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Terrore notturno: spiegazioni finali

Ed eccoci alla conclusione dell’approfondimento che abbiamo dedicato al fenomeno del “terrore notturno”. Con i racconti iniziali di Ronal K. Siegel e il suo “intruso” e David Bianchi con il “rapimento alieno”. Ecco come Siegel è riuscito a spiegare “l’intrusione” che tanto lo aveva terrorizzato:

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Terrore notturno parte 3: la paralisi notturna

Una rappresentazione pittorica del “terrore notturno”

Continuiamo il discorso iniziato con un resoconto di “rapimento alieno” e proseguito con l’episodio dell’“intruso nella stanza”. Quella delle esperienze terrorizzanti che possono verificarsi di notte e tradursi in questo tipo di sensazioni descritte nei post precedenti è qualcosa che è stata registrata nel corso della storia dalle culture più diverse.

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Terrore notturno, parte 2: l’intruso nella stanza

Continuiamo il discorso iniziato ieri. Non sono solo gli scettici che possono vivere esperienze sconvolgenti come quella sopra descritta, ma anche chi dovrebbe conoscere meglio di molti come funziona il cervello non è immune dal trovarsi al centro di episodi di questo tipo. E’ quello che è successo, per esempio, al prof. Ronald K. Siegel, professore associato al Dipartimento di psichiatria e scienze comportamentali dell’Università della California a Los Angeles.

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Terrore notturno, parte 1: il rapimento alieno

Rapimento alieno o terrore notturno?

Visto che la discussione su “Hereafter” e le esperienze di pre-morte ha sollevato l’argomento, forse è il caso di approfondire anche qui il tema del “terrore notturno” che avevo trattato in dettaglio nel mio libro Il sesto senso. E visto che l’argomento lo richiede, lo faremo a puntate. Cominciamo con il resoconto di un’esperienza particolarmente sconvolgente perché la persona che l’ha vissuta, David Bianchi, non solo è dichiaratamente scettica nei confronti dei fenomeni paranormali ma fa addirittura parte del Gruppo Toscana del CICAP:

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Gli spaventi del “terrore notturno”


Carmela mi scrive: «Caro Massimo, ti scrivo semplicemente per ringraziarti dell’aiuto che involontariamente mi hai dato, ormai circa 8 anni fa. Ti racconto brevemente: ero nel mio letto, aprii gli occhi nel cuore della notte, potevo guardarmi attorno, perfettamente cosciente, leggermente appesantita dal sonno ma assolutamente desta, lucida.