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Se ne va il Maharishi dei Beatles

Beatles e Maharishi

E’ scomparso la scorsa settimana, all’età di 91 anni, il Maharishi Maheshi Yogy, inventore della Meditazione Trascendentale e per qualche mese del 1968 “guru” dei Beatles. Della MT ce ne siamo occupati su Scienza & Paranormale tempo fa. Vorrei qui, invece, ricordare quel periodo molto particolare per i Beatles proponendovi questa recensione di un libro uscito di recente. L’autore è l’unico giornalista che potè seguire da vicino la “vacanza” indiana dei quattro di Liverpool:

I Beatles in India
Altri dieci giorni che cambiarono il mondo

di Lewis Lapham
edizioni e/o, 2007
pp. 115, Euro 8.50

Il reportage di Lapham, uno dei più famosi reporter degli ultimi quarant’anni, racconta il viaggio dei Beatles, nell’estate del 1968, sulle rive del Gange, per meditare con lo yogi Maharishi Mahesh, il fondatore della Meditazione Trascendentale.

E’ un resoconto non particolarmente esteso, in origine fu pubblicato sul Saturday Evening Post, ma è interessante perché scritto dall’unico giornalista ammesso nella stretta cerchia di celebrità accolte dal Maharishi nel suo ashram.

Un giornalista che osserva quel bizzarro e storico incontro tra i Fab Four e il guru con gli occhi di una persona non coinvolta nella pratica della meditazione. Già Lapham si era scoperto perplesso quando aveva partecipato a una conferenza preparatoria in California con alcuni seguaci del santone.

«Qual è il vostro background?» aveva chiesto uno spettatore. «Che credenziali avete?»
«Non è importante» fu la risposta.
«Come può darlo per scontato, allora?»
«Esattamente come farai tu… quando saprai».
Perché il Maharishi non diffondeva il segreto della meditazione ai quattro venti, come aveva fatto Cristo, e invece faceva pagare dieci dollari per assistere a una sua conferenza?
«I nostri libri contabili sono a disposizione» la deludente risposta.

In India non sarebbe andata meglio. I Beatles, così come gli altri ospiti celebri, Donovan, Mia Farrow, Mike Love dei Beach Boys, si mostrano poco e dicono ancora meno. Il Maharishi, invece, ridacchia per tutto il tempo, lascia che i più devoti gli bacino i piedi e si preoccupa che i fotografi si posizionino al meglio.

Ringo Starr se ne andò dopo due settimane, stufo delle mosche e con lo stomaco sottosopra. Paul McCartney resistette ancora un altro paio di settimane e poi se ne andò pure lui, disilluso. Solo John Lennon e George Harrison, il più spirituale del gruppo, resistettero per due mesi. Alla fine, quando iniziò a circolare la voce che il sant’uomo aveva molestato una delle ragazze del gruppo, gli diedero il benservito.

«Se sei così cosmico come dici, doveresti sapere perché ce ne andiamo» disse il sempre sardonico Lennon. Una volta a Londra, poi, gli dedicherà anche una canzone poi pubblicata sul “White Album”, Sexy Sadie: «Che cos’hai fatto, ti sei preso gioco di tutti».

Per gli appassionati, un resoconto più breve ma sempre interessante di quel viaggio è a firma di Furio Colombo, l’unico giornalista italiano presente e il solo a cui fu concesso di fare alcune riprese filmate per conto della Rai. Lo si trova sulla rivista Rolling Stone n. 43, maggio 2007.

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Devo dire che il titolo “se ne va” non mi piace: di fronte alla morte, anche di un nemico, anche di una persona che non amiamo, sarebbe meglio essere più rispettosi. Conosco poco Maharishi e l’ ho sempre considerato troppo “commerciale”, sia quando ero ateo che ora che sono credente. Devo comunque dire che per i maestri orientali non è peccato farsi mantenere dagli allievi (è una regola con delle eccezioni) e che il rapporto col denaro e col potere non è “intrinsecamente perverso” come lo è per i Cristiani, non solo cattolici (il fatto che i ladri e gli imbroglioni vi siano anche tra i cattolici non cambia la dottrina). Infine nego che Maharishi abbia “inventato” la MT. Sicuramente è quasi riuscito a “brevettarla” per gli occidentali, perché il contatto coi Beatles lo rese famosissimo e tuttora le società che usano il suo “marchio” lo fanno credere. Ogni maestro induista opera la Meditazione Trascendentale, con delle varietà per lo più insignificanti e ogni scuola tende a dire che la sua è l’ unica o è la più autenticamente in linea cogli insegnamenti dello Yoga. Spero,infine, che anche Maharishi possa raggiungere il riposo eterno in Dio.

Cito dalla trasmissione di RADIODUE “Il ruggito del coniglio”.

” E’ morto il guru dei Beatles: non è che per caso sta male anche il guru degli Zeroassoluto…?

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