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Le “perle” nascoste di Michael Crichton

"Grave Descend" uno dei libri di Michael Crichton firmati con lo pseudonimo di "John Lange"

Mi capita spesso di segnalare libri su queste pagine, e in genere si tratta di saggi o romanzi che hanno qualche attinenza con il mistero o l’insolito. Questa volta, però, vorrei fare un’eccezione. Il libro che vi vorrei segnalare è uno di quelli che un tempo si chiamavano “pulp fiction”, narrativa popolare senza tante pretese.

Il libro in questione è Grave Descend e l’autore è John Lange. Bene, il libretto, che si legge in una sera, ruota attorno a un sub di professione ingaggiato per ritrovare una barca affondata. Solo che ben presto si capisce che il nostro sub è solo una pedina in un gioco più grosso di lui…

Come ho detto il libro si legge molto facilmente. Scorre via veloce, senza rallentamenti. Dialoghi serrati, personaggi ben caratterizzati, molta azione e niente perdite di tempo in descrizioni o flashback. Confesso che temevo molto peggio e invece è stata una piacevolissima sorpresa. Perché? Ma perché questo libro è del 1970 e il suo autore a quell’epoca era uno studente di medicina che per arrotondare scriveva thriller.

In seguito, questo ragazzo avrebbe usato il proprio nome per scrivere romanzi che sarebbero diventati straordinari bestseller. E il suo vero nome è Michael Crichton, quello di Jurassic Park, Congo, Sfera, Andromeda, Sol Levante e una serie di altri ottimi (e meno ottimi) libri.

Ecco, temevo di trovarmi davanti a una pessima opera prima (e così si spiegherebbe l’ostinazione con cui Crichton tutt’ora non vuole associare il suo nome a questi romanzi firmati John Lange). Invece, si capisce già la stoffa del grande scrittore e, confesso, l’ho letto con molto più piacere di quanto abbia letto Stato di Paura o Next.

Non aspettatevi niente di speciale. E’ solo una lettura veloce, senza pretese, ma ben fatta. Nella stessa collana, “Hard Case Crime”, dedicata a far rivivere gli “splendori” della letteratura pulp anni 50 e 60, qualche tempo fa era uscito anche un libro firmato da Stephen King, Colorado Kid. Questo non era un romanzetto degli esordi dimenticato anche dal suo autore, ma un racconto scritto ad hoc, oggi, da King. Mi dispiace dover dire che ho trovato il libro di Lange più soddisfacente rispetto a quello un po’ insipido di King (e mi dispiace perché King è un po’ il mio eroe nel campo della scrittura).

Alla fine della lettura, mi è quasi venuto il dubbio che Crichton non voglia ripubblicare con il suo nome i libri firmati John Lange perché forse teme il confronto con gli ultimi, pesanti, tomi… Ma è stato solo un dubbio passeggero.

Se vi capita tra le mani Grave Descend, e se leggete l’inglese (non credo sarà mai tradotto), non perdetelo. Io mi sono già procurato un altro libro di Lange, Zero Cool. Me lo tengo da parte per tirarmi su di morale quando scoprirò che il nuovo libro di qualche grande autore di bestseller non merita di arrivare fino in fondo.

AGGIORNAMENTO: nel frattempo, Michael Crichton ci ha lasciato e i suoi libri come “John Lange” tornano a essere pubblicati e tradotti. Il primo leggibile anche in italiano è Codice Beta (Garzanti).

 


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti. Il 3 marzo 2015 uscirà per Piemme il suo primo thriller: Il passato è una bestia feroce. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitterGoogle+ e attraverso la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive).


0 risposte su “Le “perle” nascoste di Michael Crichton”

Speriamo di no! Soprattutto perchè i 30 anni li ho già passati anch’io… Scherzi a parte, gli esempi di grandi artisti il cui talento non si affievolisce affatto ma addirittura fiorisce col passare degli anni non mancano. Uno su tutti il caso di Andrea Camilleri, giunto al successo a 70 anni con il Commissario Montalbano. E poi, non vorrei essere frainteso su King: Colorado Kid era un po’ così, ma continua a essere un grande scrittore come ha continuato a dimostrare con i romanzi più recenti.

Einstein, mi pare fosse lui, sosteneva che il talento si manifesta al meglio entro i 30 anni, per poi affievolirsi. Per Lange-Crichton e King potrebbe essere lo stesso? 🙂

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