Scozia misteriosa: da Loch Ness a Rosslyn
Rieccomi in Italia. Il piano di tenervi aggiornati man mano, di giorno in giorno, non è andato in porto per la necessità di spostarsi spesso dalla residenza al centro convegni (che poi era proprio alla Dynamic Earth che mi suggeriva di vistare Lorenzo) e dalla difficoltà di trovare collegamenti wireless.
In ogni caso, sono state giornate molto piene e dense di cose interessanti, difficilmente avrei trovato il tempo di scrivere. Lo faccio ora. Non sto a farvi una cronistoria giorno per giorno, ora per ora, ma se avete in programma di andare in Scozia, e in particolare a Edimburgo, ci sono davvero tante cose che vi potete gustare. Soprattutto se siete amanti del mistero.
Parliamo subito di Loch Ness. Il viaggio da Edimburgo è di quelli lunghetti: si parte alle 8 di mattina e si torna alle 20.00 di sera, fermandosi in tutto un’oretta o poco più al lago.
Che si vede? Be’, lungo la strada tanta bella natura, paesaggi incontaminati per decine di chilometri che da noi non se ne trovano ormai più. E poi… be’, c’è il castello di Urqhuart, quello che vedete sopra. Molto suggestivo, davvero.
E il mostro? Ecco, io ho scattato questa foto mentre fissavo le acque:
Qualcuno riesce a capire cos’è? Vi lascio tempo fino a venerdì per capire di che si tratta…
La cosa più carina, comunque, è il museo sul “mostro”, con la raccolta delle “prove” raccolte in questi anni della presenza di una misteriosa creatura nel lago e, per fortuna, nessuna reticenza a mostrare anche tutte le bufale e le truffe spacciate per vere nell’ultimo secolo.
Detto questo, il viaggio vale la pena per vedere dei gran bei paesaggi, ma per un appassionato di misteri forse c’è davvero poco. Le foto del museo le si possono guardare anche in un libro, voglio dire.
A Edimburgo, invece, le cose da fare sono talmente tante che in una visita non si riesce a vederle tutte (certo, dipende da quanto vi fermate…). Ci sono le passeggiate notturne nei cimiteri o nei presunti luoghi infestati della città. Alcuni promettono addirittura manifestazioni da parte di poltergeist o fantasmi “certificati”. Va be’. Gli attori, che simulano delitti e spettri lungo il percorso, sono comunque piuttosto bravi e preparati (certo, non ce n’è come ripetere due o tre volte al giorno, per sei giorni la settimana e per 50 settimane l’anno, lo stesso copione – anche se di sicuro ci sono attori talmente cani cui non basterebbe una vita per sembrare credibili).
Belle anche le visite alla Edimburgo sotterranea o a quelle parti di strada sepolte da costruzioni più recenti e rimaste intatte attraverso i secoli, come la Mary King’s Close. Un piccolo quartiere della città coperto nel Seicento da altri edifici. Un finto abitante dell’epoca vi guida per le case e le stradine. Molto istruttivo e insolito. Unica caduta di stile, l’angolino delle bambole, dove ti raccontano che una sensitiva che passava di lì durante un giro guidato ha “sentito” che una bambina era morta, sola e senza giochi, in quel punto. Da allora, invitano i visitatori a portare bamboline al suo fantasma. Per favore…
Di tutt’altro genere il museo di chirurgia del Royal College, con reperti sotto formaldeide di ogni parte anatomica umana, e con ogni genere di malformazione o lesione che potete immaginare. Al di là del museo in sè, che per gli appassionati del macabro e per Garlaschelli è certamente una delizia, è al momento in corso una mostra dedicata al dr. Joseph Bell. E chi sarebbe? Be’, ma uno dei docenti di Arthur Conan Doyle. Bell era un medico che osservando un paziente era in grado di indovinare su di lui una quantità di dettagli impressionante. Insomma, Doyle ha sempre detto che Bell è stato l’uomo che ha ispirato Sherlock Holmes. E per chi è sherlockiano da sempre, come il sottoscritto, tanto basta. Toccante il film con tanto di sonoro di Doyle che, negli anni ’20, racconta come era arrivato a creare il suo detective.
E non vogliamo dire nulla della Rosslyn Chapel? La chiesa appena fuori città dove si conclude il Codie Da Vinci e dove, da sempre, si racconta siano nascosti enigmi e tesori di ogni tipo? Mi hanno raccontato che prima del libro, ma soprattutto prima del film, erano pochissimi i visitatori che arrivavano fin lì per visitarla. Ora, hanno dovuto costruire anche i parcheggi per gli autobus. Io arrivo molto presto, appena apre, ma è già piena di turisti, soprattutto giapponesi e italiani. Che vorrà dire?
C’è proprio tutto naturalmente: la miriade di fregi e incisioni, Green Men ovunque, colonne ritorte, riferimenti ai templari, ecc… Tesori nascosti? Dubito. Fatto sta che tanto qui, come a Rennes-le-Chateau, sono proibiti gli scavi. E ci mancherebbe anche altro!
Ok, però come dicevo, non vorrei farvi la piccola guida ai misteri di Edimburgo. Magari riparleremo in futuro di questo o quell’argomento. Semplicemente, ve la raccomando. E’ una città molto suggestiva, tutto sommato relativamente piccola, ma le cose da fare e da vedere sono davvero tante.
In un prossimo post, invece, vi racconterò del convegno sui miti del cervello a cui ho partecipato. Altri misteri non meno affascinanti.










Scusate, ma che a Loch Ness non ci sia nessun “mostro”, mi pare una cosa ormai assodata da una vita. Probabilmente nelle acque del lago, (che ho visto), ci sono stati o forse ci sono animali in via di estinzione, magari un pò più grossi del normale o forse solo tante allucinazioni e imbroglioni… Comunque cosa importa? Non è bello che continui ad aleggiare un pizzico di mistero? Dopotutto qui non ci sono ( o almeno spero) ciarlatani che ci guadagnano sopra soldi, ( a parte chi ci scrive sopra libri e il turismo di massa). Quindi qualunque cosa ci sia o non ci sia nel lago cosa ci importa? E’ bello sognare un pò, o no?
Forse è un tronco
Non ci siamo ancora… un volto come quelli “evidenti” di Marte?
è un “mulinello”, un vortice d’ acqua
Direi che se è un animale potrebbe esser una lontra/foca/castoro …
Una roccia affiorante ?
Alla prima impressine, per quel che si vede, pare una lontra o comunque un animale simile.
Davvero difficile dire cosa rappresenta la tua foto
Propendo per qualcosa di inanimato, diciamo una roccia dai.
Circa la “mostra sul mostro” quando mi sono recato a Loch Ness nel 2000 ne erano presenti ancora due. Una, la più storica come anzianità era per l’ipotesi pro Nessie e presentava materiale ormai datato. L’altra aveva aperto da poco ed era curata da Adrian Shine e credo sia quella a cui fai riferimento.
Trovo che il Codice Da Vinci abbia fatto molti danni…
Io andai a Rennes le Chateau quando ancora non era scoppiata la febbre del parroco e fu suggestivo…il silenzio, la solitudine, la bellezza di un contesto di isolamento che comunicava una grande energia…per quello che ne so ora è pieno di ogni genere di turisti e non credo ci tornerò xkè significherebbe andarci per non sentire nessuna sensazione…
Stessacosa per Rosslyn…va vista e goduta quando nn c’è nessuno…contemplare la struttura nel silenzio e immaginare le cose vi sono accadute nel suo lontano passato…ma ormai…
Il mio sogno per ora è andare sull’Isola di Pasqua…luogo…dove forse, almeno per ora,si può ammirare la storia del luogo con tranquillità e silenzio…rispettando tutta la storia che si è avvicendata su quelle terre…
Nella foto fatta sul lago… escludendo la possibilità di iscrivere Massimo Polidoro tra le più recenti acquisizioni del locale museo sul mostro, potrebbe essere stata una lontra che stava per riemergere dopo la caccia a qualche pesce?