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Turismo paradisiaco: quelle fantasie così redditizie

Quello del “turismo paradisiaco” è un genere letterario particolarmente forte negli Stati Uniti, e che inizia a diffondersi pure da noi. Si tratta di persone che raccontano di essere morte, andate in paradiso e poi tornate per raccontarlo.

Al di là degli effetti chimici prodotti in un cervello morente, che la neurologia ha dimostrato essere responsabili di molte delle sensazioni e visioni “mistiche” vissute da chi è in fin di vita, le cosiddette esperienze di pre-morte, talvolta ci si mette pure la menzogna ad alimentare tali suggestioni.

Alcuni anni fa, aveva fatto molto rumore la storia di Eben Alexander, un neurochirurgo che, vittima di una meningite fulminante, aveva raccontato la sua esperienza ai confini della vita. Il libro che ne era uscito, Milioni di farfalle, ha venduto 2 milioni di copie e ha soggiornato per ben 35 settimane nella lista dei bestseller del New York Times. Si credeva infatti che una persona esperta di cervello come Alexander fosse la più qualificata per distinguere tra effetti fisiologici ed esperienze reali e anche per questo il suo libro ha venduto così tanto.

Ma la rivista Esquire non era convinta e condusse un’approfondita inchiesta su questo episodio. Ne emerse un ritratto poco lusinghiero, Alexander infatti risultò essere uno degli unici due medici dello stato della Virginia ad avere subìto cinque cause civili per negligenza negli ultimi anni; nessuno all’epoca ne aveva ricevute di più. Quando la meningite lo colpì era sotto processo per tre milioni di dollari per avere saldato due vertebre sbagliate a un paziente e avere poi falsificato le carte mediche per nascondere l’errore.

Il libro vendette molto, e la professione del suo autore indubbiamente fu un elemento che favorì tali vendite, ma diversi elementi fanno credere che il racconto della propria esperienza sia molto romanzato. La stessa dottoressa che lo prese in cura quando arrivò in ospedale ha poi confermato che diversi particolari forti del libro erano del tutto inventati. Alexander non opera più da quando è stato in coma, grazie anche ai diritti d’autore ha potuto risolvere le sue cause legali e oggi si considera un “guaritore”. Ognuno tragga da questa storia le sue conclusioni.


Il ragazzo che tornò dal paradiso… non c’era mai andato

Ma, oggi, un nuovo caso viene a turbare le coscienze di quanti si fidano di ciò che leggono in questi libri così confortanti. Alex Malarkey, vittima di un incidente che lo lasciò in coma per due mesi, e autore con il padre di un altro bestseller del genere, Il ragazzo che tornò dal paradiso, oggi ritratta tutto e dice chiaramente: «Non sono morto. Non sono andato in Paradiso. L’ho detto perché pensavo che avrebbe attirato attenzione su di me».

Questa volta, però, sembra che il ragazzo, rimasto paraplegico e bisognoso di cure costanti, non sia il solo colpevole. Il padre, Kevin Malarkey, che ha firmato il libro con il figlio, sembra si sia preso molte libertà con il racconto. La stessa madre ha più volte ripetuto, anche per conto del figlio, nel corso degli anni, che quanto c’era nel libro non corrispondeva a verità. Ma il libro vendeva centinaia di migliaia di copie e nessuno voleva uccidere la gallina dalle uova d’oro.

Ora che tutti hanno capito che i diritti del libro andranno solo al padre, che non sta aiutando il figlio con le sue cure e che si rifiuta di rilasciare commenti sulle dichiarazioni di Alex, la casa editrice cristiana Tyndel House, che aveva pubblicato il libro, ha deciso di ritirarlo dalle librerie. Peccato solo ci siano voluti cinque anni e si sia dovuto aspettare che ne rimanessero poche copie, ora che il ciclo di vita del libro si è praticamente concluso…

Curioso come tutta la verità fosse già racchiusa nel nome dell’autore. Malarkey, infatti, significa in inglese… “insensato”.

 


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti. Il 3 marzo 2015 uscirà per Piemme il suo primo thriller: Il passato è una bestia feroce. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitterGoogle+ e attraverso la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive).


9 risposte su “Turismo paradisiaco: quelle fantasie così redditizie”

Ho letto Esperienze di premorte di Enrico Facco ed ho visto il suo breve dibattito con il CICAP. Per me Facco ha molte ragioni e spiace aver visto che l’ ultima parola televisiva sia stata lasciata per il CICAP perché non mi ha convinto. E cosa dire dei casi riportati da Flammarion nel volume “La morte ed i suoi misteri” ? Nella prefazione dell’ editore si legge che i libri di Flammarion nonostante il grande valore dei contenuti appartengono a quei testi su carta che per complessità e scarsa appetibilità commerciale rischiano di sparire. Quindi siamo assai distanti dal raccontarci invenzioni per scopi commerciali.

Mi sono occupato del tema nel libro che ho scritto con Marco Vannini “Indagine sulla vita eterna” (Mondadori). Quanto a Flammarion, è stato un grande scienziato, ma credeva anche ai poteri della medium Eusapia Palladino (una di quelle smascherate più volte per i trucchi che utilizzava): dunque, in ambito “extrasensoriale”, andrei cauto prima di prendere per attendibili le sue parole.

Flammarion si sbagliava anche semplicemente nel campo strettamente scientifico volendo dare spiegazioni sui presunti canali di Marte ma la sua idea sulla Pluralità dei Mondi e’ del tutto moderna e trainante l’ attuale ed avanzata ricerca astronomica. Pure Galileo si sbagliava quando cercava di spiegare diverse osservazioni al telescopio. Comunque non diede alcuna spiegazione sui casi delle apparizioni di persone defunte ma semplicemente riteneva sbagliato non indagarle.

Su questo tema segnalo in Nicola Martella (a cura di), Escatologia fra legittimità e abuso. Escatologia 2 (Punto°A°Croce, Roma 2007; indice: http://puntoacroce.altervista.org/Buch/L-Escatologia-1.htm), i seguenti articoli all’interno della sezione “Strumentalizzazioni religiose”:
— Dante e l’aldilà 297-312
— Visioni dell’aldilà 313-328
— Esperienze vicine alla morte 329-332

Specialmente nel secondo articolo analizzo, dal punto di vista esegetico, tali presunte visioni sull’aldilà e ne mostro il netto contrasto rispetto alle asserzioni esegetiche della sacra Scrittura e, quindi, alla teologia biblica. Come si vede, esiste anche un approccio esegetico, che contrasta con le speculazioni mistiche. Questo non è da sottovalutare.

Interessante 😉 …A tal proposito, mi sa dire qualcosa riguardante il saggio dello statunitense Todd Burpo e della giornalista e scrittrice Vincent Lynn “Il Paradiso per davvero”?

Caro Filippo, il caso mi sembra rientrare nelle classiche “esperienze di pre-morte”, dove allucinazioni di vario tipo, scatenate chimicamente da un cervello in gravi situazioni, creano le varie sensazioni descritte nel libro.

É impressionante come la maggior parte delle volte chi afferma lo straordinario, l’insolito, ne é consapevole e lo fà solo per essere al centro dell’attenzione, per destare interesse.
Anche se a volte tale comportamento é inconscio….può capitare a chiunque ed é successo anche a me, per questo é importante comprendere determinati fenomeni, sia per difendersi da millantatori e sia per capire i funzionamneti della nostra mente ed evitare di auto ingannarci.

Sono più che certo che sei una persona intelligente e quindi in grado di comprendere più che bene che non avevo nessuna intenzione di offenderti.Un consiglio,giusto o sbagliato che sia,non è un ordine.Cordiali saluti.

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