difendersi e non ascoltati neppure da adulti. Fatti ed episodi che sono descritti in queste pagine del libro di Massimo Polidoro.
    Ma io Massimo Polidoro lo ringrazio per aver rievocato i fatti, veramente accaduti , che altrimenti andrebbero persi insieme alla prescrizione dei reati commessi.
    Altro che ergastolo, a quella SANTA donna (Maria Diletta Pagliuca) farei tutt’ora patire le stesse angherie perpetrate nei confronti dei bambini che doveva accudire in nome della carità cristiana.
    A tratti torna in mente un film diretto da Ascanio Celestini, ambientato proprio in quegli anni descritti dal libro film che si intitola La pecora nera.
    Pedro Almodovar, c’è una sceneggiatura pronta per te…

  6. STUPENDO questo libro..anche se è stato brutto leggere questa triste realtà… come si può trattare così dei bambini? :-( Sono imperdonabili quelle presunte brave donne… Quelli saranno bambini che a vita si porteranno dietro una grande feriea. Che colpa avevano queste povere creature?! E vergogna a chi non ha VOLUTO dare giustizia a tutto ciò… chi ha sbagliato avrebbe dovuto pagare..ma la verità è che si salvano chi ha delle conoscenze “particolari”.

  7. @Gabriele: il libro racconta una storia vera (i fatti sono tutti documentati); non è un romanzo anche se lo stile con cui lo racconto è quello del romanzo. Nel libro, anche se il racconto è in prima persona, non parlo per esperienza diretta – per mia fortuna non ho attraversato le terribili esperienze di Mario. Ho solo cercato di immedesimarmi in lui attraverso i suoi ricordi, i resoconti di chi ci è passato, gli atti processuali, ecc… Se lo leggerai, potrai dirmi se ci sono riuscito. A presto.

  8. buongiorno
    mi incuriosisce questo libro ma e’ una storia vera oppure e’ un romanzo su quei fatti?
    massimo ma tu parli per esperienza diretta? mi piacerebbe se parlassi di questo grazie.
    Gabriele.

  9. ciao Massimo
    ho appena finito di leggere il libro è bellissimo ma non puo finire cosi ho voglia di saperne di piu, nei prossimi giorni appena avrò tempo andro a leggermi i giornali dell’epoca per capire cosa si sapeva allora, cosa si poteva fare e non si è fatto, una cosa è sicura questa storia di maltrattamenti si è ripetuta spesso e sono certo che ancvora oggi ci sono posti simili :-(
    A.P.

  10. Caro Polidoro,
    Le scrivo velocemente. Ho letto del suo libro, e non so se ne esistano altri sull’argomento. Ma andrò a comprarlo. Perchè di realtà come quella, anche se meno dure (ma esiste un metro della durezza, nel momento in cui si maltrattano i bambini?) ne sono esistite tante. E in moltissimi hanno taciuto. Purtroppo.

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