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Magia & illusione Psicologia dell'insolito

Una levitazione… su quattro dita

Ogni tanto si torna a parlare della “Levitazione su quattro dita”, di cui mi ero occupato tempo fa.

Ecco, per esempio, che cosa scrivevo nel mio libro L’illusione del paranormale:

Una spettacolare dimostrazione, considerata da alcuni parapsicologi come un’autentica prova di levitazione, è la seguente. Il “sensitivo” chiede l’aiuto di quattro persone: una prende posto su una sedia, le altre tre lo aiuteranno a sollevarla.
Su invito del sensitivo, ognuno dei volontari in piedi (lui compreso) unisce le mani lasciando sporgere solo i due indici che vengono poi infilati sotto le ascelle e dietro le ginocchia della persona seduta. Di solito, dopo alcuni tentativi infruttuosi di sollevare la persona, il gruppetto desiste. Si dice allora che mancava una parola magica, oppure che non c’era stata una «focalizzazione di energie».  Il sensitivo provvede immediatamente, pronunciando la parola magica o «focalizzando le energie»; quindi, tutti riprendono la posizione di prima e riprovano a sollevare il volontario seduto. In un attimo, la persona si solleva da terra di oltre un metro come se fosse diventata pesante solo pochi chili. Molti sostengono convinti che la persona sollevata perde «magicamente» peso ed è per questo che può essere alzata senza sforzo. Il sedicente sensitivo Uri Geller, famoso per i suoi cucchiaini piegati, presenta abitualmente questa dimostrazione nelle sue esibizioni pubbliche e la definisce «una reale levitazione».
Tuttavia, per quanto sembri strano, il soggetto si alza solamente perché il suo peso viene diviso equamente tra i quattro che gli stanno intorno.  Così, per una persona di 80 chili, ognuno dei sollevatori si trova ad alzare 20 chili.  Inoltre, non sono le dita a effettuare tale sollevamento, come invece sembra, bensì le braccia e le spalle.  Nel primo tentativo, solitamente si fallisce perché il sollevamento non è coordinato: la seconda volta, infatti, il sensitivo dice: «Adesso conto fino a tre, al tre solleviamo».  E questa volta l’esperimento riesce perché lo sforzo avviene all’unisono.
Ecco un esperimento molto semplice per verificare se le cose stanno veramente così o se ci si trova di fronte a un’autentica levitazione. Sono necessarie quattro bilance pesa-persone.
Innanzitutto, si pesano sia la persona da far levitare che i quattro volontari che la dovranno sollevare e si prende nota del peso di ognuno.  Quindi, il volontario si siede sulla sedia e i quattro intorno a lui prendono posto in piedi sulle quattro bilance.  Si procede nel gioco come sopra, ovvero i quattro sollevano il volontario con i due indici; a questo punto si trascrive nuovamente il peso che indicano le quattro bilance.  Se si prova a realizzare questo semplice test, si scopre che il peso della persona levitata si distribuisce in maniera perfettamente equilibrata tra i quattro sollevatori; in altre parole, nel caso di un volontario di 84 chili, al momento della levitazione il peso di ogni persona che lo sostiene aumenta esattamente di 21 chili.

Ora, dopo avere letto questo testo, Tommaso Guglielmi mi manda le sue osservazioni:

Ciao Massimo,
quest’estate e come ogni estate i miei amici mi propogono di esibirmi in qualche gioco di prestigio (la mia passione è il mentalismo) e una sera, un po’ scocciato, non avendo voglia di fare nessun esperimento ho proposto ai miei amici di fare un  vecchissimo esperimento ossia quello della “Levitazione in punta di dita”.

Molti hanno iniziato a fare questo gioco per tutto il resto del mese di agosto, diventando esperti su come realizzarlo. Alcuni incuriositi m’hanno chiesto del perche’ funziona  e gli ho dato una spiegazione. Ora girando sul Internet trovo la tua spiegazione che in realta’ non mi dici niente anzi non spiega del perche’ la seconda volta la persona  alzata “sembra” piu’ leggera. La mia spiegazione e’ leggermente differente:
La prima volta che si alza la persona (con o senza sincronizzazione ) si ha l’impressione
che sia piu’ pesante per diverse ragioni:
1. Ragione psicologica.  La prima volta non si conosce qual’e’ lo sforzo da effettuare. La seconda volta conoscendo lo sforzo si cerca di dare un maggior potenza (piu’ del dovuto dato che il peso e’ diviso x 4 e per 2 quindi una persona alzera’ un peso di circa 1/8 del peso originale )
2. Ragione fisica. Immagina di fare una corsa di 100 metri con o senza riscaldamento… ( senza riscaldamento sara’ piu’ dura se non addirittura pericolasa ) Lo stesso avviene qui ( Sforzo iniziale e tensione delle braccie sulla testa ).
Quindi non capisco il fatto del peso e delle bilancie descritto nella tua spiegazione, in quando i miei amici son diventati bravissimi e fin dall’inizio ad essere sincroni e la tua spiegazione non spiega il fatto che la seconda volta la persona sembra piu’ leggera.  Ho trovato sulla rete altre spiegazioni ma mi vien troppo da ridere: Assenza di gravita’ per il soggetto a causa della colonna delle mani  sovrapposte ecc ecc.  Se esiste una spigazione migliore della mia sono in attesa di una risposta.

Caro Tommaso,
la spiegazione nel mio libro riguardava la questione fisica e smentiva la pretesa di alcuni sedicenti sensitivi di provocare una “riduzione di peso” del soggetto. Ponendo quattro bilance sotto coloro che alzano la persona, infatti, si può vedere facilmente come il peso del sollevato viene distribuito tra coloro che lo sollevano. Quanto agli aspetti psicologici, sono d’accordo: è vero che la prima volta non sapendo cosa si deve fare non si riesce a calibrare bene la forza. Ed è proprio su questo che gioca il sensitivo, quando vuole dimostrare che quattro persone non sarebbero in grado di alzarne un’altra con le dita. La seconda volta, li fa contare fino a tre in modo che tutti concentrino il massimo della forza al momento giusto e, quindi, sollevino senza difficoltà. Ed è per questo che si ha l’impressione, la seconda volta, che la persona più leggera. Questo è tutto, non credo ci siano altre spiegazioni.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, insieme ai thriller Il passato è una bestia feroce Non guardare nell’abisso. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.


16 risposte su “Una levitazione… su quattro dita”

Oggi io e i miei due amici abbastanza secchi abbiamo alzato un billiardino non di quelli moderni ma uno vecchio e pesantissimo abbiamo provato per 3-4 volte ad alzarlo e massimo che facevamo era qualche centimetro con una sacco di sforzo dopo abbiamo provato con la colonna con le mani…avevamo le braccia alzate completamente in alto con zero sforzo….spiegatemi questo

Provate a ripetere l’esperienza senza fare la colonna ma coordinandovi, contando da 1 a 3 e poi sollevando tutti insieme: vedrete che riuscirete nuovamente ad alzarla. Quando non si riesce è solo perché non si è coordinati, la colonna di mani non c’entra nulla.

Senza contare la cattiva fede di chi partecipa al gioco sapendo come funziona… mettiamo che a sollevare un’esile ragazza siano 4 ragazzi muscolosi. Oltre all’aspetto psicologico e fisico, bisogna fare in modo che chi presenta il gioco rimanga fra i 4 sollevatori e nel momento in cui si solleva per la prima volta, faccia finta di mettere forza in modo tale da sbilanciare i carichi sui restanti tre. Anche se riusciranno a sollevarla al primo tentativo, al secondo grazie ai muscoli caldi, a una maggiore convinzione a livello mentale e all’aiuto del quarto sollevatore, sembrerà proprio che la ragazza perda letteralmente peso. Io non conoscevo questo gioco. L’abbiamo fatto quest’estate con un gruppo di amici. Io non sono riuscito a dare una spiegazione a caldo proprio convincente, ma anche se cercavo di spiegare loro che era probabilmente una suggestione psicologica e che potevano influire tanti altri fattori fisici e di coordinazione, non sono riuscito a convincere nessuno. Non sono stato abbastanza persuasivo.

PS: c’è una variante nel gioco a cui ho partecipato io. Per dare un tocco magico e quindi distogliere l’attenzione dei partecipanti e degli spettatori dall’inganno del prestigiatore (o chi propone il gioco), prima di sollevare per la seconda volta si impone ai sollevatori di mettere le mani sopra la testa dell’amico sulla sedia per recuperare fluido magico. Il fatto che bisogna mettere le mani all’altezza delle spalle, una sopra l’altra, facendo attenzione a non toccarsi l’uno con l’altro, impone una certa tensione sui muscoli delle spalle dei sollevatori che li riscalda e li prepara allo sforzo del sollevamento. Inoltre basta essersi sfiorati con le mani nel momento in cui si dovevano portare sulla testa dell’amico seduto che, in caso di gioco mal riuscito, si può sempre trovare la scusa per ripetere l’operazione . L’altro tentativo, vedrà i sollevatori ancora più caldi e maggiormente concentrati, perchè nonostante lo scetticismo degli stessi, si tende inconsciamente a mettersi nelle migliori condizioni per portare a termine l’esperimento…

Tanti anni fa sono stato il soggetto sollevato. Pesavo 75 Kg e i sollevatori erano 4: tutti hanno poi riferito di aver percepito uno sforzo trascurabile, ben inferiore ai 75 : 4 = 18 Kg ca.
Tempo dopo ho ripetuto l’esperimento, ma questa volta eravamo solo 2 i sollevatori, io e la mia ragazza (entrambi dal fisico normale). Orbene, senza sforzo apparente abbiamo sollevato all’altezza delle nostre teste un amico pesante quasi 100 Kg.
Non so ancora spiegarmi come… ma è la semplice verità.

“Constato con rammarico una diffusa ignoranza sulle leggi fisiche che quotidianamente coinvolgono fatti e azioni di vita, al punto di diffondere leggende metropolitane come questa, quasi fossimo dei creduloni del Medioevo”
AHAHAHAHAHAH pappo 6 1 grande! perchè non sono come te perchè???? cmq io la penso esattamente come te ma nn sarei mai riuscito ad esordire così ahahahah

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