Telepatia: il nostro test sulle telepati di Biella

Nelle scorse settimane mi sono recato a Biella con Luigi Garlaschelli per condurre un test su due donne.

telepati Biella - Massimo Polidoro

Foto: Roberta Baria

Madre e figlia che, secondo i giornali, possiedono una straordinaria capacità telepatica. Come resistere a un simile richiamo?

Proprio in questi giorni, il mensile Focus dà un’anticipazione del nostro test (qui sotto l’apertura dell’articolo):

L'articolo su Focus di questo mese (ottobre 2016) che racconta l'esperimento del CICAP.

L’articolo su Focus in uscita (novembre 2016) che racconta l’esperimento del CICAP.

L’esperienza è stata molto interessante. Carmela e Amalia, questi i nomi di madre e figlia, hanno indubbiamente una grande intesa.

A una prima dimostrazione, dove una guardava una carta da un mazzo di carte Zener e l’altra doveva indovinare, ne hanno azzeccate 24 su 25. C’era un piccolo paravento che copriva le carte, ma le due donne si potevano guardare in faccia.

Quando abbiamo utilizzato un sipario più alto, che impediva di vedersi, quando abbiamo reso impossibile un’eventuale comunicazione di tipo sonoro oppure quando abbiamo tentato con carte diverse dai cinque simboli Zener, i risultati ogni volta rientravano nella media casuale.

La presunta telepatia, insomma, scompariva per lasciare il posto a risultati uguali a quelli che otterrebbe chiunque tirasse a indovinare.

Abbiamo dunque visto a Biella un reale caso di telepatia? I nostri test ci dicono che non è così.

Oggi sul sito del CICAP un comunicato riassume gli esperimenti condotti e, nei prossimi giorni, sarà pubblicato il resoconto dettagliato dell’incontro.

Qui sotto, Garlaschelli e io insieme a Carmela e Amalia e ad Alberto Serena, il responsabile dell’associazione NuovaMente di Biella, che le ha “scoperte”:

Da sinistra: Luigi Garlaschelli, Alberto Serena, Amalia Maruca, Carmela Paola e Massimo Polidoro (foto: Roberta Baria).

Da sinistra: Luigi Garlaschelli, Alberto Serena, Amalia Maruca, Carmela Paola e Massimo Polidoro (foto: Roberta Baria).


Ti è piaciuto questo post? Iscriviti alla mia newsletter per non perdere i prossimi e restare aggiornato. Riceverai ebook e video esclusivi e gratuiti.


Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, insieme ai thriller Il passato è una bestia feroce Non guardare nell’abisso. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.




5 Comments

  1. Molto interessante. Mi fa sempre pensare come con un semplice esperimento si possa scoprire la verità. A volte è così semplice che la gente non ci pensa nemmeno e preferisce fidarsi ciecamente! Mi piacerebbe partecipare a qualche indagine simile!

  2. Ingenue in ogni caso: 1) se sono false, perché sottoporsi ad un esame del CICAP? Non leggono il Vostro sito e le Vostre pubblicazioni? 2) Se sono sincere, ovvero se credono di comunicarsi il pensiero, devono cercare di capire come il fenomeno avviene. Se il pensiero si può veramente trasmettere in modo “giovibile”, bisogna che i due ricevitori/trasmettitori studino come avviene, cosa si possono dire a distanza, a quale distanza, e quali cose possono disturbare il passaggio di informazioni. Non c’è nulla di male, ad esempio, a scoprire che basta un muro a bloccare la trasmissione, la quale però avviene all’ aria aperta a una distanza superiore ai 200 metri. Bisogna prima fare le prove su se stessi, pubblicarle, anche solo sul web, poi farsi esaminare da persone che sappiamo faranno di tutto per smentirci. In questo caso è opportuno rifiutarsi di farsi esaminare senza che siamo in grado di controllare che gli esaminatori siano onesti e non elaborino trappole e menzogne per dimostarre che mentiamo.Ma anche chi esamina le persone dotate di telepatia, se vuole fare un esame serio e non dimostare un pregiudizio di cui è convinto, deve prima domandare queste cose e poi testare quelle che loro dicono possibili: se si riesce a testare la trasmissione escludendo il dolo, va bene qualunque forma di pensiero. Se la trasmissione avviene solo quando sono vicini e si guardano, è impossibile, credo, escludere il dolo. Rimane poi il problema dell’ utilizzo di questa telepaticità: se avviene solo tra due persone che si compartano tra loro come walkie talkie, può servire a far del teatro, se trovano un bravo Regista. Se invee volessi trovare un telepata in grado di scoprire l’ assassino in una scena finale di stanza alla Agatha Christie, per poterci fare poi un processo e una condanna dovrei comunque avere delle prove. Mi fermo qui, ovviamente, sennò si può parlare fino al 2017. Spero si sia capito il mio algoritmo.

    1. “Se la trasmissione avviene solo quando sono vicini e si guardano, è impossibile, credo, escludere il dolo”
      Credo che in questo caso nessuno del CICAP abbia mai sospettato il dolo, da come si legge: “Carmela e Amalia, questi i nomi di madre e figlia, hanno indubbiamente una grande intesa.”
      Che però funziona solo con le carte Zener (su cui erano allenate).

  3. Ciao Massimo,
    Una cosa che mi incuriosisce spesso di questi test è cosa ne pensano gli “esaminati” una volta riscontrato che non c’è nulla di paranormale nelle loro azioni. Al massimo, come in questo caso una speciale intesa. Hanno continuato a sostenere la telepatia, lamentando condizioni di test sfavorevoli, oppure si sono ricredute?

  4. Quando metti insieme due segugi e’ difficile farla franca.bravissimi con lode.

Lascia un commento

*