Case stregate: psicologia del terrore istantaneo

Come si spiega l’eterno successo nei luna park di due attrazioni così diverse come le montagne russe e la casa stregata?

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Entrambe giocano con i nostri sensi e sfruttano colpi a sorpresa per stupirci, ma soprattutto condividono la stessa paura di base: la perdita del controllo.

«Una volta che sei sulle montagne russe, non puoi far altro che stare seduto e gridare» spiega Michael Boodley, presidente della californiana Great Coasters International, un’importante fabbrica di roller-coasters. «La cosa che vi si avvicini di più è trovarsi realmente su di un’auto guidata da un pazzo».

Anche Lynton Harris, che è stato a lungo responsabile del “Madison Scare Garden”, un festival annuale dedicato alla paura, usa un’analogia automobilistica a proposito delle case stregate: «Fuori ci sono 40 gradi e ti aspetti di entrare su un taxi con l’aria condizionata, ma all’improvviso il guidatore accende il riscaldamento e blocca le porte. Per quanto coraggioso puoi essere, ti accorgi di non avere più il controllo della situazione».

Ovviamente, la paura più grande di tutte è la morte e i creatori di case stregate sono maestri nello sfruttare la nostra paura di morire.

Per innervosire i clienti si cerca di creare una situazione inquietante con l’uso di odori, suoni e ogni tipo di sensazione fastidiosa. «Per questo le case stregate sono sempre nella penombra, c’è sempre qualche scheletro, c’è la nebbia e si sentono urla improvvise» spiega David Clevinger, creatore di case stregate per i parchi a tema in Florida.

«Nelle mie scenografie cerco sempre di creare una sensazione claustrofobica, con soffitti bassi e muri stretti; inoltre, per aumentare il senso di chiuso abbondo con l’uso di rami, ragnatele, stracci penzolanti…»

A volte, poi, è sufficiente il suggerimento di qualcosa di repellente per spaventare i clienti. «Fate sentire il rumore di insetti che ronzano e la gente comincerà a grattarsi la testa e ad agitare le mani per tutto il tempo» dice John Denley, presidente della Boneyard Productions a Salem, nel Massachussetts.

«Se fate sentire squittii di topi registrati e poi azionate dei getti d’aria all’altezza delle caviglie, vedrete che anche i tipi più grandi e grossi si metteranno a ballare il tip tap!» Una zaffata di formaldeide, infine, è sufficiente per creare un odore di morte, «indipendentemente dal paese in cui vi troviate» dice Clevinger.

Oltre a questi spaventi “suggeriti”, naturalmente, nelle case stregate si punta molto sull’effetto sorpresa.

Ce ne sono di due tipi: quelli in cui un elemento presente fa qualcosa di inaspettato e quelli in cui un elemento nascosto compare all’improvviso.

«Nella mia attrazione che si chiama “Terrore a Church Street” i clienti vedono Hannibal Lecter, lo psichiatra cannibale del Silenzio degli innocenti, dietro le sbarre di una cella» racconta Clevinger. «Lecter urla e si scaglia contro le sbarre, mentre i clienti ridono e strillano. Poi, il vagone su cui viaggiano si ferma, Lecter apre la porta della cella e comincia ad avvicinarsi. Quelli che sghignazzavano di più in genere sono quelli che si mettono a gridare più forte».

Lo spavento improvviso, infine, è il più facile da ottenere: «Come gettare un ragno finto in testa a qualcuno» dice Harris. «Lo chiamiamo lo scherzo da due dollari: è il più economico ma anche il più efficace».


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, insieme ai thriller Il passato è una bestia feroce Non guardare nell’abisso. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.



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