11/9: La cospirazione impossibile
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Da tempo ricevo mail di persone che mi chiedono di occuparmi delle tante teorie cospirazioniste che riguardano gli attentati dell’11 settembre 2001. Ho sempre rimandato, anche perchè la materia è straordinariamente complessa e richiede le competenze più svariate.
Finalmente, quando si sono presentate le condizioni ideali, ho accettato di coordinare un progetto che mi dava carta bianca sulle persone da coinvolgere per un’inchiesta a tutto campo su questo argomento.
Ho preparato così una lista di nomi che consideravo tra i più preparati e competenti e, con mio enorme piacere, ho poi scoperto che tutti accettavano con entusiasmo di partecipare a questa nuova avventura. Di chi sto parlando? Di gente del calibro di Umberto Eco, Piergiorgio Odifreddi, James Randi, Michael Shermer e di alcuni amici del CICAP come Paolo Attivissimo, Stefano Bagnasco, Andrea Ferrero, Francesco Grassi e Lorenzo Montali.
Il risultato è stato 11/9 La cospirazione impossibile, che esce oggi per Piemme. Se fate un salto sul blog di Paolo potete leggere una presentazione del libro.
L’argomento è certo molto delicato e il nostro lavoro è stato guidato unicamente dal desiderio di capire e di verificare alcune teorie e ipotesi di cui tanti parlano, ma sulle quali pochi sembrano capire quanto ci sia di vero. Probabilmente, chi crede in cospirazioni e complotti penserà che anche noi ne facciamo parte, ma chi ci conosce sa che non abbiamo fatto altro che del nostro meglio per cercare di scoprire come stanno davvero le cose. Anche se alcuni interrogativi restano in piedi, crediamo di essere riusciti nel nostro intento.
Ora, siamo curiosi di conoscere le vostre opinioni.






4 Settembre 2007 alle 19:06
Benissimo! Avevo appena comprato “Zero” di Giulietto Chiesa, che invece sostiene le tesi opposte, e non vedo l’ora di sentire l’altra campana!
4 Settembre 2007 alle 22:41
Non mi pare che le tesi del complotto siano suffragate da prove degne di essere ascoltate da un magistrato. Perchè se complotto c’è stato, non dimentichiamo che in USA è prevista la morte, come accadde agli attentatori di Oklahoma City. La mia opinione è che noi occidentali non riusciamo ad ammettere la probabilità che quattro afghani scalzi abbiano potuto fare un danno simile alla prima potenza mondiale. Inoltre non credo che una organizzazione così potente e diabolica non sia poi stata capace nemmeno di nascondere una bomba atomica in Iraq per giustificre l’ aggressione. Aldo Grano
5 Settembre 2007 alle 0:53
Chiamatela anche cospirazione impossibbile, ma l’unica cosa impossibile è a mio parere che le risposte date da voi agli interrogativi mi gelano il sangue più che le domande stesse. E quando speranzosamente mi accingo a leggere come la Teoria della Cospirazione verrà smentita dal signor Paolo Attivissimo, e per tutta risposta trovo solo dei grossolani errori, allora ecco che qualcosa scatta dentro di me.
Non mi fregio di alcun nome altolocato eppure signori miei sarei capace di dimostrare come siano piuttosto discutibili parecchie delle vostre soluzioni, molto più discutibili e stentate di pareccchie possibilità che darebbero adito a teoria complottistiche.
Quello che più mi dispiace è che si potrebbe mettere più impegno nel cercare di fare un lavoro al tempo stesso serio ma aperto a qualsivoglia risultato, piuttosto che un lavoro il cui esito sia già predeterminato e il cui svolgimento per forza di cose deve andare a coprire le varie toppe; in modo piuttosto stentato spesso e volentieri.
E se è vero che l’atteggiamento critico è d’obbligo per non cadere nel delirio di vaneggiatori che professano la qualsiasi cosa senza uno straccio di prova, il mio atteggiamento resta comunque critico anche quando noto che il CICAP ad esempio attacchi qualcosa che non può essere provato, e lo faccia senza uno straccio di prova. Sembra il colmo, eppure basta andare a vedere e rendersene conto.
7 Settembre 2007 alle 18:01
Sono convinto che chi ha architettato un attentato cosi’ raffinato e nello stesso tempo semplice,e’ da considerarsi un precursore di un nuovo tipo di guerra non convenzionale.Credo anche e non ho mai avuto tentennamenti che il cervello di un piano cosi’ diabolico sia un europeo,anche se vogliamo magnificare le antiche civilta’ orientali nessuna civilta’ si avvicina alla praticita’ e freddezza della logica della morte elevata a scienza.
10 Settembre 2007 alle 11:31
Era da tempo che mi auguravo che il CICAP si occupasse dell’11/9. Chiedo scusa se mi permetto di parlare del libro avendone scorto soltanto l’indice e il titolo, ma devo dire che già questi aspetti mi deludono e non mi invitano a comprare il libro. Il titolo di questo libro non sembra commisurato ai contenuti, anzitutto perché i capitoli sono focalizzati su alcuni elementi degli eventi ma sembrano tralasciarne una grande quantità (per esempio: l’antrace, i comportamenti dei presunti dirottatori, l’insider trading e, a apparentemente, ma spero di sbagliarmi, persino il crollo del WTC 7, ma anche i precedenti storici eccellenti, come l’imponente attentato a Okhlahoma City, opera di terroristi americani e non islamici, come inizialmente si volle far credere). Da questo come si può dedurre un titolo così generalista e ad effetto come la “cospirazione impossibile”? Forse perché anche la stessa versione ufficiale, con il suo apparato di video di dubbia autenticità di Bin Laden, appare un bizzarro esempio di teoria cospirativa degna dei protocolli dei Savi di Sion? E, siccome le teorie cospirative sono tante, e diversissime, perché non intitolare “LE cospirazionI impossibilI”? Sarebbe stato un titolo molto più sensato.
Inoltre, dottor Polidoro, le chiedo di far attenzione al signor Attivissimo, le sue analisi non sono tutte oro colato, specialmente la sua analisi del WTC 7, sul suo sito, è di qualità molto scadente.
Smentire le attuali teorie cospirative sull’11 settembre non è facile come smentire una manciata di leggende urbane. La ricerca su questo, anche a livello accademico, è così avanzata che avrebbe meritato un’analisi molto più imponente e con esperti più specialisti. Occorreva, per esempio, un ingegnere edile di fama internazionale per provare a smentire le teorie sulla demolizione delle Torri Gemelle.
Inoltre, per smentire davvero le teorie cospirative non ufficiali non basta distruggere alcune ipotesi balzane o inadeguate, ma bisognerebbe smentire le colonne portanti degli ultimi migliori rappresentanti di esse. E questi sono “Debunking 9/11 Debunking”, a cura di D. R. Griffin e, in italiano, “La fabbrica del terrore” di Tarpley.
10 Settembre 2007 alle 15:00
Emilio V:
>per tutta risposta trovo solo dei grossolani errori
Ciao Emilio, mi diresti quali sono?
>sarei capace di dimostrare come siano piuttosto discutibili parecchie delle vostre soluzioni, molto più discutibili e stentate di pareccchie possibilità che darebbero adito a teoria complottistiche.
Tieni presente che le soluzioni non sono “nostre”, ma avallate dalla ricerca degli esperti del campo, che sono stati a diretto contatto con gli eventi. Ma parliamone: è sempre un piacere mettere in discussione le proprie idee per affinarle.
Stefano:
>Il titolo di questo libro non sembra commisurato ai contenuti
questo è un problema editoriale, gli editori spesso hanno idee ben diverse dagli autori sulla scelta dei titoli. Le liti sono frequenti
>, anzitutto perché i capitoli sono focalizzati su alcuni elementi degli eventi ma sembrano tralasciarne una grande quantità (per esempio: l’antrace, i comportamenti dei presunti dirottatori, l’insider trading e, a apparentemente, ma spero di sbagliarmi, persino il crollo del WTC 7, ma anche i precedenti storici eccellenti, come l’imponente attentato a Okhlahoma City, opera di terroristi americani e non islamici, come inizialmente si volle far credere)
Molte delle questioni che citi (antrace, Oklahoma City) esulano dal tema. Il WTC7 è trattato, come lo è l’insider trading.
>. Da questo come si può dedurre un titolo così generalista e ad effetto come la “cospirazione impossibile”? Forse perché anche la stessa versione ufficiale, con il suo apparato di video di dubbia autenticità di Bin Laden
Il “video di dubbia autenticità” è dubbio soltanto perché qualcuno insiste a mostrarne fotogrammi di una copia di una copia di una copia. Se ti procuri l’originale, come abbiamo fatto, noti che la somiglianza c’è eccome. C’è un articolo dettagliato in merito anche su Undicisettembre.info.
E poi scusami la battuta, ma se è vero (come asseriscono i complottisti) che bin laden è una pedina della CIA, che bisogno c’è di assumere un sosia?
>Inoltre, dottor Polidoro, le chiedo di far attenzione al signor Attivissimo, le sue analisi non sono tutte oro colato, specialmente la sua analisi del WTC 7, sul suo sito, è di qualità molto scadente.
Parliamone. In che cosa è scadente? Le immagini degli squarci sono inequivocabili. Le testimonianze degli incendi pure. Hai visto i filmati trasmessi a Matrix? Hai letto i rapporti preliminari del NIST? Hai visto le versioni integrali dei filmati del crollo? Hai sentito il pompiere che annuncia che il WTC7 è pericolante e pende?
Capisco benissimo che in assenza di questi dati il crollo del WTC7 può sembrare anomalo. Ma prima di prendere posizione occorre conoscere il quadro completo.
>Occorreva, per esempio, un ingegnere edile di fama internazionale per provare a smentire le teorie sulla demolizione delle Torri Gemelle.
Ce ne sono quanti ne vuoi nelle riviste di settore e nei documenti elencati nella bibliografia. Te ne dico uno solo: Zdenek Bazant, professore di ingegneria civile e scienza dei materiali alla Northwestern University in Illinois. Il suo articolo “Collapse of World Trade Center Towers: What Did and Did Not Cause It?” è pubblicato sotto l’egida del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale della medesima università. Lo puoi scaricare e consultare.
Chiediti, invece, come mai non ci sono ingegneri strutturisti che abbiano fornito perizie professionali e peer-reviewed a sostegno delle ipotesi alternative. L’onere della prova spetta a loro.
>Inoltre, per smentire davvero le teorie cospirative non ufficiali non basta distruggere alcune ipotesi balzane o inadeguate, ma bisognerebbe smentire le colonne portanti degli ultimi migliori rappresentanti di esse. E questi sono “Debunking 9/11 Debunking”, a cura di D. R. Griffin e, in italiano, “La fabbrica del terrore” di Tarpley.
Nessuno dei due è un esperto di settore, né ha attinto ad esperti di settore. Il libro di Griffin, che ho letto, è un colabrodo di errori e di fantasie senza alcuna documentazione di supporto. Su Tarpley non mi esprimo perché non ho letto quello specifico libro, ma uno che dice che esiste una “frangia di imperialisti malthusiani raggruppati intorno… al principe Carlo” o che cita i film “il dottor Stranamore” e “JFK” come documenti probanti o che ancora sostiene che nessun aereo civile ha colpito il Pentagono, cosa ormai accettata anche da buona parte del movimento complottista USA (in “Zero”), ha una percezione molto soggettiva della realtà.
10 Settembre 2007 alle 21:21
Paolo
>Molte delle questioni che citi (antrace, Oklahoma City) esulano dal tema.
Tua opinione, molto soggettiva. La bizzarra storia del terrorismo in USA prima e dopo l’11 settembre importa eccome, non forse dal punto di vista strettamente scientifico, ma da quello storico-politico.
>Il “video di dubbia autenticità” è dubbio soltanto perché qualcuno insiste a mostrarne fotogrammi di una copia di una copia di una copia. Se ti procuri l’originale.
Ho visto l’originale e le foto del tuo articolo, ma i dubbi restano eccome; il video dove “Bin Laden” si confesserebbe autore dell’11/9 presenta un tizio curiosamente diverso, in almeno un paio di particolari somatici e cromatici che dovrebbero essere invariabili, rispetto agli altri suoi video.
>E poi scusami la battuta, ma se è vero (come asseriscono i complottisti) che bin laden è una pedina della CIA, che bisogno c’è di assumere un sosia?
Se anche fosse una pedina della CIA, la CIA non potrebbe avere il controllo totale su di lui e su quello che dice, quindi un sosia è una soluzione semplice. E, lasciando stare la CIA, per qualunque fazione che volesse dare la colpa a Bin Laden, la strategia più semplice sarebbe quella di creare un video-confessione con un attore-sosia.
>Parliamone. In che cosa è scadente? Le immagini degli squarci sono inequivocabili. Le testimonianze degli incendi pure. Hai visto i filmati trasmessi a Matrix? Hai letto i rapporti preliminari del NIST? Hai visto le versioni integrali dei filmati del crollo? Hai sentito il pompiere che annuncia che il WTC7 è pericolante e pende?
Ho esagerato, scusa, perché credevo ci fosse ancora la vecchia povera pagina di alcuni mesi fa. Adesso più ricca e approfondita, ma, nonostante la grande ricchezza di immagini, non offri nessuna prova conclusiva, eppure pretendi di negare perentoriamente l’ipotesi-demolizione. Questo, mentre il governo e Giuliani si sono comportati in modo piuttosto losco sul tema e quando anche il NIST deve ancora consegnare il suo rapporto definitivo su questo preciso tema. Peraltro, i dati da te presentati sono piuttosto selettivi. Per esempio non dici che uno dei maggiori esperti di demolizioni controllate europeo, Danny Jovenko, che non era mai stato un complottista e si fidava della versione ufficiale, osservando il crollo, ha affermato e continua tuttora a sostenere che si tratta di demolizione controllata. Inoltre, per esempio, non citi i filmati dove poliziotti affermano, riferendosi al WTC 7 poco prima del crollo, che “it’s gonna blow up”, sta per esplodere. Esistono poi varie testimonianze contrarie all’ipotesi ufficiale.
>Chiediti, invece, come mai non ci sono ingegneri strutturisti che abbiano fornito perizie professionali e peer-reviewed a sostegno delle ipotesi alternative.
Non sono sicurissimo che non ce ne siano. Tuttavia, intorno alla versione ufficiale dell’11/9 in USA si sono costruite molte istituzioni, fondazioni, riviste, e sicuramente è accademicamente, professionalmente, e infine anche economicamente rischioso per un ricercatore proporre ora, dopo 6 anni, ipotesi politicamente scorrette, ma qualcosa sta muovendosi, credo.
11 Settembre 2007 alle 2:23
Spero che la mia elaborata risposta al signor Paolo Attivissimo, venga pubblicata nel minor tempo possibile, anche se di dimensioni direttamente proporzionali alla serietà del contenuto.
Emilio V.
14 Settembre 2007 alle 7:32
Penso che i “complottisti” abbiano bisogno di una buona dose di cultura di base e non solo di quella del “sospetto”.
Insomma,
Per quanto potente e losca, la CIA, magari con l’aiuto dell’arcinemico FBI, ha progettato l’attacco al WTC servendosi di suoi manutengoli arabi, convinti (probabilmente con l’ipnosi regressiva) a giocar la parte di antiamericani, quando invece tutti sanno che la loro venerazione va a colui che ha dato l’ordine tremendo di far saltare le torri con tutti i filistei: George “Dabliù” Bush.
E’ stato lui, vero Belzebù al cui confronto Hitler appare un’ educanda e Stalin un missionario (ma per Giulietto Chiesa è probabilmente così), a ordinare di inserire cariche esplosive dentro le sfortunate strutture. L’intento è quello di farsi incoronare re del mondo, di distruggere la foresta amazzonica, di spartirsi il pianeta con Mario Borghezio (…) e, infine, di regalare il tutto, a mò di omaggio, a colui che veramente muove i fili: Giulio Andreotti.
14 Settembre 2007 alle 10:51
Sono davvero curioso di leggere questo nuovo lavoro, ma se fosse basato su quello di Popular Mechanics, parte sconfitto in partenza, in quanto quell’opera è già stata smontata efficacemente da Griffin (http://www.amazon.com/Debunking-11-Mechanics-Defenders-Conspiracy/dp/156656686X).
Ma aspetto di leggere.
Nel frattempo, vorrei sapere: Attivissimo è lo stesso che, parlando di “Zero”, il libro di Giulietto Chiesa, ha detto che “zero è esattamente la somma dei progressi ottenuti dai complottisti in questi anni”, o qualcosa del genere, non ricordo?
Un’affermazione che si smentisce da sé semplicemente guardando con occhio critico, ad esempio, all’ultima puntata di Matrix andata in onda.
Mio padre, finora abbastanza convinto “ufficialista”, dopo neanche 10 minuti di Attivissimo ha cambiato canale, ed ha dovuto convenire che l’intervento di Mazzucco fosse di “altro spessore”. Ma noi siamo “complottisti” (con tutto quello che questo termine implicitamente comporta…).
Vorrei invece far notare che, secondo recentissimi sondaggi, la percentuale di americani che vuole mettere sotto accusa Bush & Co. e chiede un’indagine seria sull’11 settembre è cresciuta enormemente, ed ormai un americano su tre è convinto che sull’11 settembre non si sia detta tutta la verità. Statisticamente parliamo di qualche decina di milioni di soli americani (”complottisti” anche loro?).
E parliamo delle centinaia di adesioni a vario titolo di patrioti americani (ex piloti civili e militari, ex agenti dei servizi, militari in servizio ed in congedo, ecc. ecc.) al movimento per la verità, sono “idioti”, “bufalari”, “creduloni”, anche loro?
E chiederei al signor Attivissimo si smetterla, una volta per tutte, di utilizzare il termine implicitamente denigratorio di “complottisti” per definire persone serie che sulla base di dati di fatto o della pura logica, non riescono a trovare convincenti le spiegazioni ufficiali finora fornite (e non trovano plausibili i motivi addotti per quelle non fornite).
Oltre al fatto che accomunare persone serie con altre dalla dubbia fama per il solo fatto di occuparsi della stessa materia è un’operazione semplicistica e al limite della malafede (o oltre?). Ed io non ci sto.
14 Settembre 2007 alle 15:16
WTC7: ma se è vero che un pompiere ha detto che bisognava demolirlo perchè era pericolante, come si spiega che sia venuto giù ESATTAMENTE come se fosse stata una demolizione controllata? Allora l’esplosivo era stato messo nelle settimane precedenti? Andiamo! Anche chi non sa niente di meccanica e di edilizia non può notare che in un solo giorno 3 grattacieli siano venuti giù allo stesso modo, cosa MAI successa nè prima nè dopo! Sembra proprio non voler vedere l’evidenza…Poi sul Cicap avrei qualosa da dire.. lanciano le sfide e poi non pagano quello che devono: guardate qui: http://www.disinformazione.it/aqua.htm
14 Settembre 2007 alle 17:19
Continuate pure a credere alle favole… agli asini che volano, alle streghe, agli gnomi, a un imbecille qualunque che riesce a pilotare un Boeing e farlo schiantare su una torre, a un altro imbecille che compie una manovra tecnicamente impossibile con un altro Boeing (mA QUALE AEREO POI? NON AVETE NOTATO COME FOSSE ANCORA STRANAMENTE INTEGRA LA FACCIATA DEL PENTAGONO DOPO L’ATTACCO DEL PRESUNTO AEREO???) Di ufficiale c’è solo la ridicolaggine della caparbia persistenza che caratterizza l’atteggiamento di chi vuole avere ragione a tutti i costi: quel titolo così pretenzioso “la cospirazione impossibile”! non lascia scampo, vero? Polidoro, avresti fatto più bella figura a fare un libro sulla manovra impossibile (a detta di esperti piloti) dell’incapace che pilotava il boeing sul pentagono. (che poi non era affatto un aereo)
buonanotte e sogni d’oro…….. Svegliaaaaaa!!!!!!!!!
14 Settembre 2007 alle 19:39
Sia ben chiaro che ci sono due Alberti a “postare”.
Io sono quello anti-complottista.
Ci tenevo a farlo sapere.
Pregherei gentilmente il mio omonimo di usare una sfumatura aggiuntiva al nome (oppure lo posso fare io) nel caso uno dei due dovesse e volesse continuare a esprimere il proprio pensiero.
14 Settembre 2007 alle 20:05
La commissione censorea ha censurato anche il mio post anti-censura? Meglio della CEKA, altrochè CICAP….
14 Settembre 2007 alle 23:43
Perchè un sosia e non il Bin Laden vero ? Probabilmente il tizio già sofferente e bisognoso di dialisi ha già reso l’anima a Dio o è lì lì per farlo . Quello che è allarmante invece è come ci si possa cadere in una patacca così clamorosa.
15 Settembre 2007 alle 19:40
(cambio il mio nome per non offendere nessuno)
1. perchè sempre questo bisogno di schierarsi, di mettere una casacca, di sapere da che parte stai? Parliamo dei fatti e basta, una volta tanto, senza mettere etichette a nessuno, per favore! I fatti sono che, delle due possibili tesi sull’11/9, una fa un sacco d’acqua (quella ufficiale: andate a vedere su youtube “9/11 coincidences”); l’altra è molto ma MOOOLTO più verosimile.
2. per chi non crede possibile che agli alti livelli si arrivi a tanto: guardatevi l’ottimo film (scariabile gratuitamente): “who killed Joh O’Neill” e capirete olte cose (www.wkjo.com)
Baci a tutti
16 Settembre 2007 alle 2:52
…….e io continuo ad aspattare che inseriate il mio commento, è lecito che mi domandi se l’avete censurato, troppo dettagliato per essere reso pubblico?
17 Settembre 2007 alle 10:25
Emilio V. le chiedo, se vuole, di pubblicare il suo commento su http://www.luogocomune.net.
grazie
17 Settembre 2007 alle 10:33
Emilio non c’è nessun suo messaggio in attesa di essere pubblicato. Forse ha fatto qualche errore nell’inserimento dei dati? O forse era troppo lungo e il server lo ha rifiutato? Riprovi magari a postarlo dividendolo in due parti. Grazie.
La redazione
19 Settembre 2007 alle 18:23
PARTE PRIMA
Signor Paolo Attivissimo, sono Emilio, accetto la possibilità di confronto tra le mie e le sue idee, ma dubito che l’accesa questione si possa poi liquidare facilmente, ad ogni modo, lei dà perfettamente l’immagine di un uomo disponibile e quindi prevedo che un eventuale dibattito sia comunque stimolante per entrambi.
Il mio scorso commento non so per qual motivo non è stato inserito…in ogni caso a scanso di equivoci questo lo divido in diverse parti.
Ma andiamo subito al punto.
Io ho affermato che:
“-per tutta risposta trovo solo dei grossolani errori”
tali errori non sono parto della mia mente ma li ho riscontrati accingendomi a leggere i suoi “Appunti sulle ipotesi di complotto riguardanti gli attentati dell’11 settembre 2001”, di cui alcuni diritti sono peraltro riservati, mi permetto di copiare alcune parti e di trascriverle qui di seguito, in tal modo la mia replica potrà essere da tutti vista per quella che è.
A voi la scelta se essa vi apparirà come un’accusa infondata o una logica deduzione basata su un appuramento.
“L’aviazione USA era in allerta contro attacchi dall’esterno, non contro dirottamenti interni pensati per concludersi con lo schianto del velivolo.
Con la fine della guerra fredda, il pattugliamento dei cieli statunitensi era stato ridimensionato drasticamente, e il numero di aerei pronti (e soprattutto autorizzati) al decollo per intercettare velivoli fuori rotta o di aspetto ostile era ridottissimo.
Leggete il rapporto della commissione d’inchiesta: mostra in modo imbarazzante come le forze militari USA non avessero l’organizzazione e i protocolli per gestire una crisi di questo genere, perché i protocolli esistenti erano concepiti per gestire i dirottamenti “normali”, ossia quelli in cui il dirottatore vuole ottenere qualcosa in cambio e non vuole morire.
Inoltre, come risulta sempre dal rapporto della commissione, non è che in caso di aerei civili fuori rotta si manda il primo aereo disponibile dalla base militare più vicina: c’è una precisa assegnazione territoriale e gerarchica delle competenze, e non tutte le basi hanno aerei pronti al decollo in cinque minuti. La semplice vicinanza geografica di una base era quindi irrilevante.”
Non le sarà difficile riconoscere le sue testuali affermazioni, e la prima lacuna che mi salta all’occhio è inclusa nella prima frase.
A tal proposito se non sono troppo indiscreto le chiederei di dirmi a quale fonte fa riferimento quando spiega su che tipo di attacchi gli USA erano in allerta, poiché se la lacuna non è nella frase ciò implica una grossa falla nel sistema di difesa aerea americana.
E ammettendo giustamente che dopo la fine della guerra fredda il pattugliamento venne ridimensionato è comunque assurdo dire che gli Stati Uniti d’America fossero totalmente sprovvisti di una protezione, forse molti leggendo potrebbero pensare che è proprio quello che lei afferma, e che è anche quello che affermano gli Stati Uniti.
Ma è come dire che dopo un lungo periodo in cui nessuno rapina le banche, ci si permette il lusso di lasciare porte e finestre aperte alla Banca d’Italia poiché nessuno “pensa” che una banca possa venire svaligiata.
Ogni Stato ha le proprie lacune ma né io né lei, signor Attivissimo possiamo realmente sapere in che modo uno Stato o una Nazione tutelino se stessi, noi possiamo solo osservare, raccogliere prove, analizzarle e fare deduzioni.
Le sue deduzioni portano all’affermazione che nessuno poteva prevedere un simile attacco e pertanto non vi erano contromisure adatte nel giusto arco di tempo.
Le mie deduzioni basate sulle stesse prove, ricavate dalle stesse fonti attestano una realtà diversa, ove al di fuori di ciò che ufficialmente viene dichiarato in seguito a un tale avvenimento capace di cambiare il corso della storia; è assolutamente logico pensare che nessuno Stato sia così “ingenuo” da lasciarsi mettere nel sacco in un modo simile.
Mi ricordo che ho sentito alcuni sostenere che in ogni caso non si poteva sparare su uno degli aerei per non fare vittime civili, anche perché la destinazione non era effettivamente chiara fino alla fine.
Eppure sono sicuro che tutti coloro che leggeranno queste righe sanno che a volte c’è un prezzo da pagare per la salvaguardia di qualcosa di più importante.
Credete davvero che Bush si sarebbe lasciato precipitare un Boeing in testa anche pieno di civili senza farlo esplodere a mezz’aria per salvaguardare un’impatto a terra che avrebbe comportato un maggiore spargimento di sangue?
Lascio che ognuno di voi risponda nella propria mente a questo interrogativo e continuo con l’analisi del testo.
20 Settembre 2007 alle 16:24
PARTE SECONDA
Come secondo punto lei contesta questa domanda:
“Come ha mai potuto il presidente USA vedere in televisione il primo aereo che colpiva il WTC, se si trovava nell’atrio di una scuola elementare e quelle immagini non avevano ancora solcato l’etere in quel momento, né era presente o in trasmissione diretta alcuna televisione nelle vicinanze dello schianto?”
E sinceramente non appena mi sono resto conto che lei dava una risposta a questa domanda che non riportava a un complotto mi sono illuminato in viso.
Non appena però ho letto tutto la delusione era la mia più forte sensazione, per non dilungarci troppo incollando qui tutta la sua riflessione accurata ne prendo quello che volgarmente di definisce il “succo del discorso”:
-“Sappiamo che Bush ha qualche problema nel parlare in modo coerente”
queste sono le sue testuali parole, signor Attivissimo, e per chi ancora non sia rimasto sbigottito da una simile giustificazione a non una, bensì due dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, cito solo una cosa lasciando poi il tutto alle vostre personali deduzioni.
Ogni anno il presidente degli Stati Uniti d’America tiene decine e decine di discorsi importanti, davanti a migliaia di persone, discorsi i quali sono facilmente recuperabili dal sito: http://www.whitehouse.gov il sito ufficiale della Casa Bianca, ora mi sembra più che lecito affermare che dal momento che tutti questi discorsi sono accuratamente preparati da abili tessitori di parole in essi il tocco del presidente sia estremamente marginale.
A questo punto, se un discorso viene perfettamente preparato cosa resta per farne un vero Discorso? Semplicemente deve essere interpretato nel modo giusto, con la giusta cadenza, con la giusta profondità della voce e con tanti trucchetti che un buon oratore conosce certamente.
Appurato anche questo se ne deduce che un uomo, un politico, capace di convincere fiumi di elettori, di incollare la gente ai televisori col proprio carisma, dello stampo di George W. Bush; sia perfettamente in grado di sostenere un discorso nel migliore dei modi.
A supporto della sua affermazione comunque lei elenca una serie di “prove” le quali però vengono totalmente smentite in altra sede.
Non voglio prendermi il merito ripetendo delle affermazioni di altre persone così per totale trasparenza anche verso chi leggerà cito il signor Massimo Mazzucco, che nel suo: “Il clamoroso doppio autogol di G.W.Bush” spiega in maniera alquanto dettagliata in che modo il presidente era al corrente dell’attentato, se non prima perlomeno in tempo reale.
Rileggendo la sua frase: “Sappiamo che Bush ha qualche problema nel parlare in modo coerente”, in cui viene dipinto come una sorta di analfabeta balbettante ci rendiamo quindi conto che stona totalmente con l’effettiva realtà dei fatti.
Andando avanti voglio mettere in luce altre sbavature nel suo dipinto.
Una celebre battuta recita, “ho sempre avuto molte opportunità di lavoro, non so se fare il politico o l’attore, prima devo capire che differenza c’è fra i due”….
La terza sua affermazione in ordine cronologico si basa sulla seguente frase:
“Come mai il presidente USA continua a leggere coi bambini per mezz’ora dopo essere stato informato che il primo aereo aveva colpito?”
e risponde così:
“C’è chi interpreta la flemma con la quale Bush continua a leggere, come un chiaro segno che Bush sapeva di non correre alcun pericolo e quindi era al corrente dei piani dell’attentato.”
A questa domanda lei risponde dicendo che:
“Esiste però una spiegazione più banale: gli USA non erano realmente pronti a un’eventualità del genere Se rivedete le trasmissioni televisive di quel giorno, ve ne accorgerete. L’ipotesi dell’attentato ha preso corpo dopo il secondo impatto.”
Mi sembra quindi che oramai sia chiaro che perfino in questo frangente la spiegazione che gli USA non se lo aspettavano, riesce a spiegare un comportamento talmente anomalo, che trova una accurata descrizione nel testo sopraccitato di Mazzucco, da fare invece credere a una spiegazione totalmente diversa.
La domanda iniziale alla quale lei ha cercato di rispondere però, è rimasta essenzialmente senza risposta, questo perché lei ha basato la propria risposta sulla dichiarazione che alcuni interpretano la flemma di Bush in un modo quando invece la spiegazione è un’altra.
La domanda non era perché alcuni la interpretano così, ma perché Bush si sia comportato in quel modo.
Molti sostengono infatti non solo che Bush ne fosse al corrente (certamente non perché vi fosse una televisione nel corridoio), bensì perché fosse stato egli stesso a fornire il via libera o perlomeno sapesse da molto tempo cosa sarebbe accaduto quel giorno.
E questo spiega anche perché quelle strane affermazioni nel discorso e spiega perfino perché è inutile dibattere se nel corridoio vi fosse o non vi fosse una tv per Bush, dal momento che egli in ogni caso sapeva anticipatamente tutto.
Questi sopraccitati, sono quelli che io ho definito grossolani errori, ma questi sono i primi, andare avanti avrebbe richiesto uno spazio sconsiderato, ma sono sempre disponibile a dibattere sugli altri punti che secondo la mia opinione restano alquanto discutibili e vengono spacciati per verità scientifiche.
Con questo spero di avere risposto in modo esauriente alla sua richiesta di elencarle i grossolani errori, quanto a quello che avevo affermato e cioè:
>sarei capace di dimostrare come siano piuttosto discutibili parecchie delle vostre soluzioni, molto più discutibili e stentate di pareccchie possibilità che darebbero adito a teoria complottistiche.
e al quale lei ha risposto così:
“Tieni presente che le soluzioni non sono “nostre”, ma avallate dalla ricerca degli esperti del campo, che sono stati a diretto contatto con gli eventi. Ma parliamone: è sempre un piacere mettere in discussione le proprie idee per affinarle.”
mi correggo dicendo che quindi se le soluzioni che dimostro che siano discutibili non sono le vostre perché avvallate dalla ricerca di alcuni esperti, allora vuol dire che sto sistematicamente dimostrando che molte delle soluzioni avvallate dagli esperti del campo siano pertanto discutibili.
Con questo quindi ho risposto a tutto.
Probabilmente anche io avrò commesso qualche errore nella stesura di questo testo, perché esso non è elaborato come la sua pagina web e neppure ortograficamente corretto come immagino sarà il libro, ma sono completamente disponibile per dibattere sull’argomento come è giusto che sia in un angolo di mondo civile.
Volevo inoltre fare una precisazione sull’aggettivo grossolani che ho utilizzato, esso non voleva in alcun modo essere simbolo di presunzione e benché meno di arroganza, piuttosto voleva essere un invito a maggiore precisione nel trattare argomenti tanto delicati.
Mi scuso quindi se in alcuni passaggi manco del tatto o della delicatezza necessari, ma invito a farmi presente se in qualche passaggio sono saltato a conclusioni affrettate o incoerenti, cosa che invece trovo sempre più spesso leggendo dichiarazioni di persone molto in vista.
Infine voglio sottolineare che questo mio commento non è che la punte dell’iceberg delle prove inconfutabili della realtà di un complotto.
E in ogni momento sono disposto a tirar fuori altre argomentazioni a spstegno della mia teoria, smentendo tutti coloro che continuano a mettersi al servizio della Grande Menzogna.
Voglio vivere in un mondo libero, libero dalle bugie, libero nell’essenza, non una parvenza di libertà minacciata da una invisibile gabbia…
Attendo una risposta schietta e sincera.
Cordiali saluti
Emilio Vavarella
20 Settembre 2007 alle 16:28
PARTE SECONDA
Sono sempre Emilio Vavarella e procedo alla mia contestazione della sua seconda affermazione in ordine cronologico.
-Come secondo punto lei contesta questa domanda:
“Come ha mai potuto il presidente USA vedere in televisione il primo aereo che colpiva il WTC, se si trovava nell’atrio di una scuola elementare e quelle immagini non avevano ancora solcato l’etere in quel momento, né era presente o in trasmissione diretta alcuna televisione nelle vicinanze dello schianto?”
E sinceramente non appena mi sono resto conto che lei dava una risposta a questa domanda che non riportava a un complotto mi sono illuminato in viso.
Non appena però ho letto tutto la delusione era la mia più forte sensazione, per non dilungarci troppo incollando qui tutta la sua riflessione accurata ne prendo quello che volgarmente di definisce il “succo del discorso”:
-“Sappiamo che Bush ha qualche problema nel parlare in modo coerente”
queste sono le sue testuali parole, signor Attivissimo, e per chi ancora non sia rimasto sbigottito da una simile giustificazione a non una, bensì due dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, cito solo una cosa lasciando poi il tutto alle vostre personali deduzioni.
Ogni anno il presidente degli Stati Uniti d’America tiene decine e decine di discorsi importanti, davanti a migliaia di persone, discorsi i quali sono facilmente recuperabili dal sito: http://www.whitehouse.gov il sito ufficiale della Casa Bianca, ora mi sembra più che lecito affermare che dal momento che tutti questi discorsi sono accuratamente preparati da abili tessitori di parole in essi il tocco del presidente sia estremamente marginale.
A questo punto, se un discorso viene perfettamente preparato cosa resta per farne un vero Discorso? Semplicemente deve essere interpretato nel modo giusto, con la giusta cadenza, con la giusta profondità della voce e con tanti trucchetti che un buon oratore conosce certamente.
Appurato anche questo se ne deduce che un uomo, un politico, capace di convincere fiumi di elettori, di incollare la gente ai televisori col proprio carisma, dello stampo di George W. Bush; sia perfettamente in grado di sostenere un discorso nel migliore dei modi.
A supporto della sua affermazione comunque lei elenca una serie di “prove” le quali però vengono totalmente smentite in altra sede.
Non voglio prendermi il merito ripetendo delle affermazioni di altre persone così per totale trasparenza anche verso chi leggerà cito il signor Massimo Mazzucco, che nel suo: “Il clamoroso doppio autogol di G.W.Bush” spiega in maniera alquanto dettagliata in che modo il presidente era al corrente dell’attentato, se non prima perlomeno in tempo reale.
Rileggendo la sua frase: “Sappiamo che Bush ha qualche problema nel parlare in modo coerente”, in cui viene dipinto come una sorta di analfabeta balbettante ci rendiamo quindi conto che stona totalmente con l’effettiva realtà dei fatti.
20 Settembre 2007 alle 16:33
Nonostante io abbia suddiviso il testo riesco a inserire solo la premessa e in alcun modo tutto il resto.
Raccolgo quindi l’offerta di pubblicare il tutto su Luogocomune, a chiunque interessi leggere la mia seconda e terza parte può farlo la, mi impegnerò per rendere il tutto effettivo prima possibile.
Caro signor Paolo Attivissimo, la mia era una risposta accurata e ed era esclusivamente per lei, per documentare la mia accusa all’infondatezza delle sue affermazioni.
Signor Massimo Polidoro mi dispiace, sarà pure un problema di server ma la mia risposta non può attendere ancora.
Cordiali saluti, Emilio Vavarella.
21 Settembre 2007 alle 19:39
Caro Attivissimo, ho appena letto “La cospirazione impossibile”, e, con qualche riserva, mi sembra un buon testo. Mi pare lei abbia però affermato che in esso sia trattata anche la questione dell’insider trading; ma non è così. E mi par di ricordare che anche il rapporto della commissione sull’11/9 fosse molto vago in merito (”l’investitore [innominato] è al di sopra di ogni sospetto”, cito a memoria). Cosa ne pensa? Conosce ulteriori informazioni in proposito?
24 Settembre 2007 alle 11:13
Non sempre serve dire bugie: la verità si può tranqullamente nascondere “annegandola” in un mare di notizie inutili e fuorvianti, distraendo l’uditorio (Robin Williams nel film “L’uomo dell’anno” parla sapientemente di “armi di distrAzione di massa”; ad esempio coinvolgere il congresso in lunghissime discussioni sulla necessità di inasprire le pene per chi brucia la bandiera, mentre in realtà i veri problemi sono altri…).
In Italia si fa spessissimo, vedi ad esempio tutta la polemica sui DiCo, ma a chi interessa veramente? Lo 0, 001% della popolazione? Perchè non parlare invece di quello che alla gente interessa veramente?
Emilio, non cercare il pelo nell’uovo (tanto nessuno ha pazienza di leggere tutto); serviva qualcosa di forte per invadere l’Irak e non avere l’opinione pubblica contro, ecco tutto!! (a proposito, 600.000 morti, 4 milioni di profughi, 500 miliardi di dollari spesi a oggi, uranio impoverito a inquinare per i prossimi millenni la regione, e qualcuno ci deve ancora spiegare perchè…)
8 Ottobre 2007 alle 13:31
Risposta per Namib sull’insider trading:
effettivamente non ho trattato l’argomento del presunto caso di insider trading.
In molti, pero’, si sono occupati dell’argomento, e le segnalo due link, uno in italiano e uno in inglese:
http://undicisettembre.blogspot.com/2006/09/insider-trading-e-11-settembre.html
http://www.911myths.com/html/put_options.html
In sintesi, sembra che le vendite precedenti all’11 settembre non fossero cosi’ inspiegabili, dato che dal mercato erano appena arrivate delle cattive notizie proprio per quelle compagnie. Ma anche se non fosse cosi’, questo non smentirebbe necessariamente la versione consolidata degli attentati. Non sosteniamo mica che nessuno sapesse degli attentati imminenti: almeno chi li ha organizzati lo sapeva di sicuro, e puo’ darsi benissimo che loro o qualcun altro che lo ha saputo da loro ci abbia speculato sopra. Questo pero’ non dimostra automaticamente che l’attentato sia stato organizzato dagli americani, ovviamente.
cordiali saluti
Andrea Ferrero
8 Ottobre 2007 alle 13:59
Ciao a tutti,
Massimo mi ha segnalato le vostre domande. Sono tantissime e non so se riuscirò a rispondere esauriementemente a tutte. Cercherò almeno di dare qualche spunto di serena riflessione.
>Mio padre, finora abbastanza convinto “ufficialista”, dopo neanche 10 minuti di Attivissimo ha cambiato canale, ed ha dovuto convenire che l’intervento di Mazzucco fosse di “altro spessore”.
Se è per questo, la bisnonna di mia moglie non credeva allo sbarco umano sulla Luna. Ma quello che un singolo crede non fa testo. Fanno testo i dati, i fatti, i documenti e la loro coerenza interna esaminata da chi è competente in materia. Io posso credere finché mi pare che se mi butto dal quarto piano volerò come un fringuello, ma temo che la convinzione non basti a sospendere le leggi della fisica.
>Vorrei invece far notare che, secondo recentissimi sondaggi, la percentuale di americani che vuole mettere sotto accusa Bush & Co. e chiede un’indagine seria sull’11 settembre è cresciuta enormemente, ed ormai un americano su tre è convinto che sull’11 settembre non si sia detta tutta la verità. Statisticamente parliamo di qualche decina di milioni di soli americani (”complottisti” anche loro?).
Se chiedere di saperne di più è essere complottisti, allora sono complottista anch’io. Ma il fatto è che i complottisti non chiedono: loro già sanno cos’è successo, chi è stato, eccetera.
E poi andrei cauto sulla reale consistenza di questa adesione di massa. Se rileggi bene le domande originali fatte da quei sondaggi, vedi che sono talmente blande che anch’io ne sottoscriverei qualcuna. La vera adesione si misura dalla partecipazione: a Roma, al raduno nazionale, si sono trovati in quaranta. Non relatori: _partecipanti_. Lo “sciopero generale” annunciato dai siti pro-complotto per i primi di settembre non s’è manco visto. Le adunate dei sostenitori di queste teorie, in USA, sono deserte. Jimmy Walter, uno dei padri (e finanziatori) del complottismo, si è ritirato perché non riesce a farsi ascoltare dalla gente. Questi sono fatti sui quali occorre riflettere.
>E parliamo delle centinaia di adesioni a vario titolo di patrioti americani (ex piloti civili e militari, ex agenti dei servizi, militari in servizio ed in congedo, ecc. ecc.) al movimento per la verità, sono “idioti”, “bufalari”, “creduloni”, anche loro?
Parliamone. Su che basi fanno queste adesioni? Sulla base dei fatti assodati, o sulla base di una loro versione addomesticata? A me risulta la seconda. Alcuni hanno manifesta incompetenza anche nel proprio settore (il pilota Glen Stanish, che dice che è possibile attaccare un “pod” sotto un aereo di linea… e il carrello come si apre?); altri hanno credenziali artefatte; altri ancora hanno seri problemi personali (uno vive in una tenda).
Parliamo, invece, della massa di piloti, agenti dei servizi, militari in servizio che NON abboccano alle colorite e seducenti fantasie dei complottisti. Come mai? Tutti congiurati?
>E chiederei al signor Attivissimo si smetterla, una volta per tutte, di utilizzare il termine implicitamente denigratorio di “complottisti” per definire persone serie che sulla base di dati di fatto o della pura logica, non riescono a trovare convincenti le spiegazioni ufficiali finora fornite (e non trovano plausibili i motivi addotti per quelle non fornite).
I “dati di fatto” sono spesso inventati e altrettanto spesso manipolati. Andrei cauto a parlare di “persone serie”. A uno che crede nei rettili che assumono sembianze umane, o a chi crede che la Terra sia cava, non credo daresti la definizione di persona seria.
Ma lasciamo stare: hai un termine migliore? Come li chiameresti?
>Oltre al fatto che accomunare persone serie con altre dalla dubbia fama per il solo fatto di occuparsi della stessa materia è un’operazione semplicistica e al limite della malafede (o oltre?). Ed io non ci sto.
Una frase familiare per chi segue i fenomeni paranormali… “certo ci sono tanti ciarlatani, ma il signor X è diverso, solo perché si occupa della stessa materia non vuol dire che sia un cialtrone”.
Trovami un complottista che segua rigorosamente i fatti e che costruisca una teoria alternativa coerente, e ne riparliamo. Io finora non ne ho visti.
>WTC7: ma se è vero che un pompiere ha detto che bisognava demolirlo perchè era pericolante, come si spiega che sia venuto giù ESATTAMENTE come se fosse stata una demolizione controllata?
Perché come dice l’esperto di demolizione Danilo Coppe, una demolizione controllata ha molti punti in comune, visivamente, con un crollo. Però quando si va a studiare il dettaglio, emergono le differenze. Una per tutte: nessun rumore di botti appena prima e durante il crollo. Un’altra: tracce di detonatori ed esplosivo, segni di predisposizione e preindebolimento della struttura. Queste cose, al WTC7, mancano.
>Anche chi non sa niente di meccanica e di edilizia non può notare che in un solo giorno 3 grattacieli siano venuti giù allo stesso modo, cosa MAI successa nè prima nè dopo!
Se è per quello, mai prima di allora qualcuno aveva preso due aerei di linea pieni di carburante e li aveva scagliati ad altissima velocità contro dei grattacieli.
>un imbecille qualunque che riesce a pilotare un Boeing e farlo schiantare su una torre
Un “imbecille” che aveva la licenza di pilota.
>, a un altro imbecille che compie una manovra tecnicamente impossibile con un altro Boeing
Una virata larga 8 km non è impossibile. Un secondo di volo rasoterra, conclusosi con uno schianto, non è impossibile. E’ la naturale conclusione di un volo rasoterra: ti sfracelli.
> (mA QUALE AEREO POI? NON AVETE NOTATO COME FOSSE ANCORA STRANAMENTE INTEGRA LA FACCIATA DEL PENTAGONO DOPO L’ATTACCO DEL PRESUNTO AEREO???)
A parte una breccia larga 35 metri. Basta guardare le foto.
>I fatti sono che, delle due possibili tesi sull’11/9, una fa un sacco d’acqua (quella ufficiale: andate a vedere su youtube “9/11 coincidences”); l’altra è molto ma MOOOLTO più verosimile.
Ma qual è l’”altra”? Non l’ho ancora sentita. Qualcuno parla di missile, qualcuno parla di altri aerei, qualcuno parla di bombe, altri parlano di raggi spaziali; c’è chi dice che è stato Bush, ma Gore Vidal nel libro di Chiesa è il primo a sbufalare questa teoria.
>A tal proposito se non sono troppo indiscreto le chiederei di dirmi a quale fonte fa riferimento quando spiega su che tipo di attacchi gli USA erano in allerta, poiché se la lacuna non è nella frase ciò implica una grossa falla nel sistema di difesa aerea americana.
E’ spiegato dettagliatamente da Andrea Ferrero nel libro. Ti invito a leggerlo. Oppure documentati su cosa sono le ADIZ.
> E ammettendo giustamente che dopo la fine della guerra fredda il pattugliamento venne ridimensionato è comunque assurdo dire che gli Stati Uniti d’America fossero totalmente sprovvisti di una protezione
Infatti non lo erano. Avevano una difesa _perimetrale_. Non contro attacchi dall’interno. Non credo che tu abbia porte blindate fra una camera e l’altra di casa tua, ma magari ce l’hai verso l’ingresso.
> Credete davvero che Bush si sarebbe lasciato precipitare un Boeing in testa anche pieno di civili senza farlo esplodere a mezz’aria per salvaguardare un’impatto a terra che avrebbe comportato un maggiore spargimento di sangue?
Credo che tu non conosca le reali capacità tecniche dei sistemi d’arma antiaereo, i protocolli per il loro uso e le implicazioni politiche di una scelta del genere. Semplicemente non ci fu tempo di dare un ordine così terribile, che doveva venire dai massimi livelli.
Forse non conosci la storia del volo Delta 1989, scambiato per errore per un dirottamento. Se fosse stato abbattuto per errore, a quest’ora saremmo a chiederci come mai si era stati così disinvolti nell’abbatterlo.
8 Ottobre 2007 alle 14:15
> Ogni anno il presidente degli Stati Uniti d’America tiene decine e decine di discorsi importanti, davanti a migliaia di persone, discorsi i quali sono facilmente recuperabili dal sito: http://www.whitehouse.gov il sito ufficiale della Casa Bianca, ora mi sembra più che lecito affermare che dal momento che tutti questi discorsi sono accuratamente preparati da abili tessitori di parole in essi il tocco del presidente sia estremamente marginale.
Esatto. Infatti Bush legge i discorsi preparati prima dal suo staff. E’ quando improvvisa che se ne esce con i suoi strafalcioni celeberrimi. La sua affermazione sull’aver visto il primo volo impattare il WTC è una di queste improvvisazioni; non proviene da un discorso. Ha detto una scempiaggine: non è la prima volta, non sarà l’ultima.
>Massimo Mazzucco, che nel suo: “Il clamoroso doppio autogol di G.W.Bush” spiega in maniera alquanto dettagliata in che modo il presidente era al corrente dell’attentato, se non prima perlomeno in tempo reale.
Gore Vidal, dal libro di Giulietto Chiesa: “Non può essere vero che Bush e Cheney abbiano avuto qualcosa a che fare con l’11 settembre (senza escludere che in qualche modo vi abbiano avuto un ruolo marginale) perché sono incompetenti… io do per scontato che l’11 settembre non sia stata opera dell’amministrazione Bush. Pensarlo è una bella tentazione.”
> Con questo spero di avere risposto in modo esauriente alla sua richiesta di elencarle i grossolani errori, quanto a quello che avevo affermato e cioè:
Temo di no. Le tue sono interpretazioni personali abbastanza arbitrarie che non considerano tutti i fatti: non sono segnalazioni di errori.
> mi correggo dicendo che quindi se le soluzioni che dimostro che siano discutibili non sono le vostre perché avvallate dalla ricerca di alcuni esperti, allora vuol dire che sto sistematicamente dimostrando che molte delle soluzioni avvallate dagli esperti del campo siano pertanto discutibili.
Con questo quindi ho risposto a tutto.
Si direbbe che tu abbia quindi tutto il necessario per presentarti a un tribunale internazionale con prove schiaccianti. Mi sorprende che tu, come qualunque persona convinta di aver portato alla luce argomenti così delicati che dovevano restare top secret, non ti faccia una domanda di fondo: se davvero siete al corrente di questi terribili segreti, perché non vi piomba in casa la CIA, l’NSA, il Mossad o gli Illuminati e vi portano via?
La migliore prova del fatto che le teorie complottiste non stanno in piedi è che i complottisti sono a piede libero. Confronta questa situazione con quello che avviene a chi, come alcuni giornalisti, si avvicina troppo alle verità scottanti sulla criminalità.
> Voglio vivere in un mondo libero, libero dalle bugie, libero nell’essenza, non una parvenza di libertà minacciata da una invisibile gabbia…
Perfettamente d’accordo. Per questo il campo va sgomberato dalle bugie dei complottisti, oltre che da quelle (documentate) di alcuni esponenti dei militari e degli enti civili coinvolti. Quando la smetteranno, i complottisti, di dire che il buco al Pentagono è largo “cinque-sei metri al massimo”?
> Non sempre serve dire bugie: la verità si può tranqullamente nascondere “annegandola” in un mare di notizie inutili e fuorvianti, distraendo l’uditorio
Verissimo. Sottoscrivo pienamente. Infatti le fantasie dei complottisti hanno finito per insabbiare la verità e rendono difficilissima la ricerca. Sai quant’è difficile, grazie ai complottisti, contattare un ente tecnico e parlare seriamente dell’argomento? Ti ascoltano e si sente subito che stanno pensando “Oddio, un altro complottista…”. Sai quanta fatica abbiamo fatto per scoprire dove sono i resti degli aerei? I complottisti, con il loro fiume di fantasie, sono i migliori amici degli insabbiatori. Dovremmo essere fianco a fianco per eliminare le menzogne dall’11/9, e invece i complottisti le menzogne le fabbricano (Payne Stewart; le testimonianze tagliate ad arte del sindaco e del coroner di Shanksville, quelle manipolate dei testimoni al Pentagono…).
15 Ottobre 2007 alle 11:22
Nel vostro libro prendete come spunto i vari docomuntari sulle teorie complottiste quali Loose Change e 9/11 Inganno Globale, e punto per punto controbbatete e smontate le varie teorie in essi presenti. Ma ne avete dimenticate alcune come la presenza di ingenti quantità di oro presenti nel sottosuolo delle 2 torri, i 33 hard disk trovati nel WTC7 e analizzati da una società tedesca contenti informazioni sull’insider trading, le opzioni put effettuate sulle compagnie aeree nei giorni prima del 11 settembre. Inoltre le due torri erano state certificate per resistere ad un incendio del genere. Generalmente, quando succendono fatti del genere, viene sempre citato in giudizio chi ha firmato la dichiarazione di conformita. Ma quest’ultima è solo una mia considerazione marginale… Con ciò non voglio necessariamente affermare nessuna teoria complottistica, ma voglio solo sottolineare il fatto che anche il vostro libro tralascia alcune fatti importanti. Ed proprio questo libro che doveva (nei limiti del possibile) verificare la veridicità di tali considerazioni. E mi permetto una cosiderazione generale. Forse era più giusto che il libro si intitolasse La cospirazione improbabile.
22 Ottobre 2007 alle 8:44
“….avete dimenticate alcune come la presenza di ingenti quantità di oro presenti nel sottosuolo delle 2 torri, i 33 hard disk trovati nel WTC7 e analizzati da una società tedesca contenti informazioni sull’insider trading, le opzioni put effettuate sulle compagnie aeree nei giorni prima del 11 settembre. …”
il problema è capire in che modo tutto questo è collegato con la teoria della detonazione delle torri…se ci sono o meno delle incongruenze….e non elencare solo determinati elementi,decontestualizzati (nominarne fonti, o laboratori e certificati di analisi ….nel caso dell’acciaio fuso, non si trova manco un certfificato…) idem per la presenza di oro? di antrace? ….parli dei dischetti…ma la presenze di dischetti e di quello che cìè scritto in che modo e necessariamente colelgato con la denotazione ? …
sono solo alcuni spunti…
10 Novembre 2007 alle 15:58
Noto che Attivissimo non ha più degnato di risposta il signor Girelli, poverino. Chissà perché.
Noto anche che, buffamente, gli anticomplottisti sono in compagnia di nomi di elevatissimo profilo professionale. Tanto per farne alcuni: George W. Bush, Bruno Vespa, Emilio Fede, Massimo Teodori. I complottisti, invece, si circondano di individui famigerati, di paranoidi da legare, imberbi scienziatelli svitati, gentaglia inqualificabile come quella elencata qui:
http://georgewashington.blogspot.com/2007/11/911-roster.html
Chiedo venia per le grossolane battute, ma il giudizio di un’ampia comunità di esperti - indipendentemente dalla sede in cui esso si esprime - conserva un ruolo non trascurabile nella scienza.
13 Novembre 2007 alle 17:30
Spett.le Cicap.
è lodevole il Vostro tentativo di dare oggettività alle ipotesi.
Sono convinta (fino a prova contraria) che non vi sia stato alcun complotto. Credo però che sia per voi controproducente, in questo caso specifico, avere un atteggiamento (piuttosto antipatico per la verità) di derisione e di sufficienza nei confronti di chi, notando determinate “singolarità”, ben può non essere convinto della versione ufficiale. Soprattutto perchè, per quanto spiegabili ex post, le “singolarità” nel caso in esame sono talmente tante che è stato necessario, non solo da parte Vostra, “smontarle” ad una ad una con dovizia di particolari e profusione di mezzi, analisi, etc. Se fossero state così ovvie, codeste spiegazioni, di certo nessuno si sarebbe scomodato a farne un libro. Con questo voglio semplicemente evidenziare che in questo caso, vista l’abnormità di quanto successo l’11/9/01, era del tutto normale e comprensibile che lo svolgimento degli eventi potesse suscitare dubbi.
Cordiali saluti.
11 Febbraio 2008 alle 13:04
Che il CICAP abbia fatto tante cose buone è indubbio. Per questo dovreste solo vergognarvi per la pubblicazione di questo libro. In un mondo dove tutto si compra e si vende l’impressione che date, gli autori del libro, a chi ha un minimo senso della razionalità, è quella di essere niente di più e niente di meno di una BANDA DI VENDUTI.
29 Marzo 2008 alle 22:36
Francamente mi chiedo perchè il libro abbia un titolo così decisamente negazionista nei confronti dell’ipotesi complottista, o, se vogliamo, dell’ipotesi complottista alternativa, dato anche che, per esempio, l’intervento di Odifreddi non lo esclude affatto, e quello di Eco è del tutto insignificante nello specifico, in quanto improntato a considerazioni generali e non specifiche sul caso. Le considerazioni di Attivissimo sono criticabili e stupisce l’impostazione incompleta del libro, che, raccogliendo diverse voci, poteva facilmente coinvolgere osservazioni tecniche di un rappresentate dell’ipotesi opposta, a fare da contraddittorio.
Sono sempre a favore di pubblicazioni e iniziative per combattere l’irrazionalità e la superstizione, ma in questo caso, temo, e con mio notevole rammarico, che non sia stato realizzato un libro volto alla ricerca della realtà, ma con tutta l’aria di volerla coprire.
Una pubblicazione che mi ha deluso, e che mi inquieta sull’affidabilità del CICAP tutto, non solo di singoli componenti - ed è ovvio a chi mia stia riferendo.
Sperabilmente si tratta solo di un episodio.
29 Aprile 2008 alle 11:54
È incredibile che esisono persone ancora convinte che sia vera l’assurda teoria del complotto dell’11/9. Come tutte le teorie sul complotto, si fonda su prove fantasiose o cerca di sfruttare questo o quell’elemento per costruire castelli in aria.
L’opinione di molti studiosi, è che si tratta di una teoria così stupida che non vale neanche la pena di mettersi a smontarla. Questo spiega perché sono pochissime le persone che lo fanno.
Come sempre, le teorie complottiste riguardano più il mondo della fantasia che quello reale.