«Se quando ancora adolescente scrivevo nella mia cameretta, e più tardi quando uscì Tutti giù per terra avessi avuto un’idea un po’ meno fantasiosa di ciò che implicava il mestiere di scrittore, forse mi sarei attrezzato meglio, e di certo mi sarei fatto parecchie illusioni in meno sul dorato mondo delle Lettere». Così scrive Giuseppe Culicchia nel suo recente E così vorresti fare lo scrittore (Laterza), indispensabile per chiunque voglia sapere come funziona realmente il mondo della scrittura.

Il libro (che nella versione ebook costa ora solamente € 1.99 e dunque non ci sono scuse per non leggerlo!) è un viaggio divertente (o deprimente, a seconda dai punti di vista) del mondo della letteratura in Italia. O, meglio, una cassetta degli attrezzi necessaria per chiunque si appresti a pubblicare, lo abbia appena fatto o semplicemente sogni di farlo un giorno. In modo che quando ci arrivi non rimanga troppo deluso.

Non un manuale di scrittura, dunque, ma una sorta di guida a cosa gira intorno al mestiere di scrivere, passando per tutte le tappe che costellano la nascita e poi il consolidamento di uno scrittore: dalla correzione delle bozze al rapporto con l’ufficio stampa, dalla realizzazione della copertina alla costruzione del caso letterario, dalla prima presentazione in pubblico agli interventi televisivi, dai premi letterari ai festival…

Culicchia, con l’umorismo e il distacco di chi queste cose le conosce bene, affronta il tema attraverso le tre fasi individuate a suo tempo dal geniale Alberto Arbasino (con il quale, se non la bravura, posso almeno vantare la comune città di nascita): «La carriera dello scrittore italiano ha tre tempi: brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro».

Nel passaggio dalla prima alla seconda fase, ovvero con l’uscita del secondo romanzo, possono succedere due cose: nel primo caso la seconda opera ripropone, anche solo in minima parte, lo stile, o i temi, o i personaggi, o i luoghi della prima, e Culicchia riassume così la tipica reazione della critica: «Peccato che alla seconda prova, l’ex Brillante Promessa fallisca miseramente, anche perché finisce per scrivere lo stesso libro che aveva scritto in occasione del felice esordio, gabbando i suoi lettori». Mentre nel caso in cui il secondo lavoro si discosta nettamente dal primo, la sentenza sarà la seguente: «Peccato che alla seconda prova, l’ex Brillante Promessa fallisca miseramente, anche perché scrivendo un libro totalmente diverso da quello che aveva scritto in occasione del felice esordio finisce per tradire se stesso, gabbando i suoi lettori». In altre parole, non se ne esce.

Spesso autobiografico, nel libro non mancano dati e cifre che dovrebbero indurre chiunque sano di mente a pensarci due volte prima di intraprendere la carriera dello scrittore. Non ultimo il fatto, come scrive Culicchia, che «il fatturato di tutta l’editoria italiana è comunque inferiore a quello non della Ferrero ma di un singolo prodotto della Ferrero ossia della Nutella».

Fatevi un regalo e leggete E così vorresti fare lo scrittore. Non vi farà passare la voglia di scrivere, ve l’assicuro, ma può darsi che possa tornarvi utile il giorno in cui sarete tentati di dire, alla vostra prima intervista, che l’ispirazione vi arriva direttamente dal Cielo. Perché c’è chi lo dice, e con l’aria di crederci sul serio.

 


Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario nazionale del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre trenta libri e di centinaia di articoli pubblicati su Focus e numerose altre testate. Il suo ultimo libro, scritto con Marco Vannini, è Indagine sulla vita eterna, pubblicato da Mondadori.


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