La bufala del rilevatore di esplosivi “rabdomantico”

Come si scopre la presenza di un esplosivo? Negli aeroporti si usano i raggi X per i bagagli, gli scanner corporali per le persone, i cani e il loro straordinario olfatto per trovare quello che non si può vedere.

fakebomb

Ma qualcuno sostiene di avere inventato qualcosa che supera tutti questi sistemi. Qualcosa che sembra quasi “magico”. Ma è davvero così?

Qualche anno fa è stato messo in commercio un prodotto straordinario, un rilevatore di bombe tascabile. Aveva un’impugnatura e un’antennina che poteva ruotare a destra o a sinistra, proprio come quelle dei rabdomanti.

Il "bomb detector" in azione...

Il “bomb detector” in azione…

Lo vediamo qui impiegato dalle forze di polizia dell’Iraq, che lo usavano ai posti di blocco per scoprire se nelle auto che passavano era presente o meno dell’esplosivo capace di trasformarle in auto-bombe.

Peccato che fosse una colossale bufala e a contribuire al suo smascheramento è stato il celebre indagatore di misteri americano, James Randi.

Di questo argomento ne ho parlato con Piero Angela a Superquark, durante la mia rubrica “La psicologia delle bufale”. Rivedi qui il video:

Superquark, Piero Angela, Massimo Polidoro, James Randi

RIVEDI IL VIDEO DI “SUPERQUARK”

Come sa bene chi mi segue, Randi ha un talento particolare per riconoscere gli inganni: per gran parte della sua vita si è guadagnato da vivere creando illusioni, era un mago insomma, e sa molto bene come ci lasciamo imbrogliare. Ma è anche un grande conoscitore di scienza e dunque ha intravisto alcuni indizi che lo hanno subito insospettito.

In particolare:

  1. il fatto che, sebbene i produttori di questi apparecchi sostenevano trattarsi di attrezzature altamente scientifiche, non si trovava un solo studio che ne comprovasse il funzionamento;
  2. poi era curioso che questi oggetti, fabbricati in Inghilterra, non erano commercializzati in quel paese e nemmeno negli Stati Uniti, ma venduti solo a paesi in via di sviluppo o dove erano in corso conflitti, come in Iraq o in Afghanistan;
  3. inoltre, era strano che i produttori pretendessero che nessuno aprisse mai gli apparecchi, che costavano mediamente sulle 10.000 sterline l’uno, sostenendo che erano troppo delicati e si sarebbero rovinati.

Così, Randi ha messo alla prova i sostenitori del detector, sfidandoli a trovare polvere di un esplosivo che aveva nascosto. Non ci sono mai riusciti. Poi ha deciso di aprire uno di questi congegni e ha scoperto che dentro non c’era assolutamente niente. Nessun congegno elettronico, nessuna batteria: solo una piccola scheda che non era collegata a nulla e serviva solo a dare un’apparenza tecnologica.

Il congegno, in sostanza, funzionava solo sulla base dell’effetto ideomotorio: il medesimo meccanismo alla base anche della bacchetta del rabdomante o del pendolino: la persona che lo tiene in mano, cioè, senza rendersene conto fa muovere la bacchetta o il pendolo che, altrimenti, resterebbe fermo.

Lo stesso avveniva con il “bomb detector”: chi lo impugnava, faceva ondeggiare l’antenna senza accorgersene. Solo che le conseguenze erano terribili: chi lo usava credeva cioè di rilevare bombe, dove in realtà non c’era nulla, e non le scopriva dove c’erano. Ci sono stati diversi episodi tragici di attentati che questi aggeggi avrebbero dovuto prevenire. Alcuni attentati terroristici al ministero dell’estero e a quello della giustizia in Iraq, per esempio, sono stati possibili perché la polizia ai checkpoint aveva utilizzato questi apparecchi che, naturalmente, non avevano rilevato la presenza delle bombe.

Solo dopo anni le autorità si sono decise a intervenire e i produttori di questa truffa sono finiti in galera.

Un altro esempio di come la pseudoscienza sia tutt’altro che innocua e un’altra piuma nel cappello di Randi che, al CICAP- FEST, racconterà alcune delle sue più clamorose indagini.

P.S. A proposito di bufale: domani sera (giovedì 14 settembre), sarò a Suzzara (MN) per parlare della “Invasione delle fake news” (qui i dettagli sull’incontro). Se siete in zona passate a salutarmi.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, collabora con Piero Angela a Superquark, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. L’avventura del Colosseo e I poteri della mente sono i suoi ultimi libri. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivi qui.



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