L'inganno
nella parapsicologia
Introduzione
a L'illusione del paranormale
Questo non è un libro contro la parapsicologia. Piuttosto, è un
libro a favore del paranormale. Se esiste. Vediamo di capire meglio cosa ciò significhi.
Il tema dei fenomeni paranormali è argomento dibattuto quotidianamente
in televisione e sui giornali; tuttavia, l'immagine che traspare dalla tipica
trattazione giornalistica di questi fenomeni è completamente acritica
e superficiale. I media, infatti, danno spesso a intendere che il paranormale
sia una realtà assodata, se non addirittura "dimostrata scientificamente".
Che questa sia una convinzione molto diffusa non sorprende: che essa corrisponda
a verità è però un altro paio di maniche. Non è sufficiente
dire che tutti hanno sentito parlare di queste cose e che molti hanno vissuto
direttamente delle esperienze strane o insolite per potere concludere che si
tratta di fenomeni realmente paranormali. Ci potrebbero essere molte altre spiegazioni
possibili: una coincidenza, un errore di interpretazione, un'allucinazione, uno
scherzo, un imbroglio... L'unico modo per essere certi sulla reale causa del
fenomeno insolito è quello di affrontarlo secondo modalità scientificamente
accettabili.
Perché il metodo scientifico dovrebbe essere migliore di altre modalità conoscitive
nell'affrontare questi fenomeni? Perché è un metodo che fino a
oggi si è dimostrato utilissimo per scoprire come funziona il mondo; la
scienza raccoglie le migliori prove a favore di un'idea e poi le valuta, chiedendo:
quanto attendibili sono queste prove? Esistono spiegazioni più semplici?
Ci sono delle prove contro questa idea? Possiamo pensare a degli esperimenti
che riescano a dimostrarne la validità? È attraverso questo tipo
di domande che si può sperare di capire qualcosa di più sulla natura
che ci circonda e, quindi, sui presunti fenomeni paranormali. L'alternativa è accettare
per fede che il paranormale esiste perché lo dice quel tale esperto o
perché quell'altro illuminato lo ha scritto in un libro. Alcuni sostengono
che "la scienza non conosce tutto" e che "ciò che oggi
sembra magia domani potrebbe essere considerato scienza". Sono d'accordo
sul fatto che le "verità" scientifiche hanno un valore provvisorio,
come del resto la storia della scienza dimostra. Tuttavia, se oggi si possono
vedere immagini trasmesse su uno schermo da migliaia di chilometri di distanza
o se si può viaggiare nello spazio, eventi che un tempo sarebbero stati
considerati "pura magia", lo si deve esclusivamente alla scienza e
ai suoi progressi, e non alle rivelazioni di un mago o alle veggenze di una chiromante.
A proposito di prove, l'astronomo e matematico francese Pierre Simon de Laplace
diceva che il valore delle prove per un'affermazione straordinaria deve essere
proporzionato alla stranezza dell'affermazione. In altre parole: affermazioni
straordinarie richiedono prove altrettanto straordinarie. Che cosa significa?
Che se qualcuno dice di avere visto Elvis Presley una volta passeggiare per strada
potremmo anche credergli sulla parola: se ha fatto un viaggio negli Stati Uniti
negli anni sessanta o settanta potrebbe anche essere vero. Ma se qualcuno dice
di avere visto Elvis Presley passeggiare per strada questa mattina la sua parola
non è più sufficiente per credergli, le sue prove devono essere
veramente convincenti. La stessa cosa succede con il paranormale. Se qualcuno
dice di avere scattato una fotografia a un fiore ci basta la sua parola. Se qualcuno
dice di avere scattato una fotografia al proprio pensiero, allora dobbiamo chiedere
delle prove sufficientemente forti e sicure prima di poterci credere.
Come stanno le cose per quanto riguarda la parapsicologia? A tutt'oggi, non esistono
ancora delle prove attendibili e convincenti per poter dire che certi fenomeni
strani e insoliti sono di natura paranormale. Questo è un dato di fatto,
e non l'opinione di qualche scettico irriducibile. Gli stessi parapsicologi -
che spesso vengono confusi dal pubblico con i maghi o gli occultisti ma che,
in realtà, sono semplicemente degli studiosi, di solito psicologi o fisici,
che fanno ricerca in laboratorio - sono i primi ad ammetterlo. Uno dei più noti
parapsicologi inglesi, John Beloff, ha dichiarato qualche tempo fa che la parapsicologia «aspira
a raggiungere lo stato delle scienze istituite... Ma finora essa è una
scienza senza successo dato che nessun esperimento dimostrante chiaramente l'esistenza
del paranormale è stato costantemente ripetuto da altri studiosi in altri
laboratori con gli stessi risultati. Spesso gli studiosi stessi non sono in grado
di replicare i loro esperimenti»(1).
Con questo non vogliamo affatto dire che "il paranormale non esiste" ma,
piuttosto, che le prove raccolte finora non sono sufficienti per credere che
esso esista. Chissà, forse un domani sarà possibile finalmente
ottenere questo tipo di prove, o forse no. In ogni caso, è importante
continuare la ricerca nonostante tutte le difficoltà.
Il
problema della frode
Uno dei motivi per cui la parapsicologia è guardata con sospetto dalle
altre scienze e spesso derisa o comunque ignorata è il fatto che molti
dei suoi casi più celebri, a una più attenta analisi, si sono rivelati
essere dovuti a errori nelle procedure, difetti nelle elaborazioni statistiche,
lacune nei sistemi di controllo o, talvolta, a vere e proprie frodi.
L'atteggiamento nei confronti della frode nel paranormale, da parte dei parapsicologi, è di
vario tipo. Per alcuni, fortunatamente una minoranza, il problema della frode
non esiste; nel senso che, secondo costoro, mai medium e sensitivi avrebbero
imbrogliato. Costoro sono pronti a negare anche l'evidenza più schiacciante,
inventando spiegazioni e razionalizzazioni ad hoc (e ne vedremo tanti esempi
nel corso del libro), pur di mantenere intatta l'illusione di una realtà paranormale
che esiste solo nella loro fantasia.
Per altri è meglio stendere un pietoso velo di silenzio e dimenticarsi
degli spiacevoli incidenti del passato, sperando che niente del genere si verifichi
più. Una nota raccolta enciclopedica curata da Ugo Dèttore, Paranormale
- Dizionario enciclopedico (Mondadori, 1992), per esempio, presenta i casi di
sedicenti medium e sensitivi come Eusapia Palladino, Margery, Eva C., Florence
Cook, Uri Geller, Gerard Croiset e altri senza fare alcun accenno alle tante
volte in cui furono scoperti i loro inganni.
Ci sono poi alcuni che ritengono il problema comune a qualunque altra forma
di ricerca scientifica. D'altra parte, argomentano, non è forse vero che
anche famosi scienziati come Galileo o Mendel hanno in qualche caso alterato
i loro dati per farli sembrare migliori? La questione, però, è che
le teorie di Galileo e di Mendel, al di là di qualche discutibile pratica
metodologica, si sono comunque dimostrate vere alla prova dei fatti: tanti altri
ricercatori, dopo di loro, hanno potuto ottenere i loro stessi risultati e, quindi,
dimostrare che avevano ragione. In parapsicologia, purtroppo, non è così.
Come diceva Beloff, infatti, spesso un ricercatore non è in grado di replicare «nemmeno
i suoi stessi esperimenti». Di conseguenza, il fatto che i risultati più clamorosi
della parapsicologia si rivelino essere spesso degli imbrogli non è un
problema che può passare in secondo piano. C'è infatti la possibilità,
come dice la parapsicologa Susan Blackmore, che alla fine i fenomeni paranormali
si rivelino essere esclusivamente "rumore di fondo" (errori, frodi,
coincidenze...) e nient'altro.
I parapsicologi più coscienziosi, infine, sono convinti del fatto che
se la parapsicologia vuole fare dei passi avanti come disciplina scientifica
e sperare di ottenere qualche risultato, sempre che ciò sia possibile, è indispensabile
liberarsi da imbrogli e superstizioni e affrontare lo studio con la massima scrupolosità.
Secondo il parapsicologo John Palmer: «La frode psichica... è stata
il fattore che da solo ha più contribuito a danneggiare la reputazione
della parapsicologia e a ritardarne la crescita»(2).
Ed eccoci, dunque, al perché questo libro può essere considerato
come un libro a favore e non contro il paranormale. Temi di discussione nelle
prossime pagine sono, per l'appunto, l'inganno e l'autoinganno in parapsicologia.
Ripercorreremo i casi storici più famosi, e molti di quelli meno noti,
che hanno impegnato per mesi, o spesso per anni, studiosi intelligenti che vi
si sono dedicati con passione, nella speranza di trovarsi veramente sulla soglia
di nuove, formidabili scoperte. Ebbene, questi studi e queste ricerche non hanno
fatto fare alcun passo avanti alla parapsicologia ma, in compenso, hanno dimostrato
come la mente umana sia spesso propensa a lasciarsi ingannare da abili e convincenti
imbroglioni se non, addirittura, da sé stessa quando il desiderio di credere è molto
forte. Si tratta di una lezione importante, che vale la pena conoscere e tenere
sempre a mente.
Sono infatti convinto che conoscere i tanti trabocchetti psicologici in cui
anche lo scienziato più accorto può cadere sia estremamente utile: specie
se ci si avvicina a un campo come la parapsicologia, in cui per tanto tempo i
ciarlatani hanno sguazzato a loro piacimento e dove è molto facile confondere
i propri desideri con la realtà. Che ciò sia di fondamentale importanza
lo crede anche Robert L. Morris, psicologo all'Università di Edimburgo,
che detiene la singolare caratteristica di essere titolare dell'unica cattedra
universitaria di parapsicologia attualmente esistente al mondo(3).
Nel programma di ricerca di tale cattedra, infatti, è previsto tra l'altro proprio lo
studio delle tecniche di inganno nel paranormale(4).
Morris e il suo collega Richard Wiseman ritengono anche che non prendere le
dovute precauzioni per evitare la frode può portare un ricercatore a doversi
difendere da accuse infondate:
Questo problema può forse essere meglio illustrato da
un esempio ipotetico. Immaginiamo che un individuo con reali facoltà paranormali
si rivolga a dei ricercatori per essere studiato. Sia i ricercatori
che il sensitivo possono
investire tempo e denaro nella preparazione e svolgimento di studi pilota
e sperimentazioni formali. Inoltre, immaginiamo che il sedicente
sensitivo produca reali fenomeni
paranormali. Se i ricercatori non hanno preparato, eseguito e riportato correttamente
gli esperimenti, i critici potrebbero essere in grado di smontare i risultati
come dovuti probabilmente a frode. Se questo è il caso gli sforzi
degli sperimentatori e del sensitivo saranno stati sprecati. Inoltre, il
sensitivo
potrà doversi trovare ad affrontare la spiacevole esperienza di sentirsi
dare dell'imbroglione e ciò, di conseguenza, potrebbe scoraggiare
altri sensitivi dal farsi avanti per partecipare a esperimenti parapsicologici.(5)
Quando uscì un altro mio libro, Viaggio tra gli spiriti, in cui ripercorrevo
la storia dello spiritismo e rivelavo per la prima volta al pubblico italiano
i tanti inganni e sotterfugi utilizzati dai medium per realizzare le loro sedute
spiritiche e per ingannare fior di scienziati, la reazione più diffusa
dei "sostenitori del paranormale" fu di sdegno e di accusa per chi
aveva osato tanto. La stessa reazione aveva accolto quasi vent'anni prima la
famosa inchiesta sulla parapsicologia di Piero Angela. Un comportamento del genere
equivale a sgridare il bambino che, dicendo che il re era nudo, constatava l'ovvio.
Si cerca, cioè, di rimuovere il problema spostando gli attacchi su chi
li denuncia: si cerca di demolire la credibilità dello studioso, anziché esaminare,
ed eventualmente criticare, le prove e gli argomenti che egli porta.
C'è dunque da sperare che, oggi, il messaggio possa essere finalmente
recepito anche dai tanti in Italia che si interessano di questi argomenti. A
giudicare dalle parole di Piero Cassoli, decano della parapsicologia italiana,
che non si è sentito minacciato dal tipo di critiche da me mosse alla
parapsicologia, ma si è detto «personalmente lieto di questa nuova
competenza che abbiamo in Italia nella persona di Massimo Polidoro»(6),
c'è da
pensare che i tempi siano finalmente maturi. Il
ruolo del prestigiatore
Ma come può succedere, viene spontaneo chiedersi, che illustri uomini
e donne di scienza, in alcuni casi addirittura dei premi Nobel, si lascino ingannare
da truffatori senza scrupoli e da trucchetti dozzinali? La risposta sta nel semplice
fatto, troppo spesso trascurato, che solitamente gli scienziati non sono preparati
per scoprire dei trucchi: non è il loro mestiere. Di solito si pensa che
se una persona ha una mente brillante, intelligente, colta e preparata dovrebbe
anche essere in grado di individuare una frode. Ma la realtà è ben
diversa. Lo scienziato ragiona secondo un filo logico: se un composto chimico
in determinate condizioni si comporta in un certo modo, ogni volta che verrà messo
in quelle condizioni si comporterà sempre nello stesso modo. Albert Einstein
diceva: «La Natura nasconde i suoi segreti per mezzo della sua intrinseca
grandezza, non per mezzo dell'inganno». Gli esseri umani, invece, propendono
spesso a servirsi anche della seconda alternativa. Anche l'astronomo francese
Camille Flammarion, che pure credeva nei poteri paranormali della medium Eusapia
Palladino, riconosceva che: «gli scienziati sono forse le persone più facilmente
ingannabili, perché le osservazioni scientifiche sono sempre oneste, perché con
la natura - si tratti di un astro o di una molecola - non c'è da stare
in guardia, e perché gli scienziati sono abituati a constatare semplicemente
i fatti che si presentano»(7).
È molto difficile, dunque, per una persona non esperta in trucchi e imbrogli
escogitare le condizioni adatte per escludere da un esperimento con un sedicente
sensitivo ogni possibilità di frode; anzi, è praticamente impossibile,
perché un ciarlatano in gamba può sempre trovare il modo di mettere
nel sacco uno scienziato non preparato (e ne vedremo presto tanti esempi).
Non c'è allora alcuna difesa contro gli imbroglioni? Cosa deve fare un
parapsicologo che intenda studiare le capacità di un sedicente sensitivo
secondo le metodologie scientifiche ma che, allo stesso tempo, desideri anche
evitare di essere ingannato? Le alternative sono due: o segue per almeno una
decina d'anni un corso intensivo di illusionismo, impara tutte le tecniche prestidigitatorie,
le manipolazioni, le trappole psicologiche e si tiene costantemente aggiornato
sulle nuove invenzioni "magiche", oppure ricorre alla consulenza di
un prestigiatore competente in trucchi pseudo-paranormali.
Per chi non avesse ben chiara la differenza tra prestigiatori e sensitivi,
il prestigiatore (come Houdini, David Copperfield o Silvan, per citare dei
nomi
noti a tutti) è un artista che si guadagna da vivere interpretando la
parte del "mago": produce magie sulla scena, ma si serve di trucchi
e lo ammette senza problemi, lo fa per divertire e stupire il pubblico, non per
truffarlo, proprio come al cinema si usano gli effetti speciali. Medium e sensitivi,
invece, affermano di compiere autentiche "magie"... solo che spesso
vengono sorpresi a servirsi di nascosto degli stessi trucchi dei prestigiatori.
Per questo motivo, dunque, l'aiuto di un prestigiatore esperto può essere
fondamentale per capire se un presunto sensitivo imbroglia o meno.
Nel 1921, uno dei principali ricercatori psichici dell'epoca, l'inglese Eric
J. Dingwall (1895-1986), scriveva:
Rinunciare ai servizi di un prestigiatore sarebbe sciocco quanto
rinunciare ai servizi di uno psichiatra... Per quegli studiosi
che desiderano scoprire
le leggi
meccaniche che sottostanno ai fenomeni fisici, l'aiuto di un prestigiatore è sicuramente
importante... Quando riesaminiamo la storia dei medium che scrivevano messaggi
sulle lavagne, come possiamo non riconoscere i benefici derivati dallo studio
dell'arte magica?... Confesso di non essere in grado di comprendere come un medium
professionista possa essere definito un ciarlatano finché non viene
scoperto, e per scoprire il suo modus operandi i servigi di un prestigiatore,
secondo me,
sono indispensabili.(8)
Cinquant'anni dopo, un gruppo di scienziati del King’s College di Londra,
tra cui il premio Nobel Maurice Wilkins, ribadiva il fatto rendendo pubblica
la seguente dichiarazione:
Il sig. James Randi è comparso oggi dinanzi a noi al Dipartimento di Biofisica
e ha dimostrato in laboratorio la sua capacità di piegare e spezzare
cucchiai e chiavi che noi avevamo fornito.
Egli ha inoltre fatto muovere un contatore Geiger, ha reso flessibile
e infine spezzato un cucchiaio. Poi ha provocato la flessione dell’ago di una bussola
di 15°.
Noi eravamo perfettamente al corrente che il sig. Randi era un prestigiatore,
e lo osservammo attentamente sapendo che stava facendo dei trucchi.
Non gli demmo neppure alcuno dei vantaggi che possono venir dati a un
sensitivo. Dopo la dimostrazione egli ci rivelò come aveva compiuto
queste cose.
Noi crediamo quindi che per indagare fenomeni di apparente natura paranormale
sia necessaria la stretta collaborazione di un prestigiatore qualificato.(9)
Appelli di questo tipo, tuttavia, hanno continuato a lungo a cadere
nel vuoto e altri scienziati si sono lasciati imbrogliare da
sensitivi poi
scoperti
essere fraudolenti. Consideriamo per esempio la seguente vicenda.
Nel 1979 un noto laboratorio di parapsicologia americano, il McDonnell
Laboratory for Psychical Research, istituito presso la Washington University(10) di
St. Louis, nel Missouri, lanciò un appello per cercare persone
dotate di poteri psicocinetici disposte a sottoporsi a esperimenti
scientifici. Di tutte le persone che si presentarono,
due ragazzi, Steve Shaw e Michael Edwards, passarono i test preliminari
e si dimostrarono i soggetti più dotati: essi parevano in grado
di piegare metalli con il pensiero, indovinare disegni nascosti in
buste chiuse e muovere
oggetti senza toccarli.
Il prestigiatore James Randi contattò il fisico Peter Phillips, direttore
del Laboratorio di St. Louis, e cercò di metterlo in guardia contro il
rischio di frode, gli suggerì alcuni controlli da applicare alle dimostrazioni
e si offrì di partecipare alle sperimentazioni, gratuitamente e senza
volere alcuna pubblicità. I ricercatori rifiutarono i consigli di Randi
e respinsero la sua offerta di collaborazione.
Quando arrivò il momento di pubblicare i dati delle ricerche
condotte con i ragazzi nel corso di tre anni, al termine dei quali
i parapsicologi erano
sicuri di avere potuto documentare finalmente degli autentici fenomeni
paranormali, ci fu un colpo di scena. James Randi convocò una
conferenza stampa e rivelò che
Shaw ed Edwards, i due sensitivi studiati al laboratorio parapsicologico
di St. Louis, erano in realtà due prestigiatori dilettanti:
li aveva mandati lui stesso chiedendo loro di fingersi sensitivi. Gli
scienziati si erano lasciati
ingannare per il semplice fatto che non erano preparati a scoprire
dei trucchi(11).
Detto questo, non bisogna fare l'errore di credere che i parapsicologi
siano tutti degli incompetenti e che i prestigiatori siano invece i "salvatori
della patria". Non sono affatto rari i casi di prestigiatori,
anche famosi, che hanno dichiarato autentici degli apparenti fenomeni
paranormali solamente
perché non conoscevano il trucco usato da quel medium o da quel
sensitivo. Non basta infatti conoscere dei giochi di prestigio per
poter svolgere in maniera
valida il ruolo di consulenti in esperimenti con dei sensitivi. Nell'illusionismo,
come in tante altre attività, esistono numerosissime specializzazioni:
illusioni da palcoscenico, magia comica, escapologia, magia con le
carte, giochi da tavolo, mentalismo... Solo chi è specializzato
in quest'ultima branca, il mentalismo, potrà essere di qualche
aiuto in parapsicologia. Il mentalismo, infatti, riproduce con trucchi
fisici e trappole psicologiche i vari fenomeni
paranormali: lettura del pensiero, previsione di eventi futuri, movimento
di oggetti a distanza e così via. Ma nemmeno questa specializzazione,
da sola, è sufficiente. È altrettanto importante possedere
una buona conoscenza degli aspetti psicologici dell'inganno, delle
tecniche di sperimentazione
scientifica, oltre che della storia della parapsicologia e della ricerca
psichica. Un prestigiatore può anche essere molto bravo e molto
famoso ma se non sa niente di tutto ciò non è più utile
di un cantante rock o di una ballerina della Scala nel fungere da consulente
in una ricerca sperimentale
con un presunto sensitivo. Lo stesso David Copperfield, che è oggi
considerato il più famoso illusionista del mondo, ha ammesso,
in mia presenza, che quando qualcuno gli parla di paranormale lui lo
invita a leggersi un libro di
James Randi(12).
D'altro canto, non è nemmeno vero che i parapsicologi siano tutti dei
creduloni. Alcune delle migliori indagini critiche dei primi anni della ricerca
psichica, con tanto di smascheramento di imbrogli, furono realizzate, per esempio,
proprio da alcuni componenti dell'inglese Society for Psychical Research. Lo
stesso J. B. Rhine, il padre della parapsicologia, ha spesso avuto a che fare
con dei ciarlatani e non ha mai esitato a definirli per quello che erano. Oggi,
la parapsicologia internazionale è ben conscia dei rischi che si corrono
nella sperimentazione con sedicenti sensitivi e, per questo, fa solitamente ricorso
a esperti di frode paranormale; talvolta, come nel caso di Richard Wiseman, dell'Unità di
ricerca parapsicologica Perrot-Warrick dell'Università dell'Hertfordshire, è lo
stesso parapsicologo a essere un autentico esperto di trucchi e inganni.
Detto questo, però, bisogna essere obiettivi e riconoscere che fino a
oggi la gran parte dei parapsicologi non ha certo brillato per spirito critico.
Troppo spesso, infatti, i parapsicologi (in particolare nel nostro paese) hanno
mostrato, e mostrano tuttora, una ferma volontà di credere sempre e a
tutti i costi che ci debba essere qualcosa di paranormale là dove, invece,
tutto è perfettamente normale e, per contro, una totale cecità verso
ogni semplice spiegazione che potrebbe risolvere il "mistero".
Dopo oltre un secolo di scontri tra proponenti e critici della parapsicologia,
dunque, c'è da augurarsi che oggi stia finalmente per cominciare una fase
di collaborazione, fondata su un comune accordo circa alcune questioni fondamentali.
Per cominciare, è sicuramente interesse di entrambi sbarazzarsi di superstizioni
e ciarlatani: la parapsicologia, e comunque la ricerca scientifica, avrà solo
da guadagnarci. Il libro che ora tenete tra le mani vuole, per l'appunto, contribuire
ad archiviare quelle tante esperienze e quei casi che, d'ora in poi, sarebbe
bello non fossero più presentati come "le prove provate dell'esistenza
del paranormale".
Una volta fatto questo, ci si potrà concentrare sugli aspetti più propositivi
e costruttivi di una collaborazione tra parapsicologi e scettici, si potranno
cioè esaminare i fenomeni e smettere finalmente di limitarsi a discuterne.
Questo non significa certo automaticamente che alla fine scopriremo davvero che
i poteri paranormali esistono (anche se sarebbe bello), ma se non altro avremo
certamente imparato qualcosa di più sulla psicologia umana. Fosse anche
solamente la conferma dell'eterno desiderio di volersi fare ingannare.
Massimo Polidoro
Note
1) Beloff, J., 1978, Human
Nature, 1, pp. 68-74.
2) Palmer, J., 1988, Lettera, Journal of the Society for Psychical
Research (d'ora in poi: JSPR), 55, p. 109.
3) La Koestler Chair of Parapsychology fu istituita presso l'Università di
Edimburgo nel 1984 in seguito al lascito testamentario del famoso scrittore Arthur
Koestler.
4) Questo tipo di lavoro è ripreso anche da un altro psicologo inglese,
Richard
Wiseman, titolare di un'unità di ricerca in parapsicologia presso l'Università dell'Hertfordshire
- anche questa unità è stata istituita, nel 1992, in seguito a
un lascito testamentario di due soci della Society for Psychical Research.
5) Wiseman, R. e R. L. Morris, 1995, Guidelines for testing psychic claimants,
Hatfield:
University of Hertfordshire Press, p. 12.
6) Cassoli, P., 1997, Recensioni di Misteri (Eco) e Dizionario
del paranormale(Esedra), Quaderni di parapsicologia (d'ora in poi: QP), vol. 28, 2, ottobre,
pp. 104-106.
7) Flammarion, C., 1907, Les forces naturelles inconnues, Parigi: Flammarion
Editeur (ed. ital.: 1989, Eusapia Paladino [sic] la medium, Milano: Messaggeri
Pontremolesi,
p. 143).
8) Dingwall, E. J., 1921, "Magic and Mediumship", Psychic Research
Quarterly,
1, p. 218.
9) Randi, J., 1975, The Magic of Uri Geller, New York: Ballantine Books, p. 302.
10) Il McDonnell Laboratory fu istituito grazie a un'ingente donazione di cinque
milioni di dollari versati all'Università da James McDonnell, presidente
della McDonnell-Douglas Aircraft Corporation e sostenitore della parapsicologia.
11) Sul "Progetto Alfa" (così Randi aveva battezzato l'esperimento)
vedi: Randi, J., 1983, "The Project Alpha Experiment: Part 1. The First
Two Years", The Skeptical Inquirer [d'ora in poi: SkInq], Summer,
pp. 24-33; "The
Project Alpha Experiment: Part 2. Beyond the Laboratory", SkInq,
Fall, pp.
36-45 (entrambi gli articoli sono stati ristampati e tradotti in italiano in:
Randi, James, Avventure nel mistero, Quaderni del CICAP vol. 2, Padova: CICAP,
1999);
Collins,
H.,
1983, "Magicians
in
the
Laboratory:
A
New
Role
to
Play",
New Scientist, 30 giugno 1983, pp. 929-931; Gardner, M., 1983-84, "Magicians
in the Psi Lab: Many Misconceptions", SkInq, Winter, pp. 111-116; Truzzi,
M., 1987, "Reflections on Project Alpha: Scientific Experiment or Conjuror's
Illusion?", Zetetic Scholar, 12/13, pp. 73-98.
12) Sul ruolo dei prestigiatori negli esperimenti di parapsicologia può essere
interessante la panoramica (completa di un'estesa bibliografia sull'argomento)
realizzata da Marcello Truzzi: 1997, "Reflections on the Sociology and Social
Psychology of Conjurors and Their Relations with Psychical Research", in:
Krippner, S. (ed.), 1997, Advances in Parapsychology 8, Jefferson, NC: McFarland & Co;
vedi anche: Hansen, G. P., 1985, "A brief overview of magic for parapsychologists",
Parapsychological Review, XVI, 2, pp. 5-8; Hansen, G. P., 1987, "Examples
of a need for conjuring knowledge", in: Weiner, D. H. e R. D. Nelson (eds.),
1987, Research in Parapsychology 1986, Meutchen, NJ: Scarecrow Press Ltd., pp.
185-186
(Dall'introduzione
a L'illusione
del paranormale)
|