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Un messaggio di pace da John Lennon (40 anni dopo)

Nel 1969, un ragazzo di 14 anni, Jerry Levitan, grande fan dei Beatles, scoprì che il suo idolo, John Lennon, sarebbe passato da Toronto, la sua città. Come molti suoi coetanei, sognava di incontrare uno dei Beatles. Ma lui, come altri, ci riuscì. Non solo, si portà appresso un registratore.

Ne uscì un’intervista di 40 minuti, rimasta a lungo in un cassetto. Finché il regista Josh Raskin non ha trasformato quell’intervista in un cortometraggio animato di 5 minuti, “I met the Walrus”, che potete vedere qui sopra. Una straordinario racconto per immagini disegnate da Alex Kurina (con rimandi evidenti al film animato “Yellow Submarine”, così come al lavoro di animazione di Terry Gilliam per i Monty Python) che traduce in immagini le parole toccanti di Lennon sulla pace.

Per chi non mastica l’inglese, il film resta comunque una bella esperienza visiva (che, tra l’altro, ha portato Raskin alla nomination all’Oscar per il miglior corto animato del 2008!) e, in ogni caso, Vincenzo Ruocco, su ilTamarindo, ha tradotto parte del testo a questo indirizzo.

Che cosa c’entra John Lennon con i misteri? Nulla (o quasi), ma come Jerry Levitan sono anch’io da sempre un grande fan dei Beatles e ho voluto condividere con voi questo film originale e creativo.

9 risposte su “Un messaggio di pace da John Lennon (40 anni dopo)”

cacchio, lo figuraccio la sto per fare io!

nel secondo articolo che vi ho postato non si fa riferimento al terremoto dell’acquila ma ad un terremoto del nord italia del 23/12/2008. Scusate sono stato affrettato

Cmq la sostanza non cambia.

OT:

Parentesi astrologica.

Secondo voi gli astrologi han previsto il terremoto?

DOPO che si è verificato naturalmente si 🙂

Vi linko un articolo che spiegherebbe (ammettendo che su queste cose l’astrologia sarebbe in via sperimentale ma che (riporto) “Naturalmente le posizioni planetarie al momento del fatto, calcolate sul luogo dove è avvenuto, devono avere per forza un ruolo decisivo”) il perchè del terremoto.

http://fohat.blog.dada.net/post/1207077602/ASTROLOGIA+-+SUL+TERREMOTO+CHE+HA+COLPITO+L'ABRUZZO

Poi lo stesso sito continua ad interpretare le scosse successive

http://fohat.blog.dada.net/post/1207046101/ASTROLOGIA+-+TERREMOTO,+LA+SECONDA+SCOSSA

forse ignorando che anche i muri lo sanno che dopo una prima scossa ne seguono diverse anche di forte intensità di assestamento. Ma con Marte Giove e Plutone non si scherza….

Infine vi segnalo un link con una maki carrellata di terremoti del secolo scorso con le posizioni astrali dei pianeti.

http://www.astroenergeutica.it/riflessioni/ilterremotonell'astrologia.html

Buona lettura e scusate l’OT

Marco

In effetti è così, incuriositi e attratti dalla filosofia indiana, e dalla figura del Maharishi, erano tutti andati in India in cerca di rivelazioni cosmiche. Alla fine si rivelò una vacanza piacevole (solo George continuò a praticare e a sostenere la meditazione). John, disgustato (si dice) anche da un fallito approccio a una delle ospiti, tornò in Inghilterra e scrisse l’acida Sexy Sadie (che all’inizio si intitolava proprio “Maharishi”).

Tuttavia, va segnalato che Paul e Ringo, forse i meno convinti dalle teorie del santone indiano, proprio la scorsa settimana si sono riuniti per cantare insieme in un concerto che raccoglieva molte star (http://www.nytimes.com/2009/04/06/arts/music/06mcca.html?partner=rss&emc=rss) e puntava a racimolare fondi per la Fondazione del regista David Lynch, dedicata (guarda un po’) a promuovere la meditazione…

Mi emoziona anche solo ascoltare il suo timbro di voce. La pace non era per Lennon soltanto argomento di discussione. Non era retorica a buon mercato. Ha usato la sua notorietà, il suo denaro ed il suo stesso essere personaggio pubblico come strumento contro guerre e conflitti sociali.

Dopo aver riscoperto il suo impegno sociale grazie a “USA vs John Lennon” (credo s’intitolasse così), ho eletto a mio personale motto il testo di “Working Class Hero”.

Ovviamente (:-D) conosco a memoria anche tutte le canzoni dei Beatles.

Per quanto riguarda il misticismo indiano, Lennon in realtà credo avesse manifestato profondo sdegno (sto usando un eufemismo) nei confronti dei santoni che con la scusa della spiritualità accumulavano ricchezze. Era rimasto sconvolto dall’opportunismo mostrato dal Maharishi Manesh Yogi che aveva avuto come allievi (tra gli altri) i quattro Beatles.

Certo, Luigi, è un episodio ben noto. Nell’LP originale (non la versione americana però) e poi sul CD corrispondente, i Beatles avevano inserito, dopo l’accordo finale di A Day in the Life, prima un tono a una frequenza udibile solo dai cani, e poi una frase incomprensibile e ripetuta all’infinito (per il fatto che il solco del disco anziché arrivare alla fine, tornava su sé stesso impedendo al giradischi di spegnersi).

Che cosa dicesse realmente quella frase è stato a lungo oggetto di discussioni e interpretazioni (alcune anche sconce), finché con il recente lavoro di recupero dei nastri originali, si è potuto accertare che sono più voci sovrapposte e accelerate, una di queste è Paul che dice “never could be any other way” (non potrebbe essere in nessun altro modo) e un’altra quella di George che dice “Epstein”, il nome del loro manager che sarebbe mancato di lì a poco.

ciao Massimo,c’è un piccolo mistero sui beatles che non riesco a decifrare,alla fine del cd “Sergent Pepper”,poco dopo l’ultima canzone “a day in the life” si sentono distintamente delle voci,ma non se ne capisce il senso…tu da fan accanito,hai mai indagato? 🙂

Anch’io sono un fan dei Beatles e di John Lennon (Imagine) ma comunque non per questo lo eleggo a “Modello da Seguire in Tutto e per Tutto”.

I Beatles hanno contribuito a fare la rivoluzione nella musica e nel modo di vivere ma anche tante cretinate: il misticismo indiano che sarebbe degenerato nel New Age, tanto per dirne una. E poi la rivoluzione francese: anche se i cugini francesi hanno esagerato hanno trasformato l’Europa (che allora coincideva con il mondo). E ci hanno portato al Sistema Metrico Decimale, che Lennon ancora non conosceva. 😉

Grazie per aver condiviso questo splendido corto. Spero che in futuro qualche anima pia lo sottotitoli (ne ho capito circa due terzi). Anche io, come tutta la mia generazione, sono rinato a nuova vita coi Beatles e con gli altri. C’ entra coi misteri: la Musica è un mistero, nel senso ce non si riesce a descriverla con formule scientifiche e definizioni filosofiche, pur avendo una natura ondulatoria. La Pace è un mistero, nel senso che tutti la cerchiamo ma sembra essere un attimo fuggente nella vita. Molti indagano i misteri e il paranormale, da scettici, cercando una Pace interiore che la consapevolezza (forse) può dare.

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