domenica 19 maggio 2019

Posts Tagged ‘Creatività’

Perché non basta avere belle idee per essere realmente creativi

È il discorso che a volte si sente fare da alcuni, con un pizzico di invidia: «Ma quella scemenza avrei saputo farla anch’io! Di idee così ne ho a dozzine: perché lui (o lei) ha avuto successo e io no?»

La risposta risiede nella differenza che c’è tra immaginazione e creatività. Ecco di che si tratta…

 

Il taccuino di Leonardo: un consiglio per creativi da parte di un genio

C’è un sistema che Leonardo usava per rendere più realistici i suoi dipinti, ma che chiunque lavori con la creatività (scrittori compresi) può mettere a buon uso.

Io stesso già lo adoperavo, senza sapere (o ricordare) che era un’idea di Leonardo. Di che si tratta?

 

#4: L’arte di stupire

Ecco il quarto episodio del mio podcast, L’esploratore dell’insolito. Questa volta il tema è l’arte di stupire. A tutti capita, prima o poi, di vivere esperienze che non esiteremmo a definire «magiche». In molti di questi avvenimenti non c’entra il paranormale ma nemmeno il caso. Tali eventi, infatti, potrebbero essere stati creati ad arte da una squadra di Magic Experience Designers.

Di questo e molto altro parliamo con Mariano Tomatis, scrittore e illusionista capace di illuminare le meraviglie sul confine tra scienza e mistero.

 

Sonno e creatività: 7 consigli per dormire meglio ed essere più produttivi

«Il sonno è il più efficace (e semplice) afrodisiaco creativo». Lo ha detto Debbie Millman, scrittrice e consulente creativa, e ha ragione. La mancanza di sonno, oltre che stanchi e irritabili, può renderci poco produttivi e poco concentrati.

Sonno e creatività: 7 consigli per dormire meglio ed essere più produttivi

Per questo è importante cercare di dormire le canoniche otto ore di sonno ogni notte. Vale non solo per chi svolge attività creative ma per tutti. Ecco allora sette consigli per dormire meglio predisposti dalla prestigiosa Mayo Clinic:

 

Per chi si scrive e come trovare i capisaldi di una storia che funziona

Chi abbiamo in mente quando scriviamo? A chi ci rivolgiamo esattamente: ai critici, al lettore ideale, al coniuge, a noi stessi o a nessuno in particolare? Chiarirsi sin dall’inizio chi saranno i nostri lettori (o chi speriamo essi siano) è forse il modo migliore per capire il taglio che dovremo dare al nostro lavoro.

"Se non avete tempo per leggere, non avrete il tempo o gli strumenti per scrivere" - Stephen King.

 

«Mi ricordo che in On Writing Stephen King diceva di scrivere la prima volta con la porta chiusa, e la seconda con la porta aperta» mi ha scritto in un commento a un post precedente Federico Baron. E continua: «Io fin’ora ho mancato il bersaglio anche perché non ho mai ben considerato la figura del Lettore, che sono sempre più convinto invece vada tenuta in principale considerazione, come un faro-guida per indicare il percorso da seguire alle riscritture successive. Un lettore, vedendo le mie frasi di sei righe piene di subordinate, mi ha spronato a chiedermi infatti quanto io scriva per gratificare me stesso e quanto per gratificare il lettore. Solo che, ricevendo i giudizi più disparati, faccio fatica a immaginarmi il “Lettore Medio” che dovrei tenere a mente nelle riscritture, in termini non tanto di storia ma soprattutto di stile».

 

Il nuovo libro

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