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Un addio a Tullio Regge, simpaticissimo genio

Ci ha lasciati lo scorso 23 ottobre Tullio Regge, uno dei più grandi fisici italiani, oltre che Garante scientifico del CICAP e persona a cui ero particolarmente affezionato.

Aveva aderito al progetto del CICAP da subito e aveva partecipato sempre con entusiasmo a tutte le iniziative in cui lo avevamo coinvolto. Da parlamentare europeo, nel 1994 aveva anche cercato di far passare una legge per l’istituzione di un centro europeo per gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

Ma non, come oggi sostengono alcuni inveterati propugnatori dell’ipotesi extraterrestre, perché preoccupato da possibili invasioni aliene o perché convinto che i governi nascondessero dischi volanti e carcasse di ET. Sul tema, anzi, Regge aveva le idee molto chiare:

«Non è compito del Parlamento il pronunciarsi sugli UFO, esso deve invece intervenire tempestivamente per garantire la correttezza delle informazioni offerte al pubblico» spiegava nella sua proposta. «Se non si agisce per tempo il prossimo secolo potrebbe non essere affatto un secolo scientifico e segnare invece l’inizio di un nuovo medioevo in stile Hollywood. Il vero pericolo non è rappresentato dagli alieni bensi` da umani male informati e molto fantasiosi e da uomini politici che non si rendono conto dei problemi che sorgono da un’opinione pubblica fuori controllo e preda di ideologie mistiche e parascientifiche. È legittimo il sospetto che dietro ad alcune persistenti ondate di avvistamenti, tra cui l’affare Ummo e gli eventi Belgi, ci siano organizzazioni decise a manipolare la credulità delle masse per scopi politici».

Il centro poi non si fece, ma Regge continuò a incanalare il suo scetticismo verso il paranormale e la sua attenzione per le vittime di inganni e raggiri nel suo lavoro con il CICAP.

Regge (sulla destra) con Silvano Fuso a sinistra e Massimo Polidoro durante un Convegno CICAP.

Anni addietro aveva anche incontrato Gustavo Rol e, pur colpito dalla sua personalità “magnetica”, non era rimasto particolarmente impressionato dai suoi giochi con le carte e, anzi, si era accorto quando Rol aveva tentato di forzargliene qualcuna con classiche tecniche prestidigitatorie.

Possedeva uno spiccato senso dell’umorismo e si divertiva a escogitare fantasiosi pesci d’aprile. Personalmente, ebbi modo di conoscerlo un poco più a fondo quando, nel 1999, la Mondadori mi chiese di coadiuvarlo nella realizzazione di un libro divulgativo, L’universo senza fine.

L’idea, come me la spiegò Regge, era che io avrei dovuto fare da “cavia per il pubblico”. Proprio perché non avevo una formazione da fisico, dovevo ascoltarlo, fargli domande e poi rispiegare ciò che avevo capito al lettore che, come me, poco o nulla sapeva di meccanica quantistica o teoria delle stringhe.

Presi così a fargli visita, nella sua bella casa sulle colline di Torino, e ogni volta mi accoglieva con un nuovo dono.

Conservo con particolare affetto una serie di disegni realizzati al computer che lui chiamava “bricolarte“, elaborazioni grafiche tridimensionali per le quali trovava sempre titoli divertenti e provocatori.

Il suo rigore intellettuale, la sua capacità di rendere semplici le cose difficili, la sua simpatia e il suo eterno buonumore mancheranno d’ora in avanti a me e alle tantissime altre persone che lo hanno ammirato.

 


Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario nazionale del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e numerose altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti. Si può seguire Massimo Polidoro anche su Face-bookTwitterGoogle+ e attraverso la sua newsletter (che da diritto a omaggi ed esclusive).


5 risposte su “Un addio a Tullio Regge, simpaticissimo genio”

Polidoro, la smetta di fare disinformazione. Lei non puo scrivere che Regge “si era accorto quando Rol aveva tentato di forzargliene qualcuna con classiche tecniche prestidigitatorie”, è piuttosto Lei che sta forzando la verità, da bravo prestigiatore. Regge ha “creduto” di aver visto delle forzature, ma si tratta di pura e semplice opinione di un non prestigiatore, e il modo in cui Lei presenta la cosa sembra invece che abbia scoperto il trucco… I prestigiatori che hanno conosciuto Rol, certo più pratici di Regge, hanno affermato al contrario di non aver riscontrato alcuna possibilità di trucco. Lo stesso Regge peraltro, su La Stampa del 11/07/1986, p. 3, aveva dichiarato: “Non possiedo d’altra parte elementi di giudizio tali da poter criticare o avallare gli esperimenti del dottor Rol.”
Inoltre, Regge non ha mai smentito la versione di Rol di uno dei due incontri avutisi tra di loro, pubblicata sin dal 1993 e più volte riproposta in vari libri e video. Eccola:

«Tullio Regge è venuto da me, accompagnato da un professore famoso di medicina [Giovanni Sesia] con la moglie e con un’altra persona [Magda Olivetti], e hanno portato le carte, e mi hanno fatto stare con le mani dietro allo schienale, e lui le ha mescolate sotto il tavolo. E poi io gli ho detto:
“Pensi una carta. La pensi soltanto”.
Lui dice: “L’ho pensata”.
“Allora metta quel mazzo che ha mescolato sul tavolo”.
“Posso cambiare la carta?”.
“La cambi pure”. Allora ha pensato un’altra carta.
“Posso di nuovo mescolare?”
“Mescoli!”. Io avevo sempre le mani dietro lo schienale.
Bene, allora ha messo sul tavolo il mazzo che lui aveva mescolato.
“Lo tagli”. Lo taglia e salta fuori l’asso di fiori.
Dico: “Aveva pensato l’asso di fiori?”
“Sì, una combinazione… Lo rifaccia!”
“Non sono Dio! È venuto, ma non sono Dio da poterlo rifare, questo!”.
E lui mi ha detto: “Ma io non posso ammetterlo, perché bisognerebbe che ci venga un prestidigitatore a dirmi che noi non siamo tutti suggestionati, o che Lei ha fatto qualche cosa che noi non ce ne siamo accorti. Scientificamente, io non posso in laboratorio ammettere una cosa simile”».

Caro Polidoro, cominci a comportarsi da vero investigatore se vuole essere credibile. Al momento, nessuno di voi brilla per intelligenza investigativa. A meno che…

Caro signor Franco, è sempre divertente leggere i suoi tentativi di difesa di Rol. Dice che Regge avrebbe solo “creduto” di avere visto delle forzature e che io farei della disinformazione? Libero di pensarlo. Regge è però stato molto chiaro nella sua dichiarazione, e parlando con me è stato anche ben più esplicito. Che poi Regge non abbia mai smentito la versione fantasiosa raccontata dallo stesso Rol del loro incontro, mi sembra dimostri solamente che Regge non leggeva libretti agiografici su Rol né guardava i dvd a lui dedicati.

Il dato di fatto che resta ogni volta che si parla di Rol, e al quale purtroppo lei sembra sapere opporre solo polemiche sterili, insulti gratuiti e insinuazioni puerili, è che mai ha accettato di esibirsi in condizioni controllate tali da escludere qualsivoglia trucco. Tutto quello che faceva (ma quello che faceva realmente, non le versioni di fantasia che i suoi ammiratori raccontavano in seguito) è stato rifatto dai prestigiatori, Silvan in primis.

Se davvero possedeva facoltà paranormali ha fatto di tutto per sabotare la propria credibilità, poiché oggi, senza nessuna prova concreta a disposizione, di Rol nulla resta se non le fantasie dei suoi agiografi. Un vero peccato.

Certo per Lei è comodo cavarsela dicendo che io mi oppongo con “polemiche sterili, insulti gratuiti e insinuazioni puerili”, invece che rispondere in modo argomentato a un “caso” che voi non avete mai voluto realmente affrontare, perché troppo complesso e al di fuori della vostra portata, oltre che in contrasto con la vostra “filosofia”… Vede, anche io ho parlato con Regge, e non solo, ho parlato anche con i tre testimoni presenti in quella occasione, ovvero il prof. Giovanni Sesia, sua moglie e Magda Olivetti, che di Regge è stata testimone di nozze. È forse superfluo dire che di fantasioso qui ci sono solo le Sue interpretazioni, se così si possono chiamare, Polidoro? La invito a leggersi i miei libri, dove troverà allo stato attuale le uniche prime vere spiegazioni del “mistero” Rol (in particolare, l’analogia degli esperimenti con le carte con quelli del “gruppo Poutet” a Bruxelles all’inizio del secolo scorso). Si informi meglio, glielo consiglio. Come scrisse a suo tempo G.A. Rol riferendosi a Piero Angela: «Chi si atteggia a uomo di studio deve essere giusto e obbiettivo, ma se non lo fa è un grave rischio che non gli consiglio di correre perché la Verità, pur di imporsi, possiede mezzi implacabili e presto o tardi li usa.»

Come forse sa, da precedenti scambi che ha avuto con me sul mio blog, non amo alimentare sterili discussioni. Dire che nessuno del CICAP “brilla per intelligenza investigativa” lei lo chiama un complimento? Per me è un insulto gratuito. Terminare poi con quel “A meno che…”, che lascia immaginare chissà quali complotti ai danni dei poveri cultori dell’occulto, come la chiamerebbe lei, se non un’insinuazione puerile?

Spero solo che nel suo ultimo richiamo, “La Verità possiede mezzi implacabili e presto o tardi li usa”, non si rifaccia pure lei alla ben documentata tecnica di lanciare ambigue minacce che Rol era solito usare con chi osava dubitare di lui. Sarebbe davvero una caduta di stile troppo bassa.

Ma, come dicevo, la conversazione sul tema Rol è purtroppo tempo perso poiché Rol non c’è più. E, non avendo lui mai accettato di sottoporsi ad alcun tipo di verifica o controllo serio, non c’è nulla di cui si possa discutere oggi. Le testimonianze oculari, e glielo dico proprio perché è di questo che mi sono occupato laureandomi in psicologia e proseguendo su questo filone di studi, non possono essere portate come prova. Tantomeno di fenomeni che si vorrebbero rivoluzionari rispetto a tutto ciò che si sa della natura.

E con questo, almeno finché non riuscirà a produrre prove concrete, oggettive ed esaminabili (e non testimonianze inattendibili o chiacchiere pseudofilosofiche), concludo la nostra discussione.

Benissimo, non creda che io non sia il primo a volermi confrontare sul terreno della scienza e dell’indagine seria, cosa che faccio da 14 anni a questa parte. La scienza ha i suoi tempi, e quanto più ciò che deve essere dimostrato è complesso, tanto più i tempi sono lunghi. Rol non poteva farlo, e non certo perché non voleva. Chiese a Regge un collaboratore, per iniziare un percorso di sperimentazione che non sarebbe stato comunque a breve termine. Il fatto è che non era possibile un collaboratore qualunque, ma una persona matura sia psicologicamente che empaticamente (e sottolineo quest’ultima parola). Lei è perfettamente libero di rigettare questa posizione, la quale tuttavia si accorda con la storia delle religioni (processo di qualificazione iniziatica). Quanto alle “minacce”, credo non abbia capito il messaggio di Rol, che si difendeva da quanto scritto da Angela, che secondo Rol aveva mentito (omettendo e alterando alcuni dei fatti relativi ai loro due incontri). E siccome, come si sa, le bugie hanno le gambe corte, prima o poi la verità salterà fuori… La saluto.

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