"Polemica" sul Sole 24 Ore

Il supplemento "Domenicale" del "Sole 24 Ore" del 13 luglio conteneva un pesante e ingiustificato attacco al lavoro del CICAP. Massimo Polidoro, in veste di Segretario nazionale del Comitato, ha risposto alle critiche con un articolo che riproduciamo di seguito:

 

A noi del CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, ha fatto molto piacere leggere che Pino Donghi, direttore della Fondazione Sigma-Tau, si annovera nell’esiguo manipolo dei difensori della razionalità. E si tratta di un difensore di gran valore, da cui abbiamo certamente molto da imparare, considerando che afferma di poter distinguere con grande certezza chi sono i peggiori nemici della razionalità. Tra questi, egli scrive sul "Domenicale" del 13/7, non vi sono però curiosamente personaggi come Uri Geller o i tanti astrologi e maghi televisivi di cui talvolta capita di leggere le gesta nelle pagine di cronaca, accusati di aver approfittato della debolezza dei clienti per estorcere loro denaro o prestazioni di varia natura.


Piuttosto, per illustrare dove si annidano le vere serpi, Donghi si dilunga in un ingeneroso attacco contro il CICAP, reo di far sentire talvolta la propria debole voce contro la strapotere mediatico di cui godono questi, più o meno innocui, ciarlatani. Sembra quasi che a Donghi questo nostro pigolio dia un grande fastidio, tanto da rendergli preferibili quei simpatici buontemponi. La cosa potrebbe anche farci piacere, visto che non manca chi ci accusa, per la nostra attività in difesa della scienza e della ragione, di essere al soldo delle case farmaceutiche, ma gli argomenti di Donghi sono così deboli e allo stesso tempo offensivi, da costringerci a una replica.


Egli dichiara di considerare “deprimente” la ”seriosa attività” del nostro Comitato, “puntigliose quanto sterili” le nostre denunce, fino a ricordarci di “non poter vantare meriti speciali per la diffusione delle ragioni della scienza”. E qui mi pare proprio che egli dimostri di non conoscerci affatto, in quanto altrimenti dovrebbe sapere che, per restare solo ad alcuni dei suoi soci fondatori, Piero Angela, Margherita Hack e Silvio Garattini, in materia di divulgazione scientifica costoro non possano prendere lezioni da molti altri. D’altra parte, tra le finalità istituzionali del CICAP non vi è la diffusione della scienza, ma piuttosto quella del “metodo scientifico”, che sulla “razionalità” è fondato e vive, attraverso l’analisi, questa sì puntigliosa e seria come deve essere il lavoro di ogni ricercatore degno di questo nome, dei presunti fenomeni paranormali.


Donghi, inoltre, sostiene che chi si rivolge a maghi e occultisti vari “vuole credervi, ha bisogno di credere” e non sarà certo il CICAP ad aprirgli gli occhi. Ci trova perfettamente d’accordo: chi vuole credere a qualcosa continuerà a farlo indipendentemente dalla quantità di prove contrarie che gli si potranno presentare. Ma il CICAP non lavora per convincere nessuno: non abbiamo verità preconcette da difendere, cerchiamo piuttosto di rappresentare un punto di riferimento per chi sia interessato ad argomenti “misteriosi” e insoliti e voglia saperne di più: tutto qui. Non conduciamo nessuna caccia alle streghe, ma ci sforziamo ogni volta di capire se nelle notizie relative al mondo dell’occulto ci sia qualcosa di vero oppure no. E se ci capita di scoprire che dietro a certe affermazioni si nascondono truffe e raggiri ci preoccupiamo di rendere note le nostre scoperte in modo che il pubblico ne sia informato e possa decidere di conseguenza.


Per concludere, invitiamo Donghi a visitare il nostro sito www.cicap.org e a partecipare a qualcuna delle nostre riunioni, dove avrà modo di scoprire, anche osservando come lavorano e si appassionano a discutere insieme molti dei giovanissimi aderenti al CICAP, che l’ambiente è tutt’altro che sussiegoso. Siamo certi che, dopo averci conosciuti, egli rivolgerà i suoi strali contro quelli che, almeno a nostro modestissimo parere, sono autentici nemici della razionalità: certi anchorman televisivi che illudono il pubblico che sia possibile parlare con i defunti, o certi scrittori alla moda che magnificano i prodigi di guaritori orientali e nostrani, o cert’altri pretori che forzano il servizio sanitario a erogare cure pseudomediche prive di fondamento, avallandone in tal modo l’efficacia. Certamente, prendersela con costoro sarà più rischioso e impopolare che disprezzare il CICAP: ma d’altra parte Donghi è dalla parte della razionalità, o no?


Massimo Polidoro
Segretario nazionale del CICAP

(Pubblicato sul "Sole 24 Ore" del 18 luglio 2003)