La medusa nel campo: ancora sui cerchi nel grano

[inserito il 8.06.09 alle ore 7:00]
in Blog, Misteri risolti

Samuele Rustici mi scrive: «Ciao Massimo, ho assistito alla tua conferenza a Lugano giovedi scorso, ed è stato un peccato il poco tempo che avevi a disposizione. Mi ha interessato la tua affermazione sui cerchi nel grano fatti da voi del CICAP che, scusa la sincerità, fanno davvero ridere rispetto a quelli che compaiono in inghilterra.
«Vi inviterei a documentare una vostra realizzazione nelle stesse identiche condizioni con cui compaiono i crop circle inglesi: di notte, senza il permesso del contadino, con la paura di essere arrestati, senza farvi vedere dai Crop Circle hunters (appostati nella speranza di documentare qualcosa), magari realizzando una formazione in poche ore di 400 “cerchi” ciascuno corrispondende ad una equazione frattale e ciascuno in rapporto uno con l’altro! Ad esempio, cosa mi dici di questo? Assi e funi? Dateci per favore, la documentazione visiva del caso più difficile non di quello più facile e con meno variabili. PS: chissà se stavolta questo mio messaggio verrà messo online!»

Ogni tanto riceviamo mail di questo tipo, e si trovano anche commenti sullo stesso tono nel canale YouTube del CICAP. In genere, chi li fa dimostra di avere approfondito poco il nostro lavoro sui crops (e per approfondito intendo anche semplicemente ascoltarsi il mio podcast sull’argomento o leggersi lo speciale presente sul sito del CICAP). Di conseguenza, ogni volta occorre riscrivere lunghe risposte dettagliate e, ahimé, non sempre c’è il tempo per farlo.

Colgo dunque questa occasione (visto che, tra l’altro, questo è il periodo giusto per i crop circles) per una risposta dettagliata. Non solo, volendo fare un lavoro fatto bene, ho chiesto di rispondere a Francesco Grassi, che nel CICAP è proprio il coordinatore del Gruppo di studio sui cerchi nel grano (oltre che il principale autore dei crops realizzati dal CICAP). Buona lettura:

Samuele,
non so a quali cerchi del CICAP tu ti riferisca, ma le formazioni
pubbliche da me eseguite sono esigue, mentre sono molte di piu’ quelle
che ho realizzato senza dichiarare di esserne l’autore.
Queste formazioni di cui si ignora la mia paternita’ compaiono in
tutti i database italiani e non, calendari, cartoline, etc.
Personalmente ho fatto esperienza di tutte le condizioni che riporti
(di notte, senza il permesso…).

Sui “400 cerchi” probabilmente alludi al famoso “Milk Hill 2001″, leggi questo post.

Circa la recente “medusa” del 2009, riporto il link originario.

Per chi sa come si fanno, si vedono chiaramente tutti i segni di costruzione umana anche per la medusa.

Assi e funi? Sfatiamo il mito delle funi, si usano metri a nastro e
non semplici funi, dal momento che hanno una duplice funzione:
forniscono la misurazione desiderata e dove serve possono fungere da
linea retta tesa tra due punti fissi.

Quindi ricapitoliamo, assi e funi?
No, piedi per tracciare le linee di costruzione, metri a nastro,
strumenti per marcare il terreno (ad es. bandierine numerate,
dischetti numerati o qualsiasi altro mezzo di fantasia che possa
servire allo scopo) e infine assi per appiattire il grano.

Tutto questo e’ illustrato in questo post in cui c’e’ anche il video di una delle poche formazioni che ho eseguito pubblicamente.

Nonostante io abbia tutte le carte in regola per rispondere punto per
punto alla “sfida” che proponi, devo pero’ far notare a te e a tutti i
lettori che la tua e’ un’obiezione che non sta in piedi dal punto di
vista della logica.

Se io affermo che questo disegno qui sotto è fatto da un uomo con una matita:

il fatto che io possa non essere in grado di realizzarlo, nulla toglie alla fattibilita’ umana dello stesso.
Non puo’ essere la mia abilita’ di circlemaker a decretare se i crop circles abbiano orgine umana o meno.

Inoltre qualsiasi documentazione io possa portare non ti fara’
cambiare sicuramente idea.

Se io ti portassi le prove inoppugnabili che Milk Hill 2001 l’ho
progettato e realizzato io, la tua reazione sarebbe immancabilmente
quella di dire “va bene, Milk Hill 2001 l’hai fatto tu, ma quest’altra
formazione (mettici quella che vuoi) e’ piu’ complessa di Milk Hill
2001. Dimostrami che sei in grado di farla!”

E’ un classico, discutendo sui cerchi si innescano sempre discussioni circolari.

Francesco Grassi

33 commenti a “La medusa nel campo: ancora sui cerchi nel grano”

  1. Samuele Rustici dice:

    Carissimo Francesco,
    stavolta sono piacevolmente stupito dalla ricchezza della documentazione che proponi. La studierò attentamente e ti farò sapere. La mia è stata volutamente una mail provocatoria (spero non sgarbata) a seguito dei tanti aritcoli Cicap pubblicati su vari numeri di Focus e delle interviste che si vedono in tv. Dato che, per quanto mi riguarda, in questo tipo di cose non ammetto la questione “fede”, la prova documentata che una formazione come quella di Milk Hill 2001 (esattamente quella a cui mi riferivo) è opera umana mi farebbe definitivamente mettere l’anima in pace sulla questione!

    Vi ringrazio e vi saluto
    Samuele Rustici

  2. Giuseppe dice:

    Ottima spiegazione, comunque io non ho mai creduto ai cerchi nel grano come prova dell’esistanza degli Ufo. A volerci credere ci sono cose ben più inspiegabili.
    A proposito della frase: “il fatto che io possa non essere in grado di realizzarlo, nulla toglie alla fattibilita’ umana dello stesso” vale anche per il suo contrario e non solo in campo Ufo, il fatto che un fenomeno sia riproducibile non dimostra che questo non abbia origine diverse da quelle umane.

  3. Samuele Rustici dice:

    Cari Massimo e Francesco,
    ho letto la documentazione che mi avete sottoposto per essere sicuro di non essermi perso nulla (lo speciale, per la seconda volta). Non faccio, quindi, parte di quelli che approfondiscono poco. Nel mio post non parlo volutamente di anomalie perchè credo che l’unico criterio per dire – non che i cerchi sono sicuramente un fenomeno non umano- ma per dire che – probabilmente alcuni possono non essere fatti dall’uomo – è la complessità e la perfezione geometrica. La maggior parte, quelli del Cicap ad esempio, sono spiegabili, altri no (faccio riferimento esattamente al video trasmesso da top secret che Francesco riporta come link). In riferimento al podcast di Massimo, Francesco parla di perno e raggio: in alcuni Crop che rappresentano figure complesse all’interno di una circonferenza, il centro della stessa ha le spighe in piedi e non c’è traccia di passaggio (non intendo il ciuffetto lasciato in piedi ma un’area estesa contenente il centro, dove le spighe non sono state toccate). In questo caso, dov’è stato collocato il perno su cui eseguire la rotazione? Nello stesso podcast Francesco afferma che 5 persone sono già troppe da coordinare e che i cerchi si possono fare in 4 ore (di notte e nelle condizioni da me precedentemente elencate, trovo infatti sensato per un circle maker non sforare troppo questa soglia temporale perchè aumenta il rischio di essere presi e messi in galera). Nella famosa figura di Milk Hill ormai vecchia di 8 anni (non a caso cito quella), ogni “cerchio” sarebbe stato fatto mediamente in (3600*4)/409 secondi, ovvero 35,20 secondi. Massimo, a Lugano, sosteneva che i bontemponi potrebbero essere gli amiconi di un pub inglese che alla chiusura del locale, aiutati da qualche birra precedentemente scolata, concludono la serata facendo questi lavoretti tanto discussi. Signori, per favore, ditemi dove sbaglio perchè i conti non mi tornano (così come non torna la costruzione della piramide di Cheope nei tempi che l’egittologia classica ci fornisce). Riguardo al disegno di Michelangelo, sono d’accordo con Francesco ma ribalto la faccenda: io non sono capace, ma tu che lo sei, documentami, con i dati tecnici che ci hai fornito (tempo, persone e condizioni), un lavoro come quello di Milk Hill! Poi, volendo continuare, il disegno di Michelangelo è firmato e la fonte è verificabile al contrario dei Crop come tu stesso affermi. Eliminiamo, dunque, l’aspetto folcroristico e ormai ridondante (non se ne puo’ più) della new age e concentriamoci su questi aspetti pratici…
    Vi ringrazio per l’attenzione
    Samuele

  4. Marco Di Falco dice:

    Giuseppe:
    ” proposito della frase: “il fatto che io possa non essere in grado di realizzarlo, nulla toglie alla fattibilita’ umana dello stesso” vale anche per il suo contrario e non solo in campo Ufo, il fatto che un fenomeno sia riproducibile non dimostra che questo non abbia origine diverse da quelle umane.

    si, il linea di principio è giusto quanto dici.
    La differenza sta in questo: l’opera dell’uomo è stata documentata, provata, validata e verificata innumerevoli volte. Quella “diversa dall’uomo” no, non si è mai verificata (e non certo perchè non la si VUOL far verificare come qualcuno può pensare…)

  5. Aldo Grano dice:

    Ho seguito in negli ultimi 16 anni il dibattito e, soprattutto, ho ammirato queste opere in foto e filmati. Disgraziatamente non ho mai avuto occasione di vederne una dal vivo. Volendo però prendere una decisione scientificamente inattaccabile, che “tagli la testa al toro” e proclami un vincitore, direi che, come al solito in questi ultimi anni, la partita rimane aperta. Difatti: è una “mission impossible” riuscire a dimostrare che i crop circles siano opera di artisti extraplanetari: i sostenitori di questa tesi dovrebbero produrre alieni che, una volta data la prova inoppugnabile di essere alieni, dimostrassero anche di essere capaci di fare i crop circles che si attribuiscono, disegnandoli nottetempo di fronte ad una giuria attrezzata con idonei strumenti di controllo e registrazione. Rimane però una altrettanto impossible mission dimostrare che tutte le centinaia di crop circles apparse negli ultimi decenni siano una forma umanissima e normalissima di art land: per ognuno di essi bisognerebbe che l’ autore confessasse e lo rifacesse uguale nelle stesse condizioni di tempo e spazio. Che facciamo dunque? Modesta proposta: come per tutte le arti, ammiriamo la bellezza, perché il concetto di bellezza artistica è trasversale tra gli scettici e i creduloni. E continuiamo le ricerche. Tra i ricercatori invidio quelli che hanno dubbi sinceri, perché se si vuole scoprire una verità si è più liberi e sinceri ricercatori, mentre chi ce l’ ha già è meno fanciullescamente entusiasta e gode di meno. Io sono tra questi ultimi, perché sono convinto che i maggiori e i più belli siano immagini “acheropite”, prodotte da esseri che non vivono abitualmente sul nostro pianeta.

  6. Giorgio dice:

    Hai ragione Giuseppe quando dici che “il fatto che un fenomeno sia riproducibile non dimostra che questo non abbia origine diverse da quelle umane”, però l’onere della prova spetta a chi ha fatto l’affermazione. Se io dico che la Torre Eiffel l’han costruita gli alieni e tu ribatti che l’han fatta gli umani sei tu a dovermi dimostrare che son stati effettivamente gli alieni e non gli umani. Idem per i cerchi nel grano… Francesco Grassi ha dimostrato di esser capace di fare cerchi nel grano, per cui la presunta impossibilità umana degli stessi è un mito sfatato. Adesso tocca a chi dice il contrario portare prove… non basta fare cerchi sempre più difficili e belli :)

  7. Martin Lenoble dice:

    Mah, che dire? Se i crop circle dovessero essere la prova dell’esistenza degli alieni, direi che da un punto di vista tecnologico non sono messi molto bene. Voglio dire, già 2000 anni fa, i cinesi edificavano la Grande Muraglia, prima ancora gli egizi le piramidi, i greci i loro templi, poco dopo i romani gli acquedotti lunghi decine di chilometri, che onestamente sono leggermente più impressionanti tecnicamente e artisticamente dei crop circle, che per me piuttosto possono equivalere ai graffiti sui muri. Insomma è possibile che non ci impressioni per un cellulare microscopico che fa di tutto, ma per un crop circle sì?

  8. Elena Porcelli dice:

    ha più senso credere che il disegno nel campo sia stato fatto da un gruppo di bravi artisti o che un ufo a forma di medusa gigante si sia posato sul terreno? Anzi, una medusa gigante tridimensionale avrebbe lasciato segni ben diversi da un disegno bidimensionale.

  9. Samuele Rustici dice:

    Scusate, ma perchè si continua a fare affermazioni tipo
    1) Martin: “Se i crop circle dovessero essere la prova dell’esistenza degli alieni”…
    2) Elena: “… un ufo a forma di medusa…”. Chi al giorno d’oggi sostiene tesi del genere??? Bisognerenne darlgi un premio!

    Etc, etc.

    Smettiamo per un attimo di pensare agli alieni e prendiamo il dato di fatto: 409 “cerchi” in un campo di grano, fatti di notte, forse in 4 ore, forse da non più di 5 persone e con una precisione geometrica che fa paura. Mi dite com’è possibile, calcolatrice alla mano?

    Per Giorgio: non sono assolutamente d’accordo con te, perchè per la torre Eiffel abbiamo documentazione che prova paternità è metodo di costruzione. Dove non si ha documentazione ma si ha il manufatto, è giusto indagare per cercare la verità indipendentemente da chi afferma che cosa. Infine, fare una stella in un cerchio (Grassi) e paragonarla a Milk Hill è come se io prendessi una tela, facessi uno scarabocchio e dicessi di conseguenza di poter fare la Gioconda.

    Gli unici criteri validi restano l’assoluta precisione e la complessità: altrimenti chiunque potrebbe fare qualsiasi cosa

  10. Claudio dice:

    Ma sti alieni…. se veramente ci visitano, possibile che non abbiano niente di meglio da fare che disegni nel grano????

  11. Marco Di Falco dice:

    Io in tutta questa storia dei cerchi nel grano ho fatto un po’ da banderuola, nel senso che prima proprio non ci credevo, poi ci credevo fermamente e ora non ci credo nuovamente tendendo 2 o 3 dubbi nel cassetto.
    A me non impressiona tanto il numero dei cerchi, ne la complessita degli stessi. Impressiona più che altro quello che alcuni ricercatori pro-cerchi, ritengono di aver rilevato e cioè:
    - variazione elettromagnetica dentro i cerchi
    - microsfere di silicio
    - impronta del cerchio che rimane nel terreno anche dopo la tagliatura del grano
    - modificazione genetica delle spighe

    Vorrei sapere questo: sono vere o non sono vere queste cose che ho scritto? C’è mai stato un lavoro condotto in parallelo tra studiosi credenti e non del fenomeno per poter confrontare analisi sugli stessi campioni di stessi cerchi?
    Se si prendono delle spighe da un cerchio X , uno studioso dice che sono modificate geneticamente, e un’altro dice di no qui la cosa è una sola: o uno dei due mente sapendo di mentire.
    Mi piacerebbe sapere questo
    Grazie a Francesco, a Massimo e a Samuele
    Marco DF

  12. Francesco Grassi dice:

    Samuele e tutti,
    sto scrivendo un nuovo post nel mio blog per rispondere ad alcuni dubbi che avete esposto.

    Qui anticipo velocemente alcuni argomenti:

    ==========
    Nello stesso podcast Francesco afferma che 5 persone sono già troppe da coordinare e che i cerchi si possono fare in 4 ore (di notte e nelle condizioni da me precedentemente elencate, trovo infatti sensato per un circle maker non sforare troppo questa soglia temporale perchè aumenta il rischio di essere presi e messi in galera).
    ==========

    Io affermo che normalmente e mediamente 4 o 5 persone sono piu’ che sufficienti e inoltre che 4 ore in una sola notte possono bastare.

    Partiamo dal mito “tutto in una notte”… Siamo sicuri che ogni formazione ritratta nelle foto sui vari siti sia stata realizzata in una sola notte?
    La risposta e’ no, nessuno (tranne gli esecutori) puo’ sapere con certezza quante notti sono state realmente impiegate.
    Abbiamo evidenza fotografica che ci sono formazioni palesemente realizzate in piu’ notti, le citero’ nel nuovo post.

    C’e’ un numero massimo di persone che possono partecipare all’esecuzione?
    No, normalmente i team sono composti da 4 o 5 persone, ma non c’e’ una regola, tutto dipende dalla complessita’ dell’opera e dal grado di esperienza delle persone.
    Una formazione come Milk Hill 2001 non e’ stata fatta da dilettanti allo sbaraglio alla loro prima esperienza.

    ==========
    Nella famosa figura di Milk Hill ormai vecchia di 8 anni (non a caso cito quella), ogni “cerchio” sarebbe stato fatto mediamente in (3600*4)/409 secondi, ovvero 35,20 secondi.
    ==========

    Questo calcolo e’ errato per diveri motivi, innanzitutto parte dal presupposto che Milk Hill 2001 sia stato realizzato in sole 4 ore da 2 sole persone.
    Ammesso (ma questo e’ gia’ un assunto che puo’ essere falso) che la formazione sia stata realizzata in una sola notte, le ore utili nella notte sono ben piu’ di 4.

    Sul perche’ il calcolo sia inoltre errato cerco di fare un esempio.
    Una mattina mentre passeggio scopro un campo su cui sono state appiattite 100 aree circolari, cioe’ vedo 100 cerchi di raggio 10 metri, sparsi qua e la’ nel campo senza alcun criterio di simmetria (semplifico).

    Faccio dei calcoli e dico che per creare ogni singolo cerchio (circonferenza e appiattimento) ci vogliono 30 minuti (ho volutamente esagerato).
    Da cio’ posso dedurre che se l’avessero fatto degli uomini ci avrebbero impiegato 30*100 minuti? Cioe’ 50 ore?

    No, perche’ questo sarebbe vero se gli uomini in campo fossero solo due, assumendo per vero che servono almeno 2 uomini per creare ogni singolo cerchio.
    Se invece gli uomini in campo fossero stati 4?
    Avrebbero fatto 100 cerchi in 25 ore.

    10 uomini -> 10 ore
    20 uomini -> 5 ore

    Esagero… con 200 uomini al lavoro in soli 30 minuti posso creare 100 cerchi di raggio 10 metri.

    Pero’… con soli 20 uomini tutti al lavoro in parallelo (cioe’ contemporaneamente) potrei realizzare in sole 5 ore (elapsed time) 100 cerchi, anche se il total time e’ sempre rimasto di 50 ore.

    Comunque riportero’ e ampliero’ il tutto sul mio blog nei prossimi giorni.

    Saluti

    FG

  13. werner bissoni dice:

    l’importante è che siate sempre portati a pensare che non esiste niente che non sia materialmente spiegabile dall’onniscente superuomo tecnologico del xxi secolo. il vostro pensiero deve essere il più allinenato possibile per essere giusto. l’alternativa è sempre la derisione. dove esiste un numero esso deve rappresentare il significato ed il significante. in generale la meschinità di chi ha bisogno di ridurre la Gioconda ad un olio su tela, l’infinito dell’universo ad una misura da calcolare. il trionfo dell’orrore per il diverso, lo sconosciuto. il terrore di essere di fronte a qualcosa di non classificabile e dominabile. L’atavica paura dell’uomo che diventa smania di definire anche quello che in realtà non comprende, e di eliminare il pericolo dell’indeterminatezza non guardando serenamente a sè stesso. (e non si parla solo dei cerchi nel grano) non importa che “siamo l’universo che pensa a sè stesso”, ma che l’universo sia materia da ponderare.

  14. Samuele Rustici dice:

    Caro Francesco,
    con piacere vedo che abbiamo spostato la conversazione sui temi pratici. Sono estremamente convinto che le stra-studiate e super-complesse figure come quella di Milk Hill non siano state fatte in più notti. Perchè? Le zone più famose, sono costantemente sorvegliate dai contadini (che si trovano i loro campi perennemente rovinati), dai Crop Circle hunters appostati nottetempo con videocamere e macchine fotografiche, dalla rete di velivoli turistici che sorvolano di giorno le aree interessate. Dato che non c’è un cropcircle che compare senza essere visto, mi vuoi dire che se Milk Hill fosse stato fatto in più notti, nessuno avrebbe, ad esempio, più foto da mettere in sequenza per documentare le varie fasi del lavoro? In più, ogni crop che compare, è investito da gente che lo calpesta e lo rovina. Le prime fasi di Milk Hill sarebbero state rovinate dall’uomo il giorno successivo alla loro comparsa. Secondo queste considerazioni, cito i complessissimi crop che sono stati fatti a Chilbolton (’Arecibo message’). E’ ipotizzabile, una squadra di uomini in un’area tanto sorvegliata e così vicino ad un radiotelescopio così importante?

    Riguardo le tue considerazioni sui miei calcoli: sono corrette dal punto di vista analitico ma non da quello pratico. Anche considerando 8 ore di tempo, ed una squadra di 20 persone il problema, calato nelle condizioni sopra citate, non si sposta di tanto. Non possiamo ipotizzare, proprio per le considerazioni fatte, un plotone di gente perchè sarebbero stati sicuramente “presi con le mani nel grano”.

    Non consideri poi, le testimonianze dei contadini e dei piloti dei famosi aerei turistici: ho sentito un pilota affermare che durante un sorvolo, nell’arco di tempo tra l’andata e il ritorno, lui e l’equipaggio hanno documentato di giorno, la formazione di un crop (non presente dunque all’andata ma presente al ritorno). Tutte frottole e gente in malafede?

    Non mi hai poi risposto sulla questione del perno nelle formazioni in cui la grossa area centrale è intatta (non trovo l’immagine da sottoporti).

    Ti ringrazio per l’attenzione e rimango in attesa di approfondimenti da parte tua.

  15. Francesco Grassi dice:

    Caro Samuele,
    rimandando al post che mettero’ online sul mio blog, per il momento mi accontenterei di avere il tuo riscontro su questo post:
    http://francescograssi.blogspot.com/2008/08/cerchi-nel-grano-milk-hill-2001.html

    Sei convinto che l’evidenza fotografica e filmata del percorso di steli che si trovano appiattiti sotto tutti i cerchi (vedi immagine nel post dopo lo SPOILER) e’ un chiaro indizio che punta sicuramente a una progettazione ed esecuzione umana?

    Per cortesia, rispondi con un secco “si” o con un “no”.
    Se “no”, puoi spiegare perche’?

    Grazie

    FG

  16. Samuele Rustici dice:

    Ciao Franseco,
    rispondo no. Primo perchè al minuto 37 e 56 circa, si vede quello che dovrebbe essere un cerchio satellite al di fuori delle famose 6 linee di costruzione: non ci vedo il famoso passaggio Secondo, perchè, ammettendo che il passaggio del minuto 39 e 53 spieghi la storia delle linee di costruzione, capire come funziona un manufatto non da indicazioni su chi l’ha costruito.

    Per andare avanti, aspetto con ansia il tuo blog aggiornato.
    Grazie a te

  17. Aldo Grano dice:

    In ogni caso: congratulazioni a Francesco Grassi, Massimo Polidoro e a tutta la squadra del CICAP che ha portato avanti questo lavoro. Ha richiesto un grande sforzo e tempo notevole, oltre che, inevitabilmente, spese in denaro. E’ uno dei motivi per cui continuo a pensare, pur combattendo sul fronte opposto, che il CICAP, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.

  18. Marco Di Falco dice:

    Samuele scusami, non capisco la tua perplessità in questo caso: se riconosci che il minuto 39:53 del filmato spiega le linee di costruzioni di quel cerchio, che sono una cosa fatta palesemente dall’uomo, come puoi dirmi poi
    “capire come funziona un manufatto non da indicazioni su chi l’ha costruito”
    l’indicazione è quella! C’è un chiaro segno che quel cerchio è opera umana! Dov’è il mistero in questo caso? Ti servono altre 100 prove di misure sulla radioattività/mosche morte/silico ecc?
    Nel momento in cui si riconosce che quello è un segno umano realizzato per creare il cerchio, basta, dov’è sta ancora dubbio?
    Ciao
    Marco

  19. Samuele Rustici dice:

    Ciao Marco,
    nel mio commento “ammettendo che” era da intendersi ipotetico, ovvero, “facciamo pure che sia così”. Questo lo evinci dalla mia osservazione riguardo al minuto 37 e 56. Da anni mi interesso di questo fenomeno e ho sentito pratricamente tutte le spiegazioni che sono state messe in circolazione. Ad oggi, gli studiosi più seri che si trovano però dalla parte opposta del cicap, sostengono, ed è la visione che sposo, che gli unici criteri che tracciano la linea di confine sono la complessità e l’assoluta perfezione geometrica. Gli studi seri a posteriori sulle formazioni non confermano tutte le storie di mosche, radiazioni, microsfere, modifiche genetiche etc. La complessità e la perfezione di Milk Hill lo fa rientrare nei pochi ritenuti autentici (= non fatti dall’uomo). Ti spiego la mia posizione in questo modo: poni che ci sia una formazione assolutamente autentica, perfetta geometricamente parlando ma piccola e non complessa. L’uomo la studia, trova questi famosi piccoli passaggi che vengono associati a delle linee di costruzione, elabora un metodo, lo mette in pratica, replica la formazione (magari anche in condizioni favorevoli) ma non con la stessa perfezione. Cosa conclude? Che la prima formazione e tutte quelle che verranno sono da attribuire ad artisti di land art che usano quel metodo di costruzione. Alla fine il grano è grano sia per noi che per “loro” (dove loro = ?) e le spighe nei crop autentici e non in qualche modo sono state piegate. E se avessimo solo scoperto il metodo? Rimarrebbe la replicacabilità a parità di condizioni. Se il cicap rifacesse un Milk hill identico, in una notte, nella stessa location e lo documentasse con un video non avrei più nulla da dire.

    Grazie!

  20. Giuliddu dice:

    Interessante….

    …tuttavia, l’autore dell’articolo cade nello stesso errore commesso dal mittente della mail.

    Sono uno uomo di scienza (un chimico per l’esattezza)…appassionato di gnoseologia e psicologia.
    Quando studio un fenomeno, quale che esso sia, mi limito ad adoperare il buon vecchio metodo scientifico. Nel momento in cui il fenomeno assume proporzioni colossali….tale metodo risulta essere inefficiente….perchè esso può essere adoperato solo nei singoli casi….adoperarlo per spiegare la totalità dei casi difatti porta ad un errore di valutazione.
    Da scettico quale sono, vagamente appassionato all’accozaglia di misteri che popolano il mondo, non ho una percezione mistica o soprannaturale di questi cerchi.

    E’ altamente probabile che tutti i crop circles rinvenuti negli ultimi decenni siano opera dell’uomo (non posso dire “con certezza” perchè non sono uno studioso del settore).
    Questi sono stati creati per puro gioco….per attività di propaganda e marketing…..per sfida….per semplice divertimento nell’istigare dicerie e superstizioni. Ma la motivazione di questi atti mi è del tutto indifferente.

    Tuttavia, come detto all’inizio del commento, arrivare a concludere che tutti quanti i casi riscontrati siano opera dei crop makers è per l’appunto un errore di sovrastima. Non avendone una prova concreta….è inutile parlarne. Piuttosto che discutere dei cerchi attuali…di cui si può chiacchierare quanto si vuole in birreria fra amici….io mi chiederei piuttosto il perchè questi fenomeni siano stati riscontrati fin dai tempi più antichi e non soltanto nel nostro secolo.

    La leggenda del “diavolo mietitore” da cui son stati tratti film, fumetti e quant’altro…seppur rimanga un semplice racconto popolare….è pur sempre una testiomonianza di come queste apparizioni anomale siano nate verificate ben prima della nascita dei Crop Makers….

    …la mia conclusione, basata sulla probabilità, tende a porre il fenomeno “crop circle” odierno come un continuum artificioso di un altro fenomeno, ben più antico, perduto ormai da molto tempo.

  21. Marco Di Falco dice:

    Vediamo se riesco a spiegarmi perchè secondo me in questo modo non arriveremo mai ad una soluzione…

    avete presente le automobili? Beh penso proprio di si…
    Allora, prendiamone una a caso, una fiat panda.
    Tutti sappiamo che le panda vengono fatte in fabbrica dall’uomo, e nessuna persona sana di mente può sostenere il contrario.
    Bene: questo può escludere che in giro ci sia qualche panda identica alle nostre che sia stata fatta da qualche entità soprannaturale?
    No :)
    Il fatto che sappiamo come si costruiscono, seguendo il tuo ragionamento Samele, non può escluderne la possibile origine soprannaturale. Ed è così se vogliamo, ma a che discorsi stiamo arrivando a fare? :)
    Come anche Grassi sostiene, fino ad ora l’unica ipotesi verificata, replicata, validata è quella umana. E’ vero, teoricamente potrebbero subbentrare altre forze in gioco. Ma al momento non si sono mai viste e tutti i cerchi apparsi sono replicabili nella loro perfezione.

    Quanto a quello che dici su anomali elettromagnetiche ecc. puoi dirmi dove l’hai letto? Perchè quello è il mio unico dubbio attuale sull’origine dei cerchi.
    Ti ringrazio
    ciao
    Marco

  22. Marco Di Falco dice:

    volevo scrivere SamUele scusami :)

  23. Samuele Rustici dice:

    Caro Marco,
    di per se, credo che non riusciremo mai ad arrivare ad una conclusione che soddisfi tutti.

    Comunque il tuo ragionamento sulla panda è simile alla provocazione lanciata da Francesco con il disegno di Michelangelo. La panda e il disegno sono maufatti di cui è possibile risalire, tramite verifica, agli autori; per i cerchi, autentici o meno secondo i criteri esposti, non è possibile farlo e le analisi sono tutte a posteriori (punto 1). Punto 2: con l’esempio della panda, ribalti la situazione prendendo un manufatto umano e verificabile e dicendo che non si puo’ escludere che “qualcuno di intelligente(=non umano)” possa farne una uguale (il che è logicamente possibile). Per i cerchi la cosa è opposta, ovvero, prima li abbiamo trovati e a posteriori abbiamo provato a riprodurli. Da questi tentativi abbiamo elaborato un metodo.

    Il tuo presupposto iniziale è dunque opposto allo svolgimento dei fatti sui cerchi e differisce in maniera sostanziale anche per il punto 1!

    Tutti i cerchi apparsi sono replicabili???

    Mi aspetto allora una puntata di Ulisse o Super Quark che mi fa vedere il filmato dell’esatta replica del mio amato Milk Hill fatta nelle condizioni più volte espresse (mi accontenterei però anche della replica dei Crop di Arecibo :) ). Riguardo alle anomalie, okkio, perchè rischi di beccarti un rimprovero da Polidoro: non hai letto bene le ricerche condotte dal Cicap! :)

    Scherzi a parte, nessun ricercatore serio prende le anomalie come criterio di valutazione in quanto non c’è una smoking gun che confermi tali affermazioni. Rimangono solo la complessità e la perfezione geometrica, e da qui non si scappa!

    Attendo le risposte di Francesco sul tema…
    Alla prossima

  24. Francesco Grassi dice:

    Commento terminato sul servizio di Ruggeri sui crop circles:
    http://francescograssi.blogspot.com/2009/07/cerchi-nel-grano-ruggeri-e-i-crop.html

    Tutto in una notte? (parte 1):
    http://francescograssi.blogspot.com/2009/06/cerchi-nel-grano-tutto-in-una-notte.html

    Tutto in una notte? (parte 2):
    http://francescograssi.blogspot.com/2009/07/cerchi-nel-grano-tutto-in-una-notte-2.html

  25. Alessandro dice:

    Cari abili creatori di cerchi (che evidentemente, beati loro, vivranno di rendita non avendo altro da fare) mi sapete dire come lo schiacciamento degli steli per mezzo di una tavola può causare l’allungamento dei nodi? Quanto tempo ci vorrebbe inoltre per intrecciare le spighe su tutta la formazione e come si sarebbe fatto? Forse usando uncinetto e ferri da calza?

  26. alessandro dice:

    Dato che i cerchi o comunque le figure verrebbero eseguite tramite schiacciamento degli steli, mi sapete spiegare come la pressione di una tavola può far allungare i nodi? Inoltre come verrebbero eseguiti gli intrecci che, a volte, interessano tutta la figura?

  27. miki dice:

    “L’onere della prova spetta a chi fa l’affermazione” AHAHA

    Se io dico: “non c’è prova che i cerchi sono fatti da mano umana!” ciò non è diverso dalla tua affermazione: “i cerchi sono manufatti umani”.

    Suvvia CICAP dimostra le tue affermazioni!

    E basta mescolare tutto per screditare! Trattate ogni singolo fenomeno presunto paranormale per quello che è senza collegarlo ad altri solo perché chi crede ad uno crede di solito anche all’altro!

    Chi pensa che i cerchi nel grano sono un mistero è più scientifico di chi CREDE che sono manufatti umani.

    Suvvia dimostrate che lo sono. FILMATE l’esecuzione di un cropcircle abbastanza complesso da poter includere nell’insieme del suo grado di complessità tutti quelli finora apparsi (e nell’insieme delle sue caratteristiche). In particolare voi del CICAP dovreste chiederlo ai circlemakers prima di CREDERE a costoro solo perché DICONO di esserne gli autori! Siate scientifici fino in fondo!

  28. Alessandro dice:

    E’ davvero interessante quello che si riesce a fare in poco tempo con una corda ed un bastone:
    http://2.bp.blogspot.com/_pkpgEtjntgI/SlyZgFbHoVI/AAAAAAAAAT0/ScmXhefmTlk/s1600-h/Below+Milk+Hill+(30-06-2009).jpg

  29. Francesco Grassi dice:

    Alessandro,
    allungamento dei nodi e molto altro qui:
    http://francescograssi.blogspot.com/2009/07/cerchi-nel-grano-ruggeri-e-i-crop.html

    Qui la storia degli intrecci:
    http://francescograssi.blogspot.com/2009/08/cerchi-nel-grano-strati-e-intrecci.html

    Qui la formazione fatta in tre riprese citata nel commento del 24 Agosto:
    http://francescograssi.blogspot.com/2009/06/cerchi-nel-grano-tutto-in-una-notte.html

  30. Francesco Grassi dice:

    Miki,
    studia un po’:
    http://francescograssi.blogspot.com/search/label/circles
    http://www.cicap.org/crops/

  31. Rubens dice:

    Mi diletto anche io da tempo di stare un po’ dietro alla variegata “misteriologia” che ormai appesta i media ecc. Ma non sto dietro a tutto (impossibile poi ora con internet), perciò forse il mio suggerimento sarà una cosa già nota. Non so. Comunque eccolo.
    Poichè alcuni dei più complessi crop circles si rifanno, in modo più o meno prossimo, alle figure frattali, la cui scoperta ha una data ben precisa (Mandelbroth), un criterio potrebbe essere quello di vedere se le prime di esse siano precedenti o posteriori alla scoperta delle equazioni da parte di Mandelbroth.
    Se sono posteriori, è ovvio che sono umane (ce li vedo male gli alieni che si dicono “Ah bene, ora che gli umani hanno finalmente scoperto i frattali, possiamo finalmente fare i c. circles a frattale…che ci divertono di più”
    E siccome quelli a frattale sono tra i più complessi….cadrebbe l’argomento ” i più semplici sono umani, i più complessi no” (che già di per sè non regge…ma lasciamo perdere questo)

  32. Dario dice:

    Ho suguito il servizio andato in onda su voyager, di come si relizzano i cerchi nel grano da un gruppo di persone in una sola notte con tavole e funi.
    Alla fine il Maker intervistato però è contraddittorio e cade in un errore stranamente troppo grossolano:
    E’ contraddittorio perchè alla fine dell’interversta dopo aver spiegato come vengono relizzati tutti i cerchi dice che comunque ha fatto degli stranni avvistamenti nella zona inglese maggiormente interessata e non conosce chi può aver relizzato tutti i cerchi…
    Poi fa un errore veramente grossolano perchè per spiegare la presenza della magnetite su alcuni di essi dice che da uno degli autori viene sparsa della polvere di ferro… ha praticamente confuso la magnetite con del ferro qualsiasi !!!

  33. Francesco dice:

    Dario,
    il circlemaker in questione era Matthew Williams, io ero uno degli altri circlemaker nel campo quella notte.

    Matthew ha una sua filosofia di vita che lo porta comunque a vivere in maniera “spirituale” anche l’esperienza del circlemaking, tanto è vero che prima dell’esecuzione del cerchio normalmente fa una preghiera indirizzata a divinità di tipo new-age.

    Sulla questione del ferro, si è un’imprecisione, l’ho spiegata in dettaglio in questo mio post:
    http://francescograssi.blogspot.com/2009/07/cerchi-nel-grano-ruggeri-e-i-crop.html

    vai al punto in cui cito “The H-Glaze Explained”.

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