Pareidolia Caravaggesca?

Fara me l’ha segnalato e devo dire che anch’io ci avevo pensato quando ho letto la notizia: ma non sarà un caso di pareidolia artistica? Mi riferisco alla notizia secondo cui Caravaggio avrebbe dipinto un suo minuscolo autoritratto nel riflesso della brocca del Bacco custodito agli Uffizi.

Nel pezzo del “Corriere” si specifica così la questione: «La ricercatrice Roberta Lapucci ha percepito «la presenza di una testina e di un cavalletto o di una tela di scorcio, nella caraffa». «A seguito del completamento della elaborazione delle immagini acquisite in riflettografia multispettrale – spiegano gli esperti – è ora disponibile una chiara immagine di quanto il pittore vi aveva dipinto. Sembra proprio di vedere un giovanissimo Caravaggio (all’epoca aveva 25 anni, ndr), che crea con il pennello in mano».

Ecco, qui la parola chiave sembra essere “percepito”. Certo, guardando l’ingrandimento, quei tre puntini sembrano la faccia di un omino, e Caravaggio era noto per dare ad alcuni personaggi dei suoi dipinti il suo stesso volto. Ma che quei tre puntini scuri siano proprio il volto di Caravaggio giovane potrebbe sembrare proprio una sensazione soggettiva.

Ovvio, noi qui parliamo solo sulla base di foto, e anche se presto mi troverò a passare per Firenze e tornerò sicuramente agli Uffizi per dare un’occhiata da vicino al quadro, non cambierà molto. Il laboratorio che ha condotto la ricerca (Art-Test) a mezzo della riflettografia multispettrale a infrarossi, e che la presenterà i risultati in occasione delle celebrazioni per il IV centenario della morte di Caravaggio, specifica perché si arriva solo oggi alla scoperta del dettaglio: «Perché sopra al particolare sono stesi una vernice colorata e materiale depositato nei secoli; per cui senza gli infrarossi la sagoma non è visibile».

Dunque, non ci resta che aspettare…



10 Comments

  1. Se leggete analisi diagnostiche per lavoro
    dal 1979 e quindi per 35 anni e oltre, forse il vostro occhio diventa più allenato….
    Grazie per la bella definizione di ubriaca….
    Che schifo i commenti degli incompetenti su internet!
    Ci sarebbero quasi gli estremi per azioni legali.

  2. con un pizzico di fantasia io vedo un ometto con il pennello

    e anzi gli vedo anche le scarpe (chiare)

    ora dire che sia propio lui mi sembra azzardato

    comunque “potrebbe essere sì”

  3. A quest’ora vedo anch’io Caravaggio nella brocca :-)…..scherzi a parte, spero che la ricerca non riguardi solo quel particolare. Concordo con Kon, Fara (bella quella di Totò) e con gli altri.

  4. Tra le qualità paranormali del vino, è nota la sua capacità di ubriacare a distanza, anche davanti a una foto o un quadro che lo ritragga. Ovviamente tutte le sbronze possono dare visioni. Quindi il fenomeno osservato da Roberta Lapucci è una sottospecie della pareidolia, la pareialcolia. Essendo poi un ritratto di una Divinità, può anche essere classificato come fenomeno paranormale religioso.

  5. Certo, vedo anche io l’alieno! Si nota pure il braccio sinistro sinistramente (e per forza!) arcuato, per ghermire malignamente l’Autore di cui è evidentemente invidioso.

  6. In realtà si vede che a destra della macchia biancastra c’è un volto (rivolto verso sinistra e che guarda la macchia stessa), che rappresenta CHIARAMENTE un alieno.

    Caravaggio l’ha poi coperto con uno strato di vernice, sapendo che gli estraterrestri hanno la vista a raggi infrarossi ;-P

  7. Io, con un bel po’ di sforzo, ci vedo un volto molto simile al Totò de “La patente”, episodio del film “Così è la vita”, in cui, munito di occhiali, baffetti e bombetta rigorosamente neri, interpreta lo iettatore Chiarchiaro creato da Pirandello! Anche l’abito scuro piuttosto goffo della figurina lo ricorda un po’.

    Senza nulla togliere alle ricerche degli studiosi, forse se Caravaggio avesse voluto autoritrarsi avrebbe fatto di meglio. Certo non è facile creare un autoritratto nel riflesso di un chicco d’uva

    Però, mai dire mai…

    Mi domando comunque cosa sia quella “vernice colorata” stesa sul particolare di cui si parla nell’articolo. Se l’ha applicata l’Autore, allora ha pure deliberatamente nascosto il proprio autoritratto, a meno di non essere anche chiaroveggente e sapere che un giorno avremmo inventato gli infrarossi…

    Se l’ha applicata qualcun altro, la cosa mi incuriosisce ancora di più, dal momento che non sapevo che si potessero applicare vernici colorate sui Caravaggio.

  8. ..della brocca (non della coppa), scusate..

  9. ??? ma dov’è la mano con il pennello e la tela??

    Io, tutt’al più, vedo un minuscolo volto a destra della macchia biancastra che si trova sulla sinistra della coppa. NOn capisco cosa significhino i due pallini rossi dell’ingrandimento, che non sono sul viso, ma su altri particolari che non riconosco.

  10. A me ha dato, a primo acchito, l’impressione di essere davvero una figura (parlare di autoritratto mi sembra eccessivo).

    Pero’ ero certamente influenzato dal titolo dell’articolo di repubblica.it: “Caravaggio, autoritratto nella brocca”.

    Abbiamo pero’ un indizio per la pareidolia. Sia secondo corriere.it che repubblica.it, con parole quasi uguali:

    ***

    Che il volto di Michelangiolo Merisi da Caravaggio fosse nascosto da qualche parte nel dipinto di Bacco si diceva da tempo. Ma nessuno l’aveva mai documentato

    ***

    Questo vuol dire che qualcuno stava cercando questo “autoritratto”, e quindi e’ stato influenzato.

    Esempio:

    Se 100 persone guardano le nuvole, alcune riconosceranno un cane.

    Se a 100 persone dici: “guarda le nuvole, vedi se riconosci un cane” queste saranno molte di piu’.

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