Rol: film su History Channel

[inserito il 18.01.08 alle ore 9:00]
in Blog, Magia e illusionismo, Misteri aperti, News, TV

Gustavo A. Rol

Questa sera, su History Channel (ore 21,00), sarà trasmesso il documentario “Rol, un mondo dietro al mondo” di Nicolò Bongiorno. Un ritratto del sedicente sensitivo Gustavo Adolfo Rol, le testimonianze di chi ne è rimasto strabiliato e alcune obiezioni degli scettici (tra cui il sottoscritto).

Per chi volesse approfondire l’argomento Rol segnalo il sito dell’amico Mariano Tomatis.

119 commenti a “Rol: film su History Channel”

  1. Brent dice:

    AARGH!!
    Ma perchè non li mandate in onda su canali pubblici e non a pagamento? E adesso chi trovo che possa registrrmelo?

  2. magogae dice:

    mi piacerebbe vederlo, non so perchè ma il mio videoregistratore non mi ha registrato la puntata di “La storia siamo noi” sempre dedicata a Rol, ero riuscito a vederne solo una parte tempo fa e mi era piaciuto. Massimo ma non è che potresti condividere entrambe le puntate? :)))

  3. io dice:

    una correzione per lo scettico che ha scritto queste 2 righe. Rol non si è mai definito sensitivo, anzi detestava questa etichetta, ma allora perchè hai scritto “sedicente sensitivo”? se ti muovi sotto il lume della scienza, allora non ti inventare niente, ma riporta ciò che è oggettivo.

  4. byronhero dice:

    Ho visto e rivisto 3 volte il documentario su history channel,
    Normalmente sono molto scettico su tutto visto che c’è sempre molta fame di fama (scusate il gioco). Il doc. mi ha colpito soprattutto perchè a quanto pare Rol aveva tantissimi amici e conoscenti che testimoniano i suoi ‘giochi’ anche protratti per decenni, credo che almeno UNO su tanti in tanti anni dovrebbe aver ’sgamato’ qualcosa. E poi ingannare amici e conoscenti per anni richiede anche molto sforzo secondo me. Se era un illusionista era un mostro di bravura perche le persone vedevano cose pazzesche. In fine se l’albero si vede dai frutti, era un bell’albero, visto che il messaggio che ci lascia è positivo, ossia che non è tutto circoscritto alla materia che percepiamo ma c’è molto di più. Ciao!

  5. francesco busani dice:

    purtroppo non ho ancora visto il doc. anche se su Rol ho letto diversi volumi tra cui l’unico scettico di Mariano Tomatis, “Rol , Realtà o Leggenda?” che è un ottima ricerca e analisi sul personaggio contraddittorio quale Rol era, sulla fenomenologia e che tenta di risolvere (e a mio parere ci riesce benissimo) il mistero “Rol”. Chi crede in Rol lo fà per fede, visto che di oggettivo ci ha lasciato ben poco: ha sempre rifiutato di sottoporsi a controlli (anche di illusionisti come Silvan, davanti a cui non ha creato nessun miracolo!) Rol era tutt’altro un mostro di bravura in illusionismo al limite è stato (ed io lo considero tale) uno dei mentalisti di spicco di questo secolo, ma questo è un’altro discorso. Il repertorio di “giochi” di Rol attinge dai classici di prestigio (noto ai cartomaghi il famoso “out of this world” che Rol eseguiva spesso) fino alle abili, sottili manipolazioni e forzature psicologiche utilizzate dai mentalisti….quanto al messaggio positivo….beh tanti personaggi storici hanno lasciato segni positivi senza, paradossalmente, dover mentire.
    Ciao
    F.

  6. Francesco dice:

    … non ho visto tutto. d’accordo con byronhero. Il messaggio che dava è bello ed intrigante oltre che denso di sviluppo se indagato con metodo scientifico… apre senz’altro nuove porte su ampie prospettive… meno credibile l’astrofisico intervistato con la propria cretezza “scientifica” sulla telepatia… li ho lasciato perdere, ma non per Rol.

  7. Aldo Grano dice:

    Sapete che io non sapevo dell’ esistenza di Rol finché non ne ho sentito parlare dal Cicap? A volte gli scettici fanno pubblicità al paranormale più dei “creduloni”. Rimane il fatto che, essendo morto, ormai non si può più controllare. Non mi stancherò mai di ripetere che la politica del primo CICAP è la più coerente scientificamente (noi siamo scettici: si faccia controllare da noi e, se produce un fenomeno paranormale, lo certifichiamo) ed è sempre vincente: se Rol, ad esempio, era un truccatore, non si sarebbe mai fatto controllare. Ma se avesse posseduto veramente questi poteri medianici, non avrebbe sentito alcuna necessità di farsi esaminare dal CICAP o, peggio, da Silvan. Se invece il Cicap si sforza di spiegare i fenomeni attribuitigli, rischia di essere patetico, perché sono troppi. Meglio cercare, tra le carte di Rol, un pizzino che sia una confessione di falso. Purché ci sia la perizia calligrafica di una commissione di cui faccia parte uno che ci crede, uno del CICAP e un perito gradito ad entrambi.

  8. Franco Rol dice:

    Scusatemi se occupo spazio su questa platea scettica…Desideravo solo sottoscrivere quel commento dove si precisa che Rol non è mai stato un «sedicente» senstitivo, sia perchè era ben di più che un “sensitivo”, sia perchè di sè stesso non ha mai detto una cosa del genere, e anzi l’ha sempre negata. Quanto poi al libro di Tomatis…sarebbe un libro degno di rispettabilità solo se fosse onesto, se non vi si trovassero un mucchio di forzature, di censure e persino bugie. È`un libro di un illusionista, e come tale va considerato…Al sig. Busani, come ai signori del Cicap, consiglio di chiedere lumi ai tre prestigiatori che hanno visto da vicino gli esperimenti di Rol: Binarelli, Buffa di Perrero e Vercelli. E si può anche chiedere una opinione ad Alexander…Prescindere da questo e ascoltare solo Tomatis, che non ha mai visto questi esperimenti, significa essere fuori da un approccio scientifico alla questione.

  9. Carlo dice:

    D’accordissimo con Franco Rol, mi sa che da un po’ di tempo il Cicap e i suoi affiliati si adoperino per costruire castelli di sabbia un po’ su tutto…

  10. francesco busani dice:

    Con tutto il rispetto per il sig. F.Rol, se trovo il libro di Tomatis un ottimo testo non vedo perchè non lo debba scrivere in un blog.
    Se Lei ritiene che il libro sia “disonesto, forzato, censurato e bugiardo” si rivolga a chi di dovere con una denuncia formale, è un Suo diritto : se qualcuno scrivesse menzogne su un mio parente sarebbe la prima cosa che farei senza attendere tanto….
    Cosidero il caso “Rol” un caso aperto che mai verrà chiuso. Chi vuole credere lo può fare, ci mancherebbe altro.
    Questa è la risposta, mi creda senza l’ombra di rancori o altri sentimenti negativi, che mi sento di darle non per ribadire nulla, ma perchè trovo positivo che Lei sia intervenuto.
    Aggiungo (opinione personale) che se io avessi veramente i poteri di G.R. , non mi limitererei a utilizzarli con le carte da gioco, con biglietti di carta, con dipinti e indovinelli: questo lo fanno già i prestigiatori.
    Con simpatia
    F.Busani

  11. Franco Rol dice:

    Al sig. Busani: certo se Lei ha letto solo il libro di Tomatis, si è fatto una idea del tutto distorta di quali erano le “possibilità” di G. Rol, che erano praticamente illimitate. Comunque, qui non si tratta di difendere un parente, sarebbe cosa quantomai relativa e contingente; qui si tratta di essere oggettivi, sulla base dei fatti. Le denunce lasciano il tempo che trovano, l’evidenza scientifica, invece, è duratura. Comunque, repetita iuvant: anche per i “giochetti”, come li chiama Lei che non li ha visti, Si informi dai prestigiatori che li hanno visti, se non crede ai testimoni “comuni”, come è lo scrivente. Sarebbe comunque ora che i presunti razionalisti usassero la ragione…

  12. francesco busani dice:

    Ovviamente nn ho letto solo il testo in questione (tra l’altro l’unico scettico che conosca ), ma per motivi di ricerca personali mi sono dovuto informare su G.Rol.
    Lei parla di “possibilità illimitate” e di “evidenza scientifica”.
    Io, sinceramente, non mi sento di continuare una discussione su quesoi tono. Paroloni a cui non seguono dati oggettivi.
    Cosa siglifica” potenzialità illimitate”? Uccidere un calabrone sulla culla di un bimbo? Scrivere in una stanza mentre si è in un’altra?: beh questo lo fanno i mentalisti. Parlare di “spiriti positivi” e predicare la pace? Queste sono le potenzialità?
    Da chi è stata testata questa “scientificità” di cui Lei parla? Qualche rivista scentifica ne ha pubblicato i risultati? Sà meglio di me che la risposta è “no”. Non Stò a spiegare cosa significa” controllo scientifico”: sicuramente chi legge lo sà meglio di me.
    Due prestigiatori (http://it.wikipedia.org/wiki/Gustavo_Adolfo_Rol) non provano proprio nulla.Nemmeno lo scetticismo di Cassoli. Io mi posso informare , ma anche la mia parola non vale nulla: ripeto che Rol è un caso che non sarà mai chiuso : non esistono i dati oggettivi per farlo. Io non CREDO che avesse poteri paranormali, Lei si .
    Non devo essere io a provare che Rol non possiedeva poteri paranormali, ma LEI a provare che li aveva: “ad affermazione straordinaria, serve una prova straordinaria”.
    Visto che parla di scientificità, questo sarebbe un buon inizio…… Carl Sagan insegna con il suo “drago nel garage”….brano che, secondo me, Lei conosce molto bene.
    Con questo chiudo, rispettando Le sue idee come le mie.
    F.B.
    http://www.gustavorol.net/gustavorol.php?id=1

  13. Franco Rol dice:

    Sarò assai breve. Qualsiasi teoria scientifica, sotto qualunque sole e in qualunque epoca, parte dall’esistenza di dati oggettivi. Gustavo Rol, questi dati, li ha forniti a centinaia. E ha persino fornito già anche la teoria, che peraltro non è sua. Nessuno pretende che si creda sulla parola nè ai testimoni che forniscono i dati, nè alla dimostrabilità di questa teoria. Essa, infatti, deve ancora essere dimostrata. Ciò che però gli scettici non fanno, per pigrizia, paura o preconcetto, è una analisi rigorosa dei dati e della teoria. Colmano questo loro difetto con slogan che si dimostrano di grande superficialità, e si servono all’occorrenza delle bugie, delle censure e delle forzature per salvaguardare le loro tesi. Ma a noi non importa. Saranno loro a perdere il treno di una rivoluzione copernicana che sta per cominciare. Credono di seguire Galileo, ma seguono Aristotele. Se ne accorgeranno solo quando il treno sarà già passato. Au revoir…

  14. Brent dice:

    A Franco Rol:cos’è una minaccia? Forse ci facciamo scappare la vera natura di questa discussione e ce la prendiamo a cuore e in forma personale! Io non conosco i fatti,ossia non sono molto informato su quello che ha fatto Gustavo Rol,però credo alla scienza! E la scienza per dimostrare ha bisogno di analizzare e osservare,per poter poi asserire che un certo fenomeno è ripetibile,partendo dalle stesse identiche condizioni! Questo è stato fatto con Rol? E’ stato osservato da persone che avevano la capacità e le conoscenze per fare ciò? Mi sembra di capire che non sia così,pertanto,oggettivamente,non si può dire nulla! E’vero che a volte gli scienziati fanno a gara per portare avanti le loro teorie a scapito di altre,ma è altrettanto vero che questo fa parte del gioco! Vincerà quello che riuscirà a dimostrare la sua teoria in maniera oggettiva,ripetibile,rigorosa e riconosciuta anche dagli altri scienziati! Anche molti ciarlatani fanno lo stesso per autoproteggersi,ma mentre tra tanti scienziati ogni tanto qualcuno scopre e dimostra cose nuove,tra i ciarlatani questo non è ancora accaduto!

  15. Franco Rol dice:

    Non è certo una minaccia, ma una constatazione ante litteram. L’errore che si continua a compiere è quello di considerare Rol come un oggetto o un microorganismo da osservare sotto la lente di un microscopio, e non come un essere umano, già per questo assai complesso, dotato di conoscenze di un ordine superiore - e chi non le vede è perchè semplicemente non sa nulla di lui - conoscenze che peraltro non sono sue, ma antiche come il mondo. L’errore che si fa, è quello di voler analizzare Rol, invece di seguire le sue indicazioni per arrivare a realizzare quanto lui stesso aveva realizzato, e quindi rendersi conto, sperimentalmente, che è TUTTO VERO. Per questo ho parlato di “pigrizia, paura o preconcetto”, a cui aggiungerei “carenza analitica”.

  16. Brent dice:

    Quello che lei dice circa il considerare Gustavo Rol come una persona anzichè una “cosa” da studiare è verissimo! Ma non mi sembra sia questo il punto!
    Faccio comunque fatica a credere che con tutti i seguaci che egli ha avuto e ha, e che di sicuro lo conoscono meglio di me,nessuno abbia ancora,sperimentalmente come dice lei,dimostrato che è TUTTO VERO!

  17. Carlo dice:

    Personalmente non posso dire con certezza se le potenzialità di Rol erano veraci o un’impostura, ciò che invece non riesco a spiegarmi è quest’annaffannarsi della cosiddetta “scien
    za ufficiale” a cercare di spiegare fenomeni che non le competono. Che i metodi scientifici siano adatti esclusivamente ad analizzare realtà scientifiche mi sembra un concetto elementare, lapalissiano oserei dire.
    Chi ha investito la “scienza” del compito di giudicare la veridicità o meno del paranormale, dell’astrologia, delle religioni e via dicendo?
    Nessun sensitivo, astrologo o esponente di qualche religione si sognerebbe mai di pretendere di venire a dettare legge sulle questioni scientifiche. Vero è che c’è il papa che ogni tanto apre bocca, ma si tratta comunque di tematiche che sconfinano su determinate questioni della morale. Di sicuro mai il papa si sognerebbe di dire che la scienza non è vera.
    Eppure dall’altra parte un gran luminare di nome Odifreddi scrive libri su “perchè non bisogna essere cristiani”, il Cicap si occupa di Rol e di astrologia (o per lo meno ci prova).
    Non capisco a cosa serva tutto questo accanimento scientifico su questioni che di scientifico non hanno nulla.
    A volte ho la sensazione che certi esponenti della scienza ufficiale abbiano una mentalità così oscurantista e censoria che forse starebbero meglio nel medioevo, quando ancora si credeva nel sistema tolemaico e non si accettava nessun’altra realtà… era infallibile e solo pensare a qualcosa al di fuori di quegli schemi era peccato!
    Mi sembra che al giorno d’oggi siano cambiati gli schemi di riferimento, ma la chiusura totale all’interno di tali schemi è uguale e identica a quella del Medioevo. Evidentemente per certe persone è molto rassicurante pensare in questo modo.

  18. Carlo dice:

    Correggo: “affannarsi”, “scienza ufficiale”

  19. Brent dice:

    A Carlo:
    forse hai ragione, siamo ancora con la testa nel Medioevo, dove qualunque cosa sconosciuta era attribuita al Demonio, alla Stregoneria, alla Magia Nera ecc… Hai proprio ragione, tante persone ci credono ancora!
    Secondo me non è vero che c’è un accanimento della scienza, o che ci si accanisce per dare spiegazioni scientifiche a cose che non sono scientifiche! Cosa NON è scientifico, cosa non fa parte della Fisica?
    Il punto cruciale a mio avviso è che mentre la scienza ci da delle sicurezze dopo averle sperimentate un sacco di volte, dopo averle fatte osservare a chiunque sia competente, e dopo aver constatato la RIPETIBILITA’ del fenomeno, coloro che credono al paranormale questo non lo fanno! Anzi, i pochi che hanno il coraggio di farlo dimostrano invece che ad oggi non è mai stato documentato nulla di paranormale, ossia nulla che non possa essere spiegato da semplici conoscenze di Fisica o Chimica, o dall’Illusionismo!

  20. Carlo dice:

    “Il punto cruciale a mio avviso è che mentre la scienza ci da delle sicurezze dopo averle sperimentate un sacco di volte, dopo averle fatte osservare a chiunque sia competente, e dopo aver constatato la RIPETIBILITA’ del fenomeno, coloro che credono al paranormale questo non lo fanno!”

    Appunto, la scienza ci da queste sicurezze, ed è basata su leggi di causa/effetto e si occupa di fenomeni ripetibili.
    Ma la vita non è solo fatta di scienza e di fenomeni scientificamente analizzabili e riproducibili all’infinito. I criteri scientifici non possono essere applicati a tutto.
    Se la tua ragazza per esempio accetta di fare l’amore con te sin dall’inizio della vostra relazione e lo fa tutte le volte che glielo chiedi fino a raggiungere un numero di 300 amplessi distribuiti in 300 giorni diversi, ciò non impedisce che dopo questi piacevolissimi 300 giorni di apoteosi possa stufarsi, prendersi una sbandata per un altro e piantarti in asso.
    Ecco che la ripetibilità del fenomeno non è più una certezza, e non è un criterio valido per distinguere il vero dal falso riguardo a verità che non posono essere oggetto di indagine scientifica.

  21. Brent dice:

    Si, ma mentre i miei amplessi (a proposito, altri 300 giorni così!!!) sono una cosa terrena e molto materiale che si può verificare, i fenomeni paranormali non lo sono! Non confondiamo la volontà di una persona con le sue capacità! Io magari ho la capacità di fare 100m in 9 secondi, ma posso sempre dirti che non ne ho voglia, quindi fintantochè non ne avrò voglia tu avrai tutto il diritto di credere che io non ne sia capace!

  22. Carlo dice:

    Ma il problema di fondo è proprio che ci sono cose a questo mondo che per la loro stessa natura sfuggono alle indagini scientifiche, perchè non sono matematizzabili, e quindi il metodo scientifico non vi si può applicare proprio perchè non è adatto.
    E la colpa di tutto questo non possiamo darla a queste realtà che non provabili scientificamente, è piuttosto la scienza che deve mettersi il cuore in pace.
    Come fai ad esempio a studiare con metodi strettamente scientifici la sensibilità, la capacità di amare di una persona, la sua propensione a mentire o la sua inclinazione al tradimento, la sua introversione o l’estroversione, la spiritualità, il suo essere di Destra o di Sinistra. Anche eventuali capacità medianiche e simili, pur afferendo a realtà che, in un certo senso, trascendono la “normalità”, rientrano in questa sfera di cose la cui natura non si presta all’applicazione del metodo scientifico.
    Tu, ad esempio, che hai tanta fiducia nell’universalità del metodo scientifico, sapresti dimostrarmi scientificamente fino a che punto sei in grado di amare una persona? Sapresti dimostrarmi scientificamente se sei un altruista o un egoista? Sapresti dimostrarmi che sei una persona sincera? Sapresti dimostrarmi di non essere capace di uccidere una persona? Sapresti dimostrarmi di credere in una determinata religione ovvero di essere totalmente ateo portando a favore di questo delle prove che siano universalmente riconosciute dall’intera comunità scientifica?

  23. Brent dice:

    Mi sembra più che evidente che crediamo in cose diverse, e che ci fidiamo di cose diverse! Certo non posso “domostrare” scientificamente i miei sentimenti, perchè scientificamente sono solo campi elettrici a livello delle cellule cerebrali e nulla più!
    Però i sentimenti e le voglie di fare una cosa o no ce li abbiamo tutti, quindi anche non dimostrandolo scientificamente sappiamo che è possibile! Un potere paranormale, di qualunque tipo, è una cosa molto diversa! Così come Dio! Se anche avessi la certezza che Dio ti ha mandato dei segnali e ti ha fatto capire che lui c’è, saresti così sicuro che esiste? Non potrebbe essere la tua suggestione o uno scherzo del tuo cervello, o solo una sensazione che, come dici tu, non può essere spiegata scientificamente?

  24. Carlo dice:

    Bè, già il fatto di riconoscere che ci sono cose che esistono ma che non si possono spiegare scientificamente è un passo avanti.
    Sarebbe molto peggio, come sembrerebbe facciano molti, partire dal presupposto che tutto ciò che scientificamente non si spiega è falso o non esiste. Non invidio chi sta attorno a questo tipo di persone, perchè i livelli di cinismo che si possono raggiungere proseguendo su quella strada sono davvero insopportabili.

  25. francesco busani dice:

    Ciao a tutti. Mi sento di rispondere ad alcune affermazioni di Carlo riportando in totale il testo (per evitare di estrapolare concetti dal contesto) del post 27/gennaio.
    Anche queste mie risposte sono del tutto personali e atte ad un confronto e non ad uno scontro.

    C/”Personalmente non posso dire con certezza se le potenzialità di Rol erano veraci o un’impostura, ciò che invece non riesco a spiegarmi è quest’annaffannarsi della cosiddetta “scien
    za ufficiale” a cercare di spiegare fenomeni che non le competono. ”

    F/ Nemmeno io posso dire con certezza che non aveva poteri poteri paranormali. Quali sono i fenomeni che competono alla scienza?

    C/”Che i metodi scientifici siano adatti esclusivamente ad analizzare realtà scientifiche mi sembra un concetto elementare, lapalissiano oserei dire.
    Chi ha investito la “scienza” del compito di giudicare la veridicità o meno del paranormale, dell’astrologia, delle religioni e via dicendo?
    Nessun sensitivo, astrologo o esponente di qualche religione si sognerebbe mai di pretendere di venire a dettare legge sulle questioni scientifiche. ”

    F/ Estremamente Falso . Basta leggere alcuni interventi precedenti in questo thread(che parlano di oggettività e scienza inerenti al sensitivo in oggetto) e osservare l’atteggiamento di alcuni astrologi, alcuni sensitivi e alcune autorità religiose (vedi ad esempio il Creazionismo!!!!!! se non è dettare legge su questioni scientifiche questo!!!!!) riportati in libri, quotidiani o in tv.

    C/”Vero è che c’è il papa che ogni tanto apre bocca, ma si tratta comunque di tematiche che sconfinano su determinate questioni della morale.
    Di sicuro mai il papa si sognerebbe di dire che la scienza non è vera.
    Eppure dall’altra parte un gran luminare di nome Odifreddi scrive libri su “perchè non bisogna essere cristiani”, il Cicap si occupa di Rol e di astrologia (o per lo meno ci prova).

    F/ Scrivere e divulgare rientra nella libertà di esprimere le proprie idee come hai fatto tu e stò facendo io. Ho letto Odifreddi e, se ritieni che scriva falsità, puoi controbatterlo. Questo implica portare prove più valide delle sue. Odifreddi e il CICAP non intervengono sulla fede. Al limite sui fatti su cui la fede nasce e si è radicata.
    Dammi un motivo plausibile del perchè, da non credente, non possa ritenere un libro come l’Antico Testamento, inesatto, scritto male e politicamente scorretto….

    C/”Non capisco a cosa serva tutto questo accanimento scientifico su questioni che di scientifico non hanno nulla.
    A volte ho la sensazione che certi esponenti della scienza ufficiale abbiano una mentalità così oscurantista e censoria che forse starebbero meglio nel medioevo, quando ancora si credeva nel sistema tolemaico e non si accettava nessun’altra realtà… era infallibile e solo pensare a qualcosa al di fuori di quegli schemi era peccato!

    F/ potrei ribattere con le stesse parole mettendo come soggetto l’atteggiamento pseudo-scientifico….

    C/Mi sembra che al giorno d’oggi siano cambiati gli schemi di riferimento, ma la chiusura totale all’interno di tali schemi è uguale e identica a quella del Medioevo. Evidentemente per certe persone è molto rassicurante pensare in questo modo.

    F/non capisco a che schemi tu ti stia riferendo…a quello religioso? (nel Medioevo era in voga….) Sicuramente per molte persone (me compreso) è molto rassicurante pensare che esista un sistema universalmente conoscuto come “razionale” e “oggettivo”; non sicuramente infallibile (anzi!), ma è quello che, per ora, dà i risultati migliori. Se domattina metterai in moto l’auto o prenderai una semplice Aspirina lo dovrai a questo sistema.
    Se osserverai un dipinto che ti emozionerà, se amerai una donna, se ti recherai in un qualsiasi luogo di culto per pregare lo dovrai a qualcosa d’altro che non ti sò spiegare. Sicuramente qualcosa di immensamente bello, ma che, a mio parere, non rientra nel campo della scienza. Sarà, per questo, prezioso e solamente tuo.
    L’arte ed i sentimenti sono soggettivi.
    Bilocarsi in due posti diversi come diceva di fare Rol, no. Implica un’interazione con altri fattori reali (es. il tempo, le persone, le distanze ecc.). Per questo mi và di studiarlo.

    Ciao
    Francesco

  26. capannelli dice:

    Riguardo il documentario su ROL
    potete trovarne uno sul sito di la storia siamo noi a questo indirizzo:
    http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=432
    questo documentario non ha nulla a che invidiare a quello di history ch.
    anzi parte del footage è comune. Riguardo lo scetticismo del cicap
    nei confronti di ROL è dovuto ovviamente al fatto che l’unico scettico
    dell’attività di rol era ed è tuttora il signor Piero Angela, fondatore
    del CICAP e quindi………………………………………

  27. Lanfree Marathon dice:

    Ho registrato il documento filmato ed è ben visibile in streaming video!

    http://www.lanfreemarathon.com/
    il video si trova nel post di oggi: “Adolfo Gustavo Rol: lo spirito intelligente” spero di aver fatto cosa gradita

  28. Monia dice:

    …ho seguito l’acceso dibattito. E’ incredibile il fascino positivo che continua a creare la figura di Gustavo Rol e sottolineo positivo, scevro da pericoli.
    Un’altra cosa…mi sembra davvero poco professionale da parte tua, Massimo, chiamare “sedicente” un individuo, le cui manifestazioni non sono state dimostrate nè come vere, nè come false. Mi dispiace, come ho sottolineato anche in un’altra occasione, che il vostro atteggiamento denigratorio a 360° passi all’opinione pubblica come “scientifico”.
    Quindi, per favore, in onore della scienza, prova a mostrare maggiore imparzialità nel linguaggio che usi, maggiore rispetto per gli individui, visto che dovresti esserne un esperto, ed una giusta dose di umiltà da essere umano che non può per quanto creda conoscere la verità su tutto.

  29. maurizio dice:

    Ho seguito per intero il documentario su http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=432

    ed ho notato che a qualche minuto dalla fine si sente una voce incomprensibile di una persona sofferente, sovrapposta a quella del filosofo Lorenzo Ostuni.
    Qualcuno di voi saprebbe interpretarne il contenuto, magari anche editando ed estraendone la relativa traccia audio … di cosa si tratta?

  30. oliver dice:

    per ottenere le capacità del signor ROL cosa bisogna studiare, c’è un metodo o qualche libro da leggere? ringrazio chiunque possa rispondere al mio quesito.

  31. luca64cesena dice:

    sono rimasto stupito dalle affermazioni del mago alexander. Si potrebbe sapere che cosa non e’ possibile riprodurre con un trucco?che cosa a visto il mago alexander?c’e’ qualcuno che puo’ rispondermi?conosco poco il mago alexander, ma si contrappone a quanto detto da silvan . E se magari rispondesse direttamente il mago alexander………..grazie

  32. Epicurus dice:

    “Aldo Grano Says:

    [...] Non mi stancherò mai di ripetere che la politica del primo CICAP è la più coerente scientificamente (noi siamo scettici: si faccia controllare da noi e, se produce un fenomeno paranormale, lo certifichiamo) ed è sempre vincente [...]. Se invece il Cicap si sforza di spiegare i fenomeni attribuitigli, rischia di essere patetico, perché sono troppi.”

    Ho citato il pezzo di Aldo Grano perché lo condivido a pieno e trovo che vada dritto al centro di questo dibattito. Tra l’altro, questo si applica all’operato in generale del CICAP.

    Partiamo dal presupposto, banale, che ogni persona è libera di pensarla come vuole: lo scettico è libero di non credere alle facoltà speciali di Rol (ma non di diffamare in pubblico senza prove), e Rol è libero di non farsi esaminare.
    (Da notare: stiamo parlando di una persona che non ha fatto del male a nessuno. Niente a che vedere con guaritori filippini etc.)

    Ricordato questo postulato ovvio, ma spesso non considerato, ripropongo l’idea di Aldo Grano come conseguenza naturale del sopracitato postulato. Il CICAP dovrebbe svolgere la funzione di certificatore: se il soggetto S vuole esser certificato come “soggetto dotato di capacità non ordinarie”, allora egli si reca al CICAP e si sottopone ai vari test. Questo è quanto.

    Semplice, no? ;-)

  33. FRANCESCO dice:

    sono interessato ad acquistare il documentario ‘ROL ,UN MONDO DIETRO AL MONDO’
    dove posso trovarlo?
    grazie

  34. Stefania dice:

    Brava Monia applaudo il tuo intervento! Ma in italia purtroppo denigrare quando ci si contrappone ad una parte è lecito…peccato che ci si fermi a queste cose invece che veramente liberarci dalla paura e dai pregiudizi per avvicinarsi a questa figura veramente interessante. Io ci sto provando, è difficile però, ma ci sto provando.
    Saluti a tutti

  35. pielle dice:

    Come andò veramente la seconda serata di Piero Angela nell’appartamento di Rol alla metà degli anni Settanta ? Nella prima serata i due solo si parlarono senza fare “esperimenti”. Nella seconda, le cose andarono ben diversamente da come le racconta Angela nel suo libro di trent’anni fa ed ancor oggi in giro nei convegni, interviste, ecc.
    Oltre agli esperimenti con le carte da gioco, Piero Angela su invito di Rol fece una telefonata ad un suo amico (di Angela) a Boston, Rol intervenne e telefonicamente disse all’americano di prendere un libro dal suo appartamento e di aprirlo a caso. Da Torino Rol lesse le prime righe o anche di più. Da Torino a Boston ! Dove sono i “trucchi” o le “forzature” del mentalista ?
    Di quella serata Rol poi disse: “Chissà cosa avrà pensato Angela al rientro in albergo nel trovarsi il libretto degli assegni tutto firmato da me ?”. Era ancora lontano dal sospettare il trattamento che Piero Angela intendeva riservargli !
    Ho un lontano parente antiquario a Torino, a volte era in affari con Rol. Mi ha detto che una volta ad una mostra di antiquariato si smaterializzò e passò attraverso una parete, da lasciare trasecolati gli astanti.
    Anche Silvan lo fa ? Forse, ma in un palcoscenico da lui “preparato” !
    A Torino v’è un altro notevole sensitivo: L.P., Tomatis senz’altro ne ha sentito parlare e forse lo ha visto in azione. Ebbene mi ha “manipolato” le carte da gioco al telefono, in un’altra parte di Italia ! Può un prestigiatore operare al telefono su carte che io ho in mano in un’altra città ? Non dando ordini, solo “indovinandole” una dopo l’altra !!
    Tornando a Piero Angela, egli uscì dall’incontro con Rol debitamente scosso, ma ormai aveva firmato il contratto con la Rai per fare un programma di demolizione della parapsicologia e (anche per motivi personali, noti nell’ambiente) non esitò a dichiarare cose ben diverse da quelle che aveva visto, anzi proseguì accanendosi nella sua versione, fondando il CICAP.
    Ancora su L.P. poi chiudo, lasciando il CICAP alle sue fisime. Il sensitivo torinese L. P. , in occasione di una mia visita, mi dà in mano un involtino di carta e dall’altro capo del tavolo mi chiede: “Cosa vuole che ci sia lì dentro ?” Io dico a caso un oggetto, il primo che mi viene in mente. L.P. subito mi invita a srotolare l’involucro ed, immancabilmente, io trovo dentro l’oggetto che avevo appena nominato.
    Quale prestigiatore o mentalista è capace di simili imprese ?
    Studiamole queste cose, sin dove è possibile; oppure coltiviamo umilmente una …appassionata meraviglia, consci dei nostri limiti, e non attardiamoci col CICAP. Io frequento anche il metafonista Marcello Bacci di Grosseto, quello delle “voci al registratore”: limpide, clamorose, incontrovertibili. (E Morocutti del CICAP lo sa).
    Ad una richiesta di avere un parere sull’ostinato scetticismo del CICAP una “voce” rispose: “Ad una maldestra lezione è preferibile un dignitoso silenzio”.
    E se lo dicono “loro”…

  36. Massimo dice:

    In genere non rispondo a chi non si firma con il suo vero nome. Farò un’eccezione perché lei, Pielle, naturalmente ora si farà avanti col suo nome e potrà documentare tutto quello che ha scritto, vero?

    E sono certo che non si tratta solo di “sentito dire”, perché altrimenti le potrei parlare anch’io di un mio amico che viaggia nel tempo, di un altro che ha uno pterodattilo in giardino e di un terzo che va a lavorare levitando a mezz’aria. E se non mi crede sulla parola, perché dovremmo credere alle cose che scrive lei?

    Quanto ai giochi con le carte al telefono, sono in effetti un classico del mentalismo: ma un conto è quello che accade veramente e un altro quello che poi si ricorda. Infine, confermo che siamo disponibili in qualunque momento a condurre registrazioni sotto controllo di voci con il signor Bacci: perché invece lui e il suo gruppo continuano a sottrarsi?

  37. pielle dice:

    Neppure Piero Angela ha documentato alcunché. Ha solo scritto, ai suoi lettori chiedendo fiducia nelle sue asserzioni. Tra gli intimi di Rol, con cui egli sfogò sul trattamento ricevuto, e le affermazioni di Piero Angela io preferisco i racconti dei primi. E le narrazioni dei prestigiatori che lo hanno frequentato. Il CICAP faccia i loro nomi e li contesti.
    Alcuni psicologi (peraltro inclini al paranormale) a proposito del CICAP mi hanno parlato di “dinamiche di gruppo”, “coesione di gruppo” e cose simili, vincoli psicologici fondanti che rendono questa organizzazione impermeabile alle critiche. A nessun parapsicologo ormai interessa proseguire più di tanto il “dialogo” con loro.
    Nessun mentalista, senza nulla comandarmi, lasciandomi completamente fare, indovina al telefono la carta che io ho appena estratto dal mazzo, comodamente a casa mia.
    Ho parlato più volte con Marcello Bacci proponendogli di aprirsi al Cicap. Mi ha replicato che col trattamento riservato agli altri non intende esporsi poi a resoconti interessati, devianti e parzialissimi.
    Chi del CICAP è andato da Bacci ed è stato rifiutato per la successiva seduta di ascolto, ha potuto comunque assistere a degli apporti inaspettati. Chiedetegli lumi.
    Non seguo Bacci da anni, ma mi risulta che alcuni fisici dell’Università di Napoli recentemente abbiano preso a studiarlo, con tutti gli accorgimenti del caso, come la verifica interna dell’apparecchio ricevente: che non vi fossero mini altoparlanti, isolando la radio con schermature, cercando se vi fossero cavi strani o altro, giungendo durante l’esperimento metafonico anche a staccare tutte, una dopo l’altra, le valvole della radio che trasmetteva la metafonia. Le “voci” continuavano ad arrivare, quando la radio così ridotta avrebbe dovuto stare muta. Paolo Presi deve avere documentato queste ricerche.
    Bacci non è l’unico, il fenomeno è mondiale. Ricordo che c’era il gruppo del Lussemburgo, molto valido tecnicamente.
    Bacci non è neppure il migliore. Stupisce che il CICAP si accanisca solo contro Bacci che, culturalmente, non è neppure troppo abile a difendersi.
    L’esperto CICAP delle “voci”, in TV o nei convegni continua a replicare dalle audio-cassette dei libri di Bacci quei tre o quattro passaggi ambigui o forzati accuratamente scelti, che effettivamente ci sono. Il 70-80% (che è formidabile e per convincersene basta comperare i libri suddetti e far girare le cassette) lo tiene nascosto. E’ facile strappare consensi agli inconsapevoli, agendo così. Bacci lo ha capito e si nega al CICAP, non agli scienziati di Napoli. Io farei lo stesso.
    Il mio nome ? Rilevo che tutti nei blog ed anche qui usano degli alias. E poi, come disse una “entità”: “…il nome, questo inutile orpello terreno, destinato a perdersi nella fuga del tempo!”. La frase riconoscerete che è d’effetto (e nulla di più!) sia che venga da uno “spirito” o dall’inconscio del medium in trance, o da un mix delle due condizioni, come sono orientati a pensare gli studiosi più avveduti.
    Ogni fenomeno medianico ha una sua componente di ambiguità. Ciò è stato ampiamente e sconfortantemente descritto dal fisico Alfredo Ferraro nei suoi libri ed articoli. Lui, proveniente dallo scientismo positivista e da un sostanziale ateismo, è uomo di grande esperienza nel campo. Da lui ho imparato, fra l’altro, che nessun fenomeno paranormale è puro. Chi si ferma alla elusività di questi fatti non è destinato a fare molta strada, se non creando “dinamiche di gruppo”, ecc. come peraltro fanno gli spiritisti.
    Personalmente, non mi interessa alcun dialogo col CICAP. Se dovessi sostenere un dibattito con un suo esponente, mi rivolgerei unicamente al pubblico. Le difficoltà a volte insormontabili di questi fatti, vanno esposte a chi è intenzionato ad avvicinarsi prudentemente ma intelligentemente al paranormale, non a chi lo nega ideologicamente in prima istanza.
    Grazie per l’ospitalità.

  38. Franco Rol dice:

    Almeno per una volta sono d’accordo con Polidoro. Le testimonianze, come minimo, andrebbero documentate, altrimenti non vi è alcuna possibilità di verifica, al di là dell’attendibilità o del senso critico del testimone.
    Pielle, che sembra troppo il contrario di L.P. (Luciano P. ?) per essere casuale, farebbe bene a dirci qualcosa di più perchè le sue affermazioni possano essere prese in seria considerazione.
    Quanto a Polidoro, lo invito comunque a considerare, per citare il solo documentario oggetto del presente blog, che proprio all’inizio una testimone afferma che G. Rol era passato attraverso un muro. Peraltro, questa è una delle possibilità che rientrano nel solco della tradizione metafisica, prerogativa dei più grandi iniziati.

  39. pielle dice:

    Caro signor Rol, io ho detto di più. E’ Polidoro che non pubblica. Rinuncio.

  40. pielle dice:

    Chiedo veramente scusa. Polidoro ha pubblicato. (Almeno con la scritta attuale “sto verificando il tuo commento”). Scusatemi proprio: qui ho sbagliato io.
    Comunque la fonte è Carlo Buffa di Perrero in una conferenza a Torino, prestigiatore e fondatore del Circolo Amici della Magia di Torino. (Non è vero, quindi, che Rol non sia mai stato verificato da prestigiatori professionisti).
    Comunque, mi chiedo se valga la pena insistere a “dialogare” con chi ha fatto del negazionismo un motivo di vita.
    La mia risposta è: no.

  41. Andrea Pasotti dice:

    Quando Silvan fece l’esperimento del mazzo chiuso e incellofanato, dello scrivere nell’aria e poi della frase ritrovata nella carta, si era fatto dire la frase da chi aveva acquistato il mazzo di sua iniziativa da qualche parte, mazzo con cui Silvan stesso non era mai stato in contatto?!
    E in ogni caso: la prestidigitazione prevede anche sapere che un aereo l’indomani cadrà?!
    Comunque anch’io penso non valga la pena discutere con questi sognori.
    Quanto all’incontro Rol-Angela, all’arrivo di quest’ultimo Rol gli chiese di porgergli un biglietto da visita.
    Angela lo fece e sotto i suoi occhi le l’inchiostro delle lettere che lo componeva si decompose.
    Naturalmente Angela passò tutto sotto silenzio.
    La mia fonte è Marcello (Bacci), ma questa cosa la sanno in molti, l’ho verificato discutendo in Rete.
    Grazie invece per il blocchetto degli assegni, questo non lo sapevo:
    Franco Rol è andato da Carlo Buffa a raccogliere la testimonianza (ed è possibile avere qualche dato in più su questo L.P.?)?
    Ma d’altronde si sa che Rol era capace di ben altro!
    Come dice giustamente Giorgio (di Simone): “Angela mi irrita e basta. Quando lo vedo per caso sullo schermo, passo oltre”.

  42. Andrea Pasotti dice:

    Ho fatto una rapida ricerca e ho trovato, di quanto Angela ha passato sotto silenzio, non solo la telefonata a Boston e il libretto degli assegni firmato, ma anche che “tutte le carte del mazzo che Angela aveva in tasca riportavano la mia firma” (di Rol, nota), e questo non solo a testimonianza di Carlo Buffa, ma anche di Nevio Boni, ex giornalista di “Stampa Sera” (testimonianza raccolta dal giornalista Maurizio Ternavasio, e citata nel suo libro “Gustavo Rol, esperimenti e testimonianze”).
    Riguardo all’ignoranza di queste fonti, io penso di poter essere scusato, penso un pò meno Polidoro che ne chiede conto a Pielle.

  43. il gatto isidoro dice:

    buonasera, da poco ho scoperto chi fosse il signor GUSTAVO ROL non sono un esperto per poter esprimere un giudizio critico in merito sono semplicemente uno dei tanti appassionati di scienza e misteri che ama scoprire ma prima di tutto capire cio che mi circonda.Da quel poco che so’ credo il Signor GUSTAVO ROL un uomo di grande apertura mentale di spiccata sensibilita’ e umanita’ quanto ai poteri che gli si attribuiscono mi pongo diverse domande…. come potrebbe essersi preso gioco di amici e conoscenti burlandoli simapticamente per tanti e tantianni??? del resto no nstiamo parlando di persone visionarie incapaci di intendere o volere e persone “ignoranti”ma di grandi giornalisti persoalita del mondo politico dello spettacolo e tantialtri possibileche tutti si lasciano giocare cosi facilmente e x tanti anni? non e possibile che abbia scoperto “nuove leggi fisiche”? e poi cosa piu’ importante lui non ha mai tratto gadagno da questi suoi esperimenti..a differenza di maghi medium che sfruttano le digrazie altrui xlucrare sul dolore di chisoffre del resto ci ha lasciato un grande messaggio di pace durante la trasmissione di domenica in del 1987 un vero peccato non averlo conosciuto lo credo una persona di grande umanita’ e non posso a priori a differenzadi altri dire .. che sicuramente non avesse un dono che noi iuomini normali non possediamo ma che forse chissa potremmo un giorno possedere

  44. il gatto isidoro dice:

    sono semplicemente uno dei tanti appassioanti di scienza tecnologie e misteri e non ho ne gl istrumenti necessari ne le conoscenze per stabilrie se ilSIGNOR GUSTAVO ROL avesse o meno capacita STRAORDINARIE dicerto per quel poco che so leggendo di lui mi colpisce la sua sensibilita e la sua umanita verso gli altri ad esempio dal messaggio lanciato a domenica in del 1987. pero mi pongo questa domanda.. quale interesse avesse… dato che non ha tratto lucro dai suoi esperimenti ( questo a fiddrenza dichi specula sulle disgrazie altrui..vedi medium maghi eccecc) e poi come sarebbe riuscito x decenni a prendersi burla di amici quali personaggi del mondo politico illusionisti mondo dello spettacolo della cultura dell’industria x cui non poveri contadini analfabeti… insomma i conti non mi tornano… con questo non posso affermare x sentito dire che realmente avesse queste VIRTU’ pero tacciarlo di mago di illusionista mi sembra un po riduttivo nei suoi confronti fatto da chi poi.. gente che come me no nha mai avuto la possibilita ahime di conoscerlo che invece pero’ ed e un osport nazionale E IL SAPUTELLO DI TURNO e il PRESUNTUOSETTO che crede di essere l’unico possessore della VERITA’… nella mia ignoranza credo che a volte…(senza voler denigrare il lavoro svolto dal CICAP anzi va lodato e apprezzato) si cerch ia tutti i costi dare spiegazioni razionali a qualche evento che invece andrebbe indagato con altri metodi e con maggiore costanza.. ad esempio ch idice di avere visioni o altri “poteri” non li ha a comando quando il CICAP gli chiede di darne dimostrazione… sbagliero forse… ma questo e il mio pensiero… del resto vi sono fenomeni vedi ilFANTASMA DEL CASTELLO DI BARDI (PR) il quale mi sembra sia un caso ancora aperto…. grazie comuinque saluti e buon lavoro

  45. Andrea Pasotti dice:

    In ogni modo una strada possibile esiste ancora.
    E cioè: perché Angela, riguardo a quel che è accaduto con Rol, non si sottopone alla macchina della verità?!
    Certo, non è probante: ma fornisce un’indicazione.
    Dato che siamo parola contro parola, bisognerebbe, per amore della scienza, provare a fare un passetto ulteriore, ciò non pare?!
    In ogni modo, in quella situazione ha sbagliato anche Rol, a non farsi dire il nome dell’amico di Boston di Angela.
    Certo, probabilmente, pensava di essere tra gentiluomini…

  46. Franco Rol dice:

    La proposta della macchina della verità mi pare eccellente, anzi straordinaria. Fatta poi su questo blog, non potrà passare inosservata, e Polidoro dovrebbe incaricarsi di recapitare il messaggio, “per il bene della scienza”…
    Se Angela è in buona fede, se cioè ha detto tutta la verità e nient’altro che la verità… allora non dovrebbe temere nulla. Gli costerebbe davvero poca fatica, certo molta meno di quanta ne sarebbe occorsa a Rol per sottoporsi a una sperimentazione invasiva da parte di una commissione di ‘esperti’… (al di là del fatto che avrebbero dovuto anche meritarselo, ovvero: iniziazione).
    E come giustamente dice A.P., “non è probante, ma fornisce un’indicazione”.
    Sarebbe in ogni caso opportuno che Angela quantomeno confermasse o smentisse quanto viene affermato sui suoi incontri con Rol e che lui avrebbe censurato (oltre alla distorsione di quanto ha raccontato), anche perché non è escluso che prima o poi vengano fuori registrazioni clandestine, come di recente ne stanno emergendo da vari archivi…
    Dal momento che le testimonianze scettiche su Gustavo Rol si contano sulle dita di una sola mano, e che tutte sono viziate o da pregiudizio o da fugace frequentazione, e dal momento che la testimonianza di Angela è il punto di riferimento per tutti gli scettici, egli ha il dovere di fare chiarezza. Altrimenti se non la facesse cosa dovremo pensare…?.

  47. Andrea Pasotti dice:

    Caro Polidoro, l’intervento confermativo della mia proposta da parte di Franco Rol, che ringrazio, mi pare inchiodante.
    Suppongo che, adesso, Lei avrebbe il dovere morale di rompere il silenzio ed intervenire, quantomeno per farci sapere se effettivamente passerà la proposta ad Angela.
    Mi aspetto, dunque, che il prossimo intervento sarà da Lei firmato.
    Grazie.

  48. Massimo dice:

    Ragazzi, ma scherziamo o facciamo sul serio? Davvero c’è qualcuno che pretende di sapere che cosa accadde quando Angela e Rol si incontrarono, anche se non era presente? (Marcello Bacci?). Angela ha raccontato la sua versione della storia e lo ha fatto pubblicamente nel suo libro, mentre Rol era ancora vivo, e se lui voleva poteva smentirlo. Non lo ha fatto, che cosa dovremmo concludere noi? Certo, si può ripetere di continuo che Rol era una persona riservata che non amava la pubblicità (salvo poi lasciare che si scrivessero articoli o libri adoranti su di lui, che però lui stesso pretendeva di rileggere e correggere - si veda Renzo Allegri quando lo racconta con ingenuità introducendo un suo volume).

    La macchina della verità per Piero Angela? Davvero, ragazzi, qui si rischia il ridicolo. A parte il fatto che la macchina della verità non serve a nulla (saprete bene che se una persona è convinta di quello che dice, anche se falso, la macchina non rileva nessuna bugia; ma, soprattutto, esistono tecniche per mentire tranquillamente al poligrafo). Ciò che suscita ilarità è che si pretenda di mettere sotto torchio non chi sostiene di possedere poteri incredibili e pretende che gli si creda sulla parola, ma piuttosto chi osa mostrare un minimo di scetticismo verso queste cose.

    Bisogna ancora ricordare che è chi fa affermazioni straordinarie a dovere dimostrare che sono vere e non chi ne dubita? Se vuole essere creduto, certo; se vuole solo coltivare un proprio culto della personalità, fa benissimo a fuggire da ogni controllo.

    Provate a rileggere cosa ha scritto Angela nel suo libro e poi leggete che cosa ha raccontato Mariano Tomatis nel suo “Rol, realtà o leggenda”. E’ vero, Tomatis non c’era quando Rol si esibiva, ma ha messo a confronto tutte le testimonianze pubbliche esistenti di chi era presente e ha dimostrato come non ce ne sia una che va d’accordo con l’altra. Ognuno vedeva e ricordava quello che voleva (l’argomento dell’attendibilità dei testimoni oculari di eventi insoliti è un tema che studio dai tempi della tesi e sul quale ho scritto più volte).

    A proposito dei prestigiatori, infine: tutto - ma proprio tutto - quello che si dice di Rol può, nelle giuste condizioni, essere riprodotto dai prestigiatori. Quanto ad Alexander, che incontrò Rol e che secondo alcuni avrebbe visto chissà quali prodigi, ne parla lui stesso sul numero di “Magia” appena uscito. E a una mia domanda esplicita ammette di nutrire affetto per Rol ma dice: “Non gli ho mai visto fare nulla. E quindi non posso dire se i poteri li aveva o non li aveva. Non l’ho visto”.

  49. Andrea Pasotti dice:

    “Davvero c’è qualcuno che pretende di sapere che cosa accadde quando Angela e Rol si incontrarono, anche se non era presente?”
    Ora, al di là delle presunte storture nel resoconto cui accenna Franco Rol, e tralasciando anche la questione del biglietto da visita, mi pare che gli episodi incriminati, di cui s’accusa Angela d’averli passati sotto silenzio, siano tre:
    a) la telefonata di Boston;
    b) il libretto degli assegni di Angela;
    c) il mazzo di carte di Angela.
    Per questi tre episodi, a quanto si è potuto capire, non esistono testimoni terzi (a parte quel fantomatico amico di Boston con cui Angela naturalmente negherebbe qualsiasi contatto).
    Dunque, come fanno altri a sapere che cosa accadde?!
    Evidentemente si basano su testimonianze che in definitiva fanno capo o ad Angela, o a Rol (sempre che nel frattempo qualcuno non si sia inventato qualcosa di sana pianta, e mettiamo pure che questo sia il caso della storia del biglietto da visita).
    E in questo caso Marcello Bacci (in compagnia del quale mi sono visto materializzare pietre che per poco non mi finivano in faccia, e ti garantisco che non c’erano buchi sul soffitto con gente che non aveva nulla di meglio da fare che star lì pronta a tirarle!) non farà eccezione.
    Ora poniamo che Rol abbia raccontato davvero quella versione dei fatti a Carlo Buffa e Nevio Boni (e forse a qualcun’altro), cioé che questi non se la siano inventata di sana pianta dando così origine ad una gratuita leggenda metropolitana.
    In tal caso, si dovrà andare oltre a qualunque testimonianza di voce ricevuta: cioè, tale testimonianza farà comunque capo solo ed esclusivamente a due persone: Angela e Rol.
    Quindi, in definitiva, l’unica testimonianza che può valere, sarebbe a loro.
    E uno è morto, evidentemente.
    Quanto a quello vivo, essendo accusato di malafede e tendenziosità, dunque di menzogna, da una delle due parti in causa (quella pro-Rol), non ci si può evidentemente contentare di una sua testimonianza pura e semplice.
    Di qui l’idea della macchina della verità, che non sarà un lampo di genio, ma non si vede che cosa si abbia a disposizione di meglio!
    Prima di parlare di questo, però, ancora una citazione: “Angela ha raccontato la sua versione della storia e lo ha fatto pubblicamente nel suo libro, mentre Rol era ancora vivo, e se lui voleva poteva smentirlo. Non lo ha fatto, che cosa dovremmo concludere noi?”.
    Qui debbo dare ragione a Polidoro, nel senso che ci sono alcuni aspetti della psicologia di Rol che mi sono davvero oscuri (come non aver mai accettato una sperimentazione rigorosa pur tenendo debitamente conto del fatto che certi fenomeni non sono ripetibili a comando e quindi concordando un protocollo “ad hoc”, o non aver mai spiegato con chiarezza la sua famosa “tremenda legge”…ma forse, su questo, Franco Rol ci illuminerà).
    Al posto suo, difatti, nel famoso articolo “La scienza non è pronta per lo spirito”, io avrei senz’altro menzionato una reale versione dei fatti.
    Perché confidarla agli intimi, e tacerla pubblicamente?!
    Per evitare conclamate polemiche?!
    Beh, piuttosto che essere calunniato e mistificato in tal modo, avrei preferito polemizzare, per quanto potesse esser distante da me tale propensione!
    E’ stato un fatto dinobilità, l’avervi rinunciato?!
    Forse.
    In ogni caso, non possiamo escludere che fossimo in presenza di una psicologia del tutto particolare, per l’appunto: e quindi aver evitato un comportamento che a noi apparirebbe normalissimo, non può essere assunta come prova che quanto poi riferito agli intimi (ammesso, appunto, che abbia ciò riferito agli intimi) sia una sua fantasiosa invenzione.
    E allora?!
    E allora torniamo alla questione della macchina della verità.
    Non arriverei, caro Massimo, ad affermare che “non serve proprio a nulla”.
    Può esprimere un’indicazione.
    Che non è una prova, mi sono affrettato a dirlo subito.
    E, difatti, può essere ingannata: certo!
    Ma con questo non è che è matematico che sia ingannabile tanto quanto possa non esserlo!
    Almeno, non credo: devo approfondire.
    E in ogni caso, fammi capire: se anche ciò fosse, ossìa se il poligrafo fosse ingannabile a volontà, ciò non tornerebbe forse a tutto vantaggio di Angela?!
    Se sta dicendo il vero, il problema non si pone!
    Se sta dicendo il falso, invece, è evidente che siamo in presenza di un abilissimo briccone matricolato: e, quindi, non avrà difficoltà, a controllare le emozioni in modo da ingannare la macchina!
    O no?!
    Quindi, vedi bene che ci sono tutte le condizioni per farla diventare un “boomerang” nei confronti di chi la propone!
    Pensa che smacco, per i creduloni tenenti dietro a quelle che, allora, un ulteriore importante elemento indicherebbe come le fandonie di Rol (per quanto a quel punto verosimilmente le si farebbero passare come invenzioni dei testimoni)!
    E quanto scrollerebbe di dosso ad Angela quest’ombra dell’aver mentito, che pone una pregiudiziale gravissima su tutta la sua persona e tutto il suo lavoro!
    Certo, tu mi replicherai: “Ma tanto non servirebbe a niente, perché allora i creduloni accuserebbero in effetti Angela di aver saputo ingannare la macchina!”.
    Verissimo!
    Ma non ve ne sarebbe prova, e quindi, al di là delle irriducibili prese di posizione aprioristiche degli affezionati ad un partito piuttosto che non all’altro, sarebbe pur sempre un dato di fatto in più!
    I dati di fatto non si mettono assieme per scalfire le opinioni di chi è irriducibilmente contrario, no?!
    Valgono come dati in sé stessi!
    Quindi, dove sta, il problema?!
    Forse, sotto sotto, non c’è la convinzione dell’essere “in una botte di ferro”, cioé dell’aver, in ogni caso, tutto da guadagnarci?!
    Ma no, dici che, questo, sarebbe addirittura metterlo sotto torchio, poverino!
    Oh, cavolo, non sai quanto queste tue parole mi ricordano gli argomenti con cui si difendono dagli accertamenti i sedicenti sensitivi!
    Sta a vedere che, ribaltando le parti, si piagnucola nella stessa maniera!
    Divertente, vedere per una volta i ruoli invertiti!
    Qui, a differenza di quanto affermi facendo della sottile retorica, non si tratta di “pretendere di mettere sotto torchio chi osa essere scettico anziché il sedicente superuomo”: si tratta, semplicemente, dell’unico modo di provare a verificare una situazione in cui c’è “la mia parola contro la tua”, di provare a verificare cioè se certe cose (Boston, assegni, carte) sono effettivamente accadute o meno, rispetto all’unico testimone diretto vivente!
    Che c’è di così scandaloso?!
    Perché dovrebbe essere ridicolo non credere sulla parola ad Angela, e invece non essere ridicolo non credere sulla parola ad un sensitivo?!
    Il beneficio del dubbio, cui tanto voi vi appellate, vale rispetto a tutti: o no?!
    Certo, non dobbiamo sottoporre a controllo un Angela che sta affermando di resuscitare i morti, dobbiamo sottoporre a controllo un Angela che sta affermando che le cose sono andate in un modo piuttosto che non nell’altro: non ci trovo niente di trascendentale!
    Il non affermare di resuscitare i morti, elimina l’opportunità di un controllo?!
    Il sensitivo deve sottoporsi a controlli per essere ritenuto credibile, e il controllore no, cioè ha da esser preso per oro colato tutto ciò che quest’ultimo afferma anche se evidentemente non è paranormale?!
    Che strano punto di vista!
    Mi pare evidente, che c’è qualcosa che non funziona!
    Se è vero, e lo è senz’altro, che è chi fa affermazioni straordinarie, a dovere dimostrare che sono vere, orbene, è altrettanto vero, che è chi ne dubita, a dover dimostrare che sono false!
    C’è tanto l’obbligo della verificazione, tanto quello della falsificazione!
    E mi pare, difatti, a riprova di quanto vado dicendo, che, voi, vi industriate a produrre argomenti per dimostrare la falsità di certe affermazioni: segno evidente, che anche voi, siete tenuti, a vostro modo, alla dimostrazione (dimostrazione di smentita, evidentemente)!
    Quanto alla questione dei testimoni, se ti riferisci ai “giochi” con le carte, è chiaro che, essendo articolati, ognuno, poi, non può fare altro che ricordarli come gli riesce, a meno che non li si filmi o qualcuno ne prenda resoconto scritto.
    Se io e te passiamo due o tre ore a giocare a carte, dopo ti ricordi tutte le nostre mani?!
    Se dieci persone ci guardano giocare a carte e poi devono riferire sulle nostre mani, riferiranno perfettamente quel che è accaduto?!
    Ma, il punto, è, che Rol non faceva SOLO “giochi” con le carte!
    Certo, però, che se partiamo dal presupposto che OGNI testimone di un evento insolito (tipo, per rimanere a Rol, Fellini che si è visto sciogliere le carte di sotto gli occhi) è un cazzaro più o meno volontario, poiché la suggestione lo porta a stravolgere quel che è effettivamente accaduto, bene allora è chiaro che andiamo poco lontano!
    E’ verosimile, ritenere che le migliaia e migliaia di testimonianze di cui è fatta la letteratura paranormale siano TUTTE INDISTINTAMENTE E SENZA ECCEZIONI opera di illusi, briganti, truffatori, cazzari, intortatori del prossimo, e ciò per le più svariate ragioni?!
    Per te, sì; per me, no!
    Mi chiedo se non dovrebbe funzionare un criterio di statistica anche su questo.
    E in ogni caso, in subordine alla certezza di laboratorio, per una valutazione umana, si pone, per l’appunto, il criterio della verosimiglianza.
    Ma no: dunque, “tutto, ma proprio tutto, quel che si dice di Rol, può essere riprodotto dai prestigiatori”.
    Anche prevedere un aereo che l’indomani cadrà!
    Certo che sì: basta, all’illusionista, mettersi d’accordo con quelli che moriranno appositamente per fargli riuscire l’esperimento!
    Qui, sei tu, se permetti, che susciti ilarità, che fai comicità involontaria!
    Ah, ma certo: è stata una coincidenza!
    E le diagnosi paranormali?!
    Ah, ma certo: sfruttava la sua competenza medica; strano, però, che, gli specialisti che lo attorniavano, non ci arrivassero…
    E il generale nazista?!
    Oh, certo: con abilità, se l’era fatto dire dal crucco, quel che costui aveva nel cassetto in Germania; e, poi, non ha fatto altro che ripeterglielo: tanto, si sa che, i crucchi, sono ottusi!
    E si potrebbe andare avanti all’infinito (e, in questo, Franco Rol è molto più ferrato e competente di me, dato che si occupa proprio in modo particolare di questo, il che non è il mio caso); ma, la verità, è che, invece, è proprio qui, che finisce la possibilità di confrontarsi, noi e voi: perché è come parlare al muro!
    Quanto ad Alexander, non è che dice di aver visto chissà quali prodigi da Rol; dice, semplicemente (e se ti prendi la pena di guardare “YouTube”, lo trovi), che se le cose stanno come gli vengono riferite anche da intimi e fidati amici, e cioè che ognuno nel pomeriggio compra le carte per i cavoli suoi da un qualunque tabaccaio (e non è che Rol, la mattina, potesse fare il giro dei tabaccai per fornire le carte già taroccate da consegnare!), la sera le porta ancora sigillate, Rol chiede una frase, poi fa segni per aria senza toccare il mazzo, il mazzo viene infine aperto dal proprietario e suggeritore della frase, e su una carta c’è scritta effettivamente quella frase, “beh se le cose stanno così come le sto dicendo e come mi sono state riferite da più testimoni, allora sfido qualunque collega a realizzare una prestidigitazione simile”!
    Questo, dice Alexander!
    E’ in contraddizione col suo affermarti di non aver visto direttamente far nulla a Rol, il che dà prova della sua onestà e quindi del valore della sua valutazione?!
    Non mi pare!
    Ripeto, Rol non era certo solo le carte!
    Ma anche rimanendo solo alle carte: quanto appena descritto, un Silvan, lo sa fare?!
    Silvan può mettersi d’accordo sulla frase che gli verrà detta, scriverla preventivamente, reincellofanare il tutto, far dire al suo amico che quest’ultimo le carte le ha comprate dal tabaccaio nel pomeriggio, e poi eseguire il numero: certamente!
    Rol, faceva questo?!
    Erano, dunque, tutti d’accordo, una sorta di “associazione a delinquere” finalizzata alla menzogna, una menzogna che si esercitava “in primis” verso sé stessi in quanto pubblico, pubblico che non aveva niente di meglio da fare che passare le serate a prendersi per i fondelli da solo?!
    Tu, lo trovi verosimile.
    Io, no!
    Tutto qui!
    Ma per concludere: potete respingere con una risata, come no, l’idea della macchina della verità per Angela.
    Ma a parte che questo fa pensare che forse qualche scheletro nell’armadio uno ce l’ha (è quel che pensate voi nei confronti dei sensitivi che rifiutano la sperimentazione, no?!), in ogni modo è certo che, così, anche su Angela, resterà un’ombra non indifferente (per usare un eufemismo).
    Un’ombra che, pur senza scalfire le posizioni degli irriducibili, Angela stesso, prima di passare a verificare da solo quello che troverà dall’altra parte, avrebbe potuto contribuire a ridimensionare!
    Tutto qui, mica niente più di questo!
    Ad ogni modo,in mancanza di questa disponibilità, potresti almeno farci la grazia di dirci se hai per caso mai parlato con Angela di questa questione, e, se sì, qual è stata la sua reazione in proposito: ilarità anche in quel caso?!
    Dì un pò: ma, in tutta confidenza, almeno fra di voi, la verità, ve la dite?! :-)

  50. Franco Rol dice:

    Due giorni fa ho tentato di postare un lungo contributo. Forse per questioni “tecniche” non è stato recepito. Lo ripropongo diviso in due parti. Intanto, in merito a quanto ha affermato Polidoro:
    a) «Tomatis… ha messo a confronto tutte le testimonianze pubbliche esistenti».
    Neanche per sogno, una minima parte, selezionate ad hoc per far quadrare la sua ipotesi;
    b) «ha dimostrato come non ce ne sia una che va d’accordo con l’altra».
    Falso, ma scriverei kilometri per dimostrarlo e lo farò in altro contesto.
    c) «tutto - ma proprio tutto - quello che si dice di Rol può, nelle giuste condizioni, essere riprodotto dai prestigiatori».
    Né Polidoro, né Silvan, né Tomatis hanno mai presenziato a ciò che accadeva con Rol.
    Non è un caso che i prestigiatori che hanno conosciuto Rol e visto i suoi esperimenti si esprimano in mondo del tutto differente. In una occasione ho visto Tomatis tentare di replicare un “classico” esperimento di Rol con le carte. A me che ho avuto la fortuna di vedere quelli originali, quello di Tomatis ha fatto cascare le braccia;
    d) «la macchina della verità non serve a nulla».
    Può darsi. In alternativa proporrei allora la risonanza magnetica funzionale (fMRI), come segnala su La Stampa del 28/01 il Prof. Francesco Monaco dell’Università di Novara (“Ai confini della coscienza”, p. 20):
    «Negli Usa il mondo giuridico sta già iniziando a richiedere l’avallo delle neuroimmagini (cioè la risonanza magnetica) in casi di criminalità, quasi a ravvisare in tale metodica una moderna alternativa alla desueta “macchina della verità”. In altri termini, proviamo a vedere come sono e come si attivano certe aree del cervello mentre l’imputato parla del delitto».
    c) «Angela ha raccontato la sua versione della storia e lo ha fatto pubblicamente nel suo libro, mentre Rol era ancora vivo, e se lui voleva poteva smentirlo. Non lo ha fatto, che cosa dovremmo concludere noi?»
    Rol non intendeva certo entrare in una polemica che lo avrebbe portato su tutti i giornali, sia che egli fosse stato un vero o un falso “sensitivo” (e ritengo che se fosse stato un mistificatore avrebbe invece alimentato a suo vantaggio la polemica, facendosi molta pubblicità per magari poi scrivere un libro e vendere migliaia di copie, come fanno i ciarlatani di razza… il tutto negandosi comunque agli “esperti”).
    A Polidoro deve essere comunque sfuggita la lettera scritta da Rol a La Stampa e pubblicata il 3 settempre 1978 (ovvero pochi mesi dopo l’uscita del libro di Angela) nella quale tra le altre cose scrive:
    «Sono rimasto stupito come in un recente libro siano state riferite su di me cose inesatte e falsificate, insinuando dubbi perfettamente gratuiti. Chi si atteggia a uomo di studio deve essere giusto e obbiettivo, ma se non lo fa è un grave rischio che non gli consiglio di correre perché la Verità, pur di imporsi, possiede mezzi implacabili e presto o tardi li usa».
    Per non dire dell’articolo di Remo Lugli del 25 maggio 1986, sempre su La Stampa:
    «Il dottor Rol mi dice poi di aver aggiunto nel suo testamento una postilla ove dichiara che tutto quanto ha scritto tempo fa su di lui un noto giornalista che tratta argomenti scientifici, è falso.
    “Egli ha mentito su quanto mi ha veduto fare, nel modo che l’ha veduto fare e su quanto mi ha sentito dire. Io sono convinto che egli abbia agito col deliberato proposito di ditruggere in me la dimostrazione di tutto ciò che lo spirito umano può compiere quando si ispira a Dio. Tale comportamento mi fa pensare che egli in Dio non crede affatto, ma io lo attendo per quel giorno quando mi incontrerà nell’Aldilà e gli punterò contro il mio dito indice, non tanto per il dispiacere che può avermi procurato, quanto per l’avere, con il suo comportamento, chiuso quella porta che io avevo socchiuso alla Scienza”».

  51. Franco Rol dice:

    Qui di seguito trovate gli altri elementi che rendono conto del perché sarebbe del tutto legittimo sottoporre Angela a “verifica”:
    1) Testimonianza del giornalista Renzo Allegri (tratta da “Rol il mistero”, 1993, p. 101) :
    «Un giorno Rol mi disse: “Mi ha telefonato il giornalista della RAI Piero Angela chiedendo di incontrarmi. È torinese come me, amico di amici miei, ed è un giornalista molto serio. Ho visto le sue corrispondenze dal Belgio, dove era inviato, e mi sono sempre piaciute. Come lei sa non incontro volentieri giornalisti, ma a questo concittadino non posso dire di no. Sembra che la RAI voglia farmi un grande servizio, ma non so ancora niente di preciso. Comunque in questo incontro Angela mi spiegherà il suo progetto che poi valuterò. Ci terrei molto se potesse essere presente anche lei”
    “La ringrazio”, risposi. “Ma penso che Piero Angela desideri incontrarla senza la presenza di altri giornalisti. Sta lavorando ad un progetto e probabilmente non desidera che sia conosciuto prima della sua completa realizzazione”.
    Dopo una settimana Rol mi telefonò per raccontarmi come era andato l’incontro. Me ne parlò con entusiasmo. Mi disse che Piero Angela era un giornalista distinto e molto intelligente.
    Come sempre, l’incontro era avvenuto alla presenza di altri amici di Rol, i quali furono tutti concordi nell’esaltare la cortesia del giornalista.
    Qualche tempo dopo, Angela iniziò una serie di puntate televisive sulla parapsicologia che avevano l’unico obiettivo di screditarla a tutti i costi. Al termine delle puntate, pubblicò un libro scritto con lo stesso tono e gli stessi obiettivi. Nel libro dedicò alcune pagine anche a Rol, riferendo l’incontro avuto col sensitivo e ironizzando ferocemente sugli esperimenti osservati.
    Non è mia intenzione discutere su quelle pagine. Gli esperimenti di cui Angela riferisce nel suo libro, sono ben diversi da quelli osservati da me e da innumerevoli altri testimoni qualificati, alcuni dei quali sono stati citati anche in questo libro. Angela riferisce di “giochetti“ ingenui, ridicoli e conclude che Rol è un prestifgiatore da quattro soldi, sul quale sarebbe opportuno ‘stendere un cortese velo di silenzio”.
    Le pagine di Angela destarono l’indignazione di tutti gli amici di Rol, anche perché, implicitamente si sentirono trattare da stupidi. In particolare quelli che erano presenti all’incontro con Angela, i quali giurano che, quella sera, gli esperimenti non si erano svolti come li ha raccontati il giornalista nel suo libro».
    2) Testimonianza del dott. Alfredo Gaito, già vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Torino e medico curante di Rol, da una lettera (1985) indirizzata a Renzo Allegri (in “Rol il mistero”, p. 133 e sgg.):
    «“In un primo momento [Rol] mi è sembrato indignato quando è stato attaccato da Piero Angela. Poi ha espresso ‘rammarico’ perché Angela, che si atteggia a uomo di scienza, incontrando Rol aveva la possibilità di accostarsi a un mondo tutto da scoprire. Rol è convinto che la scienza, un giorno, orienterà le sue ricerche nella direzione delle esperienze che lui, da anni, ha avuto il ‘dono’ di fare; si muoverà in quella direzione senza preconcetti, accettando quella ‘dimensione spirituale’ che, finora, ha voluto ignorare.
    (…) ‘I ‘giochi’ di Rol’, dice Fellini ‘sono uno spettacolo tonificante per chiunque lo accosti con una vera disponibilità. Cioé con l’innocenza di un bambino o con il sostegno di una scienza non rigida, aperta, che non si metta in conflitto con le forme inattese della verità’.
    Credo che Angela non abbia mai neppure immaginato che possano esistere ‘forme inattese della verità” continua il dottor Gaito. “Anzi ha cercato di demolire il ‘mito Rol’, scrivendo cose che non corrispondono alla verità. E questo io lo affermo anche perché ero presente, con mia moglie ed altre persone, all’incontro che Angela aveva sollecitato da Rol. Tutte le insinuazioni su eventuali mistificazioni sono assolutamente gratuite e non giustificate. Quella sera Angela non ebbe nulla da eccepire su quanto aveva visto e udito. Nel suo libro, invece, insiste sulla possibilità che quelle mistificazioni siano avvenute. Ma se così fosse stato, perché non lo rivelò subito facendone notare la flagranza? Sarebbe stato molto più onesto.
    Riferendo l’episodio della lettura delle prime parole nella pagina di un libro chiuso, fatto da Rol, Angela afferma di aver veduto Rol sbirciare quella pagina prima di riferire quelle parole. Ebbene, tutti sanno che Rol ha compiuto questo esperimento anche per telefono, leggendo righe intere di libri in casa di persone che abitavano in città lontane. Un giorno incontrai Rol per strada. Avevo in mano un libro appena comprato e ancora incartato. Rol non sapeva affatto che libro fosse. Da me sollecitato ‘lesse’ la prima riga di una determinata pagina da me scelta. Non poté certo sbirciare quelle parole perché io disfeci l’involucro del libro solamente dopo che Rol aveva letto.
    Sarebbe facile raccogliere molte testimonianze sulla lettura di libri e fogli scritti e conservati in cassetti o scatole chiuse. L’affermazione quindi di Angela è gratuita. Come ho detto, avrebbe dovuto manifestare subito il suo dubbio, non scriverlo più tardi, quando Rol non era in grado di smentirlo.
    Ma la lettura di un libro chiuso non è nulla, in confronto ad altri esperimenti di questo tipo, per i quali il mezzo di ricerca non è solo un libro bensì i volumi dell’Enciclopedia Treccani e con un procedimento che esclude, nel modo più assoluto, un arrangiamento da parte di Rol. (…)
    Ho sempre sostenuto… che questo genere di esperimenti, anche se rigorosamente alieni da qualsiasi trucco, Rol dovrebbe farli solamente a coloro che sanno comprendere che egli considera una carta da gioco come un mezzo semplice e facile per stabilire un rapporto con i presenti. Le carte hanno un colore, un valore numerico, un segno grafico, tutte cose che incidono sull’immaginazione e sollecitano la fantasia ad aprire la strada su un discorso, a proposte mentali, a sensazioni di ordine intuitivo e di ricerca. Non si tratta, quindi, di ‘giochi di prestigio’, ma di qualcosa di ben differente, il cui significato Angela non ha neppure intuito.
    ‘Se invece di Angela mi fossi trovato di fronte Pascal’, dice Rol ‘egli non avrebbe pensato al prestigiatore di Re Faruk, ma il suo interesse lo avrebbe spinto a comprendere, a penetrare ciò che avviene in questa sorta di esperimenti che furono proprio essi a rivelarmi quei principi di armonia che poi si applicano a una infinità di cose. In realtà le carte rappresentano per me solo dei numeri’.
    Se la scienza non è in grado, oggi, di spiegare le cose che fa Rol, può anche rifiutarle; ma nessuno, appellandosi arbitrariamente alla scienza, ha il diritto di negarle.
    Probabilmente Angela ha pensato che Rol fosse uno dei tanti parapsicologi, mentre il nostro amico non ha nulla a che vedere con quei ricercatori.
    Moltissime persone hanno assistito ad altri fenomeni prodotti da Rol, assai più importanti degli esperimenti con le carte, come ad esempio la materializzazione, gli apporti, i viaggi nel tempo. (…)
    Rol si lamenta perché, parlando di lui, i più si soffermano ai fenomeni che, tramite lui, si realizzano, e non si tenta neppure di risalire all’origine, alla ragione di questi fenomeni. Si rimprovera a Rol di non lasciarsi esaminare; ma quale tipo di esame gli si offre? quali esaminatori? I prestigiatori, gli illusionisti!
    A lui occorre un ambiente sereno, disposto a giudicare senza preconcetti. Si può essere scettici, ma si ha il dovere di essere giusti. Io stesso ho potuto vedere scettici ricredersi e poi anche collaborare. E in un clima sereno e di fiducia che a Rol vengono quegli impulsi che lo mettono in grado di agire.
    “Egli però è vulnerabilissimo: i suoi esperimenti non sono mai programmati perché non gli è consentito di disporre, a suo piacimento, delle facoltà che un esaminatore gli negherebbe perché lui non saprebbe usarle nel senso richiesto.
    ‘Se potessi fare ciò che voglio, sarei Dio sulla terra’, dice Rol. Inoltre per lui sarebbe assurdo farsi esaminare da chi non crede in Dio.
    ‘Negare Dio a priori’, dice, ‘significa già rinunciare a comprenderlo e a comprendere ciò che viene da Lui’. (…)»
    3) Testimonianza del giornalista Nevio Boni (tratto da: Ternavasio, M., “Gustavo Rol. Esperimenti e testimonianze”, 2003, p. 86, contattato da Ternavasio su mia segnalazione (Boni infatti me l’aveva già riferita anni prima):
    «Ci trovavamo a casa della pittrice Carol Rama. Dopo aver mostrato ai presenti alcuni giochini di carte con i quali ogni tanto mi divertivo a intrattenere i bambini, Rol in maniera simpatica mi ha gettato il guanto in segno di sfida. “Lei è proprio bravo. Ma è capace a fare anche questo?” E ha iniziato ad adoperarsi mentalmente in modo che le carte di un mazzo, precedentemente mischiate da un terzo, si sistemassero perfettamente in ordine senza che lui le toccasse. Poi si è lasciato andare a uno sfogo con il sottoscritto: “Perchè Piero Angela ce l’ha tanto con me? Nonostante abbia assistito a casa mia a prove inaudite, va a dire in giro che dietro ciò che faccio c’è sempre il trucco”. Quindi mi ha raccontato per filo e per segno come si era sviluppato quel famoso incontro. [uno dei due incontri, n.d.r.] “Mi ha chiesto di dargli una dimostrazione di lettura a distanza: ha chiamato telefonicamente un amico che stava a Boston, gli ha detto di aprire un libro qualsiasi, io ne ho letto a voce alta il contenuto in modo che Angela potesse a sua volta riportarlo a chi era dall’altra parte del filo per ottenerne il riscontro. Per giunta la chiamata intercontinentale mi è costata un sacco di soldi”, ha chiosato trovando un motivo di ilarità in mezzo a tanta amarezza, per poi aggiungere: “Chissà che faccia avrà però fatto Angela, una volta rientrato a casa, nello scoprire che tutte le carte del mazzo che aveva in tasca riportavano la mia firma, così come gli assegni del libretto che teneva nel portafoglio”».

  52. Andrea Pasotti dice:

    Eh eh…Polidoro se ci sei batti un colpo…o ancor meglio qualcun’altro adesso dovrebbe sentirsi moralmente vincolato a prendere la parola…

  53. pielle dice:

    Cari Andrea Pasotti e Franco Rol, interpellate lo psicologo e parapsicologo romano Giulio Caratelli. Vi spiegherà la “psicologia” di chi è membro del CICAP (”psicologia di gruppo”, ecc.) e capirete l’inanità del dibattito. Anche sotto il profilo parapsicologico, perché alcuni “scettici a prova di bomba”, secondo il suddetto studioso, in realtà non sono esenti da qualche facoltà paranormale… Caratelli a me però non ha fatto i nomi e siamo alle solite.
    Riguardo Marcello Bacci, in sua presenza o meglio in presenza sua e delle sue “energie”, in un ristorante di Torino in occasione di un congresso di parapsicologia, io ho “comandato” in tempi diversi che sotto il tavolo si materializzasse qualcosa a conforto di due persone in lutto presenti.
    Subito, per un giornalista sportivo del TG3 che sedeva alla mia sinistra ed aveva perso il figlio, si è materializzato un rametto di edera sotto il tavolo fra i suoi piedi. (Edera vorrebbe dire “persistenza”).
    La ragazza alla mia destra che aveva perso il fidanzato, era rimasta delusa. Allora ho chiesto a voce alta che il fenomeno si ripresentasse stavolta per lei e in un amen siamo stati accontentati, al medesimo modo.
    Marcello Bacci era piuttosto distante, all’altro capo del tavolo, intento a mangiare a quattro palmenti; ma aveva ben udito e visto ! Psichismo del medium di Grosseto ? Reale intervento di presunti disincarnati ?
    A Roma frequento il Cerchio Esseno. Ho assistito alle luminosità del medium N. ed agli apporti ed ai messaggi personalizzati che mi vengono dati. Il medium nulla sa di me, che vengo da lontano. Alcuni apporti hanno un significato ben preciso riguardo eventi della mia vita, non uno simbolico e stiracchiato ! Gli oggettini sono quelli, precisi, inconfondibili. Compaiono alla maniera di Roberto Setti, affiorando da un magma verdastro nel palmo della mano del medium N.
    Dopo tanti anni di sperimentazioni con vari soggetti, io non mi stupisco più ed accolgo queste manifestazioni con composta soddisfazione e gratitudine. Ma verso chi ? Perché il problema non è convincere Massimo Polidoro o altri che hanno tutto il diritto di essere soddisfatti, tronfi e compiaciuti nel percorrere la loro strada negazionista, ma individuare la scaturigine vera di questi fenomeni, quanto mai elusivi nella loro inafferrabiltà ed irriproducibilità. Il problema è immenso; direi che è più facile giungere ad un apporto.
    Massimo Polidoro ed il Cicap tutto continuano a negare. Affare loro, io non ne sono toccato minimamente. Scrivo (scriviamo !) per il pubblico, non per loro.

  54. Andrea Pasotti dice:

    Anzitutto credo che sia doveroso, in ogni caso, ringraziare Polidoro nel dargli atto del suo lasciar libera voce anche ad opinioni contrapposte alle sue, e del suo intervenire via via nel contraddittorio.
    Quella che Pielle denuncia essere l’autoreferenzialità del CICAP, di solito questo non lo fa; e, quanto all’”uomo di quark”, al “grande vecchio” in questo momento sotto accusa, non tiene certo un blog!
    Detto doverosamente questo, rilevo che, alla luce degli ultimi interventi, il fronte si è allargato: siamo in sentore di moltiplicazione dei temi all’ordine del giorno; e, quindi, le cose, si complicano.
    Io, di temi, adesso, ne rilevo almeno tre: a) gli enigmi di Rol, almeno a sua conoscenza non approfondita; b) la sottoposizione a verifica di Angela e l’affidabilità degli strumenti di controllo; c) la riconduzione interpretativa, di determinati fenomeni, a straordinari poteri della mente che il dominio dello spirito possano tranquillamente escludere (il che è l’opinione, da me non condivisa, che va per la maggiore tra i parapsicologi: per i quali, la negazione dello spirito, pare quasi un titolo di serietà!), o, per l’appunto, ad un effettivo intervento di entità disincarnate.
    Ora, se per i primi due elementi siamo evidentemente ancora nel seminato di un blog specificamente dedicato a Rol, per il terzo dobbiamo andare ad impegnarci in un discorso che apre all’interpretazione della fenomenologìa (e quindi anche della letteratura) paranormale in generale: il che, ci porterebbe a parlare anche di tutt’altro, oltre che di Rol (per quanto quest’ultimo, naturalmente, non sia certo estraneo alla vicenda: propendendo egli, senza alcun dubbio, per un intervento dello spirito - intelligente -, in quel che avveniva).
    Per quest’ultimo tema, penso dunque che debba essere Polidoro stesso (il quale, peraltro, evidentemente, lo considererà, più o meno in buona fede, un tema ozioso!), ad autorizzarci ad ampliare una discussione su Rol fino ad una discussione sulla parapsicologia in generale, per cercare di rispondere, sempre con il criterio della plausibilità o verosimiglianza (perché il “non si può escludere che”, suppongo che non ce lo scrolleremo mai di dosso!), alla domanda-chiave: “Mente straordinaria, o spirito, in questi fenomeni?!”.
    Mi limiterò, dunque, per quest’intervento, ai primi due temi.
    Partiamo, dunque, dagli aspetti enigmatici della vicenda roliana.
    Mi pare che Franco, nell’ultimo intervento, abbia illuminato con dovizia di particolari, i “lati oscuri” cui facevo riferimento, tranne che per un punto, quello della “tremenda legge”: se si trattava solo di uno stato soggettivo di coscienza proprio alla meditazione yoga, come egli stesso afferma nel suo ultimo “Il simbolismo di Rol” (ed anzi colgo l’occasione per ringraziarlo dell’averlo messo disponibile in Rete), perché oggettivarlo in quel modo?!
    Tale oggettivazione sarebbe, dunque, del tutto gratuita, solo un modo colorito per esprimere una suggestione interiore, o darebbe invece indicazioni circa qualcosa su cui andare effettivamente ad agire per ottenere “opportunità” (io, come del resto Rol, la parola “poteri”, che richiama il privilegio e la forma di affermazione prevaricante su qualcun’altro, la lascerei perdere!) paranormali?!
    Ed in quest’ultimo caso: lasciare la cosa nel vago, servirebbe ad evitare che, queste “opportunità”, possano cadere nelle mani di chiunque, cioè anche dei malintenzionati?!
    La mia risposta a quest’obiezione, è che, mettendo la cosa a disposizione di tutti, resterebbe, comunque, fondamentalmente inalterato, l’equilibrio tra benintenzionati e malintenzionati; e sarebbe, dunque, in definitiva, nient’altro che un’evoluzione del disegno dell’esperienza umana.
    Quindi, di che preoccuparsi?!
    In attesa che l’ottimo Franco mi chiarisca le idee anche su quest’utimo mio punto oscuro, vengo alla questione della sottoposizione a verifica di Piero Angela (ed, in effetti, avrei potuto aggiungere ai miei interrogativi: “Perché Rol non si è reso conto con che persona squallida e che serpe in seno - e, adesso, che mi quereli pure, se vuole: anzi, sarebbe l’occasione per discutere della cosa in una sede ufficiale! - stava andando ad avere a che fare?!”: ma di fatto Franco ha già risposto, precisando che Gustavo non era Dio in terra, purtroppo).
    “Chi controlla i controllori?!”, è una domanda che vado facendo da anni!
    A questo proposito, comprendo il tuo scetticismo, Pielle, e certo neanch’io mi aspetto che si arrivi da nessuna parte (Figuriamoci! Ma stiamo scherzando?!); ma, d’altro canto, tu devi comprendere che sfidarli sul loro stesso terreno è cosa del suo peso e della sua importanza, quanto a far loro perdere onorabilità e credibilità rispetto ad un’opinione pubblica che certe cose non le ha mai viste (e della quale, dunque, lo scetticismo è giustificato): specie se rigettano o non rispondono (anzi, io sposterei proprio questa sfida sui giornali, primo perché noi non credo che abbiamo l’esigenza di riservatezza di Rol, e secondo perché la nostra rassegnazione, ostentata come disinteresse, circa la loro intangibilità, fa la loro forza).
    Tra l’altro, direi che devi considerare anche il fatto che non potranno resistere ancora a lungo senza sputtanarsi, e questo proprio per via dei progressi delle neuroscienze: perché se non sarà il poligrafo sarà l’FMRI, e se non sarà l’FMRI sarà qualcosa di ancor più sofisticato ed attendibile, ma certo è che è solo questione di tempo (ed, allora, quel test contributivo all’accertamento varrà tanto per i controllori che per i controllati: smascherando, con ciò, almeno quelli in malafede).
    Venendo al tema “mente o spirito in questi fenomeni”, che richiederebbe un Convegno (uno solo?!), e rispetto al quale siamo attardati da questa “querelle” sull’a monte che questi fenomeni esistano o meno, che ci fa da palla al piede (come non bastassero i recenti studi di Todd Richards sulla telepatia, che ho ricevuto da Richards stesso in copia originale ed inviato a Polidoro e Cicap senza ovviamente ottenere risposta, o la dimostrazione del sesto senso nei ciechi - http://www.corriere.it/salute/08_dicembre_23/sesto_senso_ciechi_23b6b564-d0de-11dd-8f47-00144f02aabc.shtml -, a farla finita con questa farsa!), esso è da me rimandato al prossimo intervento (il che, tra l’altro, mi consentirà di smascherare la superficialità ed il pressapochismo dilettantistico di questi signori in altre questioni, dai riscontri oggettivi “pre-tunnel” nelle NDE, ai segni di nascita di Ian Stevenson, al “caso Piancastelli” di cui addirittura neanche parlano); e, dunque, considererò l’eventuale silenzio di Polidoro come un assenso a trattarlo anche in questa sede specificamente dedicata a Rol, travalicandone allora i confini.

  55. Franco Rol dice:

    La formulazione della “Legge”, la sua forma, è originale, la sua sostanza no. Essa è “tremenda” perché tremenda è la Maestà del Re. Nel mio studio non ho scritto tutto, eppure tutto già vi si trova.

  56. Andrea Pasotti dice:

    Non ho capito.
    Così sei troppo ermetico.
    Perché non vuoi farti capire?!
    Come si concilia il discorso iniziatico con l’essere “a favore della scienza, perché ciò che faccio io dovrà venire in facoltà a tutti gli uomini”?!
    Lo vogliamo far venire in facoltà a tutti gli uomini, o no?!

  57. Franco Rol dice:

    Caro Andrea, se non avessi voluto farmi capire non avrei scritto un libro di cinquecento pagine! Ma certe cose non si possono esaurire in poche righe, e quindi, quando questo capita, si finisce di parlare per enigmi, parabole, simboli, etc.
    Diversamente è impossibile. D’altronde, ci basta una piccola equazione per riconoscere la relatività di Einstein, ma per spiegarla dovremmo usare il raccontino del paradosso dei gemelli oppure svolgere la dimostrazione fisico-matematica di cui è soluzione.
    Comunque, nei limiti delle mie conoscenze, assicuro che farò del mio meglio (non qui) per spiegare ciò che ritengo di avere compreso.
    Consentimi intanto una postilla: la tavola di Hermes è verde smeraldo.

  58. Andrea Pasotti dice:

    Quindi mi pare di capire che vuoi dire che anche per Gustavo non sarebbe stato possibile esplicitare la cosa in modo tale da creare ad esempio un macchinario termo-video-sonoro atto a creare uno stato di coscienza tale da indurre il “risveglio” di determinate facoltà, e neanche sarebbe stato possibile esplicitarla in modo tale da suggerire una precisa tecnica mentale riproducibile da utilizzare.
    Se è così, se era nell’impossibilità di farlo, non gliene si può certo fare una colpa.
    E dalla condizione in cui è adesso, non può dare delucidazioni?!
    Che intende la Giordano (che non ho letto), quando dice “Rol mi parla ancora”: in senso poetico di rievocazione suggestiva del loro vissuto, o in senso letterale?!
    In ogni modo, se sanciamo un’impossibilità, e non già una cattiva volontà, da parte di Gustavo Rol uomo, ad essere più chiaro su questa “Legge”, direi che, con questo, anche l’ultimo “lato oscuro” di Rol cade: e, dunque, possiamo chiudere questa parentesi in cui gli scettici ci avranno presi per matti!
    Quanto a quel che potrebbe fare Rol spirito, sempre onde non farci prendere per matti, potremmo eventualmente parlarne altrove: a proposito, perché sul sito ufficiale a Rol dedicato non c’è un’email per contatto?!
    Un’email per contatto non la nega neppure il CICAP (anche se non di immediata reperibilità, sul sito, e quindi la menziono: info@cicap.org): salvo, poi, naturalmente, non rispondere mai!
    E, sempre riguardo al tuo sito, trovare “Barack Hussein Obama: finalmente una via che ha un cuore!”, mi lascia alquanto perplesso, alla luce non tanto dello sperpero dei 170 milioni di dollari per l’insediamento (Presidente amico dei poveri?!), quanto del suo aver dichiarato che firmerà, qualora il Congresso gliela sottoponesse in quel modo (è in discussione), la legge “Freedom of Choice Act” inclusiva dell’aborto a nascita parziale.
    Leggiti la testimonianza che trovi qui: http://www.benmelech.org/aborto/aborto-nascita-parziale.htm , e poi ne riparliamo!
    Visto che abbiamo introdotto il sacro in un sito profano, permetti ora a me di puntualizzare che, San Matteo, diceva “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci!”.
    Chiedo scusa per la digressione politica, ma la cosa mi pareva di troppa gravità, indipendentemente da qualunque orientamento uno abbia (io, quanto a me, non ne ho alcuno), per non ritenerla imprescindibile.

  59. Franco Rol dice:

    Andrea, cercherò di essere sintetico, dal momento che i blog sono un luogo dove si finisce di parlare di tutto e di polemizzare su qualunque cosa,
    Sono intervenuto qui solo perché i signori del CICAP avessero ben presenti alcune questioni, e per rilanciare la tua eccellente idea della “macchina della verità”.
    1) Sul «macchinario termo-video-sonoro atto a creare uno stato di coscienza tale da indurre il “risveglio” di determinate facoltà» mi auguro che non venga mai inventato. Il macchinario siamo noi, e ciò che deve essere risvegliato non sono le “facoltà”, ma la nostra coscienza. Il processo di risveglio è una conquista eroica che si consegue con fatica, ingrediente senza il quale non si arriva da nessuna parte.
    2) Sulla Giordano, rimando a quanto ho scritto nel mio studio, è tutto spiegato.
    3) La mia mail si trova sia sul mio sito che nel mio libro.
    4) Non sono certo l’unico ad apprezzare Obama. Dopo un’Era di presunzione e di errori madornali, un’Era in cui si è usato abusivamente il vessillo del “Signore degli Eserciti” e dell’“Asse del Bene”, quest’Era del “divide et impera” era giusto che arrivasse al termine. E Obama mi sembra, quanto meno per la sua storia personale, l’interprete più adatto per COMINCIARE A UNIRE. Non potrà accontentare tutti (vi è forse, a questo mondo, chi è in grado di farlo?), ma credo che il suo mandato sarà PREVALENTEMENTE positivo. E questo mi basta. Non ho intenzione qui di entrare nel tema dell’aborto. Dico comunque che garantire condizioni di sostegno sanitario e psicologico alle donne che decidono per questa strada non corrisponde né ad approvare (sul piano etico) questa scelta, né a favorirla. La donna deve comunque poter scegliere, e senza pistole puntate alla tempia. Se abortire è un errore, esse (così come i compagni che hanno condiviso o costretto a tale scelta) se ne faranno carico, di fronte a Dio.
    Ora rispondimi tu, Andrea: qual è la differenza tra un essere umano e un animale? Perché ci si preoccupa tanto degli embrioni, quando poi senza alcun rimorso si divorano panini al prosciutto, polli arrosto, bistecche al sangue? Di quel sangue, chi si preoccupa? E del sangue di tutti gli insetti di questo mondo che vengono sterminati per il nostro “bene”? Chi stabilisce che l’uomo, nell’universo, vale di più delle altre specie? Non è forse l’uomo stesso? Vogliamo intervistare le altre specie e chiedere loro se sono d’accordo? Ecco allora che la questione dell’aborto, se collocata su un piano più ampio, acquista una dimensione alquanto differente.
    L’uomo è un animale del tutto contraddittorio: manda elicotteri nell’artico a salvare gli orsi, e poi stermina a bastonate le foche; salva gli uccelli invischiati nel petrolio che un cargo ha riversato in mare, e poi si ciba magari degli stessi uccelli in lauti banchetti… L’uomo è un bambino capriccioso e schizofrenico, con una coscienza che da quella sublime è lontana anni luce. Sarei tentato di dire che, in rapporta ad essa, egli è ancora al livello della scimmia, quella scimmia che di fronte a un monolite nero scopre il suo più grande potere: l’orgoglio. Ma farei un torto alle scimmie.

  60. Andrea Pasotti dice:

    In effetti approfondire qui quelle che possono essere alcune questioni nostre, e che agli scettici non interessano minimamente (ma sarà poi vero?!), è improprio: e l’ho detto, difatti.
    C’è anche da dire, però, che, se non fosse stato per Polidoro, con te non ci avrei potuto dialogare: perché l’indirizzo email non l’ho visto e continuo a non vederlo né sul libro, né sul sito (Sarò cieco?! Probabilmente sono solo superficiale…ma certo che non è in bella mostra).
    In ogni modo, mi pare che siamo venuti al dunque.
    L’”ipotesi-macchinario” ci consente di uscire dall’ambiguità, dalla sibillinità e dall’esoterismo.
    Ora: se l’uomo si ausilia con la tecnologìa in vari aspetti della sua vita, perché non dovrebbe ausiliarsi con la tecnologìa anche per questo?!
    Perché la coscienza non sarebbe sufficientemente matura, dici.
    Ma a parte che non escluderei che questo “trattamento” potesse influire anche sulla qualità della coscienza; comunque, anche se così non fosse, lo sviluppo delle “facoltà” rappresenterebbe pur sempre un “plus” dell’esperienza umana.
    Un “plus” da potersi utilizzare tanto in positivo quanto in negativo, naturalmente.
    Riprendo, allora, in proposito, un passo di quanto da me già scritto: “Lasciare la cosa nel vago, servirebbe ad evitare che, queste “opportunità”, possano cadere nelle mani di chiunque, cioé anche dei malintenzionati?! La mia risposta a quest’obiezione, è che, mettendo la cosa a disposizione di tutti, resterebbe, comunque, fondamentalmente inalterato, l’equilibrio tra benintenzionati e malintenzionati; e sarebbe, dunque, in definitiva, nient’altro che un’evoluzione del disegno dell’esperienza umana. Quindi, di che preoccuparsi?!”.
    Confermo queste parole, e le ripropongo.
    Anche il ritratto impietoso (e, senz’altro, purtroppo, ampiamente veritiero) che tracci della stragrande maggioranza degli esseri umani, non cambia nulla: gli equilibri rimarebbero invariati, non ti pare?!
    Gli uomini bestiali continuerebbero ad agire bestialmente, seppur con un “turbo nel motore”, e quelli virtuosi tenterebbero, nei limiti delle loro possibilità (epperò, allora, col medesimo “turbo nel motore”!), di porre freno e seminare virtù: esattamente come adesso!
    Allora, semmai, l’obiezione può essere: “Ma se dunque tutto deve rimanere sostanzialmente come adesso, che cosa ci guadagniamo, ad arrovellarci per trovare il modo di fare un salto simile?!”.
    Beh, direi che intanto CAPIAMO MEGLIO CHE COS’E’ L’UOMO, E LE POSSIBILITA’ CHE HA, e lo capiamo definitivamente tutti (allora “uscendo da questa farsa”, tanto per autocitarmi!).
    E, quindi, affrontiamo la “questione morale” a partire da un altro livello, un livello quantomeno funzionalmente superiore.
    Aggiungerei altre tre puntualizzazioni: risulta che le “facoltà” le ha avute anche chi non ha sviluppato una coscienza eticamente positiva.
    Cito un celebre episodio riferito dal De Vesme, che ebbe a protagonista un viaggiatore francese, Jean Perrigault.
    Questi, a Kutiala, nel Sudan, conobbe un fabbro stregone, il quale gli chiese se aveva nemici; il viaggiatore rispose di averne due in Francia.
    Il fabbro fece allora arroventare un martello salmodiando formule incomprensibili, e poi, col martello incandescente, schiacciò la testa di un gallo che il suo aiutante aveva posto sull’incudine.
    Tornato in Francia, qualche mese dopo, il Perrigault venne a sapere che i suoi due nemici erano morti improvvisamente.
    Questo, mi pare sconfessi la tua equazione “le facoltà si possono avere solo se si sviluppa una coscienza virtuosa”.
    Secondo: forse il processo del risveglio è una conquista eroica che si consegue con fatica, ma il possesso di facoltà non mi pare una conquista eroica che si consegue con fatica, perché tutti questi sensitivi, o “psichici” per dirla all’inglese, e definiamoli adesso così per comodità, mi pare che molto spesso non abbiano fatto un bel niente e se le siano ritrovate praticamente addosso, e molti di loro erano tutto fuorché dei virtuosi o dei santi, ma semplicemente gente normalissima coi difetti ed i vizi di tutti, e non mi pare d’altro canto che molti di essi brillassero per intelligenza e cultura (neanche di tipo esoterico) e financo coscienza: anzi, molto spesso, era proprio il contrario!
    Quindi, non funziona neanche dire “le facoltà non possono che essere la conseguenza di uno stato virtuoso conseguito con fatica”.
    Terzo ed ultimo, se realizziamo un siffatto “macchinario”, e questo ha gli effetti di portare gli uomini in una nuova realtà umana, straordinarizzandone pregi e difetti, significherà evidentemente che, “dall’altra parte”, avranno ritenuto opportuno entrare in questa nuova fase; il che è a dire che, noi, siamo comunque tutelati dal mondo dello spirito, che non fa avere agli uomini esperienze indebite per loro (cioé per sé stessi spiriti incarnati); dunque, siamo coperti da questa garanzìa di cooperazione: ed, allora, perché dovremmo essere incerti e titubanti, di fronte ai progressi di cui ci potremmo fornire ed alle conseguenze che potrebbero derivarne?!
    Fondamentalmente siamo tutelati dall’”Altrove”, questo lo sai bene, e non abbiamo mai, in ogni caso, nulla da temere: è anche per questo, che facevo riferimento alla cooperazione di Rol nella condizione in cui è adesso.
    Tanto, se “di là” non vogliono che arriviamo a certi risultati, non ci arriviamo, stai tranquillo!
    Dunque, perché non tentare?!
    Poi, ci penseranno “loro”, a mantenere i debiti equilibri: no?!
    Tantopiù che, questi “poteri”, non potranno certo da “loro” prescindere (e, quanto al livello eticamente basso che c’è adesso, c’è perché sta bene a “loro”: per fare questo tipo di esperienza).
    Essere tutelati dal cielo, però, non significa non essere chiamati a fare quel che noi, qui, reputiamo corretto (e, questo del “macchinario”, io non lo vedo il motivo per considerarlo scorretto a priori, almenché non si possa dimostrare che ne trarrebbero maggior vantaggio, per maggiori prerogative a disposizione, i malintenzionati, alterando, allora, un equilibrio, in senso negativo ed aggravativo; dimostrazione, che io non vedo).
    E quindi, visto che la tutela celeste non è una scusa per il fatalismo totale, vengo allora a quello che tu chiami “aborto”.
    Non è certo mia intenzione mettere in discussione il diritto di una donna ad una libera decisione all’aborto (e neanche alla ricerca sugli embrioni, se è per questo).
    Metto in discussione, semmai, il diritto di una donna (e di chiunque altro), ad una libera decisione ad un agghiacciante infanticidio!
    Quello descritto nel link, è un “aborto”?!
    Tu lo definisci “aborto”?!
    Scherzi o dici sul serio?!
    Ma neanche i nazisti, facevano una cosa del genere!
    Allora, già che ci siamo, perché non lasciare libertà di scelta anche di ammazzare un cristiano qualunque?!
    Ed, in effetti, mi pare che ci stiamo avviando su questa strada…e, poi, ti preoccupi di quelli che potrebbero essere gli effetti della “Macchina Rol” (che forse, invece, potrebbe proprio favorirci nel metterci in contatto con qualcosa di più ispirato)?!
    Non abbiamo il dovere di porre argine alle storture certe, e abbiamo il dovere di porre argine alle storture ipotetiche?!
    Mah…
    Comunque, evidenziando quest’aberrazione, non ho certo avuto, e non ho, l’intenzione di difendre l’era-Bush: evidentemente!
    Ho forse dato quest’impressione?!
    Eppure l’ho detto, che sono apolitico.
    Cerco solo di valutare quello che accade nel mondo con un briciolo di criterio umano!
    Che poi ce ne siano milioni d’altre, di storture, è evidente!
    Ma, questo del cervello risucchiato ad una creatura che è oramai autosussistente in tutto e per tutto, non mi pare propriamente un pelo nell’uovo cercato appositamente perché si ha pregiudizialmente in antipatìa qualcuno!
    Non ho nulla contro Obama, e non avrei certo menzionato un suo pelo nell’uovo, men che meno laddove si parla di tutt’altro (e comunque il mondo è uno, quindi è tutto collegato).
    Magari farà benissimo: lo auguro a lui e a noi.
    Ma firmare una cosa simile, anche qualora tutto il resto lo facesse dorato, ai miei occhi rappresenta un marchio d’infamia che non può essere controbilanciato da nulla.
    Per me, se firma questo, è da manicomio criminale.
    Pensavo fosse così anche per gli altri.
    Ma evidentemente prendo atto che si può obiettare su tutto, che può andare in discussione anche una cosa su cui, mi pareva, discussioni non potessero esservene.
    Quanto al contegno umano rispetto alle altre forme viventi, non metto in discussione che ogni forma di vita abbia una sua propria sacralità.
    Ma uccidere per nutrirsi fa parte della catena alimentare, purtroppo (e non credere che io veda tanto di buon occhio l’esperienza animale sulla Terra da parte dello spirito!); l’uomo, a quel che se ne sa, è un animale onnivoro; e si dovrebbe poter dimostrare che privarsi dell’elemento carne non causi carenze: il che, mi pare ben lungi dall’essere dimostrato.
    Se, poi, tiriamo in ballo (giustamente: per carità!) anche la tutela della vita degli insetti, beh allora non vedo perché trascurare quella dei vegetali!
    Ma, allora, cosa mangeremmo?!
    A questa stregua, mangeremmo solo frutta, e per di più rigorosamente solo una volta che essa sia caduta dagli alberi!
    La verità, è che l’uomo ha il diritto, alla prospettiva antropocentrica: perché è spontaneamente la sua, al modo in cui qualunque altro animale pone naturalmente al centro sé stesso; poi, certo, questa prospettiva antropocentrica, può essere da lui modulata in funzione di quanto egli comprende ed eticamente “sente” rispetto agli altri animali; ma non mi sentirei di imporgli di subire le zanzare o peggio i ragni o gli scorpioni, così come non mi sentirei di imporgli di non mangiare carne o pesce o uova (anche se, naturalmente, con coscienza etica, può prendere questa strada, strada comunque innaturale per la sua connotazione animale, che egli può disconoscere impunemente fino a un certo punto).
    Allora, tu dirai, perché sentirsi di imporgli di non perforare il cranio di un neonato all’ottavo-nono mese e risucchiargli via il cevello?!
    Bella domanda!
    La risposta che mi sento di dare, è che è un abominio gratuito, perché non c’è alcun bisogno di arrivare a tanto, perché o si risolve prima (ed, ancor meglio, con una politica realmente a pieno favore della contraccezione, “in primis”; ed in questo, dunque, la Chiesa è correa e criminale!); oppure, lo si fa oramai nascere, e lo si lascia in Ospedale nel più perfetto anonimato: come è in facoltà ad esempio nel nostro Paese.
    Meno gratuito, da un punto di vista comunque a suo modo fatalmente antropocentrico, mi sembra rinunciare ad un apporto nutrizionale completo e rispondente alle urgenze biologiche (perché lo spirito deve pur fare i conti con il fatto di stare occupando un animale, ahimé!); e anche meno gratuito mi sembra rinunciare a tutelarsi dall’essere molestati, talora anche gravemente, da insetti nocivi.
    Ma forse in fondo hai ragione tu, caro Franco: forse, per coerenza, per superare la contraddittorietà e la poca plausibilità del fondamento dei nostri giudizi, non si dovrebbe censurare proprio nulla, in attesa che l’evoluzione etica l’uomo se la faccia da solo; e, dunque, ognuno deve essere lasciato libero di fare quello che vuole, perché tutto, comunque, rientra nel Disegno; e saggezza significa limitarsi a contemplare il corso degli eventi.
    Ma allora questo, mi pare, cancella qualunque obiezione alla “Macchina Rol”: dato che essa non preclude quella che comunque dovrà essere l’evoluzione etica dell’uomo (pur senza neanche di necessità agevolarla), bensì gli regala solo prerogative funzionali; e se invece nonostante tutto l’uomo la utilizzasse proprio, questa Bomba Atomica dello Spirito, per annientare il Pianeta, beh vorrà dire né più né meno che lo spirito (o Dio, se preferisci; anche se non credo che Lui c’entri nulla, con queste cose) aveva in serbo, per la Realtà, quell’eventualità: e, dunque, per sé stesso (lo spirito), qualcosa di diverso dall’esperienza terrena.

  61. Franco Rol dice:

    p.s. A proposito dello «sperpero dei 170 milioni di dollari per l’insediamento» si dimentica che:
    1) Quattro (e otto) anni fa non c’erano 2 milioni di persone all’insediamento di Mr. W., e quindi le spese in sicurezza erano largamente inferiori.
    2) Obama ha rinunciato a ben 84 milioni di fondi pubblici cui aveva diritto per la sua campagna elettorale, primo presidente a compiere questo passo. Cominciamo quindi a decurtarli dai 170;
    3) Se paragoniamo le spese per l’insediamento con il trilione di dollari destinato ad assorbire gli assets tossici delle banche, si capisce come le critiche ad Obama sono del tutto strumentali e cavillose.
    4) In ogni caso, non solo gli USA, ma il mondo intero, avevano bisogno di un messaggio forte, realistico e al tempo stesso capace di infondere un minimo di ottimismo e di speranza, con una celebrazione autorevole che sancisse e marcasse il passaggio a una (ci si augura) nuova politica.
    Staremo comunque a vedere, è troppo presto per formulare dei giudizi.

  62. Franco Rol dice:

    Mettiamola così: il fast-food fa male al fegato così come una fast-knowledge fa male allo spirito. Il Risveglio non è un mero fatto neurologico: non siamo solo dei vermi a cui applicare una carica elettrica di stimolo… Il Risveglio è anche e soprattutto una presa di coscienza graduale, è un “vedere”, un ”sentire”, e un “comprendere”. Ci sono peraltro già delle parziali scorciatoie, e sono le sostanze psicotrope. Ma nel mondo in cui esse conducono si è solo dei fugaci passeggeri su un veicolo guidato da altri, dei turisti “all inclusive” che comprendono ben poco dei luoghi che visitano, delle genti che vi abitano e delle lingue che vi si parlano.
    Inoltre, il giorno in cui avremo delegato tutto alle macchine e che non faremo più alcuna fatica per ottenere qualsiasi cosa, oltre ad aver avvilito lo spirito e avergli certamente precluso le sue possibilità autentiche, saremo degli zombie in bilico su un abisso, pronti a cadervici non appena venissero meno le condizioni di civiltà da noi conseguite. E gli ultimi saranno certamente i primi.
    Quanto all’altra questione:
    «Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, e anche l’uccisione di un solo animale sarà considerata un grave delitto». Leonardo da Vinci
    E con questo, desidero concludere i miei interventi, salvo un improbabile intervento di Polidoro in merito alla questione “Piero Angela”.

  63. Andrea Pasotti dice:

    Si dev’essere arrabbiato.
    Boh!
    Riordino le idee e poi porterò quelle che considero essere le prove in favore dell’esistenza dello spirito anche rispetto alle ipotizzabili facoltà straordinarie della mente.

  64. Andrea Pasotti dice:

    Comunque non capisco il perché di tutta questa sfiducia nell’uomo di oggi e al contempo di tutta questa fiducia nell’uomo di domani.

  65. Andrea Pasotti dice:

    Va bene, ho deciso.
    Ho cercato di ragionare come un parapsicologo estremamente diffidente nei confronti dell’ipotesi spiritica, scartando tutti i casi in cui mi apparisse proponibile il “non si può escludere che”, per quanto implausibile, e ritenendo solo quelli in cui il “non si può escludere che” mi sia apparso improponibile almeno sino a presentazione di un adeguato modello teorico a sostegno.
    E sono quattro: il “Testamento Chaffin”, il “Caso di Stromberg”, i “Segni di nascita di Stevenson” ed i “Riscontri oggettivi pre-tunnel nelle NDE” (a questi ultimi due avevo già accennato).
    Tutti questi, a modo loro, riguardano i limiti della SeperEsp o Chiaroveggenza Onnisciente.
    Li esaminerò uno alla volta.
    Inizio dal “Testamento Chaffin”.
    Il “caso del Testamento Chaffin”, noto anche semplicemente come “caso Chaffin”, è uno dei casi classici in cui l’apparizione di un defunto rivela notizie di cui nessun vivente era al corrente.
    Avvenne nel 1925, nella contea di Davis, nel North Carolina.
    Il ricco e vecchio “farmer” (coltivatore) James L. Chaffin, padre di quattro figli, nel 1905 aveva fatto un testamento nel quale lasciava la sua fattoria, ed ogni suo altro avere, al figlio prediletto Marshall, suo terzogenito; ed, alla sua morte, avvenuta per una caduta nel 1921, tale testamento venne riconosciuto valido ad ogni effetto: così che, Marshall, entrò in possesso della proprietà.
    Gli altri tre figli finirono col rassegnarsi; ma il secondogenito, James, venendosi a trovare in condizioni difficili, cominciò a provare un segreto rancore per il fratello più fortunato e per la memoria del padre.
    Una notte d’inizio giugno del 1925, James sognò suo padre vicino al letto; sin qui, nulla di eclatante; ma verso la fine dello stesso mese, mentre James si agitava insonne nel medesimo letto pensando tristemente ai casi suoi, vi fu nuovamente l’apparizione del padre, ma stavolta in perfetto stato di veglia da parte di James: egli scorse distintamente il fantasma del padre che si aggirava per la stanza avvolto in un lungo cappotto nero che soleva portare d’inverno; poi, avvicinatosi al figlio, il fantasma aprì il cappotto e fece come per frugare in una tasca interna, cercando di aprirla senza riuscirvi; indi, disse: “Troverai il mio testamento nella tasca interna del mio soprabito”; a quel punto, all’invocazione del figlio sbigottito, la visione scomparve.
    Al mattino, James cercò sì di convincersi di avere solo sognato, ma certo non poté vincere la curiosità di cercare nel vecchio cappotto: e, poiché sua madre, interpellata, gli disse di averlo dato al figlio maggiore, John, corse da lui, che abitava ad una ventina di miglia.
    Il cappotto, troppo grande perché John potesse indossarlo, fu trovato in un ripostiglio; le fodere della tasca interna erano cucite (cosa che poteva spiegare perché il fantasma non era riuscito ad aprirla); James, dunque, in presenza del fratello, tagliò le cuciture, e si trovò un piccolo rotolo di carta, legato con un nastrino, su cui, nella calligrafia del padre, era scritto: “Leggete il XXVII° capitolo del Genesi, nella vecchia Bibbia di mio padre”.
    Subito si pensò di cercare quella Bibbia, tenuta come ricordo del nonno Chaffin, che era stato predicatore: capitolo XXVII°, che riguardava la storia di Giacobbe ed Esaù; ma James, intuendo che stava per accadere qualche cosa di importante, prima di procedere oltre, volle avere dei testimoni, e telefonò ad un amico vicino, pregandolo di venire da lui con la figlia.
    Accompagnato dunque complessivamente da tre testimoni, James trovò finalmente la vecchia Bibbia, ed egli stesso racconta: “Il libro era così malridotto, che, quando lo prendemmo in mano, cadde in tre pezzi. Mr. Blackwelder raccolse proprio la parte che conteneva il Libro del Genesi, e la sfogliò fino al 27° capitolo: qui, trovammo due pagine ripiegate l’una sull’altra formando una specie di tasca, dentro la quale vi era il nuovo testamento”.
    Nel punto indicato, dunque, James trovò, chiuso tra due fogli, un secondo testamento che risaliva al 1919 (dunque, redatto solo due anni prima della morte), nel quale il vecchio Chaffin scriveva che, dopo avere letto la storia di Giacobbe ed Esaù, si era reso conto di essere stato ingiusto con gli altri suoi figli: ed annullava, dunque, il testamento precedente, lasciando così ogni suo avere, in parti uguali, ai quattro giovani.
    Il caso, com’è facile intuire, dovette essere portato dinnanzi al Tribunale del North Carolina: il quale, dopo aver esaminato con puntiglio tutti i particolari riferiti alle testimonianze, alle controversie, alle perizie, etc., riconobbe, infine, la validità del secondo testamento.
    Il fatto, riferito nel n. 3, vol. X, di “Tomorrow”, è, dunque, da ritenersi sufficientemente comprovato per essere considerato autentico.
    Che cosa pensare?!
    Siamo, evidentemente, di fronte ad un intervento presumibilmente spiritico, per informare qualcuno di una cosa ignota a tutti i viventi con modalità eccezionali.
    Vediamo, dunque, di capire che cosa possiamo accampare come alternativa all’ipotesi spiritica.
    Alcuni studiosi, tra cui W. H. Salter, parlarono di criptomnesia (memoria latente del figlio James): ma anche il “Journal” della Società per la Ricerca Psichica, respinse tale soluzione come “semplicistica” (Atti della Società, n. 103, vol. XXXVI).
    In realtà, la spiegazione della criptomnesia, più che semplicistica, è, semplicemente, demenziale!
    Difatti, nell’assolutamente improbabile ipotesi che James sapesse del nuovo testamento, una situazione angosciosa di bisogno gliel’avrebbe riportato alla mente nel suo bersaglio ultimo, cioè detto testamento ed il suo loco, per l’appunto: senza tanti arzigogoli che tra l’altro tenessero conto dell’intervento, che si presumerà almeno quello ignoto (o si era scordato anche di questo?!), del padre, intervento che fosse passato per una pergamena cucita nella tasca del cappotto!
    Nessuna persona seria può sostenere che quello sia il modo con cui ricordare qualcosa, cioè tramite una serie progressiva e ben separata di suggestioni e drammatizzazioni di cui sino all’ultimo si ignora l’esito.
    Si è anche parlato, a proposito di questo caso, di chiaroveggenza (Bender); ma l’obiezione è stata che tale percezione paranormale si verifica per cognizione immediata, non per vie traverse, anche quando assume aspetti simbolici.
    Non si hanno esempi, scrive il Comin, di quella specie di gioco a rimpiattino che il “caso Chaffin” presenta nella sua complessità.
    Ora, io voglio insistere proprio su questo punto, cioè sul fatto che la chiaroveggenza non può essere straordinaria e fallace al contempo!
    Chi ha una teoria per sostenere quest’incongruenza, la presenti, per favore!
    In sostanza, quello che voglio sostenere, è che, se la percezione extra sensoriale è una straordinaria facoltà della mente che può spingersi sino alla Super-Esp o Chiaroveggenza Onnisciente (come nel caso della Garrett che riferisce i particolari tecnici della caduta del Dirigibile R 101, che nessuno conosceva se non il defunto Comandante Irwin intervenuto in seduta come personalità drop-in, o nel caso dell’impronta del defunto Giudice Hill ottenuta da Margery - rispetto alla quale quel disperato di Houdini fu smascherato dal controllo Walter a frodare per tentare di dimostarne le frodi -, o nel caso della traduzione in cinese da parte del dott. Hardwick del proverbio inglese telepaticamente percepito dal gruppo di Margery nel “caso della corrispondenza incrociata anglo-cinese”, e così via, qualora per tutti questi casi volessimo escludere l’ipotesi dell’intervento spiritico ben s’intende), e cioè può spingersi sino alla capacità di tutto minutamente conoscere servendosi di un cervello senza che nulla vieti che, una volta venuto meno questo cervello, tutto cessi, bene allora, questa straordinaria facoltà che tutto può, o consente di arrivare subito in modo chiaro al bersaglio ultimo, cioè quello ambìto dal soggetto, o arriva in modo nebuloso, ma comunque sempre sufficiente alla decrittazione finale, sul medesimo bersaglio ultimo, o, tutt’al più, avvista in modo nebuloso bersagli intermedi sempre però in coerente vista del bersaglio ultimo (dimostrando, allora, in quest’ultimo caso, una sua certa debolezza intrinseca).
    Ma la tasca del cappotto di per sé non ha nulla a che vedere con la Bibbia, e la Bibbia di per sé non ha nulla a che vedere con una nuova disposizione testamentaria!
    Dunque, non sta né in cielo né in terra che, una facoltà straordinaria della mente, arrivi in piena lucidità ad un bersaglio intermedio che, di per sé, nulla ha a che fare con il bersaglio ultimo oggetto del proprio desiderio e della propria motivazione!
    Qualità assoluta di chiaroveggenza per non arrivare in fondo e per fermarsi a metà strada, e poi da lì ancora non aver coscienza di quel che sia il proprio bersaglio ultimo, e cioè sapere quel che è dentro la Bibbia?!
    La chiaroveggenza, o è una facoltà straordinaria che tutto può conoscere per quanto in maniera più o meno chiara (SuperEsp, per l’appunto), o non la è!
    Una chiaroveggenza lucidissima e del tutto precisa ma al contempo “zoppa”, “monca”, rispetto ai suoi fini, a casa mia non ha alcuna plausibilità, fino a prova contraria!
    Dunque, ritengo che questo possa essere ritenuto un caso, sufficientemente comprovato, in cui innegabilmente, fino a presentazione di una teoria alternativa plausibile, l’effettivo spirito di Chaffin padre ha agito a “tappe” ed in modo indiretto.
    Proprio l’eccezionalità dei vari indipendenti passaggi che costituiscono la modalità indiretta della via paranormale al risultato, consente, dunque, di mutare l’espressione da me precedentemente utilizzata, da “intervento presumibilmente spiritico” ad “intervento indubitabilmente spiritico”: salvo, appunto, una contraria soddisfacente teoria della fenomenologia chiaroveggente che dia ragione di queste sue intrinseche contraddizioni flagranti.
    Dunque, mi dispiace per il Dèttore, uno dei più seri e preparati e validi studiosi di paranormale del ‘900, ma il suo liquidare il “caso Chaffin” affermando che “potrebbe essere spiegato come un fenomeno di chiaroveggenza drammatizzata in un sogno o in uno stato di semi trance, che sarebbe stato favorito dalle condizioni di tensione in cui si trovava il protagonista”, rappresenta una spiegazione che, priva com’è di ulteriori delucidazioni, fa acqua da tutte le parti!
    Dunque dovrebbero stare attenti, Ramaccini Garlaschelli e Polidoro, a sostenere, come fanno in un loro articolo a proposito dei calchi medianici di Kluski (in cui, tra l’altro, c’è la seguente dichiarazione: “I controlli impiegati da Geley nelle sedute da lui condotte erano praticamente inesistenti: il medium non veniva perquisito o spogliato - gli si chiedeva semplicemente di mostrare le tasche vuote - e la seduta si svolgeva al buio, impedendo a chiunque di vedere cio’ che stava succedendo.”; solita mancata affermazione della verità, poiché si è infatti deliberatamente omesso di rilevare che Kluski VENIVA LEGATO E TENUTO DAGLI SPERIMENTATORI E LA BACINELLA ERA MOLTO DISTANTE DA LUI, e questo è argomento non irrilevante, che, qualora fosse stato ritenuto passibile di smentite, avrebbe comunque dovuto esser menzionato e controbattuto nel suo proprio merito), che Ugo Dèttore, redattore dell’articolo in merito ai calchi medianici sull’Enciclopedia “L’uomo e l’ignoto”, “promuovesse lo spiritismo”!
    Questa è un’affermazione gratuita e falsa: Dèttore, pur ammettendo senza problemi la paranormalità (il che poteva fargli affermare, magari errando, che il fenomeno dei calchi medianici non poteva esser prodotto con mezzi normali, ammesso che la didascalia anonima citata sia sua), ha sempre mantenuto un atteggiamento estremamente prudente riguardo all’ipotesi spiritica, e non l’ha mai apertamente sostenuta, e giungeva appunto a qualificarne come probabile una alternativa, e cioè la chiaroveggenza, quando questa, presa così pura e semplice, non sta, lo ripeto, né in cielo né in terra, come in effetti nel caso del “testamento Chaffin”!
    A questo proposito, sfido Ramaccini Garlaschelli e Polidoro a dimostrarmi il contrario con precise citazioni a lui (il Dèttore) ascrivibili, dato che lo stesso articolo sui calchi medianici è da lui concluso così: “fenomeno questo che…FA SUPPORRE l’attività di un doppio del medium”: tono dubitativo, ancorché probabilistico, che non mi pare corrisponda propriamente ad una conclamata promozione da parte di un fanatico dello spiritismo (ed, i calchi medianici, hanno suscitato ben altri toni entusiastici!)!
    Del resto, sostenere, come fa il “trio lescano” nel medesimo articolo, che “L’uomo e l’ignoto” è un’opera che “propugna lo spiritismo”, è un’affermazione risibile, che può essere fatta solo da chi non si sia preso la pena di leggerla, quest’opera (che, naturalmente, lascia spazio anche agli spiritisti, peraltro i più rigorosi come De Boni e di Simone, ma non certo SOLO agli spiritisti!), non dico per intero, ma almeno con un briciolo d’attenzione!
    Alla prossima, dunque: si parlerà di Stromberg!

  66. Andrea Pasotti dice:

    Solo per colmare alcuni “omissis” ribadendo il concetto: passi pure che il fantasma sia stato una sua (di James) ideoplastìa drammatizzata per suggestione, o addirittura una allucinazione altrettanto drammatizzata, cioè presentante una sua personalità indipendente capace di fornire informazioni; se il fantasma del padre fosse stato solo una sua ideoplastìa drammatizzata per suggestione (cosa che si dovrebbe supporre anche per certe apparizioni al letto di morte viste da altri oltre che dal morente, e financo per la voce diretta, con un’ideoplastìa in tal caso invisibile, ciò volendo a tutti i costi escludere l’ipotesi spiritica), o addirittura un’allucinazione altrettanto drammatizzata, ebbene, perché, tramite questi “escamotages” oggettivanti un’estrinsecità da parte della propria coscienza, la propria chiariveggenza non avrebbe dovuto raggiungere direttamente il suo bersaglio?!
    Considerato quanto di straordinario andava producendo (e cioè per l’appunto il suo servirsi di suggestioni estrinseche strumentali, quale l’ideoplastìa fantomatica), essa facoltà chiaroveggente avrebbe potuto illuminare direttamente la mente di James circa il testamento dentro la Bibbia, in modo chiaro o al limite nebuloso.

  67. Andrea Pasotti dice:

    Eccoci dunque al caso di Stromberg.
    E’ un famoso caso di identità che ebbe come protagonista la medium Elisabeth D’Espérance, e che si presenta come uno dei più controllati e suasivi.
    La vicenda ebbe inizio il 3 aprile 1890 a Goteborg, in Svezia, dove la D’Espérance era allora impiegata negli uffici del signor Fidler.
    Quel giorno la medium era intenta a scrivere alcune lettere d’affari, e stava meditando sulla scelta delle parole, quando la sua mano vergò automaticamente sul foglio, a grandi lettere, un nome: Sven Stromberg.
    Irritata di avere così sciupato la lettera che stava scrivendo, gettò il foglio in un cassetto, e si informò presso gli altri impiegati se qualcuno di loro conoscesse per caso questo Stromberg; ma il nome era ignoto a tutti.
    Quel giorno stesso, la D’Espérance scrisse al signor Fidler, che era interessato ai suoi fenomeni, e si trovava allora a Londra, lamentandosi, fra l’altro, dell’incidente capitatole: la copia di questa lettera, ottenuta col copialettere, rimase a documentare il fatto.
    Due mesi dopo, nel corso di una seduta a cui erano presenti il noto metapsichista Alexander Aksakov e lo stesso Fidler, lo spirito guida della medium, Walter, comunicò, per scrittura automatica, che era presente un’entità che diceva chiamarsi Stromberg e desiderava informare i suoi parenti di essere morto nel Wisconsin il 13 marzo, lasciando la moglie e sei figli; asseriva, inoltre, di essere nato nella provincia di Jemtland, in Svezia, dove appunto risiedevano i suoi parenti.
    Questo Stromberg fu naturalmente messo in relazione con lo Stromberg che aveva scritto il suo nome il 3 aprile, e tutti erano ansiosi di avere chiarimenti; ma Walter, per il momento, non ne diede.
    Frattanto, era stata organizzata una serie di sedute per avere fotografie medianiche, ma i risultati non erano stati molto soddisfacenti, salvo un caso: una volta che si era scattata una fotografia della medium solo per assicurarsi del regolare funzionamento dell’apparecchio, al di sopra del volto della D’Espérance apparve quello di uno sconosciuto.
    Quando fu chiesto a Walter chi fosse, egli rispose che si trattava dello stesso Stromberg di cui aveva parlato, e che aveva per così dire “lasciato la sua firma”, aggiungendo che egli non era morto nel Wisconsin, come aveva comunicato precedentemente, ma bensì a New Stockholm nel Canada, e non il 13 ma il 31 marzo, tre giorni prima di avere scritto il suo nome sulla lettera iniziata dalla medium.
    Era emigato nel Canada nel 1886, ed aveva avuto non sei ma tre figli; i suoi parenti abitavano a Strom Stocking nella provincia di Jemtland, ed egli desiderava far loro sapere di essere morto compianto da tutti dopo avere raggiunto l’agiatezza.
    Il Fidler scrisse, allora, al parroco di Strom Stocking chiedendogli se in quel paese era per caso vissuto un certo Stromberg emigrato nel Canada nel 1886; e, poiché non riusciva a rintracciare sulla carta geografica la località di New Stockholm, scrisse ad un amico, viceconsole a Winnipeg, chiedendo chiarimenti.
    La risposta del parroco fu deludente: nessuno Stromberg aveva mai abitato nel paese; nel 1886 era però emigrato nel Canada, con la giovane moglie, un certo Sven Ersson.
    Quella del viceconsole fu, invece, molto esauriente: Sven Ersson, nativo di Strom Stocking in Svezia, era effettivamente emigrato nel Canada e aveva cambiato il suo nome in quello di Stromberg, dal suo paese di origine, per distinguersi dagli altri numerosi Ersson che aveva trovato sul luogo; aveva poi acquistato terre in una regione che, in seguito, era stata denominata New Stockholm, aveva avuto tre figli ed era morto il 31 marzo del 1890.
    Il pastore che lo aveva assistito negli ultimi momenti aveva dichiarato che il suo ultimo desiderio era stato quello che i suoi parenti rimasti in Svezia fossero avvertiti della sua morte; la vedova del defunto ammise di non averlo fatto, perché il più vicino ufficio postale distava 40 chilometri dalla fattoria di New Stockholm, ma si affrettò a spedire una lettera, già preparata ma non ancora impostata, non appena fu messa al corrente dei fatti.
    La fotografia medianica dello Strombeg, inviata a Strom Stocking, fu appesa nella sacrestia, e tutti coloro che lo avevano conosciuto lo riconobbero, notando solo che, al tempo in cui egli era emigrato dal paese, non portava i baffi che apparivano nella fotografia.
    Tali dichiarazioni vennero messe in scritto, e inviate al signor Fidler insieme alla fotografia stessa.
    La storia venne riferita integralmente dal “Medium and Daybreak” del 21 aprile 1893, e in seguito pubblicata in un volume che ebbe una notevole diffusione in Scandinavia e in Germania.
    Fin qui, questo caso appare molto ben documentato; ma, come al solito, “il diavolo ci mette lo zampino”: purtroppo, difatti, si ignora quale fine abbia fatto la voluminosa corrispondenza che era stata raccolta dal Fidler, e, come se non bastasse, tutte le documentazioni rimaste in possesso della D’Espérance andarono distrutte durante la prima guerra mondiale ad opera della polizia tedesca che perquisì la sua casa in Germania!
    Ecco che, così, un fenomeno che avrebbe potuto essere altamente significativo ed inchiodante, e che ebbe una grande eco nella stampa dell’epoca, rimase e rimane scarsamente provato di fronte alle esigenze di un accertamento e di un approfondimento rigorosamente scientifico.
    Per onestà occorre ad esempio dire che, nella relazione molto succinta che ne dà la D’Espérance nel suo “Il paese dell’ombra” (”The Shadowland”, 1897), appaiono alcune piccole divergenze, rispetto alla già citata relazione più estesa e particolareggiata apparsa sul “Medium and Daybreak”: frutto, queste, presumibilmente, della difficoltà di ricostruire a mente quanto articolatamente avvenuto; altrettanta onestà impone però di dire che comunque dette piccole incongruenze nel racconto non sono tali da mettere in discussione nulla della sostanza di quanto ho narrato, che invece coincide perfettamente in entrambi gli scritti.
    Dunque, anche solo dovendo rimanere a quanto a disposizione, non appare alcun plausibile motivo per mettere in discussione la realtà sostanziale e di fondo dei fatti (per quanto, per l’appunto, non si abbia la documentazione che consenta di tacitare le minuzie incongruenti).
    E allora?!
    E allora, lo stesso prudentissimo Dèttore, bontà sua, chiosa che: “Ammettendo la realtà dei fatti, sembra innegabile che l’iniziativa del fenomeno sia stata presa dall’entità comunicante, desiderosa di far conoscere ai parenti ed agli amici di Svezia la sua morte, e, più ancora, di far sapere loro di essere divenuto un uomo importante nella sua nuova patria, visto che la moglie non aveva potuto soddisfare le sue ultime volontà. Un’iniziativa chiaroveggente da parte della medium è, in realtà, molto poco probabile come lo è, allo stato attuale delle nostre conoscenze, qualsiasi altra ipotesi alternativa.”.
    Ma no: noi, adesso, ci vogliamo intestardire sulla chiaroveggenza, con o senza telepatia; e, come al solito, allora, siamo chiamati a sindacare su di un’eventuale ipotesi chiaroveggente (o telepatico-chiaroveggente).
    Il presupposto di quest’interpretazione, è che la D’Espérance abbia drammatizzato una personalità di Stromberg in realtà fittizia, bersagliando a casaccio e chissà perché questo personaggio appena defunto, traendo poi tutte le informazioni su di lui per l’appunto per telepatìa o chiaroveggenza.
    Dunque: prima, queste straordinarie facoltà mentali della D’Espérance, rilevano che Stromberg è morto nel Wisconsin il 13 marzo lasciando sei figli; poi, che, invece, egli non è morto nel Wisconsin, ma a New Stockholm in Canada; e non il 13, bensì il 31 marzo; e i figli non sono stati sei, ma tre!
    E, queste ultime informazioni, risultano, dopo non semplici ricerche, essere corrette.
    Oh, direi, ben singolare, come funziona questa meravigliosa chiaroveggenza, o meravigliosa telepatia, insomma, questa meravigliosa SuperEsp!
    E’ in grado di cogliere informazioni minuziose su un perfetto sconosciuto all’altro capo del mondo, epperò nello stesso tempo le cilecca, salvo poi raddrizzarle correttamente!
    Ma, allora: è straordinaria (impressionando, tra l’altro, le fotografie), questa facoltà della mente, o è “farlocca”?!
    Decidiamoci!
    Si potrebbe dire “è straordinaria ma imperfetta”.
    E allora poi perché deve perfezionare il tiro al secondo colpo, azzeccandoci a quel punto senza eccezione sui vari particolari?!
    Confermo che, finché qualcuno non è in grado di avanzare un modello che dia ragione di queste incongruenze proprie alle più eccezionali delle SuperEsp, l’ipotesi da accreditarsi è che sia stata proprio l’entità Stromberg stessa, a comunicare dati sbagliati e poi a correggere il tiro; e, questo, per due ragioni possibili: o una deliberata intenzione di incrinare l’ipotesi della SuperEsp o Chiaroveggenza Onnisciente, confermando così la propria identità di spirito sopravvissuto (il che, ricalca il metodo geniale delle corrispondenze incrociate di Myers, limitando la percezione di ogni singolo medium ad un frammento di un discorso complessivo; anche se i detrattori direbbero che questa è una selezione inconscia del medium stesso per dimostrare la sopravvivenza, e per questo, non ho citato, ad esempio, il “Messaggio Myers”: che, comunque, per me, è una verosimilissima prova di sopravvivenza); oppure, quello stato di confusione in cui lo spirito viene a trovarsi subito dopo morto, come ci è confermato pressoché indistintamente da tutta l’alta ed accreditata medianità (andatevi, in proposito, a sentire la testimonianza dell’ultimo “post-mortem” di Andrea, “Entità A”, al sito “www.lavocedellospirito.it”, ora sospeso ma mi auguro presto di nuovo agibile; comunque, di Piancastelli, e dunque di Andrea “Entità A”, parlerò: perché ormai, menzionandolo a suo tempo, me ne sono preso l’impegno, ed anche perchè vorrei sapere per quale motivo il CICAP lo ignora).
    Il concetto di fondo che risulta anche da questa seconda testimonianza, è che, mettendo in risalto le incongruenze intrinseche della SuperEsp o Chiaroveggenza Onnisciente, la si dequalifica; e, quindi, non resta che lo spirito: ipotesi che invece, in sé, non presenta incongruenze e contraddittorietà.
    Con Stevenson potremo avere un’ulteriore conferma, dei limiti della SuperEsp (telepatia o chiaroveggenza che sia).
    Alla prossima, dunque!

    P.S. Tornando solo un attimo alla “querelle” con Franco Rol, volevo solamente puntualizzare che non era certo mia intenzione invischiarmi in una polemica politica: ma volevo semplicemente far passare il messaggio che, associare il nome di Rol a quello di un politico, è operazione che richiede molta, ma molta, ma molta prudenza!

  68. Andrea Pasotti dice:

    Ed eccoci dunque a Stevenson.
    Ian Stevenson non ha bisogno di presentazioni.
    Queso medico, psichiatra e docente universitario, recentemente scomparso, è oramai famoso in tutto il mondo, così come famosi in tutto il mondo sono i suoi studi sulla reincarnazione (cioè sulla ricerca di riscontri ad affermazioni di bambini che sostengono di ricordare proprie vite precedenti, incarnando nel presente quelle proprie personalità anteriori).
    Il fatto che i suoi studi siano famosi, però, non significa affatto che la gente li conosca nel dettaglio, cioè che si sia presa la pena di leggerli (anche perché non sono affatto semplici!)!
    Se, però, l’opinione pubblica in questo è da ritenersi scusata, un pò meno lo è la comunità scientifica.
    Nel ricordo che ne traccia Emily Williams Kelly, assistente nel “suo” Dipartimento di Studi Percettivi all’University of Virginia Health System Charlottesville, difatti, si dice che “la sua più grande frustrazione non ha consistito tanto nel fatto che gli scienziati abbiano respinto la sua interpretazione delle prove, quanto che, la maggior parte di loro, lo abbia fatto senza nemmeno preoccuparsi di leggerle, le prove che egli aveva tanto faticosamente assemblato” (non si sa quante volte abbia fatto il giro del mondo, in decenni e decenni di ricerca).
    E, naturalmente, l’ineffabile CICAP (posto che lo si possa ascrivere alla comunità scientifica!), in questo, non fa eccezione!
    Che cosa si limitano a dire, per “confutare” (si fa per dire!) i suoi studi?!
    Che è risultato che, alcuni casi di xenoglossia da egli portati a sostegno (peraltro, sempre estremamente prudente) dell’ipotesi reincarnazionista, non erano, in realtà, una reale xenoglossia, ma, bensì, semplicemente, una pseudo-xenoglossia data dal ripetere, da parte di questi bambini, frasi stereotipate presumibilmente apprese per via del tutto normale.
    Bene, e se anche fosse, questo, che cosa starebbe a dimostrare?!
    Le prove raccolte da Stevenson sono ben altre, e non mi risulta che egli abbia mai avvalorato un caso di reincarnazione sulla base di una pura e semplice xenoglossia, che potesse, per l’appunto, essere, invece, una pseudo-xenoglossia!
    Il metodo, è sempre lo stesso: cercare un pelo nell’uovo contro, e pretendere di estenderlo a confutazione di tutto quanto va a favore, semplicemente disinteressandosi di tutto quanto va a favore (il libro di Angela, ad esempio, è praticamente tutto imbastito in questo modo: con l’aggiunta, a condimento, delle mistificazioni e delle cose inventate di sana pianta)!
    Il CICAP si guarda bene, difatti, dal menzionare la questione dei segni di nascita, prevalentemente esposta nel poderoso e ponderoso tomo “Reincarnation and Biology: a Contribution to the Etiology of Birthmarks and Birth Defects” (uscito in riassunto divulgativo in italiano per Armenia, col titolo “Le prove della reincarnazione”, parola “prove” che Stevenson non avrebbe certo sottoscritto proprio stante la sua rigorosa prudenza, ma che, di fatto, tali sono, poiché assolutamente rispondenti alla reincarnazione come intepretazione più soddisfacente proponibile).
    La questione, sta così: il bambino presenta malformazioni, voglie o segni di nascita che, a conseguenza di ricerca, risultano essere coincidenti coi segni di morte (sovente, violenta) dell’individuo defunto di cui, egli, sostiene essere la reincarnazione: lo studio originale in inglese, è ricco di foto comparative dei referti autoptici e dei segni del bambino attualmente vivente, che ne dimostrano la coincidenza.
    Ma, appunto, allora: non potrebbe essere una semplice coincidenza?!
    Faccio rispondere Stevenson: “La pelle di un adulto di dimensioni normali, può essere suddivisa in 160 quadrati, con una superficie di 10 centimetri quadrati ciascuno. Le probabilità che una voglia singola corrisponda casualmente per posizione a una singola ferita, sarebbero, quindi, di 1 a 160. Se consideriamo i casi di corrispondenza fra due voglie e due ferite (come nel caso di foro d’entrata e d’uscita d’un proiettile, nota mia), le probabilità sfavorevoli ad una corrispondenza casuale, passano immmediatamente a 1/160 x 1/160, o a (approssimativamente) 1/25.000. In effetti, nella serie che vi ho presentato, ci sono molti casi in cui le voglie sono due o più.”
    Se a questo, qualora ve ne fosse ancora bisogno, aggiungiamo che il bambino i cui segni coincidono con quelli del morto riferisce una marea di particolari della vita di quel morto di cui non poteva essere a conoscenza, né poteva esser stato indottrinato ad uopo dalla famiglia (per molte ragioni di cui Stevenson tratta esaurientemente e su cui non posso dilungarmi qui, e rimando dunque agli studi orginali, anche solo quelli tradotti), la coincidenza ce la leviamo di torno.
    Non volendo, però, rassegnarci all’evento paranormale, proviamo, adesso, a chiederci come Stevenson avrebbe potuto frodare (e perché?! Lui non era il soggetto dotato di facoltà straordinarie da cui trarre prestigio; anzi, semmai, un contegno simile, gli avrebbe fatto rischiare il posto e la sua pur brillante carriera!); dunque, egli avrebbe dovuto avere, sparsi per il mondo, informatori più o meno in tutti gli obitori; al momento in cui essi lo avvertissero di una morte piuttosto caratteristica, egli avrebbe dovuto immediatamente sguinzagliare dei “segugi” per trovare un bambino che, per segni di nascita, presentasse caratteristiche simili, anzi pressoché identiche, indi farlo convincere, o partire per l’altro capo del mondo per convincerlo lui stesso, di essere quel dato tizio morto!
    Consiglio vivamente, a chi ritenga verosimile quest’ipotesi, di farsi urgentemente visitare presso il più vicino centro di igiene mentale!
    Provate a convincere un bambino di tre, quattro, cinque, sei o sette anni di essere un altro, e vedrete che cosa otterrete!
    O forse era la famiglia che, avendo un bimbo nato con certi segni, aveva contattato tutti gli obitori possibili per trovare uno morto a quel modo e convincere così il figlio di essere lui, dopo averne tratto le debite informazioni.
    In questo caso, solito consiglio: dipartimento di salute mentale!
    Tantopiù, che, sovente, la famiglia non sa assolutamente nulla, né del tizio morto che il figlio attuale sarebbe, né della sua famiglia (naturalmente, Stevenson argomenta ampiamente anche su questo; e, se lo vi volesse controbattere, direi che lo si dovrebbe fare seriamente: citandolo in continuazione, ed argomentando di conseguenza); e, comunque, anche se lo sapesse, non è affatto detto che avrebbe piacere di convincere il figlio che, ad esempio, apparteneva ad una casta inferiore (casi indiani); e, comunque, anche se lo sapesse e ne avesse piacere, dovrebbe affrontarla, con i miei migliori auguri, l’impresa di convincere un bambino ad incarnare tale personalità!
    La verità, è che, il più delle volte, la famiglia è alquanto infastidita, e fa di tutto (percosse incluse, sovente), per contrastare la situazione che si va presentando: di solito, con esiti ben deludenti, per le loro aspettative di censura!
    A patto di essere in buona fede e in serietà, dunque, tutto questo è assolutamente inverosimile!
    Cerchiamo, dunque, un’altra interpretazione alternativa ad un’effettiva reincarnazione.
    Dato che siamo in presenza di segni di nascita che corrispondono a quelli del defunto che il bimbo sosterrà di essere, bene, bisogna per forza ipotizzare che, un’attività chiaroveggente, inizi in vita intrauterina: cioè, che, un organismo, e, quindi, un cervello, ancora in formazione, prenda casualmente a bersaglio un morto per trasferirsi addosso le caratteristiche di costui (e neanche a dire che gliele trasmette la madre: perché, per l’appunto, non capita praticamente mai, che la madre conoscesse quest’individuo!): compresi appunto, per una sorta di isteria ideoplastica, i segni con i quali quell’individuo è morto, e che, sovente, sul soggetto in fase di nascita, comporteranno delle vere e proprie malformazioni!
    Ora, devo pur dire che, per me, pensare una cosa del genere, ha già un’attinenza con il Manicomio; ma, dal momento che “non si può escludere che”, bene, poniamo pure che sia così!
    Questa chiaroveggenza, dunque, che per ideoplastìa isterica imprime al bambino ancora in fase di formazione fetale i segni del defunto-bersaglio, prosegue fornendo al bambino una serie di informazioni, circa quel defunto-bersaglio, che non potevano essere conosciute né da lui, né dalla famiglia, e che, a seguito di controllo (e, talvolta, non è affatto facile, scovare chi sia, ossìa chi sia stato, questo defunto-bersaglio!), si rivelano esatte.
    Benissimo: passi anche questo!
    Resta, però, ancora un problema, che definirei determinante: ed è la personalità complessiva, del bambino!
    La chiaroveggenza, condita o meno che sia di telepatìa, insomma la SuperEsp complessivamente intesa, può, per la concezione che ne abbiamo, fornire una serie di informazioni, anche volendo illimitate, ma non è che tutte queste informazioni, di per sé stesse, possono andare ad organizzare una personalità, specie considerando il fatto che, stavolta, non è la pura drammatizzazione stereotipata prodotta da un medium, ma una persona reale!
    Le informazioni acquisite per SuperEsp possono creare un’autosuggestione, ne convengo.
    Ma da qui ad incarnare una personalità completa, autonoma, creativa e consequenziale, anche nelle sue reazioni automatiche, ce ne passa!
    Porto un esempio, tanto per non parlare solo in astratto: il caso di Ravi Shankar, molto in sintesi.
    Abbiamo il piccolo Ravi che, a quattro anni, prese a narrare episodi di una sua vita precedente, quando aveva sei anni, si chiamava Munna, ed era figlio di un ricco indiano di nome Prasad.
    In realtà, questo Prasad viveva in una località vicina, Kanaidje, ed aveva avuto un figlio, Munna, che, a sei anni, era stato assassinato: il suo cadavere era stato trovato con la testa mozzata.
    Ravi era nato sei mesi dopo la morte di lui: ricordava la casa in cui Munna era cresciuto, i suoi giocattoli, i suoi genitori, perfino i suoi assassini - un certo Jahavar, parente di suo padre Prasad, e un certo Khaturi, che erano stati in realtà processati per il delitto, ma assolti per insufficienza di prove - e il luogo in cui era stato assassinato.
    Per alcuni anni Ravi continuò a manifestare i suoi ricordi, ma non vennero fatte indagini perché suo padre, Shankar, vi si opponeva temendo, evidentemente, di perdere il figlio (ho detto, che l’altra famiglia era ricca: e, quindi, avrebbe potuto reclamarlo).
    Dopo la morte di lui, però, cominciarono le ricerche, che trovarono conferma.
    Una volta Ravi incontrò per caso i due assassini, e fu preso da un angoscioso accesso d’ira.
    Particolare notevole: Ravi presentava intorno al collo un evidente segno rosso, quasi di una ferita rimarginata.
    Come si spiega, dunque, l’accesso d’ira ed angoscia di Ravi?!
    La chiaroveggenza del sapere che questa gente aveva ammazzato il suo bersaglio, poteva giustificare un’immedesimazione tale dall’essere colpito in prima persona dal loro incontro?!
    Come, precisamente?!
    Quello che sto cercando di dire, è che le informazioni possono suggestionare, ma non FAR DIVENTARE PERMANENTEMENTE QUALCUNO: mi spiego?!
    Allo stesso modo, perché Swarnlata, Prakash, Parmod, Gnanatilleka, Sukla, si mostrarono perplessi o confusi nel notare cambiamenti dell’aspetto di fabbricati con cui avevano avuto rapporto, cambiamenti avvenuti dopo la morte della personalità precedente?!
    Coll’ESP avrebbero potuto sapere com’erano, certo, anche poniamo in stato di piena veglia (particolare importante e distintivo dalla chiaroveggenza medianica); ma perché reagire emotivamente ad un loro cambiamento in relazione a quello presentantesi come un proprio vecchio vissuto rispetto ad essi?!
    E lo sviluppo di particolari abilità, con la creatività connessa, che erano state proprie al defunto-bersaglio?!
    Può dipendere solo dalle pure e semplici nozioni dell’ESP, per quanto “fatte proprie”?!
    E’ francamente molto poco verosimile.
    E, comunque, anche se l’ESP potesse FAR DIVENTARE PERMANENTEMENTE QUALCUNO, allora perché, questa personalità bersagliata a casaccio che egemonizza la propria, viene immancabilmente, attorno ai dieci anni, totalmente abbandonata senza fare un piega (cosa che consente allora di escludere anche la possessione: dato che non si vede per quale motivo, l’”occupante”, dovrebbe sempre “lasciare” così di sua spontanea volontà), ordinariamente tra l’altro senza residui di alcun tipo di facoltà paranormale?!
    Perché, dunque, la chiaroveggenza informerebbe tutta la personalità SOLO in queste circostanze, per poi svanirsene come per incanto, lasciando spazio a una personalità invece finalmente coerente con la situazione attuale del vissuto del fanciullo?!
    Sì, è vero, capita spesso, che i sensitivi perdano le facoltà; ma in modo estremamente vario, non così!
    E perché poi questa chiaroveggenza, nella maggior parte dei casi, non si manifesterebbe, anche nella fase del rapporto con un “altro sé stessi”, in nessun’altro modo se non in quello relativo alla reincarnazione?!
    Dovrebbe essere sufficientemente chiaro, che, questa chiaroveggenza, questa SuperEsp, appare precaria sotto un pò troppi punti, mi pare!
    Possiamo dunque con sufficiente serenità affermare che essa non è la migliore spiegazione neanche per questo tipo di casistica.
    La migliore spiegazione, come al solito fino all’eventuale presentazione di un modello teorico alternativo soddisfacente, è dunque quella di un’anima (o, per meglio dire, uno spirito dotato d’anima; Stevenson, comunque, chiama, questo “mezzo”, lo “psicoforo”) trasmigrante.
    Anche perché questo ci è immancabilmente confermato dalla più alta ed accreditata medianità, e dunque si può dire che siamo confortati da una solida concordanza.
    Concluderò questo rapidissimo “excursus” con le NDE.

  69. Andrea Pasotti dice:

    Per quel che riguarda le NDE, spiegare di che cosa si tratta è ancor più superfluo che presentare Stevenson.
    Tutti sappiamo di cosa stiamo parlando.
    Ora, quello che qui mi sento di sottolineare, è che, la cosa interessante di queste esperienze, non è tanto quello che succede dopo il tunnel (che dovrebbe essere oggetto di un altro tipo di speculazioni), ma quello che succede prima, cioè nella fase che va dal ritrovarsi sopra il proprio corpo all’imbocco, di detto tunnel: è in questa situazione, che capita che vengano osservate cose che naturalmente non potevano in alcun modo essere acquisite in stato di incoscienza profonda, e che poi il soggetto, al momento del risveglio, riferisce di aver visto.
    Ad esempio, vengono descritti, da persone senza alcuna competenza medica, con estrema precisione strumenti e metodologie di pronto soccorso, rianimazione, medicina e chirurgia d’urgenza: descrizioni che risultano essere assolutamente rispondenti al vero.
    Come controprova, si è chiesto ad altri altrettanto gravemente infortunati ma che non avevano avuto una NDE di immaginare le loro tecniche rianimative, ma i loro racconti sono risultati estremamente imprecisi, confusi, vaghi, a riprova che non ci si poteva arrivare, a certe cose, solo con l’intuizione e con la competenza popolare delle tecniche rianimative.
    Nella ricchissima letteratura, una collocazione di privilegio spetta alle ricerche di Raymond Moody (naturalmente!), e del cardiologo Michael Sabom.
    Nelle relazioni raccolte da questi ricercatori, per esempio, compaiono accurate descrizioni di operazioni chirurgiche, osservate dai pazienti stessi in N.D.E., per le quali sarebbero state necessarie precise conoscenze mediche.
    Quanto a Sabom, il cardiologo americano, proprio perché iniziò la sua ricerca convinto di semplici spiegazioni neurofisiologiche, fece molta attenzione ai “riscontri oggettivi”: “Di certo una persona non addetta ai lavori non avrebbe potuto sapere con precisione, e quindi descrivere, tutto ciò che accade in una sala di rianimazione nei drammatici frangenti in cui si lotta disperatamente per salvare una vita umana. Ero convinto che i cosiddetti ricordi visivi dell’ambiente circostante altro non fossero che frutto di fertili immaginazioni da parte dell’ammalato.”
    Il Sabom dovette ricredersi, e riferisce che i racconti che ha udito non possono essere tratti dall’idea che si può avere della rianimazione stante qualche film visto in tv tipo “Medici in prima linea”, perché riferiscono ad esempio di tentativi di endovena in un braccio che, non riusciti, fanno passare all’altro: cosa confermata dai rianimatori, e che non è proprio nella prassi invariabile dei telefilm tanto da poterlo menzionare sperando di azzeccarci a caso ed in effetti azzeccandoci!
    Per l’appunto, vennero fatte indagini di confronto, su comuni pazienti che avevano osservato le medesime apparecchiature mediche durante le loro degenze; ma le loro descrizioni risultavano alquanto inesatte ed approssimative; all’esatto contrario, quindi, di chi riteneva di aver visualizzato direttamente la scena in N.D.E.
    Stefano Beverini, noto ricercatore nell’àmbito del paranormale, propone alcuni esempi di percezioni extrasomatiche con conferme oggettive, tratti proprio dalla ricerca di Sabom.
    Ospedale dell’Università della Florida, dicembre 1977, impiegato di 66 anni, cardiopatico. L’interessante della sua descrizione è il fatto di non aver mai visto un defibrillatore prima di allora, ma di averne l’idea generica che ne hanno tutti, cioè due dischi di metallo applicati al torace che fanno sobbalzare punto e basta; invece, ecco quel che ha visto di sopra al suo corpo: “L’apparecchiatura presentava una scala graduata, era quadrata, e sul pannello principale portava due lancette indicatrici, una fissa e l’altra mobile che si muoveva con estrema lentezza. Durante il primo movimento, la lancetta oscillò tra un terzo e metà della scala graduata. Poi al di sopra della metà, infine attorno a tre quarti. Quella fissa, invece, si discostava solamente ogni volta che gli operatori manovravano l’apparecchiatura.”
    Pochi giorni dopo, nel gennaio 1978 e nel medesimo Ospedale, una guardia notturna di 52 anni, operazione al cuore: “Rammento due medici che si affaccendavano attorno al mio corpo. Vidi il dottor C., almeno reputo sia stato lui perché ne scorgevo le mani enormi, praticarmi un’iniezione direttamente nel cuore in almeno due occasioni. La prima da una parte, la seconda dall’altra. Vidi il marchingegno utilizzato per tenere discosti i lembi dell’incisione nel torace; una serie di registrazioni rilevate da strumentazioni elettroniche; e tanti altri particolari. Ma non riuscivo a scorgere tutto… Nell’apertura toracica osservavo un’infinità di attrezzi e strumenti. Le pinze emostatiche erano dappertutto. Rammento di essermi stupito nel non vedere sangue sparso ovunque, come immaginavo sarebbe accaduto. In definitiva, ero in grado di guardare ciò che mi stava capitando da una posizione sopraelevata, leggermente dietro la mia testa. Vidi le operazioni di cucitura; alcuni punti vennero applicati internamente, prima di procedere alla sutura della ferita. Lavoravano in due contemporaneamente, uno da una parte e uno dall’altra. A un tratto ebbero qualche difficoltà; superatele, il resto dell’operazione si svolse bene e velocemente. Il cuore non è come l’avevo sempre immaginato. E’ più grande. Anche la forma non è quella che pensavo; sembra il continente africano, sebbene un pò più tozzo. In superficie era giallo e rosa… I medici diedero anche un’occhiata a una rete di vene e arterie sulle quali discussero a lungo in merito alla possibilità di creare o meno un by-pass. Sembrava che il problema consistesse in una vena molto larga che si gonfiava, ripiena di sangue, in modo anomalo, e che destava nei chirurghi una certa apprensione. Potevo sentirli discutere animatamente. Non avvertivo alcun dolore e non pensai neanche per un attimo di trovarmi sul punto di morire. Nutrivo nei confronti del dottor C. una fiducia illimitata. Vedevo nitidamente l’attrezzo di metallo, di acciaio lucido e sterilizzato, che serviva a tenere discosti i lembi dell’incisione… A un tratto mi praticarono un’iniezione direttamente in qualche parte del cuore…”
    Infine una donna di 42 anni, operata di ernia lombare del disco, nel settembre 1972: “All’improvviso, mi parve di destarmi, e mi trovai come fluttuante all’altezza del soffitto. Mi sentivo benissimo, anche se un pò eccitata al pensiero di poter osservare ciò che i chirurghi si apprestavano a fare. La camera era dipinta di verde. Una cosa mi meravigliò subito: il tavolo operatorio non si trovava parallelo a tutte le strumentazioni, bensì era relegato in un angolo. I chirurghi erano due. Uno, come venni a sapere dopo, era il primario del reparto di neurochirurgia. Mi feci più vicino per osservare meglio. Grande fu il mio stupore nel vedere fino a quale livello di profondità avevano inciso la mia schiena, e quante attrezzature, pinze e divaricatori contornavano la ferita. Vidi raggiungere la colonna vertebrale con i loro attrezzi chirurgici, ed estrarre lentamente il disco con lunghe pinzette curvate all’estremità. A un certo momento qualcuno si lasciò scappare un’esclamazione di stupore. Tutti si voltarono. Chi aveva parlato, ricorrendo a termini tecnici che non ricordo, gridò che stava succedendo qualcosa e che la mia respirazione si era paurosamente rallentata. Pronunciò parole come “arresto” o “blocco”. Poi quasi urlò: - Chiudere! - A quella specie di ordine tutti affrettarono le operazioni, tolsero pinze e divaricatori e presero a cucire in fretta l’incisione. Notai che incominciarono a suturare partendo dal fondo. Eseguirono la cucitura in modo così rapido da lasciarmi ancora una parte di ferita leggermente aperta sulla schiena. … Finalmente destata in un’altra stanza, accanto a me scorsi uno dei due medici che mi avevano operata; non l’avevo mai veduto prima, ma lo riconobbi subito.”
    Il Sabom, però, non è stato il solo, a fare queste scoperte.
    Un caso ben documentato, simile sotto certi aspetti a quelli da lui raccolti, è stato recentemente descritto da Kimberly Clark dell’Harborview Medical Center di Seattle (Washington).
    Esso si è verificato mentre ella stava assistendo una donna reduce da un infarto, che era molto agitata a causa di quello che le era accaduto mentre era in apparente stato di incoscienza.
    Ella spiegò alla Clark di essersi trovata fuori dal corpo, mentre la stavano “resuscitando”; di aver lasciato la stanza, e di essersi trovata sul davanzale della finestra di un altro piano dell’Ospedale, dove aveva visto una scarpa da tennis con la punta consumata.
    La donna supplicò la Clark di andare a controllare quel davanzale.
    Questa lo fece e, con parecchio sforzo, riuscì a vedere la scarpa.
    La cosa che maggiormente colpì la ricercatrice, fu il modo in cui la paziente aveva descritto la scarpa: “L’unico modo in cui avrebbe potuto avere quella prospettiva”, essa scrive, “sarebbe stato librandosi all’esterno proprio davanti alla scarpa da tennis, e ad una distanza molto ravvicinata.”
    In ogni modo, Beverini porta anche una testimonianza da lui raccolta personalmente, riguardante Giancarlo Tanfani, nato a Roma il 14 giugno 1947, impiegato, che da bambino venne ripreso per i capelli dopo un annegamento, e racconta di aver visto, mentre era ovviamente incosciente, sua madre svenire e la suora venire avanti in tutta fretta con la bombola di ossigeno, nella stanza in cui tentavano di rianimarlo: episodi poi puntualmente confermati.
    E poi conclude con un’esperienza riferita a Raymond Moody, dopo una sua conferenza ai medici della base militare di Fort Dix (New Jersey): “Ero gravissimo, in punto di morte per dei problemi di cuore, e contemporaneamente, in un altro reparto dell’Ospedale, mia sorella stava morendo di coma diabetico. Lasciai il mio corpo e mi spostai in un angolo della stanza, da dove vedevo tutto dall’alto. Improvvisamente, mi trovai a chiacchierare con mia sorella, che si trovava lassù insieme a me, e alla quale ero molto legato. Eravamo nel pieno di una bella conversazione su quel che accadeva laggiù, quando lei cominciò ad allontanarsi. Cercai di seguirla, ma lei continuava a dirmi di restare dov’ero. “Non è la tua ora - mi disse. - Non puoi venire con me, perché non è ancora il momento”. E cominciò a retrocedere lungo un tunnel, lasciandomi solo. Quando mi svegliai, dissi al medico che mia sorella era morta. Dapprima negò, ma poiché insistevo, mandò un infermiere a controllare: come ben sapevo, mia sorella era morta.”
    In altri casi, trattandosi di pronto soccorso e quindi d’intervento fatto d’urgenza, in fretta e furia, i dottori non hanno neanche il camice, e il paziente quindi riferisce al risveglio particolari di come erano vestiti; oppure afferma, riconoscendoli, la loro presenza al momento dell’intervento terapeutico, presenza di cui naturalmente non poteva essere a conoscenza; o nota l’ora esatta su orologi da parete quando era in incoscienza da tempo; o gesti particolari di individui nei paraggi; e così via.
    Prendiamo ad esempio la testimonianza di NDE di Lucia Pavesi.
    Ricoverata in stato di incoscienza per un gravissimo incidente stradale all’Ospedale di Parma, recupera un barlume di coscienza giusto per sentire decretare il suo arresto cardiaco; indi, cade nel buio.
    E, dal buio, si ritrova sopra al corpo, come sappiamo: “Vedevo apparecchiature munite di tubi, tante luci rosse, blu e verdi e carrelli con medicinali e disinfettanti, ma rimasi particolarmente colpita dal grande orologio bianco appeso sulla parete davanti al mio letto: la lancetta più corta segnava le tre, e la più lunga toccava il numero quattro.”
    E’ divertita dal fatto che non si sono accorti che ciò che la sta uccidendo è una profonda lacerazione dell’arteria omerale.
    Poi se ne va nel corridoio: “Vi erano due panche di freddo metallo appoggiate alla parete, e una scrivania dietro la quale sedeva un’infermiera dai capelli grigi”.
    Poi, prende il tunnel: e quella diventa, per noi, la parte meno interessante (almeno, in questa fase in cui siamo ancora a chiederci se esiste o no lo spirito: e, giustamente, da un certo punto di vista, è bene risolvere questo, di problema, prima di procedere oltre).
    Quindi, torna sospesa sul corpo, e nota tra tutti un medico “di corporatura eccezionale che indossava un’orribile cravatta a fiori gialli”.
    Poi rientra nel corpo, e cade in incoscienza.
    La trasferiscono a Milano, e a Parma non torna più.
    Quindi, convalescenza.
    Un anno e mezzo dopo, in vacanza da amici sulle colline di Fidenza, a ballare una sera, le presentano un tizio dalla mole notevole e dall’aria vagamente familiare; lei comincia a sentirsi alterata; all’apparenza immotivatamente, lo tempesta di domande.
    Lui dice di essere un medico ortopedico e di lavorare presso l’Ospedale di Parma, e le parla del suo periodo di internato presso il Pronto Soccorso.
    Lei chiede di farsi accompagnare all’Ospedale di Parma: lui, perplesso, la accontenta.
    Entra decisa nell’Ospedale, “che non conoscevo e non potevo aver mai visto”, ci fa giustamente notare.
    Ed ecco che si ricorda tutto: gli dice che lui era presente alla sua rianimazione, gli dice che erano le tre e venti, gli fa notare la cravatta che aveva.
    Lui è perplesso.
    Lei gli descrive nei minimi particolari la disposizione della sala di rianimazione, il colore del pavimento, e il nome di alcuni farmaci che le avevano somministrato: e lui smette di pensare che lei sia una mitomane!
    Quella cravatta a fiori gialli conferma di averla ancora, e nella stanza del pronto intervento c’è effettivamente quel grande orologio bianco; si va, allora, a scartabellare, e si vede che lui era effettivamente in servizio, e che l’intervento rianimativo è stato fatto proprio a quell’ora della notte, e che il problema fondamentale era in effetti una profonda lacerazione dell’arteria omerale, e che quei farmaci le sono stati effettivamente somministrati!
    Si appura che era in servizio anche l’infermiera coi capelli grigi, che Lucia aveva visto a quella scrivania, vicino a quelle panche: tutto anch’esso presente, nel corridoio; e Lucia chiede di poterla salutare.
    Il fatto che, oggi, Lucia Pavesi sia diventata un personaggio discutibile, non implica che, la testimonianza, non abbia valore: anche perché se ne potrebbe chiedere conferma a quel medico, qualora fosse in attività, o almeno in vita.
    Nello stesso libro della Pavesi (“Oltre la vita”), dove la sua esperienza è raccontata in modo sintetico (io poi ho letto sulla sua esperienza di premorte anche altrove), c’è la testimonianza di “Fabio” (i nomi sono di fantasia: perché, a quei tempi, ancora c’era da essere svillaneggiati, a raccontare queste esperienze; ma, naturalmente, la Pavesi è in possesso delle identità originali), il quale, col corpo travolto da un auto e giacente incosciente, vede la dottoressa discendente dall’ambulanza, che “inforcava occhiali con la montatura di metallo verde e indossava, sotto il camice, pantaloni marroni pieni di macchie”: particolari confermati dalla dottoressa una volta riferiti al risveglio.
    E ancora: tutti sanno, ad esempio, che un anestesista è quel che ha visto “Andrea”, e cioè “un medico che, diversamente dagli altri, stava seduto su un alto sgabello e aveva vicino a sé delle bombole rosse e blu”?!
    Lo stesso “Andrea” ha visto il suo amico Paolo, in sala operatoria, essere proprio lui a tentare la defibrillazione (cosa, poi, confermata).
    Poi, ecco che “Andrea” “in ispirito” lascia la sala operatoria e, attraverso due porte basculanti, se ne va in un’altra stanza, dove un paravento di plastica bianca nasconde un lavandino, e, ad una scrivania metallica, un medico anziano con un imponente paio di baffi bianchi beve un caffè e mostra ad un collega una radiografia (situazione della stanza, aspetto del medico, e frangente interumano, poi confermati).
    Poi si sposta ancora, e vede i suoi parenti in sala d’attesa: uno, il cognato, guarda ammirato dei quadri: ma “Andrea”, che è un antiquario, scuote la testa di fronte a “orribili vecchie croste riproducenti scene di caccia, volgari imitazioni dei grandi maestri del Settecento” (e, se “Andrea” non è un contaballe, lui ci dice che, in quella sala d’attesa, dove effettivamente vi sono quei quadri, da sveglio e cosciente non c’era mai stato).
    A questo livello del nostro interrogarci, l’unico elemento interessante, cioè fungente da riscontro oggettivo, nel post-tunnel, è quando viene incontrato un caro che si credeva vivente e che invece è morto nel frattempo: è il caso di “Fiorella”, che tenta il suicidio dopo la morte del marito e del figlio: “Abbracciai i miei cari nonni, morti quando avevo 18 anni, ma rimasi piuttosto scossa nel riconoscere, dietro a loro, la figura di zia Nanda, loro figlia e sorella maggiore di mio padre. “Zia, dove mi trovo? Cosa faccio qui e, soprattutto, perché tu sei qui?!” “Il mio destino si è compiuto, cara Fiorella, ma non mi è concesso spiegarti altro. Continua il cammino e tutto ti sarà chiarito, non temere, noi ti accompagneremo.”
    Alcuni giorni dopo, “Fiorella” è ancora nella sua camera d’Ospedale, e riflette su quanto accadutole, quando bussa alla porta la portinaia dello stabile dove abita.
    “Buongiorno, signora, come si sente oggi?…Non mi è stato possibile venire a trovarla prima, mi scusi, ma ho tanto da fare, che… Comunque, è stata davvero una fortuna che fosse arrivato un telegramma per lei proprio quel pomeriggio. Avevo suonato tanto il campanello, ma quando ho visto che non mi apriva, ho usato le chiavi che suo marito mi aveva lasciato il mattino della partenza.”
    E, prima che lei apra il telegramma, alla presenza della portinaia, arrivano i genitori.
    “Quasi soprappensiero, chiesi a mio padre come e quando fosse morta zia Nanda. Non potrò mai dimenticare l’espressione stupita con cui mi chiese: “Ma, tu come fai, a saperlo?!…Chi te lo ha detto?! Avevo proibito a chiunque di parlartene, so quanto le eri affezionata… Zia Nanda ha avuto un infarto la notte del 7 febbraio. Il telegramma che ti avrebbe avvertita è arrivato quando tu…sì, insomma, proprio il pomeriggio dell’8, mentre…” “Non agitarti, papà: nessuno mi ha detto nulla. Lo so perché l’ho vista; come ho visto i nonni…”.
    Qui, in alternativa ad un effettivo incontro spirituale, dovremmo ipotizzare che il decesso della zia sia stato colto per telepatia prima del tentato suicidio, e poi drammatizzato nell’esperienza di pre-morte; quindi, ci troveremmo di fronte, in definitiva, o ad un’ESP inconscia vissuta in veglia ordinaria e slatentizzata nello stato incosciente, o, al contrario, un’ESP retrocognitiva vissuta puramente e semplicemente in incoscienza ed ivi drammatizzata.
    In entrambi i casi, quindi, ciò rientrerebbe in quell’ipotesi di drammatizzazione della prospettiva soggettiva con contorno di ESP straordinaria, solo presente o presente e passata, che sto per andare a valutare.
    Prima, però, degno di menzione mi pare anche il caso di “Federica”, che sapeva già che il marito e la figlia erano morti nell’incidente che era quasi costato la vita a lei stessa (cosa che, stante la sua convalescenza, le era stata tenuta nascosta per comprensibili motivi): e lo sapeva già, per via della per via della separazione che era avvenuta nell’”Altrove”; come al solito, in alternativa allo spirito, dovremmo qui ipotizzare un’attivazione di facoltà ESP in stato di totale incoscienza, con relativa drammatizzazione.
    Non ho, adesso, sottomano “Salvato dalla luce” di Dannion Brinkley, ma ricordo che anche lui descrive, da apparentesi disincarnato, particolari avvenimenti nell’ambiente circostante prima di imboccare il tunnel: particolari avvenimenti, che poi verranno confermati (quanto all’esperienza di Brinkley, è straordinaria per altri versi, ma non è il caso di parlarne qui).
    E questo genere di riscontri oggettivi saranno presenti in molti altri testi, sicuramente: non è che io abbia svolto o svolga uno studio capillare, su questo!
    Stranamente, però, questi riscontri oggettivi, pur con quanta accuratezza siano stati rilevati, i riduzionisti alla Cicap, con la solita parzialità volontaria, non li citano mai (dobbiamo immaginare che non li conoscano?!), limitandosi quindi a parlare dell’esperienza post-tunnel che potrebbe essere un sogno o l’allucinazione d’un cervello terminale, e così via (facile, così, vero?!).
    Dato che questo lo fa anche la maggior parte dei cosiddetti “scienziati” chiamati ad esprimersi, magari in dotti Convegni, sul tema, beh, Signori, direi che c’è proprio da mettersi le mani nei capelli!
    Poi ci lamentiamo di quanta difficoltà abbiamo ad arrivare da qualche parte con la ricerca…anche se capisco che faccia più comodo ignorarle, queste cose…
    In ogni modo, si stanno approntando nuovi esperimenti che potrebbero cavarci del tutto al dubbio, come questo: http://mysterium.blogosfere.it/2009/01/nde-near-death-experience-tra-3-anni-sapremo-se-esiste-lanima.html ; esperimento, questo, che, comunque, a mio giudizio, rischia di essere inefficace per la troppa altezza dello strumento (sovente, difatti, si è visto che ci si osserva a sole poche decine di centimetri dal corpo): anche se non significa che lo debba essere matematicamente, dato che delle volte effettivamente si arriva sino al soffitto.
    Epperò, a mio giudizio, già con quanto ho riportato fin qui, se siamo seri ed onesti, ci siamo sostanzialmente, pur se non formalmente, tolti dal dubbio che, all’individuo morente, si presenta un sé stesso in quanto “io” che si percepisce al di fuori dal corpo osservando cose che nell’ambiente circostante stanno in quel modo effettivamente avvenendo, e non generiche tanto da poterle azzeccare per caso, e senza neanche pretendere che egli, una volta risvegliato e riferente, “millanti al contrario” di non avere una competenza medica che invece ha, non foss’altro che per via della professione di tutt’altro tipo che svolge (e, comunque, anche se avesse questa competenza specialistica, restano cose che non potrebbe sapere lo stesso, come abbiamo visto)!
    Veniamo dunque, allora, al problema dell’interpretazione.
    Il problema, adesso, è considerare, se davvero quell’io non è, come tutto invece vuole far credere, l’individuo stesso nella sua essenza di anima o spirito o psicoforo o corpo astrale o corpo eterico o come altro diavolo lo si voglia definire (insomma, le funzioni superiori della psiche estrinseche ed indipendenti rispetto alla struttura neurofisiologica), bene allora che cosa sta succedendo.
    Siamo alle solite, quindi non mi dilungherò.
    Per escludere lo spirito, dovremmo immaginare che il cervello morente attiva una super percezione extrasensoriale che informa un io fittizio che va a trasferirsi in un punto dello spazio sovrastante, capace di percepire tutto quel che percepirebbe un individuo nel plenipossesso dei sensi e anche meglio (risulta che possa vedere attraverso gli oggetti, o andare a vedere per l’appunto ovunque fluttuando nell’aria) e notare anche una sua “corporeità”, eterica per l’appunto, ricalcante somaticamente quella umana, ma fatta di energia luminosa ondulata dalle precise e delimitate sembianze.
    Si può, dunque, escludere, che il cervello voglia giocare, ad un uomo che sta morendo definitivamente, quest’atroce scherzo di sopravvivenza?!
    No, probabilmente non lo si può escludere (e, a questa stregua, si vanifica anche qualunque ricerca sulla bilocazione e di qualunque altro tipo, direi, sulla sopravvivenza; non esistendo più alcuna prova di sopravvivenza possibile: anche perché, a questa stregua, anche la resurrezione di un morto potrebbe essere ridotta ad un particolare potere della mente sulla materia, cioè sui processi vitali di un organismo, come allora qualunque fantasma o morto presentantesi non sarebbe altro che il risultato di una forma di ideoplastìa drammatizzata, come allora lo sarebbe probabilmente anche vedere il Padreterno!).
    Ma si concederà che bisognerebbe almeno poter immaginare come il cervello, da solo, potrebbe fare una cosa del genere: direi!
    Se questo modello presenta delle contraddizioni per i medium, come ho fatto notare per Chaffin e Stromberg ad esempio rispetto al Dirigibile R 101 (ammesso che la Garrett abbia acquisito quei dati dal “serbatoio cosmico”, o chissà dove diavolo d’altro!), e ne presenta di ancora maggiori per personalità viventi sedicenti già vissute morte e adesso reincarnate, bene, a fronte di un cervello morente, mi pare ne presenti addirittura di eclatanti!
    Come, informazioni di SuperEsp possono costituire un “io” indipendente dal corpo (rispetto ai bimbi supposti reincarnati) epperò autoreferenziale (rispetto ai medium), capace di interagire con la realtà in un modo cognitivo che si rivela essere stato assolutamente pertinente e reale anche una volta riacquisita una coscienza di tipo ordinariamente umano (salvo alcuni particolari che lasciano intravvedere un certo stato confusionale anche in fondo comprensibile)?!
    Quando qualcuno saprà darmi una spiegazione di questo minimamente decente (inclusa la parapsicologia riduzionistica, che fa un’opposizione disperata allo spirito che, per me, in definitiva, in nulla differisce da quella del CICAP), ecco che io metterò in dubbio la mia convinzione della sussistenza di un io autocosciente alla morte fisica.
    Non prima.
    Pur riconoscendo che un margine di questa certezza inerisce alla soggettività, beninteso.
    (E, quanto al timore che esso “io” autocosciente sussistente alla morte possa poi andare a disgregarsi in un secondo tempo, conviene andare ad ascoltarsi quella testimonianza di Andrea-Entità A, a cui ho già fatto riferimento, quando si decideranno a ripristinare quel sito; o, ancor meglio, quando il C.I.P. si deciderà a mettere a disposizione gli interventi di Andrea nel suo!)
    E quindi, in definitiva, pur rispettando l’agnosticismo su un piano puramente obiettivo e di principio, vale a dire su un piano puramente intellettuale, questo non intacca le mie convinzioni profonde, che peraltro, come mi pare di aver dimostrato, non sono certo basate su di un puro atto di fede, bensì su di un piano di piena ragionevolezza.

  70. Andrea Pasotti dice:

    Concludo, dunque, questo brevissimo “excursus” sulla debolezza intrinseca ed attuale insussistenza probabilistica delle pur più forti argomentazioni alternative allo spirito, senza con questo certo a mia volta pretendere di aver portato una prova oggettiva e matematica a favore dell’esistenza di detto spirito.
    Credo, però, che questo pugno di elementi, almeno per le sue direttive ideologiche, possa fungere da “zoccolo duro”, cui si possono aggiungere molti casi (alcuni da me accennati e molti altri giocoforza taciuti, vuoi per motivi di spazio, vuoi per motivi di indulgenza verso la tirannìa di un’ipotesi SuperEsp che divenga partito preso contro lo spirito): molti casi in cui il “non si può escludere che” è sì legittimo, ma lascia estremamente perplessi, per non dire proprio increduli; fino, allora, a costituire una base per quell’assieme di “indizi gravi precisi e concordanti”, che, nella scienza giuridica, equivarrebbero ad una prova (credo che Zammit, che ancora non ho letto, perché troppe vite dovrei avere a disposizione per portare avanti tutto, abbia fatto, a suo modo, più o meno questo).
    Ma tuttavìa è inutile ipocritamente nascondersi che, prova certa, oggettiva, sicura, matematica, incontrovertibile, non è: e il passo finale verso la convinzione senza tentennamenti, credo attenga all’interiorità ed alla soggettività di ciascuno, senza di cui, noi che crediamo, riteniamo che, il percorso dello spirito in Terra, risulterebbe stravolto, e perderebbe allora il suo più profondo senso intrinseco (che è quello di cercare di ottimizzare al massimo quest’esperienza come se fosse l’unica, mentre la certezza oggettiva alternativa potrebbe renderla puramente intercambiabile, e dunque irrilevante).
    Del resto, non sono uno studioso, ma un semplice amatore, ed anche piuttosto incostante: in questa sede, non potevo fare più di così, ed, oltretutto, non sarebbe stato neppure corretto farlo.
    Chiunque, se vorrà, avrà ampio agio per approfondire, qualora solo avessi suscitato un pò d’interesse (ai profani), ed un pò di perplessità e curiosità (agli scettici aperti).
    Credo, tuttavìa, che, anche quando costoro si confronteranno con studiosi che hanno fatto e faranno molto più e molto meglio di me, per quanto lontano tali studiosi si siano potuti e possano spingersi, non andranno ad infrangere la sacralità di questa soglia che ci separa dalla certezza dello spirito, salvo aprire un capitolo dell’esperienza umana radicalmente nuovo (ed ancora ulteriore, allora, rispetto a quello della certezza delle facoltà parapsicologiche): eventualità, rispetto alla quale, comunque, non mi sento, pur avendola già dichiarata da me inimmaginabile, di chiudere del tutto le porte.

  71. Andrea Pasotti dice:

    Post Scriptum.
    Su Piancastelli voglio spendere poche parole.
    Con tutto il rispetto per il Cerchio Esseno, per il Cerchio Ifior ed altri, non credo che si possa negare che, le due più grandi realtà medianiche italiane del novecento, siano state Entità A e il Cerchio Firenze 77.
    Ed è singolare che quelli del Cicap si accaniscano su Setti morto (con argomentazioni tra l’altro ridicole: ma dovrei parlarne a parte), e trascurino, invece, completamente Piancastelli vivo ed in forma ed imperterrito nella “trance”, ancorché quasi ottantenne!
    Forse vogliono aspettare che muoia, per poi liberamente denigrarlo?!
    Non mi stupirebbe!
    Che ci vadano a parlare adesso, invece con Andrea, e vediamo che cosa ne salta fuori: per lo meno, glielo propongano!
    Lì viene tutto registrato: e, quindi, nessuno potrà inventarsi nulla!
    Cenni storici: per dimostrare l’irriducibile diversità della voce di Corrado Piancastelli da quella di Andrea (Entità A), si è proceduto ad una comparata analisi spettrale del suono presso l’Istituto di Elettroacustica G. Ferraris di Torino, sotto la direzione ed il controllo del Professor Gino Sacerdote.
    Responso: voci emesse da persone diverse.
    Poi si è andati oltre, utilizzando il metodo “voice print”, ritenuto valido come test in sede giudiziaria.
    Risultato: voci differenti.
    Comunque direi che anche empiricamente basta sentir parlare Piancastelli e poi sentir parlare Andrea, per capireal volo che Piancastelli non riuscirebbe ad imitarlo neanche volendolo: gli manca proprio quella pasta vocale!
    Ma forse è un’isterìa transitoria morfologicamente modificante localizzata sulle corde vocali?!
    E passi!
    Allora, si è andati oltre: si è arrivati allo studio elettroencefalografico sul medium effettuato presso la Clinica per le Malattie Nervose e Mentali del 2° Policlinico di Napoli, Facoltà di Medicina dell’Università di Napoli, alla presenza e sotto il controllo di una pletora di Professori e Dottori che adesso è inutile io stia a menzionare (è tutto nel “Rapporto dalla Dimensione X”).
    Responso: “La presenza di ritmo alfa, quando ci aspetteremmo un tracciato desincronizzato, non trova una sufficiente spiegazione”.
    Tradotto per i mortali, il ritmo alfa è quello delle piena rilassatezza, del pieno distacco, come nel vuoto mentale della meditazione zen.
    Ed, infatti, il buon Corrado, in “trance”, è come se dormissse, come se fosse in incoscienza: non pensa proprio un bel niente, insomma NON C’E'…mentre intanto Andrea, per sua bocca, imperversa con le sue memorabili conversazioni!
    Allora, il CICAP mi deve spiegare come fa, il cervello di Corrado Piancastelli praticamente dormiente, a prdurre una personalità che appare in tutto e per tutto indipendente, che disputa con un altissimo livello intellettivo, che ha un punto di vista costantemente spirituale anche nelle sfumature (”l’ultima volta che morii, voi sulla Terra”, eccetera eccetera), che ha una personalità coerente, volitiva, immutabile, riconoscibilissima, da decenni, e come il Corrado quindicenne abbia potuto iniziare a manifestare questo, tantopiù con le competenze culturali e filosofiche che poteva avere da quindicenne (ripeto che il livello mentale e dialettico di Andrea è sempre stato eccezionale, direi senza pari, senza nulla togliere a Dalì e Kempis)!
    Concludo dicendo, qualora ve ne fosse bisogno, che Piancastelli non ha una personalità dissociata, anzi, semmai la gente la cura (è, tra le altre cose, psicanalista: dato che ha sempre sviluppato la sua vita autonoma in pieno, senza che Andrea lo abbia “cannibalizzato” affatto; e, con questo, cade un’importante critica che, di solito, si fa allo spiritismo); ogni indagine ne ha sempre rivelata la perfetta sanità mentale; e sono stati fatti studi ulteriori di psicanalisi comparata su di lui e su di Andrea (ed è buffo, riguardo a quest’ultimo, psicanalizzare chi non ha il cervello!); risultato?!
    Il solito: personalità totalmente differenti!
    Del resto, Piancastelli stesso, su varie cose la pensa diversamente da Andrea; e dice anche che, ogni volta che cerca di imitare i suoi discorsi, si ingarbuglia e scoppia immediatamente a ridere!
    Dunque, Msssimo Polidoro, che intendete fare, con Corrado Piancastelli, fuor di dubbio il più grande medium italiano vivente: proporgli di incontrarlo, o attendere di denigrarlo dopo morto?!
    “Fate vobis”!

    P.S. 2 - Per quel che riguarda Bacci, vorrei far notare, in aggiunta a quanto già detto da Pielle, che l’ipotesi di Morocutti e compagnia è la più inverosimile di tutte, e questo per un motivo molto semplice: i messaggi entrano in relazione coerente con il contesto!
    “State tranquilli, siamo felici, c’è una grande luce, vi amiamo sempre, mamma non piangere, saluta zio Ernesto, mi dispiace per il gesto compiuto, ho capito i miei errori, quell’incidente era programmato, ciao mamma sono Franco”, eccetera eccetera!
    Non si colgono a casaccio nell’etere queste frasi tra tutte le frasi coglibili possibili, neanche dalle stazioni più mielose che esistano, proprio mentre ci sono persone le cui aspettative sono in attinenza e coerenza a quelle frasi stesse e spesso fanno preciso riferimento a cose che legano chi parla alla persona specifica che riceve!
    E non sverrebbero per frasi generiche, questi genitori: stare male non significa essere scemi!
    Delle volte, si sono stabiliti addirittura dei dialoghi, con risposte a domande specifiche: dunque, che Morocutti si vada pure a nascondere!
    Allora, per paradosso, arrivo a dire che è più verosimile l’ipotesi della frode totale: cioè, che la radio sia, ben occultatamente, collegata ad un microfono collocato altrove dove qualcuno parla con un distorsore e mette cori preregistrati quando le voci sono più d’una, tra l’altro con grande abilità tempistica (ampi silenzi, frammenti di frasi, poi momenti più spediti, eccetera).
    Quando poi ci sono riferimenti del tipo “ti ricordi quel mio maglione rosso nel cassetto della credenza”, allora bisogna pensare che prima nella conversazione Marcello & Company se lo siano fatto dire, poi abbiano passato l’informazione a “quello del microfono”, e questi lo utilizzi sapientemente infinocchiando il genitore emozionato che quindi non mette in collegamento la cosa con il fatto d’averla detta lui stesso.
    Naturalmente, mentre “l’uomo dell’altra stanza” fa questo, deve anche ricordarsi, o ricordare ad un ulteriore complice, di aprire via via dei buchi nel soffitto per far cadere apporti di vario genere!Dunque, sempre seguendo questa falsariga, quando la radio continua a funzionare anche col filo staccato o addirittura senza valvole, sarebbe la stessa cosa, vale a dire c’è un filo che quei coglioni dei fisici non vedono, o un mp3 dentro la radio che viene attivato con telecomando a distanza.
    Quando, poi, si teletrasporta la macchinina del bimbo morto che stava a casa dei genitori a centinaia di chilometri, e lì attorno non c’è nessuno che possa mettercela con un abile colpo di mano, bene, evidentemente c’è intorno un qualche Silvan di turno!
    I parapsicologi riduzionisti, invece, sono molto, più seri: per loro, anziché pensare all’ipotesi spiritica, è più plausibile pensare che il desiderio di contatto dei genitori coi figli morti, sfruttando la medianità di Marcello, imprima le onde radio sempre con lo stesso fenomeno di ideoplastìa psicocinetica, drammatizzando poi le personalità fittizie; naturalmente, non prima d’aver colto per telepatia, ricostruita poi chiaroveggentemente in frasi coerenti e attinenti al contesto, lingue straniere sconosciute a tutti i presenti (e decritatte da esperti solo in seguito), onde trasferirle nella radio.
    Per questi serissimi parapsicologi riduzionisti, lo stesso fenomeno avverrebbe con il meccanismo della voce diretta quando la radio è scollegata; e, quanto agli apporti ed ai teletrasporti eccetera, inerirebbero alla solita facoltà psicocinetica di Marcello sensibilizzata dal desiderio inconscio degli astanti.
    Ed ecco che abbiamo spiegato tutto, senza farci rompere le scatole da questa maledetta ed odiata ipotesi spiritica!
    Anche se uno di questi ragazzi uscisse dalla tomba e si presentasse decomposto al Centro di Ricerca Psichica di Grosseto, dove starebbe il problema, per uno di questi serissimi parapsicologi riduzionisti?!
    E’ evidente, che sarebbe un’ideoplastìa drammatizzata sorgente dal desiderio del genitore che sfrutta quel non so che presente in Marcello, e dunque può, in realtà, animare surrettiziamente tale corpo “sine die”!
    Bene, sapete che c’è?!
    Ognuno pensi pure quello che vuole!
    Una volta mi intrattenevo con Marcello in conversazione (per la verità, con la sua proverbiale logorrea, parla praticamente solo lui!) da circa due ore, e non è successo un bel niente.
    Poi squilla il telefono, ed ecco la pietra che quasi mi arriva in faccia, con il caratteristico “flop”, il rumore della materializzazione.
    Marcello mi passa il telefono dicendomi “ecco, diglielo”, ed io, senza parole “sì, Signora, in effetti..”, e lei, noncurante, “sì sì, lo so, è normale”!
    Perché nelle due ore precedenti non era successo niente?!
    Ci voleva che questa facoltà inconscia di Marcello venisse attivata da quella donna, di cui egli evidentemente non sospettava minimamente la telefonta?!
    Non è molto più plausibile pensare che il figlio sia intervenuto quand’era il momento di intervenire, perché aveva interesse a dare un segno alla mamma, e non a me e a Marcello?!
    Comunque, ripeto: ognuno pensi quello che vuole!
    Nello stesso gruppo, ho visto una ragazza scrivere automaticamente con la penna che restava attaccata al palmo della mano aperta (fenomeno iniziato a manifestarsi con la fine di un periodo di inspiegabile febbre a 39 durato mesi).
    Ma per Polidoro Ferluca e Garlaschelli, sarebbe sudore colloso!
    Un pò come per Rita Cutolo!
    Magari, col borotalco non ci starebbe: così evitiamo di darle un milione di euro!
    Ah, quanto a quel tizio (Busani?!) che diceva che il mentalista ammazza il calabrone con la forza del pensiero, me lo presenta, per favore, questo mentalista?!
    Potrei andare avanti un pezzo.
    Invece preferisco chiedere scusa di avere monopolizzato questo spazio anche troppo.
    Scusa, soprattutto a Gustavo Rol.
    Anche se, in fin dei conti, non credo di avergli arrecato dispiacere.

  72. Andrea Pasotti dice:

    Ancora una cosa: la Pavesi che si diverte a notare che i dottori non si accorgono di ciò che la sta uccidendo.
    Ora, è vero che un cervello può produrre endorfine in caso di fine vita e questo, poniamo, inerire alla drammatizzazione condita da una SuperEsp che fa vedere le cose come stanno.
    Ma non dovrebbe, tale medesimo cervello, ad un qualche livello inconscio posto che l’inconscio funzioni ancora (ed, evidentemente, in quest’ipotesi, dobbiamo ritenere che ancora qualcosa, anzi molto, funzioni!), essere preoccupato, per naturali meccanismi di autodifesa ed autoconservazione, da ciò che lo sta effettivamente uccidendo, trasferendo dunque questo nella sua drammatizzazione e super percezione extrasensoriale?!
    Quest’incongruenza, come la spiegano, i riduzionisti del cervello, posta tutta la già menzionata situazione fenomenologica che dobbiamo tenere presente?!
    Ecco una cosa in più da spiegare per accreditare l’ipotesi SuperEsp plus Personificazione: come se non bastassero tutte quelle già menzionate!
    Auguri!

  73. Pielle dice:

    Saro’ breve e semplice. Penso anch’io che il Cicap attenda la morte di Piancastelli per denigrarlo, dicendo magari che non si è mai voluto far esaminare in vita e compagnia cantando. Le sperimentazioni scientifiche sopra descritte cui il medium napoletano si è sottoposto sono inoppugnabili. Punto.
    Il Cicap volutamente le ignora. Punto.
    L’ineffabile e a suo modo soave (naif) Marco Morocutti con cui molti anni fa tentai di persona un colloquio al quale era in parte interessato ed in parte sfuggente, è andato uno o due anni fa da Marcello Bacci a Grosseto, il quale non ha voluto sperimentare con la radio in sua presenza, dando invece quasi in escandescenze. Mentre Bacci inveiva si sono manifestati degli apporti, di fronte ai quali - a detta di testimoni - il Morocutti è ammutolito.
    Il Cicap non ne parla. Punto.
    Uno fra i più importanti medium italiani viventi ad effetti fisici è un fisico del C.N.R., quindi un quasi collega del prof. Ferluga, della prof.ssa Hack, ecc. Un illuso, un mentalista, un imbroglione ? Spesso egli si espone col suo nome sulle pagine del “Giornale dei Misteri”. A Roma è seguito da Vitaliano Billotta.
    Il Cicap si documenti seriamente, almeno una volta, vivaddio.
    Tramite una medium pugliese sto avendo grosse manifestazioni da un presunto postmortem di una persona a me cara, un familiare… La medium nulla sapeva e ora ben poco sa di me. Il contesto è particolarmente aggrovigliato ed appesantito dall’agire della medium, purtroppo. Inoltre v’è solo la mia presente testimonianza che poco o nulla per terzi può avere di definitivo.
    Come, in verità, in questo caso si potrebbe invocare l’intervento delle due categorie della telepatia e della chiaroveggenza. Senz’altro non è il “caso Chaffin”, questo!
    Ma per me è ugualmente coinvolgente e non escludo, visto come si mettono le cose, che esso possa avere personali e interessanti sviluppi; pur se la scaturigine di questa fenomenologia resterà ignota.
    Ringrazio il dottor Polidoro per l’ospitalità disinteressata.

  74. Andrea Pasotti dice:

    Ma non ce l’hai un pò di coscienza, Massimo?!
    Non ti vergogni?!
    Chi vi paga?!
    Comunque ti sarei grato di farmi sapere che intenzioni avete con Piancastelli se non qui almeno in privato: pasotti_andrea@yahoo.it.
    Può darsi che Andrea sia disponibile a concordare la prova che fingete di volere (ne avete già quante ne volete).
    Può darsi di no.
    Chiediamoglielo.

  75. Massimo dice:

    Caro Andrea,
    se c’è una cosa che non tollero sono gli insulti personali e le accuse infamanti e soprattutto infondate. Per scelta, questo tipo di mail viene automaticamente cestinato su questo blog. Questa volta ho chiesto a chi modera le mail di fare un’eccezione, perché comunque avevi contribuito in maniera abbastanza pacata in precedenza.

    Come hai visto, infatti, hai avuto spazio in abbondanza su questo blog per esprimere il tuo pensiero. Ciò nonostante, fai pesanti allusioni su un’eventuale corruzione mia o del CICAP a favore di non si sa bene chi. Chi ci paga? Andrea, ci pagano i soci del CICAP. O meglio, i soci del CICAP non pagano nessuno, ma versano una quota annua per fare funzionare il CICAP. Punto.

    Tu o chiunque altro ha per caso prove del contrario? Può dimostrare che il CICAP riceva finanziamenti occulti da chicchessia? Prego allora chiunque ne sia convinto di fare una denuncia, se si tratta di qualcosa di illecito. Oppure anche solo di dimostrarlo rendendo pubblici i documenti di cui dispone. Se però questo non dovesse avvenire, e se non dovessero almeno seguire delle scuse per la superficialità con cui a volte ci si esprime, vorrebbe dire che c’è della malafede. E in questo caso, prima o poi sarà il CICAP a doversi difendere in Tribunale da queste calunnie che, solitamente, sono l’ultima arma di chi non ha altri argomenti per sostenere le proprie idee.

    Una volta chiarito questo punto, potremo parlare anche di Piancastelli.

  76. Andrea Pasotti dice:

    Caro Massimo, la mia affermazione parte da un convincimento molto semplice.
    Voi sapete perfettamente dell’esistenza dei fenomeni paranormali.
    In questo blog è risultato con chiarezza (la mia sarebbe una calunnia se non fossero saltati fuori argomenti, mi semba invece che ne siano saltati fuori parrcchi), e può risultare con chiarezza in molte altre sedi.
    Dunque non c’è altra spiegazione che un fine o politico, o economico.
    Tu ne vedi altri?!
    Lo so che non lo puoi dire.
    Ma che arrecate un grave danno alla scienza, questo è fin troppo chiaro.
    Dunque vorrei davvero sapere che cosa c’è sotto.
    E’ una curiosità, non un’accusa.
    Vuoi una prova?
    Una prova ad esempio è un mio scambio d’email con Odifreddi.
    Gli chiedevo: “Perché invece di farti sovvenzionare per demolire la Bibbia, che non mi pare proprio un’impresa titanica, non vai a prenderti il milione di euro di Zammit?”.
    Risposta di Odifreddi: “Non mi interessa il milione di euro di Zammit, ma i miliardi che ogni anno, me compreso, versiamo al Vaticano!”
    Allora qui le cose si fanno chiare.
    Non c’è un interesse disinteressatamente (pardon per il gioco di parole!) scientifico, ma squisitamente politico.
    E se dico che dietro alle “lobbyes” scientifiche si creano anche “lobbyes” economiche, scopro l’acqua calda.
    Se vuoi puoi anche querelarmi, sai cosa mi interessa: io dico quello che dico con la coscienza a posto perché so che i fenomeni paranormali esistono.
    E lo sai anche tu.
    Ma siccome questo non lo puoi dire è un dialogo tra sordi, “inane”, come dice Pielle.
    Però vorrei solo che sapeste che la gente è consapevole che se mistificate e parzializzate sistematicamente una realtà umana un qualche motivo di convenienza ci dev’essere, ideologico economico politico o forse dal vostro punto di vista “morale” (”tanta è la nocività dell’acqua sporca, che preferiamo buttare via anche il bambino”), o chissà di che altro tipo.
    Ma sennò la malafede non si spiega.
    E io vorrei solo sapere cosa c’è dietro questa malafede, molto grave in quanto ritarda progressi scientifici inimmaginabili.
    Perché appunto ripeto è impossibile che non ci sia qualcosa dietro.
    E la stizza con cui rispondi rivela che sono andato a colpire un punto certamente indimostrabile, ma anche molto reale.

  77. pielleuno dice:

    Sono convinto che il Cicap sia sostenuto solo dai suoi soci, dalla vendita dei libri, ecc. Nessun finanziamento “occulto”, nessuna dietrologia. Non è assolutamente su questo piano che il Cicap va contestato.
    E’ il suo ostinato, pervicace, incoercibile rifiuto della realtà del paranormale a stupire non solo noi che dibattiamo su questo blog, ma tutti i parapsicolgi italiani, che ai congressi a sentir nominare il Cicap… alllargano le braccia.Anche il prof. Emilio Servadio (1904-1995), grande psicanalista ed uomo di cultura vastissima era un parapsicologo: lo facciamo rientrare tra la categoria degli illusi? E Carl Gustav Jung con i suoi fenomeni psicocinetici era forse un imbroglione o un mitomane esaltato ?
    “Una volta chiarito questo punto, potremo parlare anche di Piancastelli.” La formula mi pare dubitativa e sottintende un “mai”.
    Le questioni pratiche a questo punto del blog sono:
    1) come andò veramente la seconda serata fra Piero Angela e Gustavo Rol ?
    2) Marco Morocutti ha relazionato il Cicap degli apporti “piovuti” durante il burrascoso incontro col Bacci ?
    3) il Cicap conosce senz’altro il nuovo e notevole medium ad effetti fisici, che è membro del C.N.R. E’ citato sul “Giornale dei Misteri” con fotografie dei suoi apporti, è nominato spesso dallo studioso Vitaliano Billotta di Roma. Come il Cicap intende comportarsi stavolta di fronte ad uno scienziato-medium ? Ignorarlo, denigrarlo, trattarlo da racconta-frottole ? Sorridere in stile Cicap e sorvolare ?
    E poi: l’imponente Biblioteca Bozzano-De Boni (”Luce e Ombra”) a Bologna della quale lo stesso Polidoro in passato si è servito, è solo una gigantesca accozzaglia di carta da macero ?
    E’ il Cicap il vero, persistente e soprattutto ripetibile fenomeno paranormale. Capìto questo, i nostri interventi qui potrebbero anche cessare.

  78. Massimo dice:

    Purtroppo, mi rendo conto una volta di più che con i fideisti del paranormale un dialogo è del tutto impossibile. Dico “fideisti”, perché i parapsicologi sono tutt’altra cosa.

    In questi 20 anni il CICAP ha collaborato e collabora continuamente con tutti i più grandi parapsicologi (Robert L. Morris, Charles Honorton, Stanley Krippner, Richard Broughton, John Beloff, Jessica Utts…) italiani compresi (Piero Cassoli, Massimo Biondi, Pierangelo Garzia, Giorgio Cozzi…) e nessuno si è mai sognato nemmeno lontanamente di pensare a una nostra malafede per questioni politiche, economiche o chissà che altro.

    Con alcuni, poi, è nata una vera e propria amicizia. Certo, si riconosce di avere posizioni differenti sull’argomento, ma questo non impedisce il dialogo, il confronto, la collaborazione e la simpatia reciproca: nessuno è mai sceso a insinuazioni e attacchi personali come sta accadendo qui.

    Dunque, vi sono davvero grato se questo tipo di interventi, del tutto sterile, si esaurisce qui.

  79. pielleuno dice:

    Il Cicap non ha “posizioni diverse sull’argomento” rispetto ai parapsicologi ; semplicemente dopo indagini (che effettivamente fa) svolte però in modo da evidenziare solo ed esclusivamente gli aspetti ambigui e sfuggenti del paranormale, boccia quest’ultimo in blocco, senza possibilità di appello. Un parapsicologo non ha bisogno di “negazionisti”, come uno storico dell’Olocausto non ha certo bisogno della “collaborazione” di vescovi lefebviani.
    E’ Massimo Polidoro ad impedire un “dialogo”, rifiutandosi di scendere sul piano delle risposte concrete, ad esempio alle mie precise domande 1), 2) e 3) dell’email del 9 scorso.
    Mi dissocio da ogni altra insinuazione (laddove autentica) sul Cicap, che oltre ad essere falsa è servita solo a Massimo Polidoro come pretesto per chiudere frettolosamente il dibattito, appena egli s’è trovato in affanno.

  80. pielle dice:

    Chiedo scusa: “pielleuno” e “pielle”sono due nickname per la stessa persona, il sottoscritto, piuttosto sbadato ultimamente.

  81. Massimo dice:

    Caro Pielleuno,
    mi dispiace ma quelle che scrivi non trova conferme nella realtà. Il CICAP non rigetta nulla “in blocco”: il CICAP indaga un caso alla volta e su quel caso, dopo averlo indagato, si esprime. Ti prego di prendere visione, caso per caso, del lavoro da noi fatto e criticare quello, punto per punto, dicendoci dove abbiamo trascurato di approfondire o dove abbiamo fatto male il nostro lavoro. Lanciare accuse generiche senza scendere nello specifico non permette a nessuno di progredire. Quando ai tuoi tre punti: 1) Potrai chiedere direttamente a Piero Angela quello che vuoi sapere se verrai al prossimo Convegno nazionale (9-11 ottobre 2009, Abano Terme); 2) Chiederò ora a Marco Morocutti di risponderti su questa pagina appena ha un minuto; 3) Non conosciamo il medium del GdM, ma se le cose che facesse sono autentiche non avrebbe certo bisogno del CICAP per dimostrarlo: essendo lui stesso un ricercatore, da quel che leggo, dovrebbe essere in grado di predisporre esperimenti validi, con controlli e doppio cieco, e poi sottoporli lui stesso a qualche rivista scientifica accreditata: se gli pubblicheranno i suoi lavori, il CICAP sarà più che entusiasta di approfondire ulteriormente; se però tutto quello che esiste su di lui sono resoconti aneddotici come quelli del GdM, mi dispiace ma temo non ci sia molto da indagare. In ogni caso, il medium in questione può farsi avanti in qualunque momento, contattandoci, chiedendo di essere studiato e proponendosi anche per il milione di dollari di Randi. Noi siamo qui che aspettiamo.

  82. Franco Rol dice:

    Vedo che il discorso è proseguito monotematicamente su qualcosa da cui Rol ha sempre preso le distanze. Che cosa? Ecco alcune sue dichiarazioni:

    «È tutto un mondo, quello della Parapsicologia, al quale non appartengo anche se vi
    ho incontrato persone veramente degne e animate da intenzioni nobilissime».

    «Mi sforzai di convincerli che ciò che avviene con me non ha nulla a che vedere con la parapsicologia, quale oggi la si intende».

    «Io non sono un sensitivo né un medium e non ho mai voluto che si legasse il mio nome alla magia, allo spiritismo e alla parapsicologia».

    «I miei esperimenti non interessano la parapsicologia, ma investono direttamente le possibilità “animistiche” proprie di ogni individuo».

    Sarebbe auspicabile quindi che non si andasse fuori tema, e si tornasse a Rol. Vi sono certamente altri contesti in cui parlare delle tematiche di cui sopra.
    Venendo invece alla serietà del Cicap come “comitato investigativo” c’è solo da farsi due risate, se non fosse che effettivamente aleggia lo spettro di interessi di altro genere.
    Non c’è ambito della società civile così come della biologia che non persegua un qualche interesse, e quello del CICAP non è certo la Verità, maiuscola e/o minuscola che sia.
    Ad esempio, recentemente Polidoro parlava di Rol nel numero invernale di Focus Extra, dedicato al “Paranomale”. La copertina della rivista, uno specchietto per le allodole per vendere più copie, faceva pensare ad articoli a favore, mentre - e non sorprende affatto - all’interno si forzavano le varie tematiche mostrandole subdolamente dal punto di vista degli scettici, ma senza scoprirsi troppo. Conjurers strikes again.
    L’articolo “Dieci personaggi del mistero”, curato appunto da Polidoro, ne tratteggiava sinteticamente alcuni, tra cui, oltre a Rol, Nostradamus, Mesmer, Croiset, Geller, Houdini, Rasputin, Cagliostro. Al di là dell’opinabilità della scelta (Rol aveva assai poco in comune con costoro così come lo avrebbe avuto Pitagora), Polidoro conferma o la sua disinformazione o la sua malafede (ci fornirà, speriamo, una spiegazione) quando scrive:

    1) «si esibiva gratuitamente, ma solo nel suo appartamento di Torino»;
    2) «al termine di ogni esperimento distruggeva sempre tutto»;
    3) «gli esperti di illusionismo ritengono che Rol fosse solo un abile prestigiatore»;

    1)- A parte il fatto che Rol non si “esibiva” per nessuno (caro Polidoro, smettila di fare di Rol un tuo collega!), esperimenti e prodigi sono avvenuti per almeno il 60/70% in luoghi diversi da casa di Rol, a casa di amici, di sconosciuti, al telefono, per strada, negli ospedali, nei negozi, insomma dovunque. Chiunque conosca un minimo la bibliografia su Rol sa che è esattamente così.
    2)-Sono innumerevoli gli esperimenti che non venivano distrutti, e anche qui, basta aver letto un minimo di bibliografia. Sono sicuramente una minoranza, questo sì, ma ci sono (io personalmente ne ho alcuni). Rol li faceva spesso distruggere per evitare che se ne facesse, soprattutto in futuro, un qualche commercio.
    3)- Gli esperti di illusionismo che NON hanno visto gli esperimenti, in particolare Polidoro, Silvan e Tomatis, «ritengono che Rol fosse solo un abile prestigiatore». Altri esperti, come Alexander, che ha conosciuto Rol ma non ha visto gli esperimenti, non esprime giudizi (solo di stima per Rol come uomo) e rimane aperto ad entrambe le possibilità. Invece, guarda caso, gli esperti di illusionismo che HANNO visto gli esperimenti, ovvero Binarelli, Buffa di Perrero e Vercelli, rigettano decisamente che Rol fosse un prestigiatore.
    Ma su tutto questo Polidoro, che ci viene a dire con professionalità investigativa che «il CICAP indaga un caso alla volta e su quel caso, dopo averlo indagato, si esprime», NON SI ESPRIME.
    E allora non si lamenti, caro Polidoro, se poi qualcuno comincia a sospettare o che siate degli incapaci o che difendiate certi interessi.

  83. pielle dice:

    Concordo con Franco Rol che il discorso sia proseguito monotematicamente su qualcosa da cui Rol ha sempre preso le distanze. Il fatto è che il Cicap negando tutto porta inevitabilmente i suoi scettici ad allargare il discorso. (Perché gli scettici sono anche sul fronte opposto: non creda il Cicap di andarne esente per definizione).
    Non credo, invece, che il Cicap difenda “certi” interessi. Bisognerebbe allora fare della “dietrologia” o del “complottismo”: terreni sui quali non ritengo di inoltrarmi. Personalmente credo ad una sostanziale (e anche totale) serietà del Comitato, riguardo interessi estranei al suo unico fine, perseguito in verità con strumenti e dialettica finissimi: negare sempre e risolutamente gli aspetti “non legalitari” (leggi fisiche conosciute) della realtà.
    Al di là di interventi su qualche blog o due parole scambiate ai loro congressi, non ritengo utile per la mia ricerca iniziare un “dialogo” con questo tipo di scettici. Sarebbe come discutere di “mafia albanese” con chi a priori nega l’esistenza geografica al di là dell’Adriatico di una nazione chiamata Albania.
    Ciò che io ho visto - e ciò che io ho “comandato” - in contesti peraltro minori a quelli di Gustavo Rol, esclude in radice ogni ipotesi di trucco. Ciò mi basta per dormire sonni tranquilli riguardo la genuinità di molti di questi fatti inesplicabili, meno riguardo la loro scaturigine vera.

  84. Andrea Pasotti dice:

    “Loro si autodefiniscono Comitato per la Ricerca Scientifica sulle Affermazioni del Paranormale. In verità, sono un gruppo di aspiranti smascheratori di frodi che pasticciarono la loro più importante indagine, falsificarono i risultati, posero in essere un’azione di copertura dei loro errori e cacciarono un loro collega che minacciò di dire la verità. [...] Io sono ancora scettico riguardo alle credenze sull’occulto per le quali fu creato lo CSICOP. Ma ho cambiato idea circa l’integrità di alcuni di coloro che fanno carriera facendo opposizione all’occultismo. Ora io credo che se un disco volante atterrasse nel cortile di casa di un eminente portavoce anti-UFO, egli potrebbe nascondere l’incidente al pubblico (per il bene pubblico, ovviamente…). Lui si convincerebbe che l’atterraggio è una bufala, un illusione o una ’sfortunata’ interpretazione di fenomeni terreni che potrebbero essere chiariti da una ‘ulteriore ricerca’”

    Dennis Rawlins

    Scienziato e scettico, co-fondatore ed ex membro del Comitato Esecutivo dello CSICOP.

  85. Andrea Pasotti dice:

    Massimo dice: “Ti prego di prendere visione, caso per caso, del lavoro da noi fatto e criticare quello, punto per punto, dicendoci dove abbiamo trascurato di approfondire o dove abbiamo fatto male il nostro lavoro. Lanciare accuse generiche senza scendere nello specifico non permette a nessuno di progredire.”
    Bene se mi dici dov’è che dobbiamo trasferirci senza disturbare Franco Rol che effettivamente rivendica questo spazio per Gustavo, diamo uno sguardo d’assieme a quanto detto, a quanto ancora da dire, a quanto ci si può proporre di dire, e verifico la vostra disponibilità a modificare ed integrare le affermazioni (o le non affermazioni) contenute nel vostro sito, qualora risultino adeguate modifiche od integrazioni.
    Che poi esse “trascuratezze” siano dovute ad un aver lavorato male o ad una vera e propria fraudolenza, lo deciderete voi stessi.

  86. Andrea Pasotti dice:

    E comunque Franco, pur con tutto l’affetto e l’ammirazione che ho per Gustavo Rol, bisogna anche guardare avanti.
    Non se ne può fare una reliquia.

    E tu Pielle, dato che la scaturigine dei fenomeni paranormali non ti fa dormire sonni tranquilli, dai una spiegazione alternativa a quella spirituale, rispetto alla breve relazione che ho condotto (magari nel luogo alternativo a questo che Massimo ci indicherà, ma penso che anche Franco Rol dovrebbe esprimersi su questo tipo di questione)?!
    Che tipo di prova vorresti, a tranquillizzarti?!

    E a tutti: avete sentito che è di questi giorni che l’FMRI diverrà fra una decina d’anni strumento attendibile per la verifica delle affermazioni?!
    Piero Angela non ci sarà più, ma Marco Morocutti sì…riguardo alla pioggia di apporti di Grosseto…

  87. Franco Rol dice:

    Grazie se puoi fornirci più indicazioni su FMRI (se ricordi, ne parlo anch’io un po’ più sopra), e fonte bibliografica della dichiarazione di Rawlins. Quanto al «guardare avanti», credo che sia proprio attraverso Gustavo Rol che lo si può fare, non attraverso la frammentazione di dati parapsicologici e personaggi che non sono in grado di esprimere alcuna completezza metafisica. Al di là dell’approccio della parapsicologia, che né Gustavo né io condividiamo (ti consiglio di leggere quanto scrivo nel mio studio “Il simbolismo di Rol”), non mi risulta che nella sua storia ci siano Maestri che possano insegnare qualcosa. Inoltre, i fenomeni non sono così importanti, sebbene assumano una funzione dimostrativa di una realtà più allargata.

  88. Andrea Pasotti dice:

    Certo che ricordo che ne parli.
    Questa è la notizia riportata dalle agenzie di stampa italiane.

    “SI RIESCE A LEGGERE NELLA MENTE DELLE PERSONE CON UNA SPECIE DI SCANNER”

    Un gruppo di scienziati ha dimostrato per la prima volta che è possibile “leggere” la mente di una persona osservando semplicemente la sua attività cerebrale.
    Utilizzando macchine moderne per la risonanza magnetica per misurare il flusso sanguigno, dei ricercatori britannici hanno rivelato ieri di essere in grado di dire dove si trovano i volontari in una realtà virtuale generata da un computer.
    “Sorprendentemente, semplicemente analizzando i dati cerebrali potevamo prevedere esattamente dove si trovavano”, ha detto ai giornalisti Eleanor Maguire, del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging alla University College di Londra. “In altre parole, potevamo ‘leggere’ le loro memorie spaziali”.
    La scoperta apre la strada allo sviluppo di macchine in grado di leggere una serie di memorie, anche se il rischio di una lettura “intrusiva” della mente è ancora lontano, ha detto Maguire.
    Invece, la scienziata ritiene che la scoperta, riportata nella rivista Cell Biology, aiuterà la ricerca nei disordini della memoria come l’Alzheimer, gettando luce su come la regione dell’ippocampo del cervello registra i ricordi.
    Maguire e i suoi colleghi hanno utilizzato una tecnologia nota come risonanza magnetica funzionale, o fMRI, che produce immagini che evidenziano le regioni del cervello quando diventano attive.
    Analizzando il cervello delle persone mentre giocavano al computer con un programma di realtà virtuale, i ricercatori sono riusciti a misurare l’attività di alcuni neuroni nell’ippocampo, regione conosciuta per la sua funzione critica nella navigazione e nella memoria.
    La ricerca apre la strada all’analisi di come altri pensieri - inclusi i ricordi del passato o le visualizzazioni del futuro - sia codificate dai neuroni.
    Al momento però la tecnologia funziona solo con volontari e il ricercatore Demis Hassabis ritiene che ci vorranno almeno 10 anni prima che sia possibile applicarla nella medicina legale.
    “Ci vorrà molto tempo prima che questo tipo di tecnologia permetta di leggere i pensieri di qualcuno in una unica sessione breve, laddove queste persone non vogliano cooperare”, ha detto.

    Almeno 10 anni, quindi.
    Ora come al solito per un approfondimento scientifico serio bisognerebbe attingere direttamente alle fonti, e cioè contattare questa Maguire o questo Hassabis, o perlomeno leggere questa rivista “Cell Biology”.
    Ma intanto mi pare che già questa fonte divulgativa italiana non sia da buttare.

    La fonte bibliografica della dichiarazione di Rawlins è direttamente la “Home Page” de “L’Osservatorio”, rubrica telematica del “Laboratorio Interdisciplinare di Ricerca Biopsicocibernetica”.
    Subito in basso a destra, linkando, si può leggere l’intero articolo di Rawlins, ovviamente “in english”, edito da “Fate Magazine” n° 34, ottobre 1981.
    Poi vi sono una serie di articoli in cui fanno le scarpe al modo di lavorare del CICAP, e infatti questo sito era uno dei tanti argomenti che mi proponevo di portare a Polidoro in questo ipotetico “Spazio Aperto” di critica al CICAP a tutto campo.
    Visto che in questi giorni vanno a Congresso, consiglio a Massimo di proporre l’istituzione di questo spazio: dove poi puntualmente rispondessero, però, e non come fanno nel loro sito dove invece non rispondono mai, specialmente a chi li critica!
    Per la gioia di Pielle, evidenzio che uno di questi articoli, a firma di Daniele Gullà (Responsabile Settore Immagini del Laboratorio ed esperto di fonetica acustica), demolisce la già abbastanza inverosimile ipotesi di Morocutti anche da un punto di vista squisitamente tecnico; quindi, se Morocutti verrà a parlarci qui per dirci ovviamente che a Grosseto non è successo un bel niente, sarebbe piacevole che si prendesse la briga di replicare anche a questo.
    E allora, finalmente, dò il link di questo sito:

    http://www.biopsicocibernetica.org/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=70&Itemid=67

    Altre dichiarazioni carine (di Gary E. Schwartz e Dean Radin) ma aggiuntive in una pagina praticamente identica si trovano qui:

    http://xoomer.virgilio.it/laboratorio26/osservatorio.htm

    Ora, si dà il caso che, il Direttore di questo “Laboratorio”, sia Enrico Marabini.
    E si dà il caso che, Enrico Marabini, sia uno dei più grandi parapsicologi italiani del ‘900.
    Enrico Marabini non c’è, in quella lista di illustri parapsicologi che Polidoro, piccato, ha citato per distinguerli da noi “fideisti”.
    E io mi sono chiesto: “Chissà perché”.
    Riguardo poi a tutti quei bei nomi che ha fatto, mi sono chiesto: “Ma questi illustri personaggi, che genuinamente si prestano a collaborare, lo sanno, come lavorano questi signori?!”.
    No perché ce lo spiegano loro stessi (il Cicap, dico), che a turlupinare un grande uomo di scienza non ci vuole niente: no?!
    Se ci riuscivano persino quei cialtroni dei sensitivi, che per caso non ci devono riuscire loro, che si presentano come “seri studiosi”?!
    Ha citato Piero Cassoli.
    Piero Cassoli è un co-redattore de “L’uomo e l’ignoto”, che Polidoro e i suoi amici ci presentano come il prodotto di “un gruppo di propugnatori dello spiritismo”.
    Dunque, Piero Cassoli era uno spiritista.
    Interessante.
    Non lo sapevo.
    Dunque, tanto per dirne una, Piero Cassoli ha svolto buoni uffici per mettere Rita Cutolo sotto controllo Cicap.
    Allora, mi sono chiesto: se Cassoli avesse saputo che il Cicap avrebbe fatto fallire la prova di Rita Cutolo mettendole il borotalco sulla mano, e trascurando il fatto che è già paranormale che le cose ci stiano attaccate senza, avrebbe svolto i medesimi buoni uffici?!
    Ma adesso Polidoro mi dirà che non c’è niente di paranormale neanche nel fatto che le cose stiano attaccate senza borotalco: sennonché Francesco Grianti, Professore Associato di Fisica all’Università di Urbino, ha indirizzato una circostanziata replica al Cicap circa l’intera, di sperimentazione effettuata su Rita Cutolo; ed eccola qua: http://www.ritacutolo.it/rita-cutolo.html .
    Il Cicap ha risposto a questa circostanziata replica?!
    Non mi risulta.
    Se l’ha fatto e non ne sono a conoscenza, chiedo loro scusa.
    Ora: si può dire che Grianti, ancorché scienziato, abbia un punto di vista diverso (loro, proprio loro, direbbero “di parte”).
    Benissimo: allora, a casa mia, quando tra scienziati si hanno propensioni diverse, ci si siede attorno a un tavolo e si viene infine, confrontando i reciproci elementi a disposizione, a stabilire un nuovo protocollo che possa essere il più oggettivamente accettabile sulla base degli attuali parametri scientifici oggettivi a disposizione, valendosi anche magari di consulenze esterne ed indipendenti.
    Se le distanze permangono irriducibili, significa allora che la scienza non ha sufficienti parametri oggettivi a disposizione per esprimersi: dunque, in tal caso, lo si dichiara chiaro e tondo, e si rinuncia a qualsivoglia sperimentazione.
    Se il mio ragionamento contiene in sé qualcosa di errato, vorrei che venisse ribattuto con argomenti.
    Ma vedo che sto divagando, e a te non fa piacere.
    Parli di “personaggi che non sono in grado di esprimere alcuna completezza metafisica”.
    Ma tu lo conosci Andrea, altrimenti detto “Entità A”?!
    Sono più di sessant’anni che parla, i suoi insegnamenti ammontano a 12000 pagine!
    Non è uno spirito del tipo “siate felici che qui c’è una grande luce”!
    Allora cos’è, infastidisce il fatto che sia uno spirito, o che, mettiamo pure, sia il prodotto della mente (spenta!) di Corrado Piancastelli (poi qualcuno dovrebbe spiegarmi come)?!
    Oppure cosa c’è che non va, nel merito dei suoi insegnamenti (anche per Andrea, i fenomeni sono qualcosa di assolutamente marginale rispetto alla Dottrina: e, difatti, da decenni, non ne produce più, dopo averne prodotti di eclatanti i primi tempi)?!
    Comunque, okay, me lo prendo, l’impegno di leggerlo da cima a fondo, il tuo libro.
    Ma il punto è che, parapsicologia o non parapsicologia, non possiamo negare che, la domanda di fondo che ci assilla, è: “Sopravviveremo, o non sopravviveremo, alla morte fisica?! Ossìa esiste o non esiste, lo spirito?! E se esiste, c’è modo di provarne inequivocailmente l’esistenza?!”
    Cioè, in altri termini, cosa vieta che tutti i prodigi di Gustavo Rol non fossero altro che frutto di facoltà straordinarie del cervello, che teoricamente potrebbero essere anche illimitate, e che in lui (come, in varia misura, in altri) per qualche oscuro motivo si fossero risvegliate, e che dunque stante la sua morte fisica egli non esista più, come allora non esisterà più nessuno di noi?!
    Cosa ci dà, o cosa potrà darci, una prova, una certezza, che lo spirito esiste, che non sono facoltà puramente cerebrali teoricamente illimitate?!
    Che insomma sopravviveremo alla morte, perché non è tutto nel cervello, ed in chissà quali sue potenzialità che non possiamo escludere?!
    E certo che è questo, in definitiva, quello che ci interessa: non i fenomeni fisici o non i fenomeni fisici!
    Direi che, più o meno paradossalmente, sotto questo profilo, cioè quello della certezza della sopravvivenza alla morte, non ci troviamo poi in una situazione così diversa da questi altri qua del Cicap che, ai fenomeni, non credono o fanno finta di non credere: o sbaglio?!

  89. Andrea Pasotti dice:

    Dunque, mi scuso, ho saltato la conclusione, che è questa: non so se le tuo libro rispondi a questa domanda, ma certo è che faresti opera meritoria se ora qui riuscissi a sintetizzare il più possibile quel che pensi di questo, a beneficio di tutti quelli che, più o meno colpevoli di questo che siano, non seguiranno la mia strada del leggerle, le tue cinquecento pagine.

  90. Andrea Pasotti dice:

    Ancora una cosa, scusate ma stasera vado a singhiozzo: Dennis Rawlins è stato denunciato da Randi & Company per le sue “rivelazioni”?!
    E se sì, com’è andata a finire?!

  91. pielle dice:

    Anni fa mi occupavo più a fondo del legame paranormale-sopravvivenza alla luce dell’opera tutta del prof. Giorgio di Simone dell’Istituto Gnosis di Napoli, le cui conclusioni erano per una “imponente massa indiziaria”. Giorgio di Simone stimava molto Gustavo Rol, quando lo frequentava ed ancora oggi ne parla volentieri. In buona sostanza: se le facoltà paranormali non sono legate alle possibilità note dell’uomo, ma svincolate al punto di manifestarsi soprattutto ma non esclusivamente in stati di “piccola morte” come la trance medianica o l’estasi spirituale, chi può escludere che esse non sopravvivano anche alla vera morte, almeno come essa è conosciuta, in quanto legate all’ “essere metafisico” solo contingentemente e provvisoriamente racchiuso nel corpo psico-fisico come ci appare ?

    Per alcuni grandi fenomeni Rol soffriva di una intensa prostrazione, come se dovesse cavarli da dentro con molto sforzo.

    Conosco bene il “Laboratorio” di Bologna e le loro ultime ricerche (un volumone di “Atti”) sulle “voci” di Marcello Bacci. Che fisici, psicologi e tecnici radio da anni si dedichino ad un imbroglione che opererebbe a Grosseto è semplicemente ridicolo.

    Questo è il link dell’esperimento da Bacci con il prof. Mario Salvatore Festa, fisico dell’Università di Napoli, anche a radio spenta :

    http://www.marcellobacci.it/esperimento2.htm

    Servono commenti sul valore delle illazioni di Marco Morocutti, che non ha mai partecipato ?

  92. Franco Rol dice:

    Mi spiace, ma sintetizzare non è possibile. Mi limito a riferire che, sia secondo G. Rol che secondo la tradizione metafisica, I DEFUNTI NON SONO TRA NOI.
    Gli spiritisti si mettano l’animo in pace. L’insegnamento di una fantomatica Entità non ha nulla a che vedere con quello di un Maestro in carne ed ossa. Peraltro, il “medium” non è che un “ripetitore” inconsapevole di ciò che si trova nell’“etere”, con tutti i limiti e i rischi che vi sono associati (si veda “Errore dello spiritismo” di Guénon).
    La certezza di poter sopravvivere alla morte può essere raggiunta solo facendo un percorso di distacco dalla “materia” per arrivare a quella condizione onnipercettiva e al tempo stesso trans-percettiva che Rol ha chiamato “coscienza sublime”, e che gli indù chiamano samadhi o nirvana. La ricerca parapsicologica non trova spazio in questo approccio, il quale è “dal di dentro” e non “dal di fuori”.
    Comunque, occorre anche dire che la sopravvivenza COSCIENTE oltre la morte non è per tutti. Essenzialmente: chi in vita non ha imparato a usare la coscienza senza l’ausilio dei cinque sensi, non sarà in grado di usarla quando questi sensi non avranno più il supporto fisico. In poche parole: il paradiso non è gratis…

  93. Andrea Pasotti dice:

    Quindi per te Andrea non esiste ma è solo un’accozzaglia di informazioni sparse per l’etere che poi il cervello alterato di Piancastelli riordina per decenni in una personalità coerente e in una “weltaschauung” completa, originale e mai contraddittoria.
    Possibile, ma non facile da credere, specie per chi ha dimestichezza con quel fenomeno o con quella dottrina.
    Forse ancor più difficile da credere è quell’ipotesi alternativa che egli non sia un assieme di informazioni riorganizzate, bensì uno di quei tanti spiritelli (o le loro anime) che bazzicano per l’astrale e le cui comunicazioni, come ben sappiamo, valgono poco o niente, se non come consolazione dei disperati (il che, se vogliamo, è, comunque, già qualcosa).
    Forse una replica su questo andrebbe fatta fare direttamente da quelli di Napoli: gli stessi di Simone (e tu sai quanto di Simone sia legato anche a Rol!) e Piancastelli; o anche Ravaldini.
    In ogni modo: certo che conosco Guenon, ma non ho mai pensato di prenderlo per Vangelo (come non ho mai preso per Vangelo, ad altro esempio se vogliamo affine, l’Evola di “Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo”).
    In particolare mi sono sempre chiesto come facessero, questi personaggi, ad affermare con tanta sicumera cose così inverificabili (da uomini, beninteso!).
    Questa disputa tra “sopravvivenza élitaria” (solo per quei pochissimi “eletti” che in Terra raggiungono “samadhi”, o come in altro modo dici “emacipazione dalla sensorializzazione”) e “sopravvivenza democratica” (ossìa per tutti, così come sostiene il mio, quantomeno presunto, omonimo disincarnato; con piena integrità autocosciente - benché priva di sensorio: perché un certo residuale sensorio, semmai, appartiene allo spirito dotato d’anima, e non già allo spirito puro -, anche recuperata dopo una breve fase “letargica” di rielaborazione intrinseca dell’esperienza terrena appena conclusa), mi riporta alla mente grandi dispute fatte anni orsono con un caro e compianto amico, che sosteneva esattamente quel che sostieni tu: e, cioè, che sopravvivono (pienamente) solo gli “eletti”.
    Quest’amico è, per l’appunto, venuto a mancare tragicamente e prematuramente.
    E ora pare che torni a dire che si era sbagliato, e che sopravviviamo tutti.
    Ma, certo, secondo il tuo modello, quello che sta tornando, non è lui (anche qualora sopravvissuto in quanto “eletto”): ma, bensì, solo un assieme di dati che il medium riorganizza.
    E chi può escluderlo?!
    Posso solo dire, in modo molto terra terra, che mi auguro che Dio sia più buono di come lo presenti tu ed una certa tradizione metafisica (non tutta); e che, dunque, si abbia ragione noialtri “Andrei”, quando pensiamo che si sopravviva tutti.
    Anche perché, se così non fosse, resterebbe da spiegare che ne è di quella coscienza in stato d’indipendenza dal corpo di quelli che si vedono morenti riferendo contesti risultati corretti, ed anche perché certi bambini si portano addosso i segni dei defunti che sostengono di essere stati (come da mia relazioncina).
    Ma se non hai voglia di rispondere, ribadendo cose che ti pare di aver già detto e ridetto in altri contesti (e che, riconosco, richiedono ben altra esaurienza), e vuoi quindi legittimamente rimandare al tuo libro, che sicuramente ti sarà costanto non poca fatica (ma, credo, anche molto entusiasmo!), ti comprendo appieno.

  94. Andrea Pasotti dice:

    Comunque riguardo a certi azzardi e a certe generalizzazioni di Guénon, può essere utile leggersi “La reincarnazione nel mondo moderno” di Edouard Bertholet (Edizioni Mediterranee): egli è impietoso nel “fare le pulci” a Guénon, tanto quanto sa esserlo solo…Guénon!

  95. pielle dice:

    Sarei prudente su affermazioni apodittiche (nel senso corrivo di “dogmatiche”). Mai venga meno l’indagine su queste fenomenologie intellettive, preferibile all’adesione acritica proveniente dalla stima verso una persona che è stata senza dubbio eccezionale o verso una “entità” coerente nel tempo e nelle sue manifestazioni. Ernesto Bozzano de “La letteratura dell’Oltretomba” può avere ancora molto da insegnare.
    Mi ripromettevo uno studio critico su Guénon da pubblicare su una rivista di parapsicologia ad indirizzo sopravviventistico, ma una dopo l’altra chiudono tutte.

  96. Franco Rol dice:

    Ho citato Guénon perché è l’esempio più significativo. Ma di certo non fu una “sua opinione”, così come non è una “mia”. Ma il discorso sarebbe appunto troppo esteso. Non condivido comunque la separazione tra elitario e democratico: chi vince una medaglia d’oro non è uno che fa parte di una elite, quanto uno che si è dato da fare. E sarebbe ora di lasciare da parte i buonismi, così come le consolatorie antropomorfizzazioni di Dio. Dio è buono e severo al tempo stesso, e su questa severità consiglierei di riflettere.
    Ma vorrei tornare a ciò che è davvero importante, dal mio punto di vista, in questo blog: il fatto che Massimo Polidoro solleciti Piero Angela a commentare quelle che sono le testimonianze che sin dal 1986 tramandano un resoconto diverso da quello da lui fatto. Vogliamo o una smentita o una “confessione”, e torniamo a ribadire che sarebbe alquanto spiacevole per Angela se un bel giorno sul web comparisse un nastro audio di quelle serate che lo smentissero palesemente.
    Ha la possibilità di fare ammenda e sarebbe certo apprezzato. L’ipotesi macchina della verità/fMRI è ovviamente solo una provocazione, anche se mette per un momento gli scettici dalla parte degli “esaminati” e indagati (come ci si sente?).
    L’altra cosa che ritengo importante è che Polidoro si prenda carico delle conseguenze della sua (falsa) affermazione pubblicata su Focus e più sopra menzionata, ovvero che Rol «al termine di ogni esperimento distruggeva sempre tutto». Vorrei sapere:
    1) ammettendo per un momento che l’affermazione sia vera, quale sarebbe il valore documentale, agli occhi di un illusionista, di un esperimento di Rol “non distrutto”?
    Infatti mi pare chiaro che per gli illusionisti (con Polidoro, anche Tomatis e altri che ripetono le stesse cose senza mai una conoscenza diretta delle fonti) questo sia un punto importante, altrimenti non lo avrebbero tanto enfatizzato. La risposta dovrebbe essere abbastanza retorica: una verifica sui materiali degli esperimenti potrebbe confermare l’ipotesi illusionistica. Bene. E per quanto riguarda l’opposto, varrebbe lo stesso? Se cioè i prodotti di questi esperimenti non presentassero nessuna anomalia, proverebbero il prodigio? Crediamo di no. Ma di certo sarebbe un indizio ulteriore a favore della sua autenticità. Giusto? Quindi:
    2) dal momento che esistono decine di esperimenti sopravvissuti e di molte tipologie diverse (quadri, fogli, carte, tovaglioli disegnati e via dicendo) che ne dicono Polidoro e soci di cominciare a assumersi la responsabilità delle loro affermazioni, e di programmare delle analisi su alcuni di questi documenti? Noi siamo disponibili.

  97. Andrea Pasotti dice:

    Anzitutto preciso che non prendo “Entità A” per oro colato.
    Mi pare solo un fenomeno assai significativo: e, se gli scettici non lo menzionano neppure, è perché evidentemente davvero non sanno a che cosa attaccarsi!
    Il riferimento alla “bontà di Dio” era, ovviamente, solo una semplificazione.
    Un operaio della FIAT (ma vi sono condizioni ben peggiori!) che non può lavorare su “desensorializzazione” o “samadhi”, anche solo perché non ha il più vago sentore che tali cose esistano, non ha, per via di questo, diritto alla sopravvivenza alla morte?!
    Ha forse un qualche demerito per non aver “lavorato sodo” in tal senso?!
    Io rigetto un Dio simile; a fatica Lo accetto anche nell’ipotesi alternativa!
    Ma in ogni modo riconosco che discutere di queste cose qui è veramente assurdo.
    Per questo, semmai, abbiamo bisogno di uno spazio nostro.
    Dunque, concordo nel lasciare via libera, ed assolutamente prioritaria, alla “sfida” di Rol a Polidoro.

  98. Andrea Pasotti dice:

    Ad ogni modo se ci tenete aggiornati, qui o dove riterrete (ma Franco Rol non può aprire uno spazio di confronto nel suo sito dedicato a Gustavo?!), su questa sperimentazione, vi saremmo grati.

  99. Andrea Pasotti dice:

    In ogni caso vorrei correggere una mia affermazione: “Chi vieta che tutto questo possa inerire facoltà straordinarie ed inesplorate del cervello, senza che vi sia null’altro di più?!”
    A mio giudizio lo vieta, sulla base della nostra conoscenza scientifica, il fatto che un’OBE (da NDE) con riscontri oggettivi avvenga quando l’EEG è piatto, e dunque, per quanto possiamo saperne, il cervello non sta funzionando (nel link che riporterò, si menziona addirittura un caso di isolamento audiovisivo suppletivo!)!!!
    Appellarsi, in questo caso, a facoltà straordinarie e sconosciute del cervello quando, di fatto, riconosciamo il cervello stesso come “spento”, ha un valore puramente teorico ed astratto, ma in pratica non ha alcun valore, quantomeno fino a prova contraria, che allora è, evidentemente, ad ònere della controparte!
    Qui ci aggiriamo davvero nei paraggi della certezza, che la scienza, attualmente, può darci!
    Ecco qua: http://www.nderf.org/Italian/von_lommel_italian.htm
    E con questo, contestualmente, ho messo in gioco, tanto per gradire, una frode di Shermer.

  100. teo dice:

    ciao a tutti
    è da poco che cerco di capire come roll riuscisse a fare ciò che riusciva a fare e so al 100% che ciò che faceva non aveva nulla a che vedere con l illusionismo
    io non sono un illusionista o un mago. ho iniziato a informarmi su rol e su altre persone in grado di fare cose che la scienza non si spiega
    da quando son riuscito a spostare un oggetto senza toccarlo
    cmq ho scoperto che rol fece un viaggio con un amico non ricordo dove cmq spiegava che ogni giorno andava in un locale dove ogni giorno trovava un tipo seduto ad un tavolo in un angolino del locale
    all ultimo giorno rol andò da quest uomo x sapere xkè ogni giorno andava li x strsene da solo in disparte
    quest uomo disse a rol che era in grado di fare cose che nessun altro uomo era in grado di fare, rol credendo lo stesse prendendo in giro lo mise alla prova; uscirono dal locale e quaell uomo gli fece vedere che era in grado di fermare l orologio del campanile che si trovava ad una decina di metri da loro e di farlo ripartire e bloccare tutte le volte che lo desiderava
    è da quel momento che rol inizio a sperimentare se stesso con ciò che lo circondava
    e uno dei suoi primi esperimenti è quella famosa legge che congiunge il colore verde, il calore e la quinta musicale ovvero un insieme di tre note il do il sol e mi pare il fa
    non son riuscito a capire il collegamento ma credo che fosse in grado di collegare i suoi sensi a queste tre cose
    scusate non mi so spiegare bene è difficile da spiegare quello che voglio dire e non so come fare dovrei star qui a scrivere x delle ore
    cmq non ho ancora avuto modo di sperimentare questa cosa.
    ma non mi arrendo cercherò di arrivare fino in fondo a questo problema devo capire
    Nessuno di voi sa che collegamento ci sia? se si potreste spiegarmi tanto x capire se sono sulla buona strada o meno?

  101. teo dice:

    tra l altro il link di rita cutulo
    non capisco che cosa ci sia di cosi stupefacente
    è semplicemente energia spirituale che si attiva attraverso la respirazione adesso non ricordo se polmonare o addominale o tutt e due cmq la sensazione che si prova quando succede questo ovvero quando si concentra energia in un sol punto in questo caso la mano
    è di formicolio cioè la circolazione aumenta e assieme alla circolazione anche l energia ovviamene poi si sente la mano intorpidita
    già solo avvicinando la mano a 3-5 cm dall oggetto si puo già sentire il corpo solido come se fosse appoggiato al palmo
    appena smetti di seguire la tua respirazione l oggeto si stacca xkè la circolazione torna a scorrere in modo normale e l energia torna al suo punto di comando che sarebbe o l addome o lo sterno dove si trovano 2 dei 7 principali chakra

  102. Andrea Pasotti dice:

    Ma non ci fate sapere più niente riguardo a quella sperimentazone ed alla condizione che Rol mi pareva aver posto, cioè un intervento di Angela?!
    E a proposito, Morocutti non doveva trovare un minuto per noi, per relazionare su Grosseto e confutare un articolo tecnico?! :-)

  103. pielle dice:

    Riguardo il signor Morocutti penso ci sarà da aspettare a lungo, in attesa che risolva il suo dibattito interiore se ammettere o no gli apporti avvenuti durante la sfuriata del burbero Bacci. Il qual ultimo ha deciso di smettere l’attività psicofonica (le “voci” alla radio) e di smantellare tutto, un po’ per l’età (82) e soprattutto per qualcosa di ambiguo e notevole (se vero) avvenuto tra il CERN di Ginevra (il guasto del 21 settembre scorso ?) e le “voci” di Grosseto che gli avrebbero annunciato la creazione di una non meglio precisata “Grosseto zone” (?).
    L’uomo è un misantropo di poche parole, piuttosto inavvicinabile e quanto trapela dal suo entourage è scarsamente attendibile, per ora.
    Ma io ho “informatori” seri a lui molto vicini e appena saprò qualcosa di sufficientemente attendibile qui lo scriverò.

  104. Andrea Pasotti dice:

    ROL-ANGELA: UN’ALTRA TESTIMONIANZA.

    Da qui: http://www.webalice.it/cipidoc/studio9.htm

    L’ultima volta che vidi Gustavo Rol fu in un assolato pomeriggio di fine settembre 1994, in una camera mortuaria dell’ospedale “Molinette” di Torino, in via Santena, a due passi dal Po. L’avevo sentito per telefono diverse volte, l’ultima delle quali a giugno, prima che lasciasse la città per un periodo di convalescenza al mare. Eravamo rimasti d’accordo che ci saremmo risentiti a metà settembre, dopo il suo rientro in città. Non lo sentii più. Ora lo vedevo lì, composto nel feretro, elegantissimo nella sua giacca di cammello, con il rosario stretto tra le dita, il volto sereno, quasi sorridente. I suoi magnetici occhi azzurri erano chiusi per sempre. Chi lo incontrava non poteva non notarli: squarciavano l’animo mettendo a nudo la parte più nascosta dell’essere, quella che si ha paura di mostrare. Quando ti guardava era come se ti stesse leggendo dentro e tu capivi che lo stava facendo davvero. Se n’era andato a novantuno anni con un unico grande rammarico: non essere riuscito a farsi capire dalla scienza. Negli ultimi mesi avevamo parlato a lungo: era stanco, debilitato ma sempre molto lucido e pugnace. Mi aveva raccontato dell’inaspettato e durissimo attacco sferratogli anni prima da Piero Angela e delle successive polemiche alimentate da articoli e lettere pubblicati su “La Stampa” di Torino. Era amareggiato perché non riusciva a capacitarsi dell’acredine che il giornalista televisivo nutriva verso di lui e dell’accanimento con cui cercava di distruggere la sua immagine, deformando verità e fatti.

    “E dire – mi confessò – che fu proprio Angela a cercarmi attraverso comuni amici, chiedendomi di incontrarlo. In verità, io non incontro volentieri i giornalisti, ma con lui feci un’eccezione e sbagliai. Lo incontrai due volte in presenza di amici (ndr. buoni testimoni di quanto accadde), e feci alcuni dei miei soliti esperimenti che parve apprezzare. Mi era sembrato una persona seria, a modo e persino intelligente, poi i fatti mi fecero ricredere. Può immaginare il mio stupore quando, qualche tempo dopo, mi trovai citato in un libro che aveva nel frattempo scritto per dissacrare la parapsicologia e che la praticava. Ero indignato! Riferendo degli incontri avuti con me, Angela ironizzava ferocemente sugli esperimenti che avevo fatto e che lui definiva giochetti ingenui e ridicoli che qualsiasi prestigiatore da quattro soldi era in grado di fare. Anche le prove di lettura di un libro chiuso e di materializzazione di un dipinto erano presentati come trucchi da baraccone, sui quali era opportuno stendere un cortese velo di silenzio. Ora, lei capisce che questo non è un comportamento corretto. Se aveva qualcosa da dirmi, o se pensava che i miei esperimenti fossero trucchi, avrebbe dovuto dirmelo lì, sul momento, affinché io potessi replicare e dimostrargli che non era così, e non invece plaudire come hanno fatto tutti, per poi ribaltare verità e fatti. Chi si atteggia, come fa lui, a uomo di studio deve essere onesto, leale e soprattutto obiettivo perché altrimenti tutto ciò che fa o che dice non è “scienza”, ma soltanto “manipolazione”. In seguito, per giustificare in qualche modo il suo proditorio attacco, sentenziò che avrei dovuto farmi controllare da lui o da qualche suo tirapiedi, in grado di appurare la genuinità dei miei esperimenti. Ora, con quale animo avrei potuto sottopormi ai controlli di chi aveva già dichiarato al mondo intero che ero un impostore? Quali risultati avrei ottenuto? Avrebbe ritrattato le sue affermazioni? Certamente no. Ma, le dico di più: com’era possibile che scienziati di fama mondiale (ndr.Einstein, Fermi…), medici (Gavosto, Dogliotti, Mensi…), letterati (Buzzati, Pitigrilli, Bevilacqua, Temolo…), artisti (Fellini, Gassman, Zeffirelli…), giornalisti (Casalegno, Lugli, Allegri…), capi di Stato e di governo (De Grulle, Kennedy, Saragat, Fanfani…) industriali (Valletta, Agnelli, De Benedetti…) religiosi, filosofi e militari, più uno stuolo di altre persone di ogni cultura, ceto e paese che hanno assistito in più di mezzo secolo ai miei esperimenti, com’era possibile che tutti fossero stati ingannati da me? Eh sì, per Angela invece era proprio così, perché diceva che erano tutti incompetenti in trucchi, mentre lui, bravo e perspicace, aveva subito capito tutto e non si era fatto imbrogliare. Che aggiungere! Una personcina proprio a modo, obiettiva e per nulla presuntuosa. E io avrei dovuto confrontarmi con uno così? Uno studioso, un vero uomo di scienza, quando non è in grado di dare una spiegazione razionale a certi fenomeni, riconosce in tutta onestà i suoi limiti e non si ostina a negarne l’evidenza, ribaltando verità e fatti. Meglio, dunque, rimanere ignorato da una scienza che si comporta così e che, non essendo in grado di comprendermi, mi oltraggia facendomi sfidare da un prestidigitatore (il mago Silvan) piuttosto che venir meno a quei principi cui mi sono sempre ispirato e che sono il fondamento stesso della mia vita.
    Caro Blancato, ormai non posso più fare nulla per far capire a questa “scienza scettica” che oltre alla materia esiste anche lo “spirito”, e che è proprio questo spirito – che è in tutti noi e che io intuisco appena appena – a farmi fare, a suo comando, tutte quelle cose che sbalordiscono e che invece qualcuno ha reputato trucchetti ridicoli. Io avevo dischiuso una porta alla scienza e Piero Angela l’ha chiusa. La sua arrogante piccineria non bloccherà il cammino dell’umanità verso lo spirito, ma certamente lo ritarderà di diversi anni. Aveva una porta aperta e l’ha chiusa a se stesso e al mondo intero. Ed è proprio questa la colpa che non gli perdonerò mai. Io andrò via da qui prima di lui e da lassù lo aspetterò col dito puntato per ricordargli il danno che ha causato con la sua vanitosa e cieca presunzione. Un giorno non lontano saremo tutti chiamati a rispondere delle nostre azioni e lui dovrà rendere conto, tra le altre cose, anche di questo”.
    Mi sono più volte chiesto perché mai Rol mi avesse raccontato questa sua dolorosa esperienza. Aveva moltissimi e potenti amici, mentre io ero una conoscenza ininfluente dell’ultima ora. Che cosa pensare? Il suo era stato soltanto uno sfogo o che altro? Forse sapeva già che, a differenza di tante altre persone cui aveva aperto il suo cuore, io ne avrei fatto tesoro e ne avrei parlato per difendere la sua onestà e la sua memoria. Ho vissuto empaticamente con lui l’amarezza di quei giorni e, vedendo il tormento che provava, ho contratto in cuor mio un debito morale che ora, a undici anni di distanza dalla sua scomparsa, sto finalmente iniziando a onorare.

  105. Claudia De Campus dice:

    Gentile sig. Pasotti, ho letto con molto piacere il suo commento. L’idea che ho di Rol è qualcosa che va oltre tutto ciò che ho visto e letto sui libri ad oggi. Ciò che lei racconta, finalmente lo umanizza. Ho sempre pensato che i “giochi” con le carte che quell’uomo faceva, non fossero altro che la scorza per principianti. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo per fargli tante domande e non per vedere ed assistere a strabilianti magie. Non sò se Rol abbia volutamente deciso di mostrarsi e farsi conoscere in quella maniera, ma se così fosse, forse sarebbe il caso di chiedersi il perchè. E’ anche vero che certe Realtà quando si manifestano, sfuggono all’umana comprensione anche di chi ne è testimone diretto. Lui stesso ammetteva di non essere in grado di controllare attivamente certi fenomeni…e anche questo dovrebbe indurci a riflettere senza dover cercare a tutti i costi risposte immediate. Credo che la scienza (quella seria) abbia iniziato, da qualche decennio, a considerare seriamente certe cose. Io sono molto fiduciosa, e allora non solo Rol, ma tanti altri, verranno rivalutati. A me rimane la grazia di pensare che questo mondo, per fortuna, non è fatto di soli numeri e che l’esistenza, proprio per il fatto che è illusoria, possa cambiare in meglio. Credo che questo sia il più bel messaggio di Rol: L’uomo è un’essere votato a grandi cose. Purtroppo siamo ancora tanto piccoli anche se ogni tanto ne nasce uno eccezionale che ci ricorda che c’è dell’Altro che ci aspetta chissa dove…

  106. Massimo.F. dice:

    Caro Massimo
    grazie infinite per aver dato la possibilita’ a pielle, Andrea Pasotti e Franco Rol di poter esprimere, qui sul tuo sito, le loro opinioni e le loro conoscenze riguardo i “poteri paranormali”, anche se opposte al tuo modo cicappiano di vedere la realta’.
    Spero risponderai al piu presto alle loro domande,
    e spero anche tu possa illuminarci su Mario Azzoni,
    visto che voi del cicap evitate sempre questo “argomento”
    (forse perche e’ ancora in vita???).

    x F.Rol
    segue sempre il tuo blog su G.A.R.
    vorrei sapere se ci sara’ mai un altra esposizione dei quadri
    di Rol.
    ciao a tutti

  107. Andrea Pasotti dice:

    L’acceleratore di particelle di Ginevra è ripartito, e gli scienziati non nascondono il loro ottimismo: si parla di “nuovi scenari per la fisica”.
    Pielle non ha nessuna novità a proposito di Bacci e della “Grosseto zone”?
    Chiedo scusa a Franco Rol se in questo spazio su Gustavo si dà anche un’occhiata all’attualità, ma non credo che a lui dispiacerebbe.

  108. Pielle dice:

    Marcello Bacci si è definitivamente ritirato dalla scena metafonica. Lo ha affermato in mia presenza in modo deciso in una saletta del recente (ottobre 2009) convegno di parapsicologia di Bòrgaro Torinese. E’ ormai anziano e molto affaticato. Ciò è coinciso con l’apparizione del monaco Alitalco in una chiesetta di Ginevra, ad una ricercatrice del CERN, come dicono varie fonti, non so quanto attendibili. Tale monaco sarebbe una delle “voci” udite in questi anni a Grosseto. Teniamoci prudenti con queste affermazioni che è meglio.
    Di fatto la metafonia a Grosseto (qualunque giudizio le si voglia dare) è finita. La “Grosseto Zone” come progetto metafonico in grande scala ha fatto paura all’ultraottantenne metafonista toscano. E su ciò un’era si è chiusa.
    Ha raccontato di grandi fenomenologie fisiche, che qui non cito perché si tratta di affermazioni molto forti come effetto, ma non suffragate da testimonianze.
    Molti aspetti della metafonia di Bacci sono sfuggiti ai suoi detrattori ed ai suoi seguaci, giusto per tenere in piedi il mistero…
    Negare Bacci significa vietarsi di indagare su alcuni aspetti particolari dell’estrinsecazione medianica presso il suddetto, elementi non necessariamente intesi in termini strumentali.
    Io l’ho frequentato e, forse, continuerò a vederlo.
    Grosseto non riaprirà più.
    Grosseto…

  109. Andrea Pasotti dice:

    Capisco…peccato…tra chi, come Gustavo Rol, è già passato nell’altra dimensione, e chi si approssima a farlo, mi chiedo quale sarà il futuro della ricerca, se vi sono “rincalzi” degni…non voglio nascondere una certa preoccupazione…e comunque, a proposito, appunto, di ottantenni, chiedo a Massimo Polidoro che ne è di Corrado Piancastelli (e degli accertamenti scientifici su di lui effettuati) dal punto di vista del CICAP: forse che, lorsignori, ritengono il “fenomeno Entità A” talmente scadente da non meritare neppure la benchéminima menzione, sul loro proprio sito?!
    Mi pare di poter dire che, questo strano silenzio, lascia spazio a varie interpretazioni…

  110. Andrea Pasotti dice:

    Prendo atto che Polidoro si è ritirato dalla conversazione, verosimilmente adducendo l’intollerabilità dei nostri dubbi circa l’integrità della loro Associazione.
    Purtroppo per loro, però, non saremo né i primi né gli ultimi.
    Buone feste a tutti.

  111. Luca Neri Cesena dice:

    Chi a poteri lo dimostri.chi a storie da raccontare scriva libri.

  112. Andrea Pasotti dice:

    Riguardo al precedente post: chi ha interventi pubblici da fare si periti di studiare un minimo d’italiano.
    Ma passiamo oltre.
    Polidoro rientrerebbe mica “obtorto collo” nella conversazione, se per caso io qui spiattellassi direttamente una sua frode?!
    Prima di soddisfare la sua legittima curiosità in tal senso, però, egli non potrebbe non darmi conto del perché, un’Associazione che sostiene di “promuovere la ricerca scientifica e critica sul paranormale”, tace scientemente quanto di scientifico e critico è stato fatto circa una delle realtà paranormali italiane più significative di sempre (con medium vivente), e cioè il “caso entità A” (naturalmente, non è certo l’unica cosa che il CICAP tace scientemente, è ovvio; ma questo fenomeno mi sta particolarmente a cuore, come si sarà capito).
    Ahimé, è un cinico mondo in cui non si fa niente per niente, questo, caro il mio Massimo: dunque, tu mostra la tua buona volontà, in quanto Segretario Nazionale, a debitamente “promuovere la ricerca sul paranormale” anche sotto quest’aspetto, ed io, comune mortale, a stretto giro di posta, mi impegno a rivelarti la tua frode: di modo che tu abbia agio di controbattere e spiegarti, il che così infine, beninteso, mi vedrà cooperare alla qualità complessiva del vostro lavoro (sic!).

  113. Pielle dice:

    Veramente ci sarebbe anche il “caso Carlos Diaz”; ma è ufologico e poi è talmente clamoroso ed inattaccabile che la stessa parapsicologia ufficiale e di stretta osservanza (non quella “umanistico esistenziale” o “di frontiera” che va ben oltre le mere risultanze strumentali) me lo ha rigettato in faccia, pur avendo io buone possibilità di inserirmici.
    Più che il Cicap del “caso Carlos Diaz” dovrebbero occuparsi i parapsicologi in collaborazione con gli ufologi; sul perché essi (quelli del “parapsicologicamente corretto”) rifiutino di occuparsi di casi così eclatanti si potrebbe iniziare a discutere (io una ideina l’avrei…), ma forse non qui.
    Non chiedetemi invece nulla su Carlos Diaz e le mie “possibilità”. Silenzio assoluto: non intendo bruciarmi il “gancio”.

  114. Pielle dice:

    Tornando al mio iniziale intervento sulla seconda serata fra Rol e Piero Angela a metà degli anni ‘70, pur avendo quest’ultimo usato poi la parola “frode” riferendosi agli esperimenti visti in casa del sensitivo torinese, io per la susseguente nascita del Cicap uso la locuzione “diversa versione”: ossìa che il Cicap nacque su una diversa versione che Piero Angela e Gustavo Rol diedero dei fenomeni svoltisi quella sera a Torino. Va bene così ?
    Come ci sono i “diversamente abili” o i “diversamente bianchi” (Rosarno) ci possono anche stare le “diverse versioni” o i “diversamente osservanti” o “concludenti”.
    Insomma: il vizio del Cicap è proprio ab origine, c’è poco da fare.

  115. Pielle dice:

    Se Massimo Polidoro non risponde, vuol dire che è ancora in Florida, a Fort Lauderdale, presso James Randi. Così annunciava settimane addietro l’home page del suo sito che mi sono sforzato di leggere, “sforzato” tanto è irridente !

  116. Andrea Pasotti dice:

    A quest’ora Polidoro sarà tornato … ma niente, oramai non risponde più nemmeno alle provocazioni …
    Proverei, allora, a passare sul fronte dell’altro Grande Disperso, Franco Rol; provando, anche in tal caso, a lanciare un paio di provocazioni.
    Appena entriamo nel suo sito, difatti, ci troviamo di fronte ad un Gustavo Rol in stile Warhol, che reca in epigrafe il celeberrimo motto “hasta la victoria siempre”.
    Mi permetterei di consigliare, allora, al buon Franco, un libro uscito solo l’anno scorso, e che mi ha dilettato (si fa per dire!): “Che Guevara, missionario di violenza”, di Pedro Corzo (Spirali Editore); dopodiché, vorrei che mi spiegasse con che coraggio (o che ragionamento) associa il nome di Gustavo Rol a quello dell’Ernesto (altro che le quisquilie e pinzillacchere sull’Obama abortista!).
    E, sempre per rimanere in tema, vorrei anche che mi spiegasse come concilia questa sua evidente propensione per la sinistra politica con l’avere come saldi referenti dottrinari, da un punto di vista “spirituale”, autori come Guénon ed Evola, che “più a destra non si possono” (nel caso dell’italiano, anche su un piano propriamente politico).

  117. Andrea Pasotti dice:

    Niente da fare neppure su quest’altro fronte.
    Il mio ultimo post è stato comunque utile: ha evidenziato, dalle censure ricevute, che il pur serissimo Massimo è allergico alle battute di spirito; ergo, davvero tutto quanto abbia a che fare con lo spirito gli sta sullo stomaco!
    E che aggiungere, circa la “dipartita” di Morocutti?!
    Pielle era stato facile profeta, nel prevedere che l’avremmo atteso un pezzo; magari, anche per dirci se Paolo Presi e Daniele Gullà sono deficienti, quando relazionano, a proposito di Bacci, che “dall’esame delle strutture elettroacustiche delle voci esaminate e delle loro accertate anomalie oggi siamo in grado di affermare, con il supporto di evidenze documentali, che tali eventi acustici presentano caratteristiche fonetiche associabili a voci. Tali voci si presentano con evidenti caratteristiche di assoluta originalità, essendo strutturate e caratterizzate da parametri che divergono in modo significativo da quelli tipici applicabili alle voci umane. La presenza di zone formantiche costituite da rafforzamenti localizzati di rumore tali da conferire alla voce una struttura acustica prossima, ma non uguale, a quella umana nonché le anomalìe riscontrate nei luoghi di articolazione ci induce ad affermare l’esistenza di un processo di formazione atipico, la cui matrice ci è tuttora scientificamente ignota, ma oggettivamente operante”; od anche per dirci se i ricercatori brasiliani dell’Istituto di Ricerche BioPsicoFisiche di San Paolo, tra cui l’ingegnere acustico Carlos Luz, sono per caso ubriachi, quando ci informano che “premesso che la gamma della voce maschile va da 100 a 130 Hz e quella femminile da 130 a 210 Hz, abbiamo misurato la gamma delle voci paranormali. E i risultati ottenuti sono stati strabilianti: la frequenza è sempre superiore a 500 Hz, quella di Raudive arriva addirittura a 1428 Hz. Nessuno specialista di acustica e di elettronica è in grado di spiegare questo fenomeno, che distingue le voci paranormali da quelle umane”.
    Magari Morocutti avrebbe potuto spiegarci il motivo, per cui questi signori sono (sicuramente, ci mancherebbe altro!) un pò come Charles Richet quando misurava la temperatura ai fantasmi e la rilevava di 4,4 gradi centigradi: dei “candidi” ingannati dai “cattivoni”!

  118. Massimo dice:

    Caro Andrea,
    mi dispiace che tu la pensi così, ma non sono affatto serissimo: chiunque mi conosca sa che adoro l’umorismo e la comicità. Quello che non sopporto sono gli insulti fatti passare per battute e, dunque, ora sai perché le tue frasi sono state tagliate dai moderatori.

  119. Andrea Pasotti dice:

    … A parte Morocutti, chiamavo a suo tempo in causa anche il pressapochismo di Silvano Fuso a proposito di Stevenson, nel suo omettere scientemente la questione dei segni di nascita coincidenti coi segni di morte della personalità espressa dai bimbi.
    Egli preferisce, e ben lo comprendo, limitarsi a sostenere che la xenoglossia rilevata da Stevenson altro non è che acquisizione stereotipata di alcuni termini.
    Mi viene da chiedermi se sa di ciò di cui parla.
    Nel suo libro “Xenoglossy” del ‘74, difatti (testo che Fuso avrà letto senz’altro!), Stevenson ha documentato puntualmente la ricerca da lui condotta su di una donna americana di 37 anni che, sotto ipnosi, subiva un cambiamento completo sia della voce che della personalità, assumendo l’identità d’un uomo.
    In quelle condizioni, ella parlava fluentemente (altro che alcune parole stereotipate!) lo svedese, una lingua che, nel normale stato di veglia, non parlava né capiva, e con la quale mai era venuta a contatto.
    Per più di otto anni Stevenson (che, si concederà, non era un ritardato mentale: cosa che sarebbe stata, se non si fosse accorto che la signora ripeteva alcuni termini a pappagallo!) indagò su questo particolare caso; ed, in questo suo lavoro di ricerca, fu coadiuvato da linguisti, scienziati ed altri esperti vari, che indagarono in maniera meticolosa su ogni possibile spiegazione alternativa.
    La frode venne esclusa per tutta una serie di ragioni che Stevenson stesso elenca nel suo studio.
    Sia la donna che suo marito, medico, furono esaminati accuratamente.
    Entrambi furono sottoposti a un controllo pressante e continuo, e bisgna dire che entrambi i coniugi erano stimati come persone oneste e serie nella comunità in cui vivevano, ed il loro comportamento era considerato esemplare.
    Sicuramente possiamo escludere un motivo di interesse personale, perché, al contrario, lo svolgimento dell’indagine, che appunto richiese diversi anni, causò loro parecchi disagi.
    Anche la criptomnesia (lingua appresa nei primi anni di vita, dimenticata e di nuovo ricordata) venne esclusa.
    Insomma, anni di indagini sul soggetto non riuscirono ad evidenziare la minima possibilità che la donna od i suoi genitori avessero mai imparato lo svedese, o quantomeno fossero stati a contatto con qualcuno che parlasse questa lingua.
    Un altro caso rimarchevole su cui Stevenson indagò con lo stesso scrupolo venne riportato nell’edizione del luglio del 1980 del “Journal of the American Society for Psychical Research”.
    Era, questo, il caso di una donna indiana di nome Uttar Huddar, che, all’età di 32 anni, assunse spontaneamente ed improvvisamente la personalità d’una casalinga del Bengala Occidentale vissuta all’inizio del XIX secolo.
    Questa donna iniziò a parlare in bengalese anziché la sua madrelingua, il marathi.
    Questo fatto si verificava di continuo, e ogni volta, per giorni od addirittura settimane, fu necessario chiamare traduttori bengalesi per consentirle di comunicare con la famiglia.
    Eccetera eccetera.
    Da ultimo, per non scordarsi di Rol, chiederei a Silvano Fuso dove ha acquisito che la prestidigitazione (a suo sorridente e spocchioso dire, in definitiva unica prerogativa di Rol) include anche le diagnosi paranormali (tanto per dirne una); e lo sfiderei, in proposito, a trovarmi un prestigiatore in grado di effettuarne su persone mai viste prima e dalle quali nulla trapeli.
    Ma sono certo che anch’egli avrà evidentemente di meglio da fare, che degnarsi di scrivere qui…

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