Calimera: un Festival ricco di piacevoli sorprese

Calimera: Festival dei piccoli lettori

Riesco finalmente a raccontare qualcosa dopo la mia partecipazione al Festival dei Piccoli Lettori di Calimera. E’ stata una bellissima esperienza: ho incontrato persone veramente speciali, sia tra chi ha organizzato con tanta passione e dedizione l’incontro, sia tra gli altri ospiti del Festival. Due parole quindi per darvi un’idea del perché vale sempre la pena partecipare a questo tipo di incontri…

Vorrei subito dire quanto mi ha fatto piacere scoprire che il “Festival dei piccoli lettori” è veramente un Festival dei bambini: ho parlato davanti a diverse classi delle ultime elementari e delle medie e mi sono trovato davanti ogni volta bambini curiosi, interessatissimi alle vicende della “Squadra dell’impossibile” e al mio lavoro, e poi pieni di domande e curiosità su tutto. E’ stato veramente bello parlare con tutti loro.

E poi è stata una soddisfazione sapere che saranno sempre i bambini, nel corso del prossimo anno, a leggere i libri presentati al Festival, a discuterne tra loro e a scegliere quello che vincerà il concorso e che il prossimo anno tornerà per ricevere da loro il premio (come è stato quest’anno per Pina Variale con “Tutti tranne uno”). A differenza di tanti Festival dove le cose non sono sempre molto chiare, qui ho davvero avuto la certezza che la decisione sul vincitore è tutta e solo dei bambini. Complimenti per la bellissima idea.

E complimenti a tutti i nuovi amici che hanno realizzato questo evento: a partire da Stefania, coraggiosa titolare della libreria “Il Giardino delle Nuvole” e ideatrice del Festival (dico “coraggiosa” perché decidere di aprire una libreria dedicata ai bambini in un paese di 7300 persone richiede del coraggio e, per questo e per la sua passione, le faccio ancora tantissimi auguri). E poi vorrei ringraziare Sandra, che ha organizzato perfettamente tutti i miei spostamenti, e la mia “tutor” Erika, che mi ha presentato perfettamente e ha fatto in modo che non mi perdessi mai. E grazie a tutti i ragazzi di Calimera che sono stati con noi e che hanno dedicato il loro tempo e il loro entusiasmo a rendere queste giornate veramente piacevoli, divertenti e interessanti.

Sono stato contento poi di vedere anche alcuni amici “cicappini” pugliesi e alcuni miei lettori che sono venuti a trovarmi per l’occasione (come Pierluigi che si è portato una pila di miei libri da farsi firmare e con suo padre è stato poi veramente gentile). Grazie a tutti per la vostra simpatia, ho molto apprezzato.

Infine, è stato un grande piacere conoscere gli altri autori del Festival. Uno già lo conoscevo, ovviamente, l’amico Pierdomenico Baccalario, prolifico e instancabile autore che al Festival presentava “La bambina che leggeva libri” (Fanucci): con lui ci siamo divertiti in quei giorni con lo stesso spirito che si respirava alle gite delle medie.

A parte lui, non conoscevo gli altri partecipanti e sono stati tutti una piacevole scoperta. La simpaticissima Francesca Longo, che presentava “Mojito” (Einaudi) e non perdeva occasione per raccogliere cotone…, mi ha raccontato in termini da favola il quartiere dove vive in termini da favola (bellissima, anche se triste, la storia della gallina americana!). Miriam Dubini, brillante autrice di “Leila Blue” (Mondadori), che ho visto solo per poco durante l’ultimo incontro con i ragazzi, ma che ho molto apprezzato nella sua doppia veste di scrittrice-attrice (anche i bambini hanno apprezzato molto il suo humor). Alessandro Gatti, che presentava “Klincus corteccia e il fiore di luna” (Mondadori), è stato un vero gentiluomo d’altri tempi, dallo spirito particolarmente acuto e raffinato, un perfetto piemontese. Lo sportivissimo Andrea Salvatici, capace di farsi una corsa di alcuni chilometri nonostante il freddo polare che c’era, si è rivelato un sensibile autore: al Festival presentava il toccante “Jacob il bambino di creta” (Einaudi), nato a puntate sul suo blog dedicato proprio alle favole e diventato ora un libro. E, last but not leastSilvano Agosti.

Silvano è stato una vera sorpresa. Per mia ignoranza non conoscevo questo originalissimo regista, scrittore e intellettuale anticonformista, che tra l’altro dimostra molti anni meno di quelli che “dice” di avere. Con Pierdomenico e Andrea lo abbiamo ascoltato incantati per ore, come credo fareste anche voi se aveste modo di incontrarlo (e a proposito, oltre a scrivere libri e a girare film – qui trovate tutto quello che vi serve sapere – è anche titolare di un cinema a Roma: l’Azzurro Scipioni dove è facile incontrarlo).

Grazie quindi a lui, grazie a Calimera e a tutte le belle persone che questa cittadina mi ha fatto incontrare: la mia vita è senza dubbio un po’ più ricca. Vi lascio con un breve estratto da uno dei film più poetici di Silvano, “D’amore si vive”. Il bambino, Frank, è quello che ha ispirato Silvano per il protagonista del romanzo che presentava al Festival: Il ritorno di Pinocchio (Salani).

P.S. Se qualcuno ha scattato fotografie durante quei giorni e volesse mandarmele, sarà mia premura pubblicarle in questa pagina. Grazie.

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3 risposte

  1. Caro Massimo, ho letto con piacere il tuo articolo! Hai detto la verità sul Festival dei piccoli lettori di Calimera! Atmosfera meravigliosa, granaio per la nostra vita! Persone attente e sensibili verso i bambini. L’unica nostra vera possibilità di cambiamento! Ti abbraccio forte e a Milano ti invito a fare una corsetta.Parco Sempione intorno all’arena…no! Andreamo nel Parco delle Groane…lì esiste un strano essere verde che leggere le favole ai triffoli selvatici.
    Un abbraccio forte Andrea

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