lunedì 27 febbraio 2017

Posts Tagged ‘Misteri risolti’

Il CICAP indaga: il Comitato diventa un fumetto!

Parte da oggi una serie a fumetti dedicata alle indagini del CICAP. Si tratta di 8 storie, che saranno pubblicate gratuitamente, ogni due settimane, sul sito CICAP, realizzate in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics di Jesi.

In ogni avventura ci sarà una sorta di “Virgilio” che condurrà il lettore alla scoperta dei vari misteri risolti. Indovinate un po’ di chi si tratta?

 

Un vecchio mistero risolto: i volti in TV

Misteriosi volti in TV? No, mistero risolto.

Quasi esattamente due anni fa, Renato scrisse segnalando un mistero: aveva fotografato degli strani volti in TV. Oggi, un nuovo messaggio di Renato, ci racconta che il mistero è stato finalmente risolto…

 

Una levitazione… su quattro dita

Ogni tanto si torna a parlare della “Levitazione su quattro dita”, di cui mi ero occupato tempo fa.

Ecco, per esempio, che cosa scrivevo nel mio libro L’illusione del paranormale:

Una spettacolare dimostrazione, considerata da alcuni parapsicologi come un’autentica prova di levitazione, è la seguente. Il “sensitivo” chiede l’aiuto di quattro persone: una prende posto su una sedia, le altre tre lo aiuteranno a sollevarla.
Su invito del sensitivo, ognuno dei volontari in piedi (lui compreso) unisce le mani lasciando sporgere solo i due indici che vengono poi infilati sotto le ascelle e dietro le ginocchia della persona seduta. Di solito, dopo alcuni tentativi infruttuosi di sollevare la persona, il gruppetto desiste. Si dice allora che mancava una parola magica, oppure che non c’era stata una «focalizzazione di energie».  Il sensitivo provvede immediatamente, pronunciando la parola magica o «focalizzando le energie»; quindi, tutti riprendono la posizione di prima e riprovano a sollevare il volontario seduto. In un attimo, la persona si solleva da terra di oltre un metro come se fosse diventata pesante solo pochi chili. Molti sostengono convinti che la persona sollevata perde «magicamente» peso ed è per questo che può essere alzata senza sforzo. Il sedicente sensitivo Uri Geller, famoso per i suoi cucchiaini piegati, presenta abitualmente questa dimostrazione nelle sue esibizioni pubbliche e la definisce «una reale levitazione».
Tuttavia, per quanto sembri strano, il soggetto si alza solamente perché il suo peso viene diviso equamente tra i quattro che gli stanno intorno.  Così, per una persona di 80 chili, ognuno dei sollevatori si trova ad alzare 20 chili.  Inoltre, non sono le dita a effettuare tale sollevamento, come invece sembra, bensì le braccia e le spalle.  Nel primo tentativo, solitamente si fallisce perché il sollevamento non è coordinato: la seconda volta, infatti, il sensitivo dice: «Adesso conto fino a tre, al tre solleviamo».  E questa volta l’esperimento riesce perché lo sforzo avviene all’unisono.
Ecco un esperimento molto semplice per verificare se le cose stanno veramente così o se ci si trova di fronte a un’autentica levitazione. Sono necessarie quattro bilance pesa-persone.
Innanzitutto, si pesano sia la persona da far levitare che i quattro volontari che la dovranno sollevare e si prende nota del peso di ognuno.  Quindi, il volontario si siede sulla sedia e i quattro intorno a lui prendono posto in piedi sulle quattro bilance.  Si procede nel gioco come sopra, ovvero i quattro sollevano il volontario con i due indici; a questo punto si trascrive nuovamente il peso che indicano le quattro bilance.  Se si prova a realizzare questo semplice test, si scopre che il peso della persona levitata si distribuisce in maniera perfettamente equilibrata tra i quattro sollevatori; in altre parole, nel caso di un volontario di 84 chili, al momento della levitazione il peso di ogni persona che lo sostiene aumenta esattamente di 21 chili.

Ora, dopo avere letto questo testo, Tommaso Guglielmi mi manda le sue osservazioni:

Ciao Massimo,
quest’estate e come ogni estate i miei amici mi propogono di esibirmi in qualche gioco di prestigio (la mia passione è il mentalismo) e una sera, un po’ scocciato, non avendo voglia di fare nessun esperimento ho proposto ai miei amici di fare un  vecchissimo esperimento ossia quello della “Levitazione in punta di dita”.

Molti hanno iniziato a fare questo gioco per tutto il resto del mese di agosto, diventando esperti su come realizzarlo. Alcuni incuriositi m’hanno chiesto del perche’ funziona  e gli ho dato una spiegazione. Ora girando sul Internet trovo la tua spiegazione che in realta’ non mi dici niente anzi non spiega del perche’ la seconda volta la persona  alzata “sembra” piu’ leggera. La mia spiegazione e’ leggermente differente:
La prima volta che si alza la persona (con o senza sincronizzazione ) si ha l’impressione
che sia piu’ pesante per diverse ragioni:
1. Ragione psicologica.  La prima volta non si conosce qual’e’ lo sforzo da effettuare. La seconda volta conoscendo lo sforzo si cerca di dare un maggior potenza (piu’ del dovuto dato che il peso e’ diviso x 4 e per 2 quindi una persona alzera’ un peso di circa 1/8 del peso originale )
2. Ragione fisica. Immagina di fare una corsa di 100 metri con o senza riscaldamento… ( senza riscaldamento sara’ piu’ dura se non addirittura pericolasa ) Lo stesso avviene qui ( Sforzo iniziale e tensione delle braccie sulla testa ).
Quindi non capisco il fatto del peso e delle bilancie descritto nella tua spiegazione, in quando i miei amici son diventati bravissimi e fin dall’inizio ad essere sincroni e la tua spiegazione non spiega il fatto che la seconda volta la persona sembra piu’ leggera.  Ho trovato sulla rete altre spiegazioni ma mi vien troppo da ridere: Assenza di gravita’ per il soggetto a causa della colonna delle mani  sovrapposte ecc ecc.  Se esiste una spigazione migliore della mia sono in attesa di una risposta.

Caro Tommaso,
la spiegazione nel mio libro riguardava la questione fisica e smentiva la pretesa di alcuni sedicenti sensitivi di provocare una “riduzione di peso” del soggetto. Ponendo quattro bilance sotto coloro che alzano la persona, infatti, si può vedere facilmente come il peso del sollevato viene distribuito tra coloro che lo sollevano. Quanto agli aspetti psicologici, sono d’accordo: è vero che la prima volta non sapendo cosa si deve fare non si riesce a calibrare bene la forza. Ed è proprio su questo che gioca il sensitivo, quando vuole dimostrare che quattro persone non sarebbero in grado di alzarne un’altra con le dita. La seconda volta, li fa contare fino a tre in modo che tutti concentrino il massimo della forza al momento giusto e, quindi, sollevino senza difficoltà. Ed è per questo che si ha l’impressione, la seconda volta, che la persona più leggera. Questo è tutto, non credo ci siano altre spiegazioni.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, insieme ai thriller Il passato è una bestia feroce Non guardare nell’abisso. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.


 

Cerchi di luce: mistero più che risolto

C’è ancora qualcuno che trova qualcosa di misterioso nei cosiddetti “cerchi di luce”? Apparentemente sì, come dimostrano le decine di siti come questo. L’amico Stefano Bardelli ha realizzato nuovi filmati che ne dimostrano la natura tutt’altro che misteriosa.

 

Cerchi nel grano… e cosa trovi? Qualche sorpresa e un podcast

Cerchio nel grano realizzato dal CICAP per Top Secret

Come ogni estate si torna a parlare di cerchi nel grano. Ormai la stagione è passata, il grano è stato tagliato, ma noi vogliamo tornare sull’argomento. Innanzitutto, perchè il CICAP (nelle persone di Francesco Grassi, Marco Morocutti e dell’amico Nicolas D’Amore) ha da poco realizzato, su richiesta del programma Top Secret (Rete4), un disegno nel grano sullo stile di quelli realizzati dai colleghi inglesi (lo vedete sopra).

Chi segue queste vicende, sa che i difensori a oltranza della presunta “inspiegabilità” dei cerchi si ostinano a dire che il CICAP non sarebbe in grado di realizzare disegni simili a quelli “veri”, e cita sempre il primo tentativo da noi fatto una decina d’anni fa (che fu danneggiato dal vento prima delle foto e, in effetti, aveva un aspetto poco professionale). Ma era il primo tentativo. Da allora di strada ne abbiamo fatta parecchia.

Sotto la tutela di Francesco Grassi, l’esperto CICAP sui cerchi, ne sono stati realizzati diversi da allora. Come questo realizzato per il “Corso investigatori” del CICAP, come quello di Top Secret o come diversi altri… di cui non abbiamo ancora rivelato la paternità. Sul suo blog Francesco Grassi racconta come è stato realizzato questo nuovo disegno e, se qualcuno lo posterà, potrebbe forse anche vedersi lo spezzone su YouTube per chi se lo è perso.

Altri, poi, pur davanti all’evidenza tirano in ballo campi elettromagnetici, mosche morte, vortici di plasma e chissà cos’altro che, ancora, distinguerebbe i “veri” cerchi dalle copie. Chiaramente, nessuno di costoro si prende mai la briga di leggere cosa risponde il CICAP su questi argomenti.

Di tutte queste cose parlo con Francesco nella nuova puntata del podcast, ora disponibile qui. Buon ascolto.

 

Il nuovo libro

L'avventura del Colosseo

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