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Che succede quando l’apocalisse non arriva?

«Il 21 dicembre il mondo finirà, sarà travolto da un’immane catastrofe e solo un gruppo di prescelti sarà portato in salvo dagli alieni a bordo di un disco volante in virtù della fede dimostrata».

fine del mondo profezia

Non stiamo parlando di un nuovo gruppo di fanatici che si prepara a una nuova apocalisse, dopo l’ultima mancata del 2012. Questa è una storia una storia di 60 anni fa, ma è sempre attuale…

L'edizione italiana del celebre libro di Leon Festinger.
L’edizione italiana del celebre libro di Leon Festinger.

Parliamo piuttosto del gruppo di fedeli della signora Dorothy Martin che, nel 1954, sosteneva di essere in contatto con gli alieni del pianeta Clarion. Costoro comunicavano con lei tramite scrittura automatica e le avevano annunciato che un’alluvione avrebbe travolto il pianeta proprio quel lontano 21 dicembre.

Impegnato in un progetto che riguardava lo studio del comportamento di individui che facevano parte di movimenti sociali che avevano fatto specifiche profezie (non avveratesi), lo psicologo Leon Festinger colse la palla al balzo.

Insieme ai colleghi Henry Riecken e Stanley Schachter si infiltrò nella setta della signora Martin e, grazie a quello che scoprì, ci è oggi possibile capire cosa succede in un gruppo come questo prima e dopo la data prevista per la fine del mondo.

Sì perché quella ricerca divenne un libro, When Prophecy Fails, considerato una pietra miliare della psicologia sociale, che qualche anno fa è stato tradotto in italiano da Il Mulino  con il titolo Quando la profezia non si avvera, un’edizione curata dalla psicologa sociale Nicoletta Cavazza dell’Università di Modena-Reggio Emilia.

La storia è ben nota.

Saputo del disastro incombente, gli adepti abbandonarono tutto: lavoro, famiglia e conto in banca, convinti di lasciare per sempre il pianeta. Quando però, passata l’ora X, non accadde nulla, la situazione si fece critica: fu solo quando la signora Martin ricevette dagli alieni un messaggio che diceva che il gruppo aveva irraggiato così tanta luce che Dio aveva deciso di salvare il mondo dalla distruzione che le cose cambiarono.

Qualcuno, definitivamente deluso, prese e se ne andò, ma la maggior parte dei componenti della setta rimase e anzi iniziò subito un’intensa opera di proselitismo.

Quell’esperienza permise a Festinger di mettere a punto un concetto fondamentale della psicologia sociale, quello di “dissonanza cognitiva”.

Quando i fatti smentiscono credenze molto radicate, cioè, difficilmente riusciremo ad abbandonarle, preferendo piuttosto cercare (fino anche a inventarle) prove che possano aiutarci a conservare intatte tali credenze.

Un perfetto esempio di questo stato psicologico sono le parole di una componente della setta, Kitty, poco prima del disastro annunciato: «Devo credere che il 21 ci sarà l’inondazione, perché ho speso quasi tutti i miei soldi. Ho lasciato il mio lavoro, ho abbandonato il corso di comptometrista e l’appartamento mi costa 100 dollari al mese. Devo crederci per forza».

Il libro rappresenta insomma una lettura fondamentale per chiunque sia interessato a capire perché tante persone credono all’incredibile e, soprattutto, perché continuano a farlo anche dopo che gli è stato dimostrato che le cose sono diverse da come pensa.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, insieme ai thriller Il passato è una bestia feroce Non guardare nell’abisso. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.


10 risposte su “Che succede quando l’apocalisse non arriva?”

riprendo il post precedente, poiché sono andato fuori tema o cmq non ho cucito il tutto con il discorso delle profezie. Personalmente sono convinto che siano generalmente delle prese in giro, però alcuni limitatissimi casi storici di “preveggenti” lasciano perplessi: Gustavo Rol per fare un nome. Tralasciando le fortunose coincidenze e ricollegandomi alla casualità che è tale nella misura in cui non siamo in grado di calcolarla, ma che non può che essere sempre frutto di una serie innumerevole di parametri e quindi di un sistema immenso di equazioni, non escluderei che taluni esseri abbiano – seppur in forma temporanea e circostanziata – la opportunità di aprire una finestra su quell’innumerevole quantità di parametri e di riuscire a determinare taluni effetti non ancora accaduti. Il ragionamento fila, ma mi rendo conto che è difficile da accettare. Quindi in conclusione sarei teoricamente possibilista su talune previsioni e non boccerei a priori ogni avvicinamento a questa scenario, mi ci accosterei con spirito critico sì ma nel contempo con una profonda riflessione, sin che è possibile. D’altro canto se si pensa ad una cosa fantasiosa allora esiste un mondo, la nostra testa, dove ciò è possibile. Mancano le interfacce verso l’esterno questo è vero 🙂 A risaluti D.

Quando ho appreso che una particolare sommatoria divergente tende sia all’infinito che a -1/12 e che quindi per logica -1/12 = infinito, ho capito che gli strumenti di cui l’uomo si dota sono limitati e per stabilire una verità universale. La Matematica è un mondo che ci fa capire come basti un problemino quale il terzo di Fermat per azzerarci. E quando proprio non se ne esce qualcuno si inventa l’esistenza delle “singolarità”, ossia un sito dove così è e basta. Senza considerare che ragioniamo e ci muoviamo in tre dimensioni, oltre al tempo che però è una roba strana poiché è diverso tra due osservatori la cui reciproca distanza varia. Quindi non crediamo di aver le chiavi della scienza ma di una parte che riusciamo a gestire; altri fenomeni propri di mondi aventi un numero maggiore di dimensioni a noi sconosciuti, che per una qualche particolarità si affacciano nel nostro sistema 3D magari per una temporanea nullità delle dimensioni superiori a tre)e di cui vediamo qualche effetto, che però non sappiamo dimostrare “scientificamente” del perché avviene, bene allora tutto ciò è falso per definizione ?. Troppo comodo a mio avviso. Il che non significa che allora ogni stramberia può essere ricondotta ad una fisica a noi ignota, ma una riflessione sulla nostra pochezza dovrebbe supportarci. Lo stesso principio della casualità di certi fenomeni (rumore bianco ad esempio), siccome non è predicibile se non statisticamente allora è caos. Invece no, ogni evento e stato diverso è funzione del precedente e di una miriade di componenti che non siamo in grado di calcolare. Nulla è casuale né può esserlo, altrimenti negheremmo il principio di causa effetto e la stessa nostra esistenza. Scusate il lenzuolo e buonasera. D.

Oddio Dario. Apprezzo che sembri informarti su molti concetti di matemtaica e fisica base, ma sei molto confuso. Alcune inesattezze gravi (infinito non è uguale -1/12, proprio no. Altrimenti, giusto per dirne una, infinuto su infinito sarebbe uguale a 1.. ma non lo è) e confusione per uno studio superficiale.
La mia posizione è che nessuno ti obbliga ad approfondire ma se non hai la piena conoscenza degli strumenti non dare opinioni su cosa scientificamente l’umanità possa o non possa fare o dire.
Detto questo trovo ripetitivo questo mantra per cui gli scienziati non siano possibilist: ogni volta che si parla di cialtroni esce fuori chi parla di mente aperta e di non escludere a priori. Ma se è la scienza che si apre a tutte le possibilità! È la scienza che si è aperta all’idea di un tempo non assoluto (esempio citato da te), è la scienza che si è aperta alla possibilità di più dimensioni (di nuovo)..

Piace sempre instillare il dubbio e dire “si ma se fosse vero?”.. ami la scienza oh generico instillatore di dubbu? Abbi le palle di proseguire il tuo pensiero e seguire quella ipotesi scientificamente. Altrimenti è solo cialtroneria.

Ciao Massimo, il gruppo di Dorothy Martin, aveva lasciato tutto per seguire quella leader, ormai l’unica cosa da fare per i più, era continuare a credere in quella profezia.

La frase di giustificazione del credente mi fa venire, purtroppo, in mente una credenza che si sta diffondendo (spero non troppo), quella della “nazione del popolo unico”. Molto in breve questi si sono convinti di poter non pagare tasse, multe, rate del mutuo semplicemente scrivendo documenti redatti in un certo modo. E che anzi fare questo renderebbe possibile “riprendersi” una cospicua somma che gli stati avrebbero sottratto a ciascun cittadino.
Quando uno comincia a mettersi davvero nei guai, con esattori e banche, deve continuare a crederci. Non può ammette di essersi rovinato per aver creduto a una teoria stupida. E visto che non sono proprio pochissimi, la cosa mi spaventa.

Anche se non completamente in argomento, mi ricorda un lavoro di diversi anni addietro per la sistemazione di un sito web. Il sito appartiene ad una associazione culturale il cui fondatore-guru-profeta ecc. racconta di essere stato contattato dagli alieni, in particolare – se ricordo bene – da un suo figlio, morto in un incidente in un’altra vita. Tra le altre interessantissime elucubrazioni, il sito ospitava (e penso ospiti tutt’ora ma non ho intenzione di registrarmi per verificarlo) i racconti dei suoi innumerevoli incontri con i suddetti sul Musinè (per chi non lo conoscesse: monte nei pressi di Torino, famoso per essere luogo magico), con tanto di escursioni sul disco volante.
Ho comunque dedotto che tali incontri dovessero essere piuttosto monotoni e noiosi, visto che i resoconti sembravano per lo più dei copia-incolla con le sole date variate. Lascia pure perplessi il fatto che i vari nomi degli amici alieni e dei loro luoghi siano coperti da copyright.

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