Gita
nel parco a caccia di enigmi e misteri
di
Francesco Vitale
Intervista
con Massimo Polidoro
«Myster Park: il luogo dove si pongono domande su fenomeni ed enigmi per i
quali ancora oggi non vi sono risposte». Così i promotori del grande parto
sorto a Interlaken (Canton Berna) presentano sul loro sito
Internet l'iniziativa, nata da un'idea dello scrittore svizzero Erich
von Daniken, che ne è anche il principale artefice... Sette i padiglioni
tematici, disposti a stella attorno a una sfera centrale alta 40 metri,
simbolo del parco. Ma sono veri misteri quelli presentati a Mystery Park?
Lo abbiamo chiesto a Massimo Polidoro, che con Piero Angela, Margherita
Hack e Silvio Garattini è uno dei fondatori del CICAP. Polidoro ha tra
l'altro appena pubblicato un nuovo libro, Gli enigmi della storia, un'indagine
storico-scientifica da Stonehenge al Santo Graal. Diversi degli enigmi
presentati al Mystery Park (e vari altri) sono esaminati in questo libro
in modo approfondito, illustrandone tutti gli aspetti conosciuti e offrendo
delle risposte su basi storiche e scientifiche. Abbiamo perciò chiesto
a Massimo Polidoro di darci sinteticamente la sua opinione sui sette misteri
di Mystery Park... Ecco quindi i sette misteri così come sono descritti
in breve nel sito del Parco, con sotto, in corsivo, le valutazioni di Massimo
Polidoro.
"Vimanas" navette spaziali
dell'India antica?
Testi dell'India antica parlano di "Vimanas" volanti:
apparecchi che si muovono come un uccello, sulla terra, in aria o nell'acqua.
Gli dei - dicono i testi - conoscono il segreto per costruire
apparecchi volanti. Fantasia o realtà fantastica?
Von Daniken è famoso per vedere astronavi negli oggetti più prosaici.
Celebre la sua interpretazione di un'incisione presente sul coperchio di
un sarcofago Maya a Palenque: per lui si trattava di un uomo spaziale ai
comandi di un missile in volo. Era in realtà una raffigurazione sacra
della morte del re Pakal. Nel caso dei Vimanas, Von Daniken estrapola da
antichi testi sacri alcuni riferimenti a dei volanti: ma anche Giove e
tutto l'Olimpo erano in cielo, forse erano anche loro creature aliene?
Oriente - piramidi
costruite senza progetti?
Le piramidi come quelle di Giza sono tra le opere più monumentali
mai create. E le più enigmatiche. La fisica statica, la geometria
e i rapporti astronomici della costruzione sfidano la nostra comprensione.
Quanto tempo c'è voluto per costruire la piramide di Cheope
e perché questo gigantismo?
Si tratta di costruzioni stupefacenti, che ancora oggi ci lasciano stupiti:
ma sono opera dell'ingegno dell'uomo, come gli archeologi e gli egittologi
sanno bene. Lo studio dei monumenti stessi (in particolare quelli incompleti),
degli attrezzi usati, dei dipinti e dei rilievi di dinastie successive
ha permesso agli studiosi di ricostruire le tecniche utilizzate per erigere
le piramidi che, essendo le tombe dei faraoni, dovevano essere maestose
per immortalare la grandezza di chi vi era sepolto.
Maya - un popolo di astronomi geniali?
I Maya, gli Olmechi, gli Aztechi e altri popoli amerindi vivevano per i
loro dei. Calcolavano il loro ritorno con il calendario più complicato
del mondo. Il calendario maya inizia l'11 agosto del 3114 a.C.. Cos'è accaduto
in quella data? E finisce il 23 dicembre 2012. Cosa succederà allora?
I Maya, come tanti popoli dell'antichità, avevano occhi per guardare e
come tutti erano incuriositi dal cielo. Avevano notato che la posizione
delle stelle si ripeteva nel corso del tempo e avevano creato i loro calendari:
ne avevano uno civile, uno religioso e uno per il conteggio nel lungo periodo.
Quest'ultimo, che serviva a misurare il tempo lungo i secoli, misurava
cicli di 1.872.000 giorni, cioè circa 5126 anni, la distanza che c'è
tra l'11 agosto 3114 a.C. e il 23 dicembre 2012. Cosa succederà in questa
data? La fine del mondo? Più prosaicamente la data finale, da cui poi
il calendario ricomincia, coincide, non a caso, con un solstizio d'inverno,
che i Maya riuscivano a prevedere pochè con ogni probabilità conoscevano
il fenomeno della precessione degli equinozi.
MegaStones - una
macchina dei grandi sacerdoti per risalire nel tempo?
Nel Sud-Est dell'Inghilterra si trova Stonehenge, luogo di culto
che esiste da millenni. Stonehenge: una macchina per risalire il tempo
megalitico, capace non solo di risalire nel passato ma anche di proiettarsi
nell'avvenire?
L'ipotesi è divertente, ma dove sono le prove? Forse Von Daniken è riuscito
a viaggiare nel tempo e ce lo può dimostrare? Finchè non lo farà, Stonehenge
resta uno dei luoghi più suggestivi dell'Inghilterra, il cui uso forse
era di tipo cerimoniale, un tempio dedicato al culto del sole.
Contatto - choc culturale o ispirazione?
Le osservazioni degli etnologi concordano: per i popoli tecnicamente sottosviluppati
i primi incontri con rappresentanti di civiltà tecnologicamente
avanzate erano avvenimenti inconcepibili e incomprensibili. Essi sfidavano
questi stranieri e cercavano di imitarli. Che significano dunque i miti,
i disegni sulle rocce, i modelli di aerei in paglia o le bambole con look
da astronauta?
Von Daniken oltre che astronavi, vede ovunque astronauti e alieni: ogni
statuina o figura con la testa un po' più grande è un extraterrestre,
ogni maschera rituale è un casco spaziale... Se davvero la terra fosse
stata visitata ripetutamente da antichi astronauti, da qualche parte dovrebbe
pur essere rimasta una vite spaziale o uno scarpone alieno: in pochi anni
di viaggi intorno alla terra, gli uomini sono riusciti a riempire l'orbita
terrestre di miliardi di detriti e sporcizia, possibile che le colonizzazioni
aliene immaginate da Von Daniken non abbiano lasciato proprio nulla?
Nazca - pittogrammi per gli dei?
Il fenomeno della piana di Nazca in Peru è visibile solo dal
cielo. Dall'aereo si vedono chilometri di linee diritte. E giganteschi
disegni di animali formano il più grande libro di immagini del mondo.
Cosa ha spinto intere generazioni di popolazioni indiane a scavare nel
suolo asciutto solchi larghi 70 metri e lunghi 3,8 km?
La teoria più diffusa attualmente è quella che collega i
geoglifi e le linee ai culti dell’acqua e della fertilità sia
per la loro iconografia sia per la loro struttura. E’ stato infatti
notato che molte linee si connettono realmente alle montagne circostanti
ricche d’acqua, come l’Illa Kata e il Tunga, mentre altre segnalano
i canali sotterranei dove scorre l’acqua che giunge dalla Cordigliera
e che non riesce a risalire se non nelle zone più pianeggianti.
E’ alquanto probabile, comunque, che molti disegni furono davvero
fatti per invocare degli "dei”, ma non i fantomatici "uomini
spaziali” bensì i ben più tradizionali dei della fertilità.
Challenge - siamo soli nell'Universo?
E' una domanda, e una sfida, posta alla ricerca. Il programma SETI - basato
sulla ricerca di intelligenze extraterrestri - è un progetto
scientifico internazionale che cerca di dare una risposta a questa domanda-sfida.
Gli extraterrestri hanno lasciato delle tracce visitando la Via Lattea
o la stessa Terra?
Personalmente, ritengo che sia molto probabile che nell'universo esistano
altri pianeti abitati. Non ho idea di dove siano nè se riusciremo mai
a trovarli o a contattarli, ma non è impensabile che le condizioni per
lo sviluppo della vita si siano sviluppate anche altrove oltre che sulla
Terra. Detto questo, credo sia altamente improbabile che la terra sia stata
visitata da creature extraterrestri nel passato e sia tutt'ora spiata da
extraterrestri che non avrebbero di meglio da fare che viaggiare milioni
di anni luce per poi giocare a nascondino con casalinghe annoiate o scrittori
di best seller. Come chiunque, però, sono pronto a cambiare idea in presenza
di prove forti e convincenti.
(Da:
Corriere del Ticino, 24 dicembre 2003)
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