Marta che aspetta l’alba

Marta che aspetta l’alba, Edizioni Piemme 2011, pp. 196, Euro 14,50.

Sola e con una figlia, Mariuccia accetta di fare domanda come infermiera all’ospedale psichiatrico di Trieste. È magliaia, non sa nulla di malati psichiatrici, decide comunque di provarci. Quello è un lavoro sicuro, e Mariuccia ha una disperata necessità di mantenersi. Ma il mondo che le si spalanca di fronte è completamente diverso da ciò che immaginava. Gli infermieri sono secondini, devono pensare a spazzare, non a prendersi cura dei pazienti. A loro si dedica la signora Pasin, la terribile caposala dagli occhi gelidi, mentre il medico è una presenza invisibile e distante. A Mariuccia si presenta una quotidianità fatta di trattamenti inumani, camicie di forza, bagni gelati, elettroshock, stanzini d’isolamento, e guai a chi fiata. Tutto le appare assurdo, anche se giorno dopo giorno vi si adatta come fosse normale: dopotutto è solo un’infermiera, e deve obbedire agli ordini.

C’è anche una ragazza tra quei muri. Una ragazzina senza nome e senza diritti, come tutti lì dentro. Mariuccia scoprirà solo dopo alcuni anni che si chiama Marta.

Marta è entrata all’ospedale dei matti per un’ubriacatura, una semplice sbronza, i genitori benestanti sono morti in un incidente e il cognato ha fatto di tutto per farla internare. Lo shock per la perdita dei genitori l’ha resa instabile, dice l’uomo, può essere pericolosa per sé e per gli altri. Ma la verità che traspare è del tutto diversa. Una realtà sordida. Fatta di interesse. Di cupidigia. Di brama di denaro.

Quando un giovane e coraggioso medico che si chiama Franco Basaglia inizia a denunciare con forza i trattamenti a cui sono sottoposti i pazienti psichiatrici e a lottare caparbiamente per una nuova realtà, Mariuccia entra in crisi. Riuscirà a crescere, a diventare una donna consapevole, a guadagnare la propria indipendenza combattendo per l’indipendenza e la dignità dei suoi pazienti. Anche se non tutti ce la fanno. Anche se per qualcuno l’alba di una nuova era è sorta troppo tardi.

Una storia vera, toccante e indimenticabile, che commuove, indigna, colpisce al cuore.

LEGGI UN ESTRATTO IN PDF DEL LIBRO.

L’edizione del libro uscita a novembre 2011 per Mondolibri.

«Non è un saggio, quello di Polidoro, è un coinvolgente e appassionante raccontoche suscita tenerezza ma anche rabbia, stupore ma anche indignazione, compassione ma anche ribellione. Quello di Polidoro è un racconto sconvolgente di denuncia. Ma nello stesso tempo un commosso inno alla vita».
Luciano Scalettari

«Non immaginavo che “Marta che aspetta l’alba” fosse un romanzo impeccabile fino a questo punto. Compiuto, “forte” (in senso tematico), congegnato senza sbavature, stratificato, e – per di più – scritto molto bene, evitando pedanteria e/o toni precettori. Un romanzo-inchiesta che si legge senza pause, che ti prende da subito e non ti molla. A differenza dei (troppi) soliti noti di estrazione tv prestati alla narrativa, Polidoro è uno scrittore di qualità, che qui si merita il mio dieci più convinto: per la storia che ha raccontato e per come è riuscito a raccontarla».
Mario Bonanno

«Il prolifico e vulcanico Polidoro, grande investigatore dell’occulto e della mente, racconta l’orrore del manicomio con una storia vera, tenera e sconvolgente».
Livio Colombo


GUARDA UN VIDEO IN CUI MASSIMO PARLA DEL LIBRO:


INTERVISTE

Brunella Schisa, “Manicomio Story. Aspettando Basaglia”, Venerdì di Repubblica (22.7.11)

Alessandro Mezzena Lona, “La storia di Mariuccia che attraversò l’inferno negli anni di Basaglia”, Il Piccolo, 28 luglio 2011

Simone Cassol, “La libertà è terapeutica”, LaTheka.it, 1 settembre 2011.


RECENSIONI

Daniela Domenici, “Marta che aspetta l’alba”, ItaliaNotizie, 2 novembre 2015.

Carmine Totaro, “Marta che aspetta l’alba”, Stato quotidiano, 12 novembre 2012.

Irene, “Marta che aspetta l’alba”, The Homeless, 25 ottobre 2012.

ET, “Marta che aspetta l’alba”, The Social Reading, 6 giugno 2012.

Miriam Ballerini, “Marta che aspetta l’alba”, Insubria Critica, 22 marzo 2012.

Anobii, le recensioni dei lettori.

Emanuela Boccassini, “Una lente di ingrandimento sui “problemi di mente” del secolo, Ripensandoci, gennaio 2012.

Greta Fantini, “Marta che aspetta l’alba: bellissimo!”, Yuki Revolution, 31 gennaio 2012.

Carlotta Vissani, “Valerio Evangelisti lo ha definito un narratore nato”, La Sesia, 14 ottobre 2011.

Luciano Scalettari, “L’alba di Marta e Mariuccia”, Famiglia Cristiana, 11 ottobre 2011.

Marco Vignoletti e Gabriele delle librerie Paoline, “Marta che aspetta l’alba”, radio-recensione su Radio Voce, 28 settembre 2011.

Nicoletta Sipos, “Hit book di Chi”, Chi, 14 settembre 2011.

Livio Colombo, “Cose da matti, ma con speranza”, Oggi, 31 agosto 2011.

“Le trame di Massimo Polidoro in ‘Marta che aspetta l’alba’”, Calabria Ora, 17 agosto 2011.

Antonella Beccaria, “La storia di Marta, del manicomio San Giovanni di Trieste e di un’alba che arriva quando sembra ormai perduta”, Domani, 15 agosto 2011.

C.D.M., “Il consiglio”, Messaggero Veneto, 9 agosto 2011.

Mario Bonanno, “Marta che aspetta l’alba”, Sololibri.net, 29 luglio 2011.

Germana Brizzolari, “Marta che aspetta l’alba”, La voce di Roma, 28 luglio 2011.

Michela Menicocci. “Massimo Polidoro racconta l’amicizia dentro le mura di un ospedale psichiatrico”, Mauxa, 20 luglio 2011.

Miriam Bonalumi, “Marta che aspetta l’alba”, Spogliatevi, 23 febbraio 2012.

Miriam Ballerini. “Marta che aspetta l’alba”, LetterariaMente, 22 marzo 2012.

ET, “Marta che aspetta l’alba”, The Social Reading, 6 giugno 2012.

Il magico mondo di Cinnamon: “Recensione di Marta che aspetta l’alba”, 26 gennaio 2013.

Jana Tufegdzic‘s, “Un’esperienza travolgente”, GoodReads.com 1 aprile 2013.

Daniela e dintorni: “Uno dei libri più splendidi che abbia letto”, 2 novembre 2014.

9 risposte su “Marta che aspetta l’alba”

Ho letto il libro e mi è piaciuto moltissimo, anche perché è una storia vera; purtroppo però il libro era di una biblioteca e cercandolo ho scoperto che è esaurito nelle librerie. Come posso averne una copia per rileggerlo e prestarlo a una mia amica?

Ho letto Marta che aspetta l’alba appena è uscito. Per me è stata un’esperienza forte e toccante al tempo stesso…..ho amato Marta ed ho pianto alla fine del libro……ho deciso di regalarlo ad un’amica……perché è un
Ibro che lascia il segno….grazie!

Gentile signore, sono insegnante della cátedra di psichiatria , dell¨Universita´Nazionale del Comahue (Patagonia Argentina)
Il libro mi é piaciuto moltissimo, ed anche didatico per gli allievi. Loro potranno capire meglio come erano i manicomi. Mi sono permessa di tradurlo per loro. Pero volevo chiedere autorizzazione, per poter fare la stampa, uguale ma in spagnolo. qui nell´Universitá.

con la stessa copertina, tutto uguale.

Speriamo che questo email sia letto per voi. aspetto una risposta.

Dr.ssa Dell Orfano

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