Quelle straordinarie storie di… viaggiatori nel tempo

Quello dei “crononauti”, i cosiddetti viaggiatori nel tempo è uno di quei mysteri a cui torno sempre volentieri. Sono storie assolutamente improbabili, eppure così belle da sembrare quasi plausibili…

viaggi nel tempo

Questo mese ne scrivo sul nuovo numero di Focus Storia (n. 130), ma quelle che seguono sono alcune storie che nell’articolo non sono entrate…

Non è raro che qualcuno pensi di avere trovato la prova che sia possibile viaggiare nel tempo. Da quando nel 1895 Herbert George Wells rese popolare l’idea dei viaggi temporali, con il suo romanzo La macchina del tempo”, fiorirono gli avvistamenti di cose o persone anacronistiche, ma alcuni episodi insoliti si erano verificati anche prima.

La sera del 12 luglio 1877, per esempio, a Quebradillas, Puerto Rico, il signor Ordonez era sul balcone di casa quando notò un uomo in strada: «Aveva in mano un piccolo oggetto scintillante… portò poi le mani sulla fibbia della cintura e poi un aggeggio che aveva sulla schiena, come uno zaino, si accese, emise un rumore che ricordava un trapano elettrico… poi si sollevò in aria e sparì tra gli alberi».

Testimonianze di strani uomini volanti si ripeterono in America.

Il 28 luglio 1880, due testimoni di Louisville, nel Kentucky, dissero di avere visto volare un uomo «circondato da macchinari che sembrava manovrare con le mani».

Qualche settimana dopo, nel North Carolina, fu segnalato l’avvistamento di uno strano oggetto volante con un uomo a bordo e i testimoni, nonostante l’oggetto si trovasse a un’altitudine stimata di 300 metri, dissero di avere visto perfettamente la faccia dell’uomo, specificando addirittura che «aveva un’espressione crudele e determinata».

In Inghilterra, invece, alcuni videro strane piattaforme volanti.

Nel 1916 la signora Whiteland, di Aldeburgh, nel Suffolk, si affacciò alla finestra e vide una decina di persone su quella che sembrava una piattaforma rotonda, con tanto di ringhiera tutt’intorno, sospesa a nove metri d’altezza. «Indossavano uniformi blu e piccoli cappelli tondi, simili a quelli dei marinai» disse.

La macchina non produceva suoni e poco dopo si mosse e sparì dietro alcune case.

Quarant’anni dopo, il 18 ottobre 1955, il reverendo Pitt-Kethly, che viaggiava in treno verso Londra, vide dal finestrino una piattaforma grande come un piccolo bus che viaggiava a un altezza di circa 40 metri e a una velocità di circa 30 km orari. Sopra di essa stavano una ventina di uomini con uniformi color kaki ed elmetti.

Chi potevano essere tutti questi strani uomini su macchinari volanti improbabili per l’epoca se non esploratori dal futuro?

Il problema dei ricordi di testimoni oculari, come è ormai chiaro dalla psicologia forense, è che possono alterarsi e trasformarsi senza che il testimone si accorga di riferire qualcosa che non è mai successo, o che è successo ma in maniera completamente diversa.

Di conseguenza è estremamente difficile accettare oggi questo tipo di resoconti come prove oggettive di autentici viaggiatori temporali.

Per non parlare delle fotografie che sembrano ritrarre situazioni anacronistiche. Questo tizio, per esempio, sta parlando al cellulare in quelli che sembrano gli anni ’40 del secolo scorso a New York?

time travel

Ammesso che non sia un fake, è probabile che si tratti di una situazione come quella di cui ho già avuto modo di discutere qui.

Comunque, ribadisco che queste storie sono molto affascinanti! Se ne avete di poco note da segnalarmi, saranno le benvenute.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. L’avventura del Colosseo e I poteri della mente sono i suoi nuovi libri, tra gli altri: Rivelazioni, Il tesoro di Leonardo e i thriller Il passato è una bestia feroce Non guardare nell’abisso. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivi qui.




2 Comments

  1. C’è un’altra possibilità. In realtà la mano non è all’orecchio ma davanti al volto e solo per un gioco prospettico sembra laterale. È possibile che l’uomo stia bevendo una coca cola o mangiando un hot-dog. All’epoca c’erano entrambi.

  2. Il cellulare poi, senza rete è molto utile…

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