Il garibaldino che smascherò la medium

Eusapia Palladino (al centro) sembra far levitare un tavolo durante una seduta spiritica: da notare la gonna che nasconde le estremità delle gambe del tavolo, sotto le quali la medium era nota infilare i piedi, dopo averli sfilati dalle scarpe, per simulare le levitazioni.

 

Tra i tanti modi di festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia, personalmente mi sembrava simpatico ricordare che un illustre garibaldino si distinse anche per il suo scetticismo nei confronti del paranormale e, in particolare, per avere svelato per primo uno dei trucchi fondamentali della celebre medium Eusapia Palladino. Il garibaldino in questione era nientemeno che Eugenio Torelli Viollier (1842-1900) che, oltre a prendere parte alla campagna di Garibaldi, contribuendo alla cacciata dei Borboni da Napoli, sarebbe stato l’ideatore e primo direttore del Corriere della Sera.

Un ritratto di Eugenio Torelli Viollier

E fu proprio nella sua veste di giornalista che Torelli Viollier intervenne su quello che, alla fine dell’800, appariva come il più straordinario caso di medianità al mondo, vale a dire le apparenti capacità paranormali della medium napoletana Eusapia Palladino.

L’episodio che ci interessa è relativo alle sedute spiritiche che Eusapia tenne a Milano, nel settembre 1892, dove era stata formata una commissione che doveva cercare di fare luce sulle presunte doti soprannaturali della medium. A questo incontro, del quale non fu steso alcun rapporto ufficiale – forse perché niente di importante era accaduto – presero parte Angelo Brofferio, noto letterato e convinto spiritista; Ercole Chiaia, un napoletano appassionato di occultismo che agiva come impresario della medium; Giovanni Schiaparelli, astronomo e direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera; Giuseppe Gerosa, professore di fisica; Alexander Aksakof, Consigliere di Stato dell’Imperatore Russo; Giorgio Finzi, uno spiritista che aveva messo a disposizione i locali per gli esperimenti (casa sua) e il figlio di questo.  Alla seconda seduta partecipò anche Cesare Lombroso e alla terza si aggiunsero lo storico Gaetano Negri e l’ex-ministro Giuseppe Colombo. Insomma, un gruppo di personalità vario e di alto livello.

Tutti sembravano entusiasti, tranne il Torelli-Viollier che, a partire dal 25 settembre e per parecchi numeri del Corriere della Sera, iniziò una decisa campagna denigratoria nei confronti di Eusapia. «Nei miracoli dell’Eusapia» scrisse il giornalista «non c’è nulla di sincero, assolutamente nulla, che tutti sono l’effetto d’una semplice ciurmeria».

Torelli Viollier, che pure sembrava nutrire simpatie per lo spiritismo, spiegò di avere assistito alle esibizioni della medium e di essersi accorto del sistema da lei usato per liberarsi una mano al buio e con quella compiere gli apparenti “miracoli”. Ecco l’ingegnoso (e semplice) sistema della “sostituzione” che Torelli-Viollier illustrò anche con alcuni disegni: nel formare la catena medianica, la donna si faceva tenere il braccio sinistro dalla persona che le stava a fianco, mentre con la mano destra era lei ad aggrapparsi al braccio di chi era seduto alla sua destra. Una volta abbassate le luci la medium si agitava fingendo di cadere in trance, o sbadigliava, oppure dava un colpo di tosse… insomma, trovava una scusa qualunque per staccare la mano destra dal braccio del vicino e sostituirla con la sinistra. Altre volte riusciva a liberare una mano e a tenere il contatto con le mani di entrambi gli sperimentatori appoggiando la sua mano in parte sulla mano dell’uno e in parte su quella dell’altro. In entrambi i casi, il risultato era che le due persone sedute ai lati della medium erano convinte di averla sempre sotto controllo mentre questa, invece, aveva una mano libera che poteva utilizzare per realizzare ciò che al buio veniva attribuito all’opera degli spiriti.

La sostituzione con cui, al buio, Eusapia Palladino riusciva a liberarsi una mano

 

Una tecnica simile le serviva per liberarsi un piede: quando, come succedeva spesso, ciascuno dei due sperimentatori ai lati sentiva un piede della medium appoggiato sul suo, poteva trattarsi di un solo piede che premeva col tacco sulla scarpa di uno sperimentatore e con la punta su quella dell’altro.  Solo raramente qualcuno controllava con una mano se le ginocchia e le gambe della medium fossero entrambe dove dovevano essere, ma ciò poteva avvenire solo se prima Eusapia era stata avvertita delle intenzioni degli sperimentatori.  In questo modo, poteva avere tutto il tempo per rimettere la gamba al proprio posto.  Dopo il “controllo”, la medium poteva sostituire il piede, sfilarsi lo stivaletto (che rimaneva al suo posto e poteva essere scambiato per un piede che spuntava dalla lunga gonna della medium) e lo poteva usare (con una sorprendente agilità che insieme all’amico Gian Marco Rinaldi abbiamo avuto modo di descrivere anche altrove – vedi: “Eusapia’s Sapient Foot – A New Reconsideration of the Feilding Report”, Journal of the Society for Psychical Research, n. 850, vol. 62, January 1998) per produrre i fenomeni.

Un disegno che ricalca una fotografia scattata durante le sedute spiritiche di Milano in casa Filzi. Sulla sinistra è Cesare Lombroso, mentre l'uomo chinato per controllare le gambe della medium è il futuro premio Nobel Charles Richet.

Il putiferio suscitato dagli articoli del Viollier spronò la commissione milanese a proseguire con piú impegno nelle indagini.  Ai personaggi giá indicati si aggiunsero il fisico Giovanni Battista Ermacora, il filosofo spiritista Charles Du Prel e, talvolta, anche il professor Charles Richet (futuro premio Nobel) della Sorbona di Parigi. Questa volta furono redatti dei rapporti al termine delle sedute e nel resoconto finale si concluse affermando che, seppure le condizioni alle quali la medium si era esibita non corrispondevano a quelle predisposte dagli esaminatori, i fenomeni osservati dovevano considerarsi degni di attenzione da parte del mondo scientifico.

Ma, aldilà di queste conclusioni ambigue e inconcludenti, l’episodio resta importante perché per la prima volta svela un artificio della Palladino che sarebbe stato in futuro osservato anche da altri ricercatori, sia in Inghilterra che negli Stati Uniti. E, dunque, grazie ancora per questa rivelazione all’ex-garibaldino Torelli Viollier, personaggio avventuroso e romantico che andrebbe riscoperto (da segnalare la bella biografia di Massimo Nava Il garibaldino che fece il Corriere della Sera. Vita e avventure di Eugenio Torelli Viollier, Rizzoli). Basti dire che, oltre a quanto già ricordato, per quattro anni Torelli Viollier lavorò anche come segretario e assistente di Alexandre Dumas padre, creatore dei Tre Moschettieri, del Conte di Montecristo, oltre che lui stesso amico e simpatizzante di Garibaldi.

 



12 Comments

  1. Complimenti Massimo per quanto scritto e per tutto l’impegno che metti nel tuo lavoro. I disegni presenti in questo articolo sono bellissimi, sai dove se ne potrebbero trovare di simili?

    1. Grazie Stefano. I disegni vengono da alcuni testi di spiritismo dei primi del 900. Se ne possono trovare altri simili su libri di ricerca psichica.

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