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Etica criminale

È capodanno. Fuori, un ragazzetto fa scoppiare gli ultimi botti.

Edizioni Piemme, 2007. 461 pag. brossura, €17,90


Dentro, Renato attende gli agenti che hanno l’ordine di scortarlo all’Asinara. E firma la resa, anche con sé stesso. Fine della corsa, alt, si scende. Era iniziata trent’anni prima. Milano, il centro e la periferia, l’insofferenza per l’autorità e la scoperta precoce della vocazione. C’è chi nasce per fare lo sbirro, chi per diventare Madre Teresa di Calcutta. “Io sono nato ladro”.

Famiglia normale. Debutto “criminale” a otto anni: assalto alle gabbie di un circo per liberare gli animali. Le sbarre gli hanno sempre fatto schifo. Studi di ragioneria e furti nelle ville sul lago, quelli gli vengono meglio. Poi la prima banda, le rapine, le banche, i soldi facili, le donne. Sparatorie, carcere e rocambolesche evasioni. La leggenda del “Bel René”, il fascino del rapinatore gentiluomo che resiste a omicidi e rapimenti, e anzi si ingigantisce. Sempre in fuga. Sempre in gioco seguendo la sua etica del crimine, le regole, per cui due cose su tutte non si possono perdonare: trafficare con la droga e tradire.

 

Edizioni Piemme, 2007. 461 pag. pocket, €11,50


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Una risposta su “Etica criminale”

Credo che acquisterò il tuo libro che tratta della banda Vallanzasca. Ho giaà letto quelli di Coen e di Bonini. Ho 55 e sento di far parte di quella generazione. Vallanzasca mi è sempre scivolato accanto ma, in passato, non avevo mai approfondito le sue vicende criminali. Mi piacerebbe sapere se nel libro di Polidori, visto che lui dice di aver fatto moltissime ricerche-come tutti i buoni giornalisti docrebbero fare-, sarei molto lieto di trovare notizie processuali riguardo ad omicidi che pare lui non abbia commesso. Ad esempio a Montecatini, pare che l’Appuntato Lucchesi non sia stato ucciso da lui perchè in quel momento lui era a Foggia con tanto di testimoni non delinquenti.
Ecco cosa mi pioacerebbe trovare nel libro, testimonianze processuali a suo discarico. Se poi l’esito del processo ha presu un ‘altra strada, beh, poco importa. Non dimentichiamo che all’epoca dei fatti non era ancorano ancora in vigore le modifice (1988) del codice di procedura penale e quindi le garnzie per l’imputato erano molto inferiori. Vedi un caso per tutti, il caso tortora.
Se qualcuno che ha letto il libro mi puo’ dare indicazioni, lo ringrazio.