Houdini, Doyle e il caso di “Jack il saltatore”

Sta per arrivare la serie inglese dedicata alle avventure soprannaturali (e del tutto fantasiose) di due indagatori d’eccezione: il mago Houdini e Sir Arthur Conan Doyle.

Finalmente, è qui il primo trailer e, da quel poco che si intuisce, la mia ipotesi è che il duo si troverà a indagare su Spring Heeled Jack. Sapete di che si tratta?

Uno dei libretti dedicati a Spring-Heeled Jack.

Uno dei libretti dedicati a Spring-Heeled Jack.

I primi resoconti di una strana figura saltante avvistata a Londra risalgono al 1837. Alcune descrizioni parlano di un mostro mezzo uomo e mezzo pipistrello, con tanto di ali e corna, mentre altre fanno riferimento a un uomo fortissimo, vestito con tuta aderente nera ed elmetto e capace di sputare fuoco.

Qualunque fosse il suo aspetto, pare che una serie di aggressioni improvvise e immotivate portò un anonimo cittadino a scrivere una lettera, in cui si denunciavano gli attacchi di un misterioso “Jack il saltatore” o, più propriamente, “Jack dai tacchi a molla” (Spring Heeled Jack), a Sir John Cowan, il sindaco di Londra. Quest’ultimo parlò pubblicamente del fatto e da quel momento le denunce di presunte vittime di Jack fioccarono sempre più numerose alla polizia.

Negli anni che seguirono gli avvistamenti si moltiplicarono e Jack divenne un personaggio popolare: tra il 1850 e il 1860 fu avvistato quasi ovunque in Inghilterra. Talvolta si divertiva a prendere a schiaffi le sentinelle di guardia, mentre in altri casi saltava dentro la casa di qualcuno che aveva la finestra aperta, buttava all’aria mobili e soprammobili e poi si dileguava con un nuovo balzo fuori dalla finestra.

Le poche volte in cui Jack veniva messo con le spalle al muro riusciva a fuggire spiccando uno dei suoi balzi prodigiosi. Si pubblicarono libretti scandalistici su di lui, furono scritte commediole per il varietà e le mamme di Londra presero a raccomandare ai loro bambini di fare i buoni altrimenti sarebbe arrivato a prenderli “Jack il Saltatore”!

Nessuno fu mai arrestato con l’accusa di essere Jack e l’ipotesi più probabile è che si trattasse di una leggenda urbana scatenata da qualche scherzo pesante. Come sempre succede, poi, simili scherzi sfuggono al controllo, la voce si diffonde, qualunque ombra nella notte sembra essere Jack, c’è chi ne approfitta per fare brutti scherzi agli amici (o ai nemici!) e l’idea del fantomatico Jack si cristallizza nella mente dei contemporanei per diventare poi una figura del folklore.

Sono curioso di vedere come Houdini & Doyle “risolveranno” il caso…

Ancora una cosa: se c’erano, quali erano i “mostri” del folklore della vostra infanzia, quelli contro cui vi mettevano in guardia genitori e nonni? Quand’ero piccolo io, mi parlavano del terribile Babau… E a voi chi faceva paura: l’orco? L’uomo nero? L’uomo del sacco?… Mi piacerebbe conoscere le vostre storie.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, mentre Il passato è una bestia feroce è il primo thriller di una nuova serie. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitter, PeriscopeGoogle+, Instagram e attraverso la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive).




1 Comment

  1. Salve, mi ricorda molto il famoso pezzo dei Rolling Stones :”Jumpin’ Jack Flash”. C’è qualche riferimento o analogia, visto che poi gli Stones sono inglesi saranno sicuramente a conoscenza della storia/leggenda.
    Ciao. Maurizio

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