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Terrore notturno, parte 2: l’intruso nella stanza

Continuiamo il discorso iniziato ieri. Non sono solo gli scettici che possono vivere esperienze sconvolgenti come quella sopra descritta, ma anche chi dovrebbe conoscere meglio di molti come funziona il cervello non è immune dal trovarsi al centro di episodi di questo tipo. E’ quello che è successo, per esempio, al prof. Ronald K. Siegel, professore associato al Dipartimento di psichiatria e scienze comportamentali dell’Università della California a Los Angeles. Ecco un’esperienza che troviamo descritta nel suo libro Fire in the Brain (1992):

«Fui svegliato dal rumore della porta della mia camera che si apriva. Ero coricato su un lato e potevo vedere l’orologio luminoso: segnava le 4.20 del mattino. Sentii dei passi che si avvicinavano al letto, poi un respiro pesante. Sembrava una presenza inquietante. Cercai di togliermi le coperte e alzarmi, ma ero inchiodato al letto. Avevo un peso sul petto. Più mi sforzavo e più mi sentivo immobilizzato. Il mio cuore sembrava esplodermi nel petto. Facevo fatica a respirare.

«La presenza si avvicinò ancora e sentii un odore di muffa. Sembrava qualcosa di vecchio, che era stato tenuto troppo a lungo in soffitta. L’aria stessa era asciutta e fredda, mi ricordava l’interno di una caverna.

«Improvvisamente un’ombra oscurò l’orologio. “Oh mio dio! Non è uno scherzo!” Qualcosa mi toccò il collo e il braccio. Una voce mi sussurrò qualcosa nell’orecchio. Ogni parola che usciva da quella bocca era accompagnata da un odore di tabacco. Le parole sembravano strane, quasi inglesi ma pronunciate all’incontrario. Non avevano senso. In qualche modo quelle parole diedero origine a delle immagini nella mia mente: vidi paludi melmose piene di rane, orrendi rettili e altri orrori mefitici. Nella mia camera potevo vedere solo un’ombra sul mio letto. Ero terrorizzato.

«“Ma io sono uno scienziato. Devo capire cosa succede”. Sospettavo che si trattasse di un’allucinazione… tutto quello che dovevo fare era guardare o toccare l’immagine e sarebbe scomparsa.

«Ordinai ai miei muscoli di muoversi ma la presenza immediatamente esercitò tutto il suo peso sul mio petto. Il peso si trasferì a tutto il corpo, incollandomi al letto. Ero paralizzato. Ancora coricato di lato, non riuscivo a girare il collo per vedere chi se ne stava seduto su di me… I miei occhi guardarono la stanza: era chiaramente la mia camera da letto e sembrava del tutto normale. Ero consapevole dell’ambiente in cui mi trovavo ed ero sveglio: “Questo non è un sogno! Sta succedendo veramente!”

«Una mano mi afferrò un braccio e lo tenne stretto… La mano sembrava fredda e morta… Poi, un punto del materasso vicino a me si abbassò: qualcuno era salito sul letto! La presenza spostò il suo peso e si mise a cavalcioni su di me piegandosi sulla mia schiena…

«Per tutto il tempo ero costretto ad ascoltare gli interminabili sussurri dell’intruso. La voce sembrava femminile. Sapevo che era malvagia. Diceva qualcosa tipo: “Deelanor… Deelanor”. Più tardi, mi resi conto che diceva “Ronald” all’incontrario. In quel momento, riuscivo solo a pensare a come scappare dal letto…

«L’intruso mi schiacciava e mi tornavano alla mente le mie paure infantili di finire soffocato. Cominciai a perdere coscienza. Improvvisamente, la voce si fermò. Sentii che l’intruso lentamente se ne usciva dalla stanza. Gradualmente, la pressione sul mio petto si allentò. Erano le 4.30 del mattino.

«Saltai giù dal letto, afferrai una torcia elettrica e mi diressi verso la porta della camera: non c’era nessuno. “Forse è andato nell’altra stanza”.

«“Chi è là”, gridai. Le mie labbra tremavano.

«Non ci fu nessuna risposta. Mi avvicinai alla porta della camera e mi fermai. Subito dietro l’angolo poteva esserci qualcosa di orribile, pronto ad aggredirmi. “Hey”, cercavo di apparire il più amichevole possibile. “C’è nessuno?” Le parole mi uscivano un po’ tremolanti. Non ci furono risposte.

«Dopo un po’, corsi fuori e abbracciai il muro, puntando la torcia in tutte le direzioni. La luce della torcia illuminava il corridoio con un raggio stretto di luce. Non avevo mai visto prima il mio appartamento sotto questa luce e sembrava strano… La luce creava ombre ovunque e man mano che spostavo la torcia anche le ombre si muovevano… Quando illuminai lo specchio del bagno il riflesso mi spaventò. Girai tutto l’appartamento, illuminando ogni angolo e aprendo ogni cassetto. Non c’era alcun segno di un intruso.

«Una volta che il panico se ne fu andato, mi resi conto di quanto ero stanco. Avevo bisogno di sonno, ma avevo paura a non farmi trovare sveglio se l’intruso fosse tornato. Andai in cucina, mi feci un caffè e tornai in camera da letto. Rimasi sveglio e attento, con gli occhi fissi sulla porta della camera. Ma non accadde più nulla».

(Continua)

11 risposte su “Terrore notturno, parte 2: l’intruso nella stanza”

le allucinazioni vengono anche quando si è troppo stressati e si dorme poco e male.
anche a me è capitato di essere toccato da qualcuno qualcosa, mentre dormivo con la mia ragazza affianco. che ovviamente non ha sentito e visto nulla.
è il nostro cervello che non ci sta dentro. noi sappiamo e il nostro corpo conosce la sensazione dell’essere toccati. il nostro cervello ci fa fare tante cose, volete che non sappia riprodurre la sensazione dell’essere toccat?-

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