I due tipi di inganno in cui può cadere lo scienziato attratto dal paranormale

La storia della parapsicologia ci ricorda che gli scienziati sono facilmente ingannabili.

scientist duped

Al contrario, un prestigiatore competente è più attrezzato per riconoscere l’inganno. Perché è così?

Questa sera parlerò per gli amici della sezione milanese, intitolata a “Piero Pozzi”, del Club Magico Italiano. E discuterò proprio di questi argomenti.

Contrariamente a quanto si crede, non è sufficiente una buona cultura scientifica per eliminare ogni possibilità di imbroglio, e gli scienziati che indagano nel paranormale sono particolarmente esposti a due tipi di inganno.

Il primo è l’inganno che può venire esercitato sullo sperimentatore. L’altro è molto più pericoloso, è l’autoinganno.

Alcuni scienziati si sono fatti imbrogliare da sedicenti sensitivi perché hanno trascurato il fatto che gli esseri umani, data la giusta motivazione, possono imbrogliare. A differenza di un elettrone, di un batterio o di qualunque altra entità posta sotto osservazione, un essere umano ha l’abilità di manipolare intenzionalmente i dati ricorrendo a vari sotterfugi e di nascondere a un osservatore queste manipolazioni.

Il motivo di un simile comportamento non sempre è ovvio, talvolta è semplicemente il desiderio di dimostrare a se stessi la propria abilità, altre volte di acquisire potere e prestigio. Più spesso, lo scopo è quello di utilizzare l’incauta validazione di uno scienziato di fama per promuovere una carriera di dubbio valore.

Certi scienziati, d’altro canto, tendono ad ingannare se stessi per almeno tre ragioni:

  • a) perché hanno un bisogno profondo di credere a ciò che viene loro offerto;
  • b) perché sono convinti che la loro professionalità e intelligenza li proteggeranno da ogni imbroglio;
  • c) perché considerano i propri colleghi incapaci di sbagliare.

Ma come può succedere, ci chiediamo, che persone che in alcuni casi hanno addirittura ricevuto un Premio Nobel per i propri contributi alla scienza, possano finire gabbati da truffatori senza scrupoli e da trucchetti dozzinali?

La risposta sta nel semplice fatto, troppo spesso trascurato, che gli scienziati non sono preparati per scoprire i trucchi. Per quanto strano possa sembrare, questo fatto non ci dovrebbe sorprendere, in realtà: gli scienziati sono solitamente studiosi intelligenti, razionali e attenti ad ogni minimo aspetto del loro campo di studi. Ma tutto questo non li rende immuni dall’inganno. Gli esempi non mancano.

Che cosa deve fare allora un ricercatore che intende studiare i fenomeni paranormali seguendo una metodologia scientifica e che, allo stesso tempo, voglia evitare di essere imbrogliato? A questa domanda risponderò in un post nei prossimi giorni.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, mentre Il passato è una bestia feroce è il primo thriller di una nuova serie. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitter, PeriscopeGoogle+, Instagram e attraverso la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive).



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