L'inganno nella parapsicologia

Introduzione a L'illusione del paranormale

 


Questo non è un libro contro la parapsicologia. Piuttosto, è un libro a favore del paranormale. Se esiste. Vediamo di capire meglio cosa ciò significhi.
Il tema dei fenomeni paranormali è argomento dibattuto quotidianamente in televisione e sui giornali; tuttavia, l'immagine che traspare dalla tipica trattazione giornalistica di questi fenomeni è completamente acritica e superficiale. I media, infatti, danno spesso a intendere che il paranormale sia una realtà assodata, se non addirittura "dimostrata scientificamente".
Che questa sia una convinzione molto diffusa non sorprende: che essa corrisponda a verità è però un altro paio di maniche. Non è sufficiente dire che tutti hanno sentito parlare di queste cose e che molti hanno vissuto direttamente delle esperienze strane o insolite per potere concludere che si tratta di fenomeni realmente paranormali. Ci potrebbero essere molte altre spiegazioni possibili: una coincidenza, un errore di interpretazione, un'allucinazione, uno scherzo, un imbroglio... L'unico modo per essere certi sulla reale causa del fenomeno insolito è quello di affrontarlo secondo modalità scientificamente accettabili.
Perché il metodo scientifico dovrebbe essere migliore di altre modalità conoscitive nell'affrontare questi fenomeni? Perché è un metodo che fino a oggi si è dimostrato utilissimo per scoprire come funziona il mondo; la scienza raccoglie le migliori prove a favore di un'idea e poi le valuta, chiedendo: quanto attendibili sono queste prove? Esistono spiegazioni più semplici? Ci sono delle prove contro questa idea? Possiamo pensare a degli esperimenti che riescano a dimostrarne la validità? È attraverso questo tipo di domande che si può sperare di capire qualcosa di più sulla natura che ci circonda e, quindi, sui presunti fenomeni paranormali. L'alternativa è accettare per fede che il paranormale esiste perché lo dice quel tale esperto o perché quell'altro illuminato lo ha scritto in un libro. Alcuni sostengono che "la scienza non conosce tutto" e che "ciò che oggi sembra magia domani potrebbe essere considerato scienza". Sono d'accordo sul fatto che le "verità" scientifiche hanno un valore provvisorio, come del resto la storia della scienza dimostra. Tuttavia, se oggi si possono vedere immagini trasmesse su uno schermo da migliaia di chilometri di distanza o se si può viaggiare nello spazio, eventi che un tempo sarebbero stati considerati "pura magia", lo si deve esclusivamente alla scienza e ai suoi progressi, e non alle rivelazioni di un mago o alle veggenze di una chiromante.
A proposito di prove, l'astronomo e matematico francese Pierre Simon de Laplace diceva che il valore delle prove per un'affermazione straordinaria deve essere proporzionato alla stranezza dell'affermazione. In altre parole: affermazioni straordinarie richiedono prove altrettanto straordinarie. Che cosa significa? Che se qualcuno dice di avere visto Elvis Presley una volta passeggiare per strada potremmo anche credergli sulla parola: se ha fatto un viaggio negli Stati Uniti negli anni sessanta o settanta potrebbe anche essere vero. Ma se qualcuno dice di avere visto Elvis Presley passeggiare per strada questa mattina la sua parola non è più sufficiente per credergli, le sue prove devono essere veramente convincenti. La stessa cosa succede con il paranormale. Se qualcuno dice di avere scattato una fotografia a un fiore ci basta la sua parola. Se qualcuno dice di avere scattato una fotografia al proprio pensiero, allora dobbiamo chiedere delle prove sufficientemente forti e sicure prima di poterci credere.
Come stanno le cose per quanto riguarda la parapsicologia? A tutt'oggi, non esistono ancora delle prove attendibili e convincenti per poter dire che certi fenomeni strani e insoliti sono di natura paranormale. Questo è un dato di fatto, e non l'opinione di qualche scettico irriducibile. Gli stessi parapsicologi - che spesso vengono confusi dal pubblico con i maghi o gli occultisti ma che, in realtà, sono semplicemente degli studiosi, di solito psicologi o fisici, che fanno ricerca in laboratorio - sono i primi ad ammetterlo. Uno dei più noti parapsicologi inglesi, John Beloff, ha dichiarato qualche tempo fa che la parapsicologia «aspira a raggiungere lo stato delle scienze istituite... Ma finora essa è una scienza senza successo dato che nessun esperimento dimostrante chiaramente l'esistenza del paranormale è stato costantemente ripetuto da altri studiosi in altri laboratori con gli stessi risultati. Spesso gli studiosi stessi non sono in grado di replicare i loro esperimenti»
(1).
Con questo non vogliamo affatto dire che "il paranormale non esiste" ma, piuttosto, che le prove raccolte finora non sono sufficienti per credere che esso esista. Chissà, forse un domani sarà possibile finalmente ottenere questo tipo di prove, o forse no. In ogni caso, è importante continuare la ricerca nonostante tutte le difficoltà.

Il problema della frode
Uno dei motivi per cui la parapsicologia è guardata con sospetto dalle altre scienze e spesso derisa o comunque ignorata è il fatto che molti dei suoi casi più celebri, a una più attenta analisi, si sono rivelati essere dovuti a errori nelle procedure, difetti nelle elaborazioni statistiche, lacune nei sistemi di controllo o, talvolta, a vere e proprie frodi.
L'atteggiamento nei confronti della frode nel paranormale, da parte dei parapsicologi, è di vario tipo. Per alcuni, fortunatamente una minoranza, il problema della frode non esiste; nel senso che, secondo costoro, mai medium e sensitivi avrebbero imbrogliato. Costoro sono pronti a negare anche l'evidenza più schiacciante, inventando spiegazioni e razionalizzazioni ad hoc (e ne vedremo tanti esempi nel corso del libro), pur di mantenere intatta l'illusione di una realtà paranormale che esiste solo nella loro fantasia.
Per altri è meglio stendere un pietoso velo di silenzio e dimenticarsi degli spiacevoli incidenti del passato, sperando che niente del genere si verifichi più. Una nota raccolta enciclopedica curata da Ugo Dèttore, Paranormale - Dizionario enciclopedico (Mondadori, 1992), per esempio, presenta i casi di sedicenti medium e sensitivi come Eusapia Palladino, Margery, Eva C., Florence Cook, Uri Geller, Gerard Croiset e altri senza fare alcun accenno alle tante volte in cui furono scoperti i loro inganni.
Ci sono poi alcuni che ritengono il problema comune a qualunque altra forma di ricerca scientifica. D'altra parte, argomentano, non è forse vero che anche famosi scienziati come Galileo o Mendel hanno in qualche caso alterato i loro dati per farli sembrare migliori? La questione, però, è che le teorie di Galileo e di Mendel, al di là di qualche discutibile pratica metodologica, si sono comunque dimostrate vere alla prova dei fatti: tanti altri ricercatori, dopo di loro, hanno potuto ottenere i loro stessi risultati e, quindi, dimostrare che avevano ragione. In parapsicologia, purtroppo, non è così. Come diceva Beloff, infatti, spesso un ricercatore non è in grado di replicare «nemmeno i suoi stessi esperimenti». Di conseguenza, il fatto che i risultati più clamorosi della parapsicologia si rivelino essere spesso degli imbrogli non è un problema che può passare in secondo piano. C'è infatti la possibilità, come dice la parapsicologa Susan Blackmore, che alla fine i fenomeni paranormali si rivelino essere esclusivamente "rumore di fondo" (errori, frodi, coincidenze...) e nient'altro.
I parapsicologi più coscienziosi, infine, sono convinti del fatto che se la parapsicologia vuole fare dei passi avanti come disciplina scientifica e sperare di ottenere qualche risultato, sempre che ciò sia possibile, è indispensabile liberarsi da imbrogli e superstizioni e affrontare lo studio con la massima scrupolosità. Secondo il parapsicologo John Palmer: «La frode psichica... è stata il fattore che da solo ha più contribuito a danneggiare la reputazione della parapsicologia e a ritardarne la crescita»
(2).
Ed eccoci, dunque, al perché questo libro può essere considerato come un libro a favore e non contro il paranormale. Temi di discussione nelle prossime pagine sono, per l'appunto, l'inganno e l'autoinganno in parapsicologia. Ripercorreremo i casi storici più famosi, e molti di quelli meno noti, che hanno impegnato per mesi, o spesso per anni, studiosi intelligenti che vi si sono dedicati con passione, nella speranza di trovarsi veramente sulla soglia di nuove, formidabili scoperte. Ebbene, questi studi e queste ricerche non hanno fatto fare alcun passo avanti alla parapsicologia ma, in compenso, hanno dimostrato come la mente umana sia spesso propensa a lasciarsi ingannare da abili e convincenti imbroglioni se non, addirittura, da sé stessa quando il desiderio di credere è molto forte. Si tratta di una lezione importante, che vale la pena conoscere e tenere sempre a mente.
Sono infatti convinto che conoscere i tanti trabocchetti psicologici in cui anche lo scienziato più accorto può cadere sia estremamente utile: specie se ci si avvicina a un campo come la parapsicologia, in cui per tanto tempo i ciarlatani hanno sguazzato a loro piacimento e dove è molto facile confondere i propri desideri con la realtà. Che ciò sia di fondamentale importanza lo crede anche Robert L. Morris, psicologo all'Università di Edimburgo, che detiene la singolare caratteristica di essere titolare dell'unica cattedra universitaria di parapsicologia attualmente esistente al mondo
(3). Nel programma di ricerca di tale cattedra, infatti, è previsto tra l'altro proprio lo studio delle tecniche di inganno nel paranormale(4).
Morris e il suo collega Richard Wiseman ritengono anche che non prendere le dovute precauzioni per evitare la frode può portare un ricercatore a doversi difendere da accuse infondate:


Questo problema può forse essere meglio illustrato da un esempio ipotetico. Immaginiamo che un individuo con reali facoltà paranormali si rivolga a dei ricercatori per essere studiato. Sia i ricercatori che il sensitivo possono investire tempo e denaro nella preparazione e svolgimento di studi pilota e sperimentazioni formali. Inoltre, immaginiamo che il sedicente sensitivo produca reali fenomeni paranormali. Se i ricercatori non hanno preparato, eseguito e riportato correttamente gli esperimenti, i critici potrebbero essere in grado di smontare i risultati come dovuti probabilmente a frode. Se questo è il caso gli sforzi degli sperimentatori e del sensitivo saranno stati sprecati. Inoltre, il sensitivo potrà doversi trovare ad affrontare la spiacevole esperienza di sentirsi dare dell'imbroglione e ciò, di conseguenza, potrebbe scoraggiare altri sensitivi dal farsi avanti per partecipare a esperimenti parapsicologici.
(5)


Quando uscì un altro mio libro, Viaggio tra gli spiriti, in cui ripercorrevo la storia dello spiritismo e rivelavo per la prima volta al pubblico italiano i tanti inganni e sotterfugi utilizzati dai medium per realizzare le loro sedute spiritiche e per ingannare fior di scienziati, la reazione più diffusa dei "sostenitori del paranormale" fu di sdegno e di accusa per chi aveva osato tanto. La stessa reazione aveva accolto quasi vent'anni prima la famosa inchiesta sulla parapsicologia di Piero Angela. Un comportamento del genere equivale a sgridare il bambino che, dicendo che il re era nudo, constatava l'ovvio. Si cerca, cioè, di rimuovere il problema spostando gli attacchi su chi li denuncia: si cerca di demolire la credibilità dello studioso, anziché esaminare, ed eventualmente criticare, le prove e gli argomenti che egli porta.
C'è dunque da sperare che, oggi, il messaggio possa essere finalmente recepito anche dai tanti in Italia che si interessano di questi argomenti. A giudicare dalle parole di Piero Cassoli, decano della parapsicologia italiana, che non si è sentito minacciato dal tipo di critiche da me mosse alla parapsicologia, ma si è detto «personalmente lieto di questa nuova competenza che abbiamo in Italia nella persona di Massimo Polidoro»
(6), c'è da pensare che i tempi siano finalmente maturi.

Il ruolo del prestigiatore
Ma come può succedere, viene spontaneo chiedersi, che illustri uomini e donne di scienza, in alcuni casi addirittura dei premi Nobel, si lascino ingannare da truffatori senza scrupoli e da trucchetti dozzinali? La risposta sta nel semplice fatto, troppo spesso trascurato, che solitamente gli scienziati non sono preparati per scoprire dei trucchi: non è il loro mestiere. Di solito si pensa che se una persona ha una mente brillante, intelligente, colta e preparata dovrebbe anche essere in grado di individuare una frode. Ma la realtà è ben diversa. Lo scienziato ragiona secondo un filo logico: se un composto chimico in determinate condizioni si comporta in un certo modo, ogni volta che verrà messo in quelle condizioni si comporterà sempre nello stesso modo. Albert Einstein diceva: «La Natura nasconde i suoi segreti per mezzo della sua intrinseca grandezza, non per mezzo dell'inganno». Gli esseri umani, invece, propendono spesso a servirsi anche della seconda alternativa. Anche l'astronomo francese Camille Flammarion, che pure credeva nei poteri paranormali della medium Eusapia Palladino, riconosceva che: «gli scienziati sono forse le persone più facilmente ingannabili, perché le osservazioni scientifiche sono sempre oneste, perché con la natura - si tratti di un astro o di una molecola - non c'è da stare in guardia, e perché gli scienziati sono abituati a constatare semplicemente i fatti che si presentano»
(7).
È molto difficile, dunque, per una persona non esperta in trucchi e imbrogli escogitare le condizioni adatte per escludere da un esperimento con un sedicente sensitivo ogni possibilità di frode; anzi, è praticamente impossibile, perché un ciarlatano in gamba può sempre trovare il modo di mettere nel sacco uno scienziato non preparato (e ne vedremo presto tanti esempi).
Non c'è allora alcuna difesa contro gli imbroglioni? Cosa deve fare un parapsicologo che intenda studiare le capacità di un sedicente sensitivo secondo le metodologie scientifiche ma che, allo stesso tempo, desideri anche evitare di essere ingannato? Le alternative sono due: o segue per almeno una decina d'anni un corso intensivo di illusionismo, impara tutte le tecniche prestidigitatorie, le manipolazioni, le trappole psicologiche e si tiene costantemente aggiornato sulle nuove invenzioni "magiche", oppure ricorre alla consulenza di un prestigiatore competente in trucchi pseudo-paranormali.
Per chi non avesse ben chiara la differenza tra prestigiatori e sensitivi, il prestigiatore (come Houdini, David Copperfield o Silvan, per citare dei nomi noti a tutti) è un artista che si guadagna da vivere interpretando la parte del "mago": produce magie sulla scena, ma si serve di trucchi e lo ammette senza problemi, lo fa per divertire e stupire il pubblico, non per truffarlo, proprio come al cinema si usano gli effetti speciali. Medium e sensitivi, invece, affermano di compiere autentiche "magie"... solo che spesso vengono sorpresi a servirsi di nascosto degli stessi trucchi dei prestigiatori. Per questo motivo, dunque, l'aiuto di un prestigiatore esperto può essere fondamentale per capire se un presunto sensitivo imbroglia o meno.
Nel 1921, uno dei principali ricercatori psichici dell'epoca, l'inglese Eric J. Dingwall (1895-1986), scriveva:


Rinunciare ai servizi di un prestigiatore sarebbe sciocco quanto rinunciare ai servizi di uno psichiatra... Per quegli studiosi che desiderano scoprire le leggi meccaniche che sottostanno ai fenomeni fisici, l'aiuto di un prestigiatore è sicuramente importante... Quando riesaminiamo la storia dei medium che scrivevano messaggi sulle lavagne, come possiamo non riconoscere i benefici derivati dallo studio dell'arte magica?... Confesso di non essere in grado di comprendere come un medium professionista possa essere definito un ciarlatano finché non viene scoperto, e per scoprire il suo modus operandi i servigi di un prestigiatore, secondo me, sono indispensabili.
(8)


Cinquant'anni dopo, un gruppo di scienziati del King’s College di Londra, tra cui il premio Nobel Maurice Wilkins, ribadiva il fatto rendendo pubblica la seguente dichiarazione:


Il sig. James Randi è comparso oggi dinanzi a noi al Dipartimento di Biofisica e ha dimostrato in laboratorio la sua capacità di piegare e spezzare cucchiai e chiavi che noi avevamo fornito.
Egli ha inoltre fatto muovere un contatore Geiger, ha reso flessibile e infine spezzato un cucchiaio. Poi ha provocato la flessione dell’ago di una bussola di 15°.
Noi eravamo perfettamente al corrente che il sig. Randi era un prestigiatore, e lo osservammo attentamente sapendo che stava facendo dei trucchi.
Non gli demmo neppure alcuno dei vantaggi che possono venir dati a un sensitivo. Dopo la dimostrazione egli ci rivelò come aveva compiuto queste cose.
Noi crediamo quindi che per indagare fenomeni di apparente natura paranormale sia necessaria la stretta collaborazione di un prestigiatore qualificato.
(9)


Appelli di questo tipo, tuttavia, hanno continuato a lungo a cadere nel vuoto e altri scienziati si sono lasciati imbrogliare da sensitivi poi scoperti essere fraudolenti. Consideriamo per esempio la seguente vicenda.
Nel 1979 un noto laboratorio di parapsicologia americano, il McDonnell Laboratory for Psychical Research, istituito presso la Washington University
(10) di St. Louis, nel Missouri, lanciò un appello per cercare persone dotate di poteri psicocinetici disposte a sottoporsi a esperimenti scientifici. Di tutte le persone che si presentarono, due ragazzi, Steve Shaw e Michael Edwards, passarono i test preliminari e si dimostrarono i soggetti più dotati: essi parevano in grado di piegare metalli con il pensiero, indovinare disegni nascosti in buste chiuse e muovere oggetti senza toccarli.
Il prestigiatore James Randi contattò il fisico Peter Phillips, direttore del Laboratorio di St. Louis, e cercò di metterlo in guardia contro il rischio di frode, gli suggerì alcuni controlli da applicare alle dimostrazioni e si offrì di partecipare alle sperimentazioni, gratuitamente e senza volere alcuna pubblicità. I ricercatori rifiutarono i consigli di Randi e respinsero la sua offerta di collaborazione.
Quando arrivò il momento di pubblicare i dati delle ricerche condotte con i ragazzi nel corso di tre anni, al termine dei quali i parapsicologi erano sicuri di avere potuto documentare finalmente degli autentici fenomeni paranormali, ci fu un colpo di scena. James Randi convocò una conferenza stampa e rivelò che Shaw ed Edwards, i due sensitivi studiati al laboratorio parapsicologico di St. Louis, erano in realtà due prestigiatori dilettanti: li aveva mandati lui stesso chiedendo loro di fingersi sensitivi. Gli scienziati si erano lasciati ingannare per il semplice fatto che non erano preparati a scoprire dei trucchi
(11).
Detto questo, non bisogna fare l'errore di credere che i parapsicologi siano tutti degli incompetenti e che i prestigiatori siano invece i "salvatori della patria". Non sono affatto rari i casi di prestigiatori, anche famosi, che hanno dichiarato autentici degli apparenti fenomeni paranormali solamente perché non conoscevano il trucco usato da quel medium o da quel sensitivo. Non basta infatti conoscere dei giochi di prestigio per poter svolgere in maniera valida il ruolo di consulenti in esperimenti con dei sensitivi. Nell'illusionismo, come in tante altre attività, esistono numerosissime specializzazioni: illusioni da palcoscenico, magia comica, escapologia, magia con le carte, giochi da tavolo, mentalismo... Solo chi è specializzato in quest'ultima branca, il mentalismo, potrà essere di qualche aiuto in parapsicologia. Il mentalismo, infatti, riproduce con trucchi fisici e trappole psicologiche i vari fenomeni paranormali: lettura del pensiero, previsione di eventi futuri, movimento di oggetti a distanza e così via. Ma nemmeno questa specializzazione, da sola, è sufficiente. È altrettanto importante possedere una buona conoscenza degli aspetti psicologici dell'inganno, delle tecniche di sperimentazione scientifica, oltre che della storia della parapsicologia e della ricerca psichica. Un prestigiatore può anche essere molto bravo e molto famoso ma se non sa niente di tutto ciò non è più utile di un cantante rock o di una ballerina della Scala nel fungere da consulente in una ricerca sperimentale con un presunto sensitivo. Lo stesso David Copperfield, che è oggi considerato il più famoso illusionista del mondo, ha ammesso, in mia presenza, che quando qualcuno gli parla di paranormale lui lo invita a leggersi un libro di James Randi
(12).
D'altro canto, non è nemmeno vero che i parapsicologi siano tutti dei creduloni. Alcune delle migliori indagini critiche dei primi anni della ricerca psichica, con tanto di smascheramento di imbrogli, furono realizzate, per esempio, proprio da alcuni componenti dell'inglese Society for Psychical Research. Lo stesso J. B. Rhine, il padre della parapsicologia, ha spesso avuto a che fare con dei ciarlatani e non ha mai esitato a definirli per quello che erano. Oggi, la parapsicologia internazionale è ben conscia dei rischi che si corrono nella sperimentazione con sedicenti sensitivi e, per questo, fa solitamente ricorso a esperti di frode paranormale; talvolta, come nel caso di Richard Wiseman, dell'Unità di ricerca parapsicologica Perrot-Warrick dell'Università dell'Hertfordshire, è lo stesso parapsicologo a essere un autentico esperto di trucchi e inganni.
Detto questo, però, bisogna essere obiettivi e riconoscere che fino a oggi la gran parte dei parapsicologi non ha certo brillato per spirito critico. Troppo spesso, infatti, i parapsicologi (in particolare nel nostro paese) hanno mostrato, e mostrano tuttora, una ferma volontà di credere sempre e a tutti i costi che ci debba essere qualcosa di paranormale là dove, invece, tutto è perfettamente normale e, per contro, una totale cecità verso ogni semplice spiegazione che potrebbe risolvere il "mistero".
Dopo oltre un secolo di scontri tra proponenti e critici della parapsicologia, dunque, c'è da augurarsi che oggi stia finalmente per cominciare una fase di collaborazione, fondata su un comune accordo circa alcune questioni fondamentali. Per cominciare, è sicuramente interesse di entrambi sbarazzarsi di superstizioni e ciarlatani: la parapsicologia, e comunque la ricerca scientifica, avrà solo da guadagnarci. Il libro che ora tenete tra le mani vuole, per l'appunto, contribuire ad archiviare quelle tante esperienze e quei casi che, d'ora in poi, sarebbe bello non fossero più presentati come "le prove provate dell'esistenza del paranormale".
Una volta fatto questo, ci si potrà concentrare sugli aspetti più propositivi e costruttivi di una collaborazione tra parapsicologi e scettici, si potranno cioè esaminare i fenomeni e smettere finalmente di limitarsi a discuterne. Questo non significa certo automaticamente che alla fine scopriremo davvero che i poteri paranormali esistono (anche se sarebbe bello), ma se non altro avremo certamente imparato qualcosa di più sulla psicologia umana. Fosse anche solamente la conferma dell'eterno desiderio di volersi fare ingannare.


Massimo Polidoro

 

Note

1) Beloff, J., 1978, Human Nature, 1, pp. 68-74.
2) Palmer, J., 1988, Lettera, Journal of the Society for Psychical Research (d'ora in poi: JSPR), 55, p. 109.
3) La Koestler Chair of Parapsychology fu istituita presso l'Università di Edimburgo nel 1984 in seguito al lascito testamentario del famoso scrittore Arthur Koestler.
4) Questo tipo di lavoro è ripreso anche da un altro psicologo inglese, Richard Wiseman, titolare di un'unità di ricerca in parapsicologia presso l'Università dell'Hertfordshire - anche questa unità è stata istituita, nel 1992, in seguito a un lascito testamentario di due soci della Society for Psychical Research.
5) Wiseman, R. e R. L. Morris, 1995, Guidelines for testing psychic claimants, Hatfield: University of Hertfordshire Press, p. 12.
6) Cassoli, P., 1997, Recensioni di Misteri (Eco) e Dizionario del paranormale(Esedra), Quaderni di parapsicologia (d'ora in poi: QP), vol. 28, 2, ottobre, pp. 104-106.
7) Flammarion, C., 1907, Les forces naturelles inconnues, Parigi: Flammarion Editeur (ed. ital.: 1989, Eusapia Paladino [sic] la medium, Milano: Messaggeri Pontremolesi, p. 143).
8) Dingwall, E. J., 1921, "Magic and Mediumship", Psychic Research Quarterly, 1, p. 218.
9) Randi, J., 1975, The Magic of Uri Geller, New York: Ballantine Books, p. 302.
10) Il McDonnell Laboratory fu istituito grazie a un'ingente donazione di cinque milioni di dollari versati all'Università da James McDonnell, presidente della McDonnell-Douglas Aircraft Corporation e sostenitore della parapsicologia.
11) Sul "Progetto Alfa" (così Randi aveva battezzato l'esperimento) vedi: Randi, J., 1983, "The Project Alpha Experiment: Part 1. The First Two Years", The Skeptical Inquirer [d'ora in poi: SkInq], Summer, pp. 24-33; "The Project Alpha Experiment: Part 2. Beyond the Laboratory", SkInq, Fall, pp. 36-45 (entrambi gli articoli sono stati ristampati e tradotti in italiano in: Randi, James, Avventure nel mistero, Quaderni del CICAP vol. 2, Padova: CICAP, 1999); Collins, H., 1983, "Magicians in the Laboratory: A New Role to Play", New Scientist, 30 giugno 1983, pp. 929-931; Gardner, M., 1983-84, "Magicians in the Psi Lab: Many Misconceptions", SkInq, Winter, pp. 111-116; Truzzi, M., 1987, "Reflections on Project Alpha: Scientific Experiment or Conjuror's Illusion?", Zetetic Scholar, 12/13, pp. 73-98.
12) Sul ruolo dei prestigiatori negli esperimenti di parapsicologia può essere interessante la panoramica (completa di un'estesa bibliografia sull'argomento) realizzata da Marcello Truzzi: 1997, "Reflections on the Sociology and Social Psychology of Conjurors and Their Relations with Psychical Research", in: Krippner, S. (ed.), 1997, Advances in Parapsychology 8, Jefferson, NC: McFarland & Co; vedi anche: Hansen, G. P., 1985, "A brief overview of magic for parapsychologists", Parapsychological Review, XVI, 2, pp. 5-8; Hansen, G. P., 1987, "Examples of a need for conjuring knowledge", in: Weiner, D. H. e R. D. Nelson (eds.), 1987, Research in Parapsychology 1986, Meutchen, NJ: Scarecrow Press Ltd., pp. 185-186

(Dall'introduzione a L'illusione del paranormale)