Doug Henning: il mago “hippy” che sognava di volare (per davvero!)

Le New York Public Library apre i suoi archivi digitali e condivide 180 mila immagini di ogni tipo. Tra queste anche alcune foto di maghi.

Doug Henning

Se ne trovano di rare riguardanti Houdini, per esempio, ma anche diversi scatti dell’ingiustamente dimenticato Doug Henning, il mago “hippy”…

Nato Douglas James Henning nel 1947, Doug raggiunse inizialmente la popolarità dopo avere ottenuto un inedito finanziamento dal governo canadese per lo studio dell’illusionismo. Studio da condursi insieme a due maestri del calibro di Dai Vernon e Slydini. Frutto di quello studio, un bellissimo (e rarissimo) libro illustrato dedicato a Houdini: Houdini His Legend and His Magic.

Alcune delle fotografie di Doug Henning in scena disponibili tramite la New York Public Library.

Alcune delle fotografie di Doug Henning in scena disponibili tramite la New York Public Library.

In seguito, mise in scena un proprio spettacolo magico rivoluzionando l’aspetto del prestigiatore e l’arte stessa della magia: abbandonò lo smoking e il cilindro e adottò magliette e blue-jeans colorati, un abbigliamento senz’altro più vicino ai gusti del pubblico giovanile degli anni settanta. I suoi spettacoli, come The Magic Show e Merlin, riscossero un enorme successo a Broadway e gli permisero di realizzare per alcuni anni, diversi special televisivi.

La sua figura, ormai dimenticata dai più, ha in realtà svolto un ruolo fondamentale per il risveglio della passione verso la magia e l’illusionismo negli anni ’70. Senza Henning non ci sarebbe stato David Copperfield e tutto quello che ne è seguito. Henning aveva un entusiasmo quasi infantile per la magia e un sorriso sincero che rendeva contagioso tutto quello che faceva.

Qui è possibile vedere Doug mentre esegue il numero reso celebre da Houdini della Metamorfosi:

Il suo era un entusiasmo dettato dal fatto che Doug alla magia ci credeva per davvero. E ci credeva così tanto che quando scoprì la Meditazione Trascendentale abbandonò tutto quanto per seguire il sogno di realizzare con essa della “vera” magia.

Quando incontrò il Maharishi Mahesh Yogi, fondatore della Meditazione Trascendentale, decise infatti che non aveva più senso esibirsi sui palcoscenici creando “finta” magia. Il Maharishi era lo stesso santone che aveva incantato i Beatles nel 1968, ma mentre per i quattro di Liverpool l’incanto era durato lo spazio di qualche mese (George Harrison a parte), per Henning diventò una scelta di vita.

Vendette tutte le sue illusioni a Copperfield e annunciò che avrebbe costruito un parco dei divertimenti in India; poi, forse resosi conto che l’India di tutto poteva avere bisogno tranne che di un parco divertimenti, cambiò idea e promise di costruirlo in Canada. Ma non si fece mai nulla. Si candidò anche alle elezioni inglesi con il Partito della Legge Naturale, il partito della Meditazione Trascendentale, ma non ebbe successo. Nel suo cuore, però, sognava un giorno di poter volare realmente, proprio come il Maharishi sosteneva fosse possibile grazie alla meditazione.

L'unica biografia dedicata a Doug Henning.

L’unica biografia dedicata a Doug Henning.

James Randi, che era canadese come Doug ed era suo amico sin da quando il ragazzo si era avvicinato alla magia, mi raccontava che le poche volte in cui era capitato loro di incontrarsi, dopo l’abbandono delle scene, Henning lo abbracciava con affetto. Poi, conoscendo bene lo scetticismo di Randi, gli sorrideva e gli diceva: «Un giorno riuscirò a volare e tu sarai la prima persona a cui lo dimostrerò!»

Quel giorno non venne mai. Nel 1999 gli fu diagnosticato un cancro al fegato e morì nel febbraio dell’anno successivo. Aveva solo 52 anni.

Di lui oggi resta il ricordo nei prestigiatori di una certa età e una sola biografia, Spellbound, che però racconta in maniera appassionata la vita di questo singolare personaggio.

Ma resta anche il rammarico di avere perso troppo presto un grande artista che, vittima delle illusioni propagandate dal Maharishi, smise di regalare autentico stupore al suo pubblico per inseguire il sogno di una magia irrealizzabile. Anche questi sono i danni del pensiero magico.

 


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, mentre Il passato è una bestia feroce è il primo thriller di una nuova serie. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitter, PeriscopeGoogle+, Instagram e attraverso la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive).




2 Comments

  1. Ho conosciuto Doug Hennings attraverso i racconti di coleghi maghi americani che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e l’onore di averlo per Maestro. Capisco sempe di più perchè ne subissero il fascino! Peccato che se ne sia andato così giovane. Ne avrebbe avuto da stupire e da insegnare ancora.

    1. Verissimo. Dev’essere stato una persona davvero speciale, Randi che lo conosceva bene me ne parla sempre con affetto. Ma anche con un po’ di malinconia per come negli ultimi anni si era lasciato incantare da fantasie di “autentica” magia purtroppo irrealizzabili.

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