E’ un difetto sognare?

Allora, come si diventa detective dell’occulto? Nell’ultima settimana me l’hanno chiesto Francesco, Taddeo, Luisa85, Marianna e Gianmarco. Mi ha poi scritto anche Giuliana, che è la figlia di Luigi, uno dei primissimi ad avere aderito al CICAP, ormai quasi vent’anni fa, e che dunque si può dire sia cresciuta a “pane e CICAP”. L’ho conosciuta a un Convegno del CICAP, dove accompagnava il papà, e poi siamo rimasti in contatto. Qui ci vedete insieme all’ultimo Convegno di Padova:

Giuliana con Massimo Polidoro al X Convegno del CICAP
Giuliana con Massimo Polidoro al X Convegno del CICAP

Ora Giuliana mi ha scritto una bella mail che ha intitolato “E’ un difetto sognare?” e che (con il suo permesso) vi riporto qui sotto:

Ti mando questa email in modo impulsivo, sperando di fare la cosa giusta e di non sembrarti una pazza che sogna troppo ad occhi aperti…
Iniziamo dal principio: io “amo” il CICAP. Amo il suo modo di ragionare, di pensare, di non farsi ingannare. Amo lo scoprire una verità scientifica dietro un presunto fenomeno paranormale, l’indagine, il mistero, la soluzione… Potrei continuare l’elenco all’infinito, ma suppongo che siano le stesse cose che ami anche tu, perciò è inutile ripeterle.
Passo successivo: il CICAP è diventata l’unico pensiero che la mattina mi fa scendere dal letto e il solo che la sera mi faccia addormentare. Io sogno di entrare a far parte attivamente del CICAP, di compiere delle indagini, di scrivere libri e così via, e, nel futuro più vicino, immagino che un giorno potrò veramente accompagnarti durante una indagine.
Progetto anche di scegliere una facoltà all’università che mi aiuti nell’ambito del paranormale e magari di andare a studiare al nord dato che lì c’è la sede del CICAP, ci sono i circoli magici e vive la maggior parte dei cicappini attivi. Fino a questo punto la cosa può sembrare normale, o per lo meno accettabile. Ho iniziato a preoccuparmi quando ho chiesto ai miei genitori di mandarmi in un college estivo in America piuttosto che magari in Inghilterra solo per imparare l’americano e poter parlare meglio con Randi!!!! Solo che oggi, raggiungendo i limiti della mia fantasia più sfrenata, mi sono detta “ma perchè andare a Boston ad imparare l’americano per parlare con Randi e non in Florida a conoscerlo?”. E ci ho creduto davvero. Ho pensato che ciò fosse davvero possibile. Ho pensato che appena finiti i compiti avrei mandato una email a Randi per chiederglielo e che la sua risposta sarebbe stata sicuramente affermativa!
Insomma Massimo, per farla breve, ho paura. Ho paura di sognare troppo cose che sono impossibili da realizzare. Non voglio illudermi, ma non riesco (non posso!) rinunciare a sognare e tentare di realizzare i miei sogni! Mio padre, quando mi mostro sicura che un giorno potrò venire con te durante una indagine, mi guarda scettico, con la compassione di chi sa che le mie sono illusioni, perchè, dice lui, è difficile da realizzarsi in realtà. Ma io non credo…
Non so perchè ti ho confidato tutte queste cose. Non so nemmeno cosa vorrei tu mi rispondessi…
Però grazie, per aver letto questa mia lunga e noiosa email e per avermi fatto, tante volte, sognare.

Giuliana

Tutt’altro che noiosa, Giuliana. Grazie. Tra poco arriva qualche consiglio…

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0 risposte

  1. Per fortuna,che si può,si deve sognare.Io spero ancora che qualche sogno si avveri.Diario di un esattore

  2. Ho letto il commento di Fede44! Molto interessante la storia vissuta dal tuo parente.. in questi casi penso però che una testimonianza di un fatto avvenuto tantissimo tempo fa,forse non è più attendibilissima,questo per il fatto che con il trascorrere del tempo i ricordi via a via si modificano fino a cambiare di molto,e tutto questo,senza che noi ce ne accorgiamo.. specialmente quando i racconti passano da persona in persona..è giusto tener presente anche che le testimoniaze oculari hanno poi un valore di attendibilità molto vicine allo zero,semplicemente per il fatto che tutti noi non raccontiamo quello che vediamo ma quello che crediamo di vedere,abbiamo quindi una visuale della realtà che non è mai oggettiva,ma sempre e solo soggettiva.. per quanto rigurda comunque la data di morte del nonno,a cui gli spiriti avrebbero dato la risposta corretta puo trattarsi di un processo del nostro cervello che si chiama “criptomnesia” ed è una sorta di ricordo nascosto,anche se il tuo parente non aveva il dito sul piattino è possibile che gli amici avessero appreso il nome del nonno in qualche circostanza fortùita.. per quanto riguarda la targa puo essere avvenuto lo stesso procedimento,anche se non bisogna dimenticare l’ipotesi della coincidenza.. o l’ipotesi di uno scherzo da parte del parente (è sufficente cambiare anche piccole cose di una storia per farla diventare inattacabile) Queste sono le possibili spiegazioni che mi vengono in mente,spero di essere stato d’aiuto.. comunque quando si fanno le sedute spiritiche bisogna evitare di chiedere il nome di Tizio Caio o Sempronio.. magari una domandina come del tipo: Portami la dimostrazione di validità della “congettura di Goldbach” o una dimostrazione che riesca a smentirla. Ecco nel caso qualcuno ha fortuna che lo spirito risponda correttamente lo faccia sapere, cosi magari paga la cena a tutti con il premio Randi! Ciao a presto Marco

  3. Ciao a tutti! bellissima iniziativa questo blog! spero di poter leggere spiegazioni di nuovi misteri.
    seguendo il consiglio di Massimo che mi ha dato per mail, propongo il “mio” mistero:

    “qualche tempo fa un mio parente(del quale sono certo della sua
    buona fede), durante una discussione in famiglia sull’esistenza o
    meno degli spiriti, mi ha raccontato la seguente storia successagli
    da giovane. Una sera lui e un gruppo di suoi coetanei (circa 13-14
    anni) hanno deciso di fare una seduta spiritica (quelle in cui si
    usa un oggetto che “scorre” su un foglio con su scritte le lettere
    dell’alfabeto); dopo aver chiamato lo spirito (mi pare quello di un
    soldato francese dell’epoca napoleonica) il gruppo di amici ha
    cominciato col fargli domande alle quali rispondeva sempre
    correttamente. A questo punto il mio parente (che è uno che usa il
    cervello e non si fa certo intimorire, mantenendo sempre la
    freddezza), per verificare la “genuinità” dello spirito gli ha
    posto tre domande alle quali gli amici avrebbero avuto difficoltà a
    rispondere (la prima era la data di morte del nonno, la seconda la
    targa della macchina del fratello che aveva comprato da una
    settimana e che non era mai venuta in paese, motivo per cui gli
    amici non potevano esserne a conoscenza e l’ultima sinceramente non me la ricordo). Il fatto eccezionale è che ha avuto risposta
    corretta a tutte e tre le domande e in più sottolineo che il
    parente aveva staccato il dito dal piattino per non influenzare la
    risposta(questo lo dico perché queste sedute spiritiche spesso, se
    non sempre, vengono spiegate, anche da Piero Angela nel libro
    Viaggio nel mondo del paranormale[che sto leggendo in questi
    giorni], dal fatto che i soggetti spostano il piattino con forze
    involontarie [se sono in buona fede] o volontarie [se in malafede]
    della mano).

    Ora, da scettico quale sono, mi chiedo: come può essere avvenuto tutto ciò? O meglio, dato che sinceramente non credo all’esistenza
    degli spiriti, quale può essere stato il trucchetto usato dagli
    amici di questo mio parente?
    Probabilmente rispondere sarà difficile perché non ho i dettagli
    precisi dell’evento, ma questo è tutto è quello che so e che si
    ricorda il mio parente.

    PS : anche se probabilmente irrilevante, aggiungo che al termine
    della seduta spiritica il gruppetto si è diviso e ognuno si è
    recato a casa e sono avvenuti due eventi insoliti: il primo è che
    uno degli amici ha trovato in pochissimo tempo una persona che si
    prestasse per l’auto stop (solitamente faceva così per tornare a
    casa, ma prima di trovare la persona giusta aspettava
    decine di minuti), la seconda è che il mio parente, mentre
    percorreva il viale di casa, gli si sono spenti sulla testa 3
    lampioni a mano a mano che arrivava sotto: lascio immaginare la sensazione che ha potuto provare un quattordicenne nel pieno della notte dopo una tale sequenza di eventi “inquietanti” : -)”

    ricordo inoltre che chiunque sia interessato a contattarmi per qualsiasi motivo può scirvere o chattare con me all’ID fede.44@hotmail.it (spero di non violare le regole dei blog)

  4. Ciao a tutti!
    Ho letto l’appasionata mail di Giuliana e devo dire che non mi capitava di assistere ad una tale manifestazione di passione per i propri sogni da tempo…
    Non posso che augurarti buona fortuna e darti un consiglio, anche se non so quanto possa valere – è da sognatore a sognatore… in quanto anche io sono un tipo che non rinuncia ai suoi obiettivi: da quello che posso capire sei decisa e al giorno d’oggi, con le possibilità che ci sono, questo è giù un buon punto di partenza… non mollare!
    Sono sicuro che alla fine la strada che hai scelto ti porterà dove vuoi!

  5. Che onore stare sul blog di Massimo!
    Sono sicura che questo blog diventerà un punto di incontro insostituibile! Per fortuna che ci sono persone come lui sempre piene di nuove idee per divulgare un po’ di razionalità!
    Comunque non preoccupatevi, non rinuncerò ai miei sogni, soprattutto dopo i consigli che Massimo mi ha dato 😉 !

  6. Io mi sono rifiutato di vedere Bongiovanni al Bivio. Al vero bivio ci sta Ruggieri con la sua carriera 🙂

    PS: Cara Giuliana, non rinunciare ai tuoi sogni, anche se incontrerai parecchie difficoltà. Io ai miei non ho rinunciato e le soddisfazioni stanno arrivando (purtroppo non arriva il posto fisso e uno stipendio adeguato, ma credo che questo in Italia sia oggi un problema molto comune)

  7. Benvenuto nella blogosfera, Massimo.

    Ti scopro a due giorni dalla “fuga” di Bongiovanni davanti alla proposta di Garlaschelli e Morocutti, che mi ha dato tanta soddisfazione (peccato solo che l’abbiano trasmessa quando ormai l’Italia dormiva).

    E ora, questo blog.

    Non c’è che dire, un buon periodo.

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