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Hans, il cavallo che leggeva il pensiero (o forse no)

Gli animali hanno una sorprendente capacità osservativa. Uno dei casi più eclatanti è quello verificatosi ai primi del Novecento e noto con il nome del cavallo protagonista, l’“Astuto Hans“. Battendo lo zoccolo, Hans sembrava in grado di rispondere quasi a ogni tipo di domanda, fare calcoli matematici e, addirittura, leggere il pensiero.

Solo dopo una serie di esperimenti si scoprì che, se la persona che poneva la domanda non conosceva la risposta, Hans non era più capace di rispondere correttamente. Lo stesso accadeva se chi poneva la domanda era nascosto alla vista del cavallo e nessun altro era presente. Ciò permise di escludere nel primo caso che il cavallo possedesse un’intelligenza simile a quella umana, nel secondo che si trattasse di telepatia.

La conclusione fu che Hans aveva un’abilità certamente straordinaria, ma non paranormale: poteva, cioè, riconoscere i più piccoli movimenti involontari trasmessi da chi poneva le domande. Si trattava di movimenti così lievi e impercettibili che gli stessi studiosi, anche dopo avere imparato bene il sistema di segnalazione, continuavano a mandare stimoli involontari ad Hans, nonostante stessero consapevolmente cercando di evitare di trasmettere il messaggio visivo.

Il caso di Hans è raccontato in maniera appassionante da Stefano Vezzani nel suo Animali sapienti, oggi disponibile in una nuova edizione come Quaderno del CICAP. Ma non è il solo. Tra il 1904 e il 1920, in tutto il mondo si parlava di episodi incredibili verificatisi in Germania e che ebbero come protagonisti cavalli e cani sapienti. Si credeva che tali animali, educati come i fanciulli delle scuole elementari, proprio grazie all’istruzione ricevuta fossero in grado di risolvere equazioni, leggere, scrivere lettere e discutere di teologia.

In alternativa si pensò che fossero telepatici, come nel caso di Hans, oppure dotati di capacità medianiche. Uno degli aspetti più affascinanti delle strane storie narrate da Vezzani è il fatto che molti dei loro protagonisti (umani) furono illustri intellettuali e scienziati, inclusi alcuni premi Nobel, i quali ne dibatterono con serietà estrema su riviste scientifiche autorevoli, arrivando talvolta persino a insultarsi reciprocamente.

Non secondari furono i rapporti tra questi animali, i loro proprietari e studiosi e il mondo del paranormale. La storia degli animali sapienti continuò oltre il 1920 e non si limitò alla Germania. In queste pagine, non mancano le vicende di alcuni dei numerosi eredi di quei dotti animali e dei loro educatori. Un capitolo avvincente e poco noto della storia della psicologia e della scienza.

In altri casi di “animali sapienti”, invece, le segnalazioni da parte del padrone si sono rivelate essere deliberate e coscienti, come movimenti della frusta o del braccio o della testa, oppure parole chiave, suoni della gola e simili.

Un capitolo avvincente e poco noto della storia della psicologia e della scienza.

E voi avete storie insolite o curiose che riguardano gli animali?

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