Alla ricerca di Re Artù… in Italia

Nel nuovo numero di Focus Storia (n. 122), dedico un articolo alla ricerca sulle origini storiche della figura leggendaria di Re Artù.

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Qui invece mi faccio un altra domanda: e se Re Artù… fosse un’invenzione tutta italiana?

Prendiamo la mitica Avalon, la terra dove Artù, ferito mortalmente, si ritira per recuperare le forze: se non fosse altro che la Sicilia?

Secondo una leggenda medievale, raccontata dall’inglese Gervase di Tilbury nei suoi Otia Imperialia (XII sec.), un cavallo del vescovo di Catania si perse sulle pendici dell’Etna.

Il servo che lo andò a cercare scoprì nelle viscere del vulcano un palazzo meraviglioso dove Artù giaceva ferito dopo la battaglia con Mordred.

Esiste anche una poesia, di un anonimo autore duecentesco che si firmava “Gatto Lupesco”, che testimonia la presenza del re in Italia:

«Cavalieri siamo di Bretagna, ke vegnamo de la montagna, ke l’omo appella Mongibello. Assai vi semo stati ad ostello per apparare ed invenire la veritade di nostro sire lo Re Artù, k’avemo perduto e non sapemo ke sia venuto. Or ne torniamo in nostra terra ne lo reame d’Inghilterra».

Altre tracce arturiane si trovano a San Galgano, dove esiste ancora l’unica vera spada infilata in una roccia. Argomento di cui si è occupato a fondo l’amico Luigi Garlaschelli e su cui ho scritto spesso anch’io.

In campo letterario, poi, a re Artù fanno riferimento anche i nostri tre grandi autori del Medioevo: Dante, Boccaccio e Petrarca.

Infine, Artù compare anche sul portale della Cattedrale di Bari e ancora nel mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto.

Insomma, forse dire che la leggenda di Artù è nata qui è un po’ esagerato. Ma di sicuro, in Italia è stata accolta da subito con grande passione.

Tant’è vero che la prima rappresentazione artistica di Artù che sopravvive fino ai giorni nostri è italiana. 

Artù sull'archivolto

Artù sull’archivolto del Duomo di Modena.

Si tratta di un bassorilievo sulla “Porta della Pescheria” del Duomo di Modena, datato tra il 1099 e il 1120, raffigurante il re e i suoi cavalieri che salvano Ginevra da alcuni malfattori.

Per approfondire, consiglio questo bell’articolo sulla presenza di Re Artù in Italia.

Conoscete altre “tracce” arturiane nel nostro Paese? Condividetele qui con noi…


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. L’avventura del Colosseo è il suo nuovo libro, e tra gli altri Rivelazioni, Il tesoro di Leonardo e i thriller Il passato è una bestia feroce Non guardare nell’abisso. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.



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