Posts Tagged ‘The Beatles’
Questa era sui giornali inglesi di qualche giorno fa, e da noi ripresa da Rockol.it. Da ragazzi tre dei Beatles, Paul McCartney, George Harrison e John Lennon, provarono a fare una seduta spiritica con la Ouija board, cioè con il tabellone delle lettere dell’alfabeto su cui far scorrere una moneta o un bicchierino capovolto. Il rischio, come si sa, è che senza rendersene conto si spinga il bicchierino formando delle parole.
Ecco come la ricorda Paul: «Una volta abbiamo fatto una seduta col piattino quando eravamo dei ragazzi.

Una testimonianza dell'antica passione di Massimo per i Fab Four: uno scatto dei primi anni '80, insieme ai suoi cugini, mentre suonano a una festa e in "versione Beatles".
Che i Beatles siano sempre stati una grande passione per Massimo Polidoro lo si sapeva. «Ho imparato l’inglese, grazie ai Beatles. Ed è stato sempre grazie a loro che, dopo avere imparato a suonare il pianoforte, ho voluto imparare a suonare anche la chitarra». Non a caso, il primo “gruppo” di Massimo, creato insieme ai cugini Maximiliano e Giancarlo, era proprio dedicato ai Fab Four.
Scusate, non ho saputo resistere: oggi che in tutto il mondo escono gli album rimasterizzati dei Beatles, vi giro questo video che è un piccolo capolavoro di creatività e “magia”.
Un nuovo sconvolgente filmato rivela aspetti inediti sulla “morte” del bassista dei Beatles e altre robe strane che accadono nel mondo…
QUANTE STORIE STRANE…
(Introduzione a “Elvis è vivo!”)
“L’uomo non ha una sola e identica vita;
ne ha molte giustapposte, ed è la sua miseria”
François-René de Chateaubriand
Quel 9 dicembre 1980 ero appena rientrato da scuola e, come ogni giorno, mia mamma aveva già preparato la tavola, mio papà si era già seduto e mia sorella se ne stava allegra a canticchiare nel suo seggiolone. Puntuale, insieme alla pasta fumante in tavola, in TV iniziava il telegiornale. Prima notizia: «John Lennon, l’ex leader del leggendario complesso dei Beatles, è stato assassinato ieri notte con cinque colpi di pistola davanti a casa sua, a New York, da un ammiratore che gli aveva chiesto l’autografo».






