La fantascienza, il futuro e l’importanza delle idee

«Le idee, le idee scritte, sono speciali. Sono il modo in cui trasmettiamo le nostre storie… da una generazione a quella successiva. Se le perdiamo, perdiamo la nostra storia comune. Perdiamo molto di ciò che ci rende umani».

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Lo ha detto Neil Gaiman e di lui parlo nell’ultima puntata del mio podcast, Un caffè con Massimo. Qui sotto l’elenco di tutto ciò di cui ho discusso nell’episodio per chi vuole approfondire o saperne di più. Ma tornando a Neil Giaman…

L’importanza delle idee e degli ideali è al centro di uno dei bellissimi saggi di Neil Gaiman contenuto nel suo libro The View from the Cheap Seats: Selected Nonfiction, una raccolta di articoli, saggi, discorsi e meditazioni varie sulla vita, la letteratura e l’amore per la letteratura.

LEGGI “THE VIEW FROM THE CHEAP SEATS”

Il libro di Neil Gaiman.

Il libro di Neil Gaiman.

Il saggio in questione si intitola: “Ray Bradbury, Fahrenheit 451, e ciò che è e fa la fantascienza” e inizia raccontando come nasce l’impulso di immaginare fantasie e condividerle con gli altri:

«A volte gli scrittori scrivono di un mondo che non esiste ancora. Lo facciamo per centinaia di motivi. (Perché è bene guardare avanti, non indietro. Perché abbiamo bisogno di illuminare un percorso che speriamo o temiamo l’umanità vorrà intraprendere. Perché il mondo del futuro sembra più allettante o più interessante del mondo di oggi. Perché abbiamo bisogno di mettervi in guardia. Per incoraggiare. Per esaminare. Per immaginare). Le ragioni per scrivere di dopodomani, e di tutti i domani che lo seguono, sono tante e diverse quanto le persone che scrivono».

Tuttavia, continua Gaiman, non si tratta tanto di immaginare o prevedere il futuro. Sono troppe le variabili da tenere presenti per riuscire davvero a immaginare ciò che accadrà domani. E tante volte, quando gli uomini ascoltano le previsioni sul futuro hanno la tendenza a fare esattamente il contrario.

Ciò per cui funziona davvero bene la fantascienza non è il futuro, ma il presente. Si prende un aspetto che ci turba o che è pericoloso e lo si estende, estrapolandolo in qualcosa che permette alle persone di quel tempo di vedere da una diversa angolazione e da un posto diverso ciò che stanno facendo.

Il capolavoro di Ray Bradbury.

Il capolavoro di Ray Bradbury.

Esattamente quello che fa Ray Bradbury, il soggetto di questo particolare saggio di Gaiman, con il suo più celebre romanzo, Fahrenheit 451, dove immagina un terrificante futuro in cui i libri sono proibiti e si cercano quelli sopravvissuti per bruciarli.

Bradbury aveva solo trentadue anni quando iniziò a scrivere il racconto che è diventato Fahrenheit 451 e scriveva su una macchina da scrivere in affitto nel seminterrato di una biblioteca universitaria. Parlava del suo tempo – un tempo in cui i brividi della guerra fredda erano appena nati e l’epoca d’oro del consumismo stava raccogliendo slancio e la televisione stava ormai diventando il principale mezzo di comunicazione di massa – ma è anche, nel suo ammonimento centrale, (un messaggio) senza tempo.

Se già non lo avete fatto, vi suggerisco di leggere anche il libro di Ray Bradbury:

LEGGI “FAHRENHEIT 451”

In ogni caso, il libro di Gaiman è pieno di spunti, idee e ragionamenti esposti con la consueta abilità creativa dell’autore. C’è solo da augurarsi che la traduzione italiana arrivi al più presto.

Per approfondire questi temi leggi anche: “The Power of Cautionary Questions: Neil Gaiman on Ray Bradbury’s ‘Fahrenheit 451,’ Why We Read, and How Speculative Storytelling Enlarges Our Humanity” di Maria Popova.

Nel mio podcast, comunque, ho parlato anche di altro. Ecco alcuni degli argomenti e i link per approfondire:

L’avventura del Colosseo
Cass R. Sunstein, Il mondo secondo Star Wars
Cass R. Sunstein, Nudge. La spinta gentile
Chris Taylor, Come Star Wars ha conquistato l’universo
Bill Cunningham New York
Neil Gaiman, The View from the Cheap Seats
Jim Gaffigan, Mr Universe

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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti. Il passato è una bestia feroce è il primo thriller di una nuova serie: il secondo si intitola Non guardare nell’abisso e arriva il 21 giugno 2016. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.



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