Diventare lettori: da dove si comincia?

In questi giorni sto incontrando ragazzi delle scuole medie per l’iniziativa Libriamoci a scuola. Quando chiedo ai ragazzi se leggono e che cosa leggono ci sono due possibilità.

Massimo Polidoro incontri a scuola

Foto di Niccolò Larghi.

O vengo travolto dai titoli dei libri più letti (al momento vincono di molte lunghezze Hunger Games e i libri di John Green). Oppure, vengo travolto dalle risate di scherno…

Un po’ dipende dalle scuole, ce ne sono alcune dove si fatica a portare avanti il programma e a tenere i ragazzi concentrati sui temi in discussione, figurarsi proporre letture aggiuntive. Altre, invece, dove c’è una sincera passione per scoprire e imparare cose nuove. Lo giuro, le ho viste: queste scuole ci sono davvero.

Ma, è la domanda che spesso mi fanno gli insegnanti, come si fa a fare appassionare alla lettura i ragazzi?

Domanda da un milione di dollari. È indubbio, lo si capisce subito parlandoci insieme, che i ragazzi che leggono sono più ricchi di idee e di stimoli, sono più curiosi e possiedono un vocabolario più ricco e articolato. Hanno modo di confrontare la propria vita reale con quelle che scoprono sulle pagine dei libri e hanno così termini di paragone concreti con cui misurarsi.

Appare più disancorato dalla realtà, invece, chi si ciba solo di televisione, cellulare o tablet e si confronta con modelli di ragazzi e bambini del tutto falsi e che, il più delle volte, fanno sentire fuori posto chi non rientra dentro certi parametri fatui legati solo all’apparenza.

E, dunque, esiste qualche trucco per trasformare un ragazzo in un lettore?

Non credo ci siano trucchi particolari, semplicemente si scopre che la lettura può essere un piacere straordinario quando si capisce che i libri non sono solo quelli barbosi e difficili che talvolta la scuola riesce a far detestare. Non ci sono libri che vanno bene per tutti, ognuno deve scoprire ciò che lo appassiona e da lì partire.

Dunque, trucchi no ma un paio suggerimenti sì:

1 – Lasciarsi incantare dai titoli di una libreria. Un gioco per cominciare potrebbe essere questo: fare qualche giretto in libreria, passeggiando tra gli scaffali e sfogliando i libri che ci colpiscono di più per il titolo o per la copertina. Si legge il retro o il risvolto e, se ci incuriosisce, si leggono anche le prime righe del libro. Ripetendo questo gioco un po’ di volte, è molto probabile che si finisca per trovare un libro che si vorrebe continuare a leggere anche a casa. Da lì a diventare lettori, il passo è breve.

2 – Togliere sacralità al libro. Molti sono spaventati dai libri perché sembrano qualcosa di lontano e inaccessibile. Invece, bisogna imparare a considerarli come strumenti: per conoscere, capire, divertirsi, imparare… Un buon modo per togliere al libro quell’aura sacra, che può spaventare alcuni, è di “usarlo”. Io, per esempio, non inizio mai un nuovo libro se non ho una matita a portata di mano: voglio segnare le frasi che mi colpiscono e che voglio ricordare, i riferimenti ad altri libri che poi voglio cercare, o gli accenni a persone o eventi su cui voglio saperne di più. L’idea è quella di trasformare il libro in uno strumento, appunto, da cui ricavare il massimo.

Qualcuno forse avrà storto il naso, vedendo quali sono i libri più cercati dai ragazzi. Ma è meglio una persona che legge solo  libri mediocri o una che non legge affatto?

Sempre meglio leggere. Chi non legge non ha idea di che cosa si perde. Ma chi magari legge libretti di poco valore, dopo un po’ finirà per stufarsi e si chiederà se tutti i libri siano così ripetitivi e poco fantasiosi. A quel punto, potrebbe capitargli tra le mani un libro di Stephen King o di Neil Gaiman e scoprirà mondi così ricchi di immaginazione che difficilmente tornerà indietro ai suoi libri mediocri.

E voi, come siete diventati lettori: volete raccontarlo qui sotto? Qual è stato il libro che vi ha fatto scoprire il piacere della lettura?


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, mentre Il passato è una bestia feroce è il primo thriller di una nuova serie. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitter, PeriscopeGoogle+, Instagram e attraverso la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive).




11 Comments

  1. Massimo, la scuola nella foto è una scuola di Venaria (TO)? Grazie.

    1. No Andrea, è una scuola di Milano.

  2. 1. non costringere, ma incuriosire e aiutare ognuno a trovare il proprio libro. Se un ragazzo pensa solo al calcio forse il suo primo libro dovrebbe avere come protagonista un giovane giocatore. E se è una ragazzina romantica non può mancare un bacio… La ricerca di un libro può essere molto esaltante!
    2. niente polpettoni noiosissimi. I libri migliori per ragazzi secondo me devono avere una scrittura semplice a scorrevole ed essere ricchi di avventure e magia. “La storia infinita” è a mio parere un libro con un importante e profondo messaggio di crescita spirituale, ma è un fantasy…
    Non per voler a tutti i costi fare un complimento a Massimo, ma se nelle scuole al posto de “I promessi sposi” si leggesse “Il tesoro di Leobardo” forse avremmo adulti migliori (e magari anche interessati alla storia, l’arte, la scienza…)
    3. vivere le proprie letture. Il libro deve essere un amico da portare con se, da raccontare ai compagni, sul quale aprire discussioni…
    4. interagire. Esiste un libro (pressoché) sconosciuto, “Tu” di Andrea Bonsani, che parla al lettore, lo fa riflettere e se vuole anche scrivere.

    1. Scusate mi è scappato l’invio prima di rileggere e correggere gli errori e inserire almeno un saluto iniziale
      Grazie Massimo per il tuo lavoro e buona giornata
      Daniela

    2. Grazie Daniela, ottimi suggerimenti (e grazie per i complimenti!). È vero, il libro di Andrea è molto particolare e suggestivo.

  3. Grazie per i suggerimenti, ho un nipotino che fatica ad “entrare” nei libri e mi dispiace molto.
    Ai miei tempi non c’era la tv e in casa c’erano tanti libri. Il mio primo fu “La giornata di Mimì”, non sapevo ancora leggere ma lo avevo imparato a memoria e me lo “leggevo” e rileggevo per ore. Poi imparai a leggere e in casa potevo prendere i libri che volevo, nessuno sindacava le mie scelte ma la conquista definitiva furono i libri di Salgari e i pirati della Malesia poi Il giornalino di Gianburrasca e Arsenio Lupin Leggevo anche di notte di nascosto sottto le coperte e mamma mi sgridava perchè voleva che dormissi. Adolescente amai tutta la serie di Angelica che mi portò nella Francia del re sole. Ora ho migliorato il repertorio ma se non ci fossero stati quei libri “leggeri” e avventurosi giusti nel momento giusto forse sarei stata una lettrice meno appassionata.
    Imporre un libro sbagliato ad un ragazzino è un danno enorme, non solo quel libro sarà “bruciato” a vita ma si rischia di suscitare avversione anche per gli altri

  4. non mi ricordo nemmeno io un momento in cui mi sono appassionato alla lettura. L’ho sempre fatto, pero’ anch’io sono stato impressionato da “viaggio nel mondo del paranormale” di P. Angela, nei lontani anni ’80, dopo che mi ero cibato di vari libri sulla magia e quant’altro (Massimo Inardi su tutti). Poi ho conosciuto Massimo, il CICAP e da lì ho cercato di costruirmi una fattispecie di competenza sui temi trattati dal Comitato.

    1. Complimenti Giovanni :-)

  5. Per mia fortuna i miei genitori erano entrambi lettori, mia mamma soprattutto di narrativa, mio papà invece preferiva la Storia, ma la casa era piena di libri e io rimanevo sempre meravigliata quando andavo da certe amichette dove le uniche letture visibili erano Topolino e Grand Hotel…
    Ho imparato a leggere col mitico Alberto Manzi e da allora non ho smesso più.
    Le mie figlie hanno fatto lo stesso iter: trovando la casa piena di libri… 😉

    1. Non c’è dubbio, Paola. Quando le case sono piene di libri si vive meglio!

  6. Non mi ricordo come ho iniziato a leggere, è come se leggessi da sempre.
    Credo che la lettura, in certi momenti, mi abbia veramente salvato, non so bene neanche io da cosa.

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