Quattro domande sui bari a un maestro dell’inganno

Gianfranco Preverino: maestro del tavolo da gioco

Avete mai giocato a carte con un baro? Chissà, magari è successo e non ve ne siete nemmeno accorti… Se volete sapere come funzionano le tecniche dei bari, qual è la storia di questa “professione” fuori-legge e come gli illusionisti sono riusciti a trasformarla in una particolarissima branca della propria arte, vi segnalo l’uscita del nuovo numero di Magia, interamente dedicato al tema dei “bari”.

Magia 12: Il baro va in scena (disponibile su www.rivistamagia.it)

Protagonista del numero di Magia in questione, oltre che autore del recentissimo Il baro al poker (Stampa Alternativa, pp. 232, Euro 16,00), è Gianfranco Preverino. E’ a lui che ho rivolto le quattro domande sui bari che qui vi propongo:


Quando si gioca a carte, con amici o a casa di conoscenti, qual è il rischio reale d’imbattersi in un baro? E in contesti più professionali?

Diciamo che se si gioca tra amici veri il pericolo non dovrebbe esserci, a meno che non ci sia un impostore o magari una rivalità forte tra persone che sono amiche ma che hanno avuto in passato motivi d’attrito.

In contesti professionali, come i casinò, il pericolo è minimo, perché la sorveglianza è molto forte. Può accadere, invece, che un croupier sia d’accordo con qualcuno per truffare la casa da gioco e, inquinando il gioco, danneggi indirettamente anche altri giocatori. Sono casi rari ma a volte succede.

La situazione più pericolosa è quella della bisca clandestina, dove c’è un’organizzazione che già di per sé è fuorilegge, perché le bische sono vietate, per loro quindi un’infrazione in più o in meno non fa gran differenza. La situazione è pericolosa anche perché se uno si accorgesse che stanno barando, non gli converrebbe alzarsi e far la voce grossa: la soluzione migliore sarebbe far finta di niente, smettere di giocare e non tornare mai più.

Altre situazioni a rischio sono le partite di poker dove si gioca tra conoscenti, in cui magari si è stati invitati perché “l’amico dell’amico” ha saputo che siamo appassionati di poker, e ha deciso di invitarci a far parte del gruppo. In pratica, a un gruppo di amici affiatati si aggiunge una persona la cui conoscenza è solo superficiale: magari è tutto regolare ma io terrei gli occhi bene aperti. Spesso questa è la modalità con la quale professionisti o industriali vengono coinvolti in partite dentro case private, magari affittate per l’occasione.

Forse la situazione più sicura per un giocatore onesto sono i tornei a entrata fissa di Texas Hold’em, non perché i controlli siano più rigorosi, ma solo perché il tipo di situazione non è conveniente per i bari.

Infine, per quanto i locali dei casinò siano, come detto, abbastanza sicuri, tali ambienti possono essere luoghi di incontro tra persone (i bari) che, dopo aver preso confidenza con altre persone (le vittime), le invitano a fare una partita anche a casa di un loro amico… buona fortuna!

 

"Il baro al poker" (Stampa Alternativa)

Come fare per stare in guardia, che cosa bisogna guardare per accorgersi se c’è qualcosa che non va?

Gli stratagemmi dei bari sono talmente tanti e diversi che è veramente difficile dare una risposta univoca a questa domanda. Se i bari fanno le cose per bene, solo uno che conosce anche lui le tattiche per barare è in grado di riconoscerle. Diciamo che bisogna fare attenzione a tutte quelle situazioni che, in teoria, sono “fuori posto”, nel normale svolgimento del gioco. Ma, anche in questo caso non c’è certezza: si rischia di muovere accuse a persone che invece sono assolutamente corrette. La cosa migliore è giocare in modo “leggero”, mettendo pochi soldi in palio: in questo modo si limitano gli eventuali danni.

 

Spiegaci una mossa usata dai bari anche più scalcagnati, ma capace di trarre in inganno chi non è preparato.

Non credo esistano bari scalcagnati: non se lo potrebbero permettere. Il baro è un po’ come il domatore del circo: se fa male il suo lavoro la tigre se lo mangia! Diciamo che esistono gruppi di bari che imbrogliano anche se non hanno conoscenze tecniche di manipolazione di carte, perché la loro arma è la collusione. La collusione è uno stratagemma redditizio tanto quanto le capacità manipolative e possono essere attuate da qualunque team di due o tre persone che si allena per qualche settimana. Consiste nel farsi segretamente dei segni per comunicarsi il punto in mano e poi decidere come puntare in base a ciò che si ha. Non è il movimento delle carte che viene inquinato ma l’andamento delle scommesse.

 

Per chi non riesce a rinunciare al gioco nemmeno quando è on line: quanto è sicuro questo mondo?

Mettiamola così: è sicuro quanto basta perché sia pubblicizzato ovunque, ed è insicuro quanto basta perché io ne sconsigli la frequentazione. Sono certo che vengano fatti sforzi notevoli per garantire la sicurezza, ma da qui ad affermare che è tutto assolutamente sicuro ce ne corre. Sta di fatto che esistono numerosi precedenti che dovrebbero far riflettere, non te li elenco tutti perché sarebbe troppo lungo, rimando chi è interessato alla lettura del capitolo 17 del mio libro, che è tutto su questo argomento. Mi limito solo a ribadire che se certi rischi, connaturati col poker on line, possono sembrare non particolarmente gravi, perché si gioca in condizioni di torneo, appena sarà in vigore l’imminente legge che permette di giocare “soldi veri”, certi aspetti del gioco possono diventare devastanti per i malcapitati.

Per chi ci capisce di truffe e di bari, diventerà semplicemente ridicola la situazione italiana per cui si potrà giocare “cash” in Internet, mentre invece sarà proibito aprire sale da poker riconosciute, che organizzano tornei “live” a entrata fissa.

 

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1 Comment

  1. Ho letto tutti gli articoli di Preverino su Magia 12. E’ una incredilbile miniera di sapere ,bari antichi o bari moderni non hanno segreti per Mister Preverino. Complimentissimi.

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