Lo straordinario senso dell’orientamento degli uccelli: da dove arriva?

Capita talvolta di leggere di cani perduti o crudelmente abbandonati che, per ritrovare il loro padrone, percorrono enormi distanze.

migratori: uccelli orientamento

O di uccelli migratori che ritrovano il proprio nido dopo centinaia di chilometri. In che  modo ci riescano è ancora in parte misterioso…

Tra gli animali che mostrano il maggiore senso dell’orientamento ci sono sicuramente gli uccelli. I migratori riescono a ritornare senza alcun problema al proprio nido dopo centinaia e centinaia di chilometri. In che modo ci riescano è fino a oggi in gran parte misterioso.

Sarebbe anche interessante capire come fa un uccello a volare al buio, come riescano i rondoni a raggiungere i 220 km all’ora o come riesca l’usignolo a improvvisare le sue melodie. Risposte a queste e altre domande le ho trovate in Bird Sense, di Tim Birkhead, a cui vi rimando per approfondire.

Per tornare al senso dell’orientamento, però, studi approfonditi sono stati condotti sui piccioni viaggiatori.

Come ci si sente a essere un uccello? Un interessante libro che affronta l'insolita domanda...

Come ci si sente a essere un uccello? Un interessante libro che affronta l’insolita domanda…

Questi volatili, se opportunamente addestrati, riescono a ritornare con sicurezza alla colombaia in cui sono cresciuti. Questa loro capacità è stata utilizzata dall’uomo, fin da tempi antichissimi, per trasmettere informazioni.

Le prestazioni raggiunte dipendono dalle razze e vi è anche una certa variabilità a livello individuale. Un buon piccione viaggiatore può percorrere fino a 800 km al giorno, raggiungendo una media di 50-60 km orari e volando in media a una quota di circa 120 metri.

La cosa singolare dei piccioni viaggiatori è che riescono a tornare al nido anche quando vengono allontanati per centinaia di chilometri all’interno di contenitori chiusi, in maniera tale da impedire loro la memorizzazione di qualsiasi riferimento.

Per interpretare questo straordinario fenomeno sono state finora formulate essenzialmente varie teorie.

Una delle più convincenti suppone che le capacità di orientamento dei piccioni siano legate al loro straordinario olfatto. I piccioni allevati in una certa colombaia memorizzerebbero gli odori, trasportati dal vento, caratteristici della zona.

In particolare, imparerebbero a conoscere i “gradienti odorosi”, ovvero le variazioni di odore lungo certe direzioni.

In sostanza i piccioni elaborerebbero una vera e propria mappa odorosa della zona dove vivono abitualmente. I sostenitori di questa teoria portano prove piuttosto convincenti, anche se non definitive.

Anche l’ipotesi che i piccioni si servano dei suoni per orientarsi, infatti, è interessante, ma non è escluso che alla fine i piccioni si servano delle informazioni raccolte in più modi dagli organi di senso, utilizzando insomma un sistema di navigazione multifattoriale.

Qualcosa che forse va contro la nostra tendenza a immaginare “superpoteri” negli animali, ma che probabilmente è più vicina al vero.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, insieme ai thriller Il passato è una bestia feroce Non guardare nell’abisso. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.




2 Comments

  1. Avevo letto di uno studio che avrebbe evidenziato come i piccioni tendano ad usare le strade per raggiungere il luogo a loro familiare. Ovvero il loro volo non è casuale o in direzione retta verso la piccionaia ma in modo longitudinale alle strade, che i piccioni abbiamo solo usato un ingegno evolutivo? caso e necessità?

  2. Il mio scetticismo materialista mi impedisce di credere che suoni e odori possano conservarsi in quantità tali da essere riconosciuti non dico a centinaia di chilometri di distanza, ma nemmeno a tre. A meno di non dare ragione all’ Omeopatia. Come dimostrano le regole di addestramento dei piccioni viaggiatori, questi animali, come altri domestici, valorizzano il rapporto con i loro affetti, siano essi animali o umani. Ma qui bisogna considerare l’ Anima, e questo, per Voi, è un guaio ancor più grosso che l’ Omeopatia. Continuate, comunque, a cercar prove materiali di ciò che non si spiega con la materia, è il Vostro mestiere.Ma andate avanti Voi: a me scappa da ridere.
    http://it.wikihow.com/Addestrare-un-Piccione-Viaggiatore

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