#3: Paul è morto? Storia di una fantastica bufala rock

È online il terzo episodio del mio podcast, L’esploratore dell’insolito. Prendendo spunto da uno dei miei articoli sulle strane morti dei divi usciti quest’estate sul settimanale “Oggi”, in questo episodio rievocheremo insieme la più clamorosa delle leggende metropolitane della storia del rock: quella secondo cui Paul McCartney dei Beatles sarebbe morto nel 1966, ma sostituito da un sosia in tutto e per tutto uguale a lui!

Oltre a rievocare la storia, con tanto di clip musicali, effetti speciali e altro, intervisto Glauco Cartocci, autore di Paul is dead? Il caso del doppio Beatle (Robin Edizioni), che nel suo libro ha raccolto oltre duecento presunti indizi e ha immaginato dieci scenari diversi per spiegare quello che a molti appare come un autentico enigma: ma Paul McCartney è vivo o è morto? E poi…

“Armonia celeste e dodecafonia” di Andrea Frova

Andrea Frova, che a proposito di musica ha da poco pubblicato Armonia celeste e dodecafonia: Musica e scienza attraverso i secoli (BUR), ci lascia un saluto.

“Creatività” di Philippe Petit

Nella “Bottega dello scrittore” rispondo a una domanda che ho avuto modo di affrontare tempo fa: come si passa dal saggio al romanzo? Nel corso della mia risposta, cito un paio di libri che consiglio per approfondire; si tratta di Scrivere un romanzo di Donna Levin (Dino Audino Editore) e Gli attrezzi del narratore dell’ottimo Alessandro Perissinotto (BUR).

Infine, si parla anche del nuovo libro dell’equilibrista, illusionista e vero e proprio esempio creativo per artisti di ogni campo Philippe Petit, Creatività (Ponte alle Grazie).

E’ possibile ascoltare l’episodio sia con il player qui sotto che da questa pagina. Inoltre, è possibile iscriversi al podcast dal vostro iTunes, feeder, lettore o player utilizzando il seguente feed http://www.massimopolidoro.com/category/podcast/feed.

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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario nazionale del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre quaranta libri e di centinaia di articoli pubblicati su Focus e numerose altre testate. Rivelazioni. Il libro dei segreti e dei complotti (Piemme) è il suo libro più recente. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitter e Google+.




7 Comments

  1. […] Lavigne, con conseguente sostituzione della donna con un sosia. Chiaramente modellata sull’analoga leggenda riguardante Paul McCartney, la teoria del complotto si è talmente diffusa che diverse persone, nei forum e sulle pagine […]

  2. Certo che è curioso che invece si sospetti che siano ancora vivi dei cantanti dei quali si è annunciata la morte: da Elvis in poi

  3. Ne farò cenno anche nella nuova edizione del mio libro dedicato all’Odissea: “circola dai lontani anni ’60 una delle più famose leggende metropolitane, che riguarda la presunta morte di Paul McCartney in un incidente stradale. Il componente dei Beatles sarebbe stato sostituito in quattro e quattr’otto da un sosia, mentre i sostenitori della tesi complottista si scatenavano a trovare indizi nascosti del tragico evento nei testi e nelle copertine dei dischi del complesso. Gli stessi Beatles, da geniali burloni e fenomenali esperti di marketing quali erano, contribuirono in vario modo ad alimentare la leggenda. In effetti, niente di più facile che trovare un sosia del buon Paul, con la stessa faccia, la stessa voce, capace di suonare pianoforte, chitarra e basso, naturalmente da mancino (altrimenti è troppo comodo), che dopo morto ha composto centinaia di canzoni di successo, il tutto senza che nessuno dei suoi amici e parenti, e degli amici e parenti del sosia, si accorgesse minimamente di qualcosa. E senza che sia mai stato trovato il minimo documento, né un verbale di polizia, né una cartella clinica di un ospedale o di un’ambulanza, relativi a un incidente mortale. Per una tragica beffa del destino, la morte violenta e improvvisa colpì invece un altro componente del celebre quartetto: John Lennon, che nel 1968 aveva cantato Happiness Is a Warm Gun (Felicità è una pistola calda), fu ucciso da uno squilibrato dodici anni dopo. E naturalmente, anche nel suo caso, si scatenò una ridda di ipotesi sui presunti mandanti del suo assassinio. Questo può dare un’idea di come sia facile costruire una tesi che riesce a trovare miriadi di sostenitori, pur poggiando su basi tutt’altro che solide.”

  4. Saluti sig Glauco,la mia opinione è che Massimo Polidoro abbia ragione in pieno,pensare poi che il talento altalenante di PMC sia una prova della minor bravura del sosia mi lascia molto peplesso.Non pensare che in una carriera di oltre 50 anni un artista non abbia diversi alti e bassi è strano.Cosa dovremmo poi dire dei nostri Dalla e Battisti?Sinceramente credo siano morti molto prima, direi nei primi anni 80′,se dovessi basarmi sui loro prodotti musicali,se poi li comparassi con quelli che loro stessi cantavano degli anni 60′ e 70′ direi che hanno scelto dei sosia veramente scarsi dal punto di vista musicale.
    Se non mi sbaglip PMC sarebbe morto prima di comporre Lei it be,beh se così fosse direi che con il sosia ci abbiamo pure guadagnato

  5. Certo Massimo. Il nostro rispetto reciproco è chiaro e noto.

    Quanto a “paraeidolia e wishful thinking” (argomenti che come ricorderai tratto anche nel mio libro) posso essere d’accordo solo fino a un certo punto, anche perché i particolari non spiegabili sono troppi per essere ridotti solo a questo.
    Io parlo anche di “sincronismi” o coincidenze Junghiane, e credo che abbiano avuto anch’essi una certa influenza, ma ripeto che il mistero c’è ed è troppo ramificato per liquidarlo semplicisticamente.

    Inutile dilungarsi qui, visto che entrambi abbiamo occasione di esporre le nostre idee altrove (avendo io scritto un libro di 400 pagine, chi ci legge comprenderà che è estremamente difficile riassumere tutti i punti di vista e le possibili ipotesi)… nella sezione finale io delineo 10 “quadri” di come potrebbe essere andata, compresa la Great Hoax e le ipotesi “estreme”. Ogni quadro contraddice l’altro, sta al lettore scegliere, farsi un’opinione, integrarlo.
    Io la verità non ce l’ho, Massimo, e non pretendo di averla, ma ho molti dati da dare a chi è interessato davvero, superando l’abusato cliché della “vecchia leggenda metropolitana di Paul Is Dead”. (una “leggenda Metropolitana” non è, perché le Leggende di quel tipo nascono “dal basso”, qui, nell’ipotesi più morbida, è stato “pilotato” dal vertice…)

    Quanto al discorso che fai delle due “persone identiche” e di Mozart, beh “identici” i “Paul” non sono davvero, e il talento artistico di “Paul” (molto variabile nel tempo) è anche spiegabile in altri modi, che non posso riassumere qui per non annoiare.

    Al di là di ogni “dibattito” (non voglio assolutamente definire “polemica” la nostra garbata discussione) mi piace lasciarti con una frase di Daniel Pennac da un bel libro che ho appena finito di leggere:
    “Nella vita non sono I SEGNI che mancano, quello che manca è il CODICE”

    A noi trovarlo in ogni ricerca, o almeno trovare quello che ci sembra il codice giusto (e non è detto che lo sia).

    Ciao carissimo e grazie per “ospitarmi” qui. Glauco.

  6. Saluto caramente l’amico Massimo, sempre gentile nei miei confronti. Con la piccola precisazione che la nostra “intervista” risale a circa 9 anni fa, e da allora molte cose aggiuntive sono venute fuori sul caso PID.
    Un esempio è che è quasi certo al 100% che Paul abbia usato uno o più sosia nel corso della sua carriera.
    Per non parlare delle analisi craniometriche e vocali, che hanno spostato decisamente i termini della questione.
    Benché io non possa certo affermare con certezza che ci sia stata una sostituzione di persona (non parlo di “morte”, ma di rimpiazzo, PWR Paul Was Replaced), lo stato delle ricerche è tale da non poterla nemmeno escludere.
    Al momento io considero la sostituzione probabile al 40% e, anche nel caso Paul fosse sempre la stessa persona, ci sarebbero molte cose da spiegare.
    E comunque il termine “bufala” per quanto mi riguarda lo rigetto totalmente, anche nel caso Paul fosse sempre lo stesso (mai morto e mai rimpiazzato) resterebbe l’ipotesi anticamente definita Great Hoax (“grande burla”) che a ben vedere sarebbe un Great Puzzle, un raffinatissimo Gioco Intellettuale.
    Definire “bufala” una trama che (se così fosse) sarebbe quasi leonardesca mi sembra assolutamente riduttivo.
    Massimo ed io possiamo certamente restare amici pur nella differenza di opinioni. Un caro saluto.

    1. Ti ringrazio per l’aggiornamento, Glauco. Come sai, per me è pressoché impossibile che siano esistite (nella stessa epoca e nello stesso posto) due persone identiche con lo stesso geniale talento. Sarebbe un po’ come dire che sono esistiti due Mozart e che, dopo “Le nozze di Figaro”, uno a preso il posto dell’altro.

      Può darsi che qualche volta Paul abbia usato un sosia per qualche occasione in cui non gli andava di presenziare (anche se vorrei vedere prove convincenti al riguardo), ma al rimpiazzo permanente… credo poco.

      Forse hai ragione, il termine “bufala” è un po’ forte per descrivere la storia. Ma l’idea di un gioco costruito a tavolino dai Beatles, e quindi una grande burla o gioco artefatto in toto, mi pare altrettanto difficile. Se gioco c’è stato ha riguardato poche cose (la storia del Walrus, qualcosina su Sgt. Pepper’s…), ma il resto mi sembra più facilmente spiegabile come pareidolia e wishful thinking.

      So che non saremo d’accordo, Glauco, ma sai che se non stimassi la tua serietà e la sincerità nella ricerca non ti avrei nemmeno intervistato.

      Con amicizia :-)

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