Coronavirus: che cosa fare in tempo di crisi

In queste giornate che hanno sospeso le nostre abitudini e i nostri ritmi, o forse li stanno cambiando per sempre, e di fronte alla tragedia che colpisce tante persone, anche a noi vicine, non è facile restare calmi. Che cosa possiamo fare? E come possiamo affrontare nella maniera più equilibrata questo momento di crisi?

cosa fare in tempo di crisi

Stiamo davvero attraversando una situazione assolutamente nuova. Non tanto per il fatto che il mondo è oggi colpito da un’epidemia virale capace di uccidere tantissime persone. Nella storia, i casi documentati sono tanti. 

Una delle prime pandemie (così si chiamano le epidemie che colpiscono almeno due continenti) di cui si abbia traccia storica è la febbre tifoide, nel V secolo avanti Cristo, che colpì gran parte del Mediterraneo.

In tempi relativamente più recenti, la Peste nera, nel Trecento, probabilmente importata anche in quel caso dalla Cina, si stima abbia provocato oltre 20 milioni di morti, che in quell’epoca rappresentavano circa un terzo della popolazione europea.

E per venire al XX secolo, l’influenza Spagnola del 1918 è arrivata a provocare circa 50 milioni di morti, più di quelli che erano morti sui campi di battaglia della concomitante prima guerra mondiale.

Per fortuna, i numeri di contagi e decessi provocati dal Coronavirus sono lontanissimi da questi spaventosi traguardi. E speriamo davvero lo possano restare. Ma anche questo è un virus globale. Nell’antichità, dal luogo da cui aveva origine la malattia, la diffusione aveva un raggio di trenta, cinquanta chilometri. Le distanze che le persone potevano percorrere con i mezzi che allora avevano a disposizione.

Oggi, tutto il mondo è coinvolto perché l’epicentro del contagio, la Cina, è tra i paesi più interconnessi del globo. Ma, nella disgrazia, c’è anche un vantaggio, quello dell’informazione globale: che (a parte il ritardo iniziale della Cina nel condividere la notizia del contagio) permette a tutti di sapere in tempo reale che cosa sta succedendo nel resto del mondo, di prendere le dovute precauzioni e di imitare le strategie che hanno funzionato.

E non ci sono molte scelte: o si combatte duramente da subito, come sta facendo l’Italia con la quarantena quasi totale del paese, oppure ci si troverà ad affrontare un’epidemia che potenzialmente può provocare centinaia di migliaia di morti, e in alcuni paesi potrebbe arrivare a milioni di morti.

L’isolamento in casa è la strategia principale per limitare il contagio: il virus si trasmette da persona a persona, se in giro non ci sono persone… ecco che non ha più modo di trasmettersi. Se non ci ammaliamo diamo la possibilità ai nostri ospedali, oggi sovraccaricati, di riuscire ad affrontare meglio l’emergenza e di prestare soccorso a chi ne ha realmente bisogno. 

Ma per quanto tempo bisognerà continuare l’isolamento? Non è facile dirlo. Non eravamo preparati a un evento del genere, ma ci sta costringendo a imparare in fretta. Anzi, forse il mondo non ha mai imparato tanto presto una lezione come sta avvenendo ora.

La reazione decisa di oggi forse ci permetterà di avere tempi relativamente più rapidi per tornare alle nostre libertà. Ma avverrà gradualmente. È molto difficile che nel giro di qualche settimana tutto tornerà esattamente come prima. E quando torneremo a uscire, dovremo comunque continuare a seguire delle precauzioni, almeno finché non ci sarà il vaccino. 

Quando arriverà? 

La sperimentazione non si può accelerare a piacimento: chi dice che le cure esistono già, sono tenute nascoste dai poteri forti o altre fesserie del genere, fa solo disinformazione. La sperimentazione clinica ha tempi obbligati, perché non si possono distribuire miliardi di dosi vaccinali senza essere sicuri di quali saranno le conseguenze. E, dunque, si calcola che sarò necessario un anno o forse 18 mesi prima di avere un vaccino.

Attenzione, non vuol dire che dobbiamo starcene per un anno e mezzo in casa! Se oggi rispettiamo tutti le regole, riusciremo a recuperare gran parte delle nostre vecchie abitudini in tempi relativamente rapidi. Ma nel frattempo?

Nel frattempo dobbiamo imparare a gestire la situazione mantenendo i nervi saldi.

Farsi guidare dalla razionalità anziché dalle emozioni è l’unica strada saggia che possiamo seguire. La paura e il panico hanno come unica conseguenza quella di farci agire in modo irrazionale, peggiorando la situazione per noi e per chi ci sta vicino.

È il modo di pensare degli antichi Stoici, quello di Seneca e Marco Aurelio, di cui oggi si occupa abitualmente l’amico Massimo Pigliucci e che da sempre cerco anch’io di seguire. Massimo – tra i suoi libri vi segnalo “Come diventare stoici” – ha scritto una breve guida stoica per affrontare l’epidemia. Sotto questo video vi metto il link così potete leggerla.
In sostanza, gli stoici ci ricordano che occorre praticare la virtù spesso poco frequentata della temperanza: fare ciò che è necessario, nel modo giusto, senza esagerare e senza sottovalutare il problema.

In particolare, in questo momento, bisogna rispettare la richiesta che ci viene rivolta dalle istituzioni sanitarie di restare in casa sempre, di lavarsi le mani e, aggiungo io, di ignorare i tanti dispensatori di bufale, alimentatori di inutili ansie e paure irrazionali. 

E, purtroppo, in periodi di incertezza come quello attuale, i propagatori di bufale e i complottisti abbondano. Abbiamo già avuto modo di parlare in altri video delle tante teorie cospiratorie legate al coronavirus, tutte le fandonie secondo cui sarebbe stato creato in laboratorio, dai cinesi, no dagli americani, no da Bill Gates.

Ma non è una novità. Come abbiamo già avuto modo di spiegare, le teorie del complotto si moltiplicano quando la società attraversa un momento di crisi. Perché succede? Perché è un tentativo di dare un senso al caos. Accettare l’idea che una malattia tanto devastante possa avere cause naturali per molti è insopportabile.

Ecco allora il tentativo isterico, a volte addirittura ridicolo, di cercare un colpevole, un potere occulto, un disegno malvagio… qualunque cosa si possa inquadrare e identificare, nell’illusione di poterla così combattere.

In fondo, i complottisti a tempo pieno – e lo ripeto per la milionesima volta, i complotti veri ci sono stati, ci sono… nessuno lo nega! Ma ricordatevi che mai, nemmeno in un caso, sono stati scoperti o smascherati da tutti quei personaggi che pubblicano video farneticanti, facendosi passare per paladini della verità.

Ebbene, dicevo che i complottisti a tempo pieno sono spesso persone isolate, senza alcuna cultura scientifica, che non hanno la più pallida idea di come si faccia veramente un’inchiesta (non a caso, si fanno passare a volte per giornalisti, ma non lo sono né lo sono mai stati). È gente che non contribuisce nulla al bene comune ma specula sul bisogno di sicurezza di tante persone. E, così facendo, forse cerca anche di darsi un po’ di coraggio.

Ogni giorno ci sono nuove bufale, che a molti non sembrano bufale, ma sembrano autentici allarmi o rimedi fantastici per evitare il virus, perché magari è un amico o una persona cara che ha girato loro un video di youtube, un vocale su whatsapp, un post su facebook… Ogni volta questi personaggi promettono di rivelarvi quello che “loro non vogliono che si sappia”.

Michele Serra, sull’Amaca di qualche giorno fa, ha suggerito un sistema per disinnescare il virus della cialtroneria: «Ogni volta che qualcuno vi dice “loro hanno fatto”, “loro organizzano”, “loro vogliono”, chiedete semplicemente: “Loro chi? Nomi e cognomi, per cortesia. E uno straccio di prova a carico”.  Nell’indeterminatezza della terza persona plurale, “loro”, c’è tutta la debolezza del complottismo.

Dicono “loro” per non dire mai “noi”, per sentirsi vittime e mai artefici, perché è tremendamente comodo addossare il Male a forze oscure, a un Satana senza nome, che trama nell’ombra. La frase “vogliono farci credere”, in assenza di un soggetto, è una delle più detestabili menzogne del nuovo secolo, quello della diceria organizzata”».

E, quindi, il consiglio è di ignorare questa gente. Non regalate loro la ribalta a cui ambiscono. Le sparano sempre più grosse nella speranza che ci sia chi si offende e reagisca duramente, così che il rumore intorno a loro cresca. Invece questa gente va semplicemente ignorata. 

Non segnalate i loro video o le loro fesserie, chiedendo a me, al CICAP o ad altri di smontarle: non ne vale la pena. Non nominateli nemmeno: quello di fingersi vittime del sistema e vedette di fantomatiche ribellioni di gente che avrebbe aperto gli occhi sulla verità… è l’unico modo che hanno trovato per illudersi di fare davvero qualcosa di significativo.

Detto questo, cerchiamo di utilizzare al meglio il tempo che abbiamo davanti. Continuiamo a lavorare, se possiamo farlo da casa. Non restiamo a rintronarci davanti ai social, o incollati alle cronache mediche, ma cerchiamo di staccare gli occhi dal telefonino, dal monitor o dalla tv e di leggere qualche buon libro.

Se non avete buoni libri in casa, e non potete comprarli in libreria perché ovviamente sono chiuse, compratevi qualche ebook. E cercate di ridere, ogni tanto. Nei giorni scorsi è uscita, solo in ebook per ora, l’autobiografia di Woody Allen: “A proposito di niente”. Io la sto leggendo ed è come ascoltare la sua voce nei film. Alla seconda pagina mi sono trovato a ridere ad alta voce, come mi succede con pochi autori. Trovate chi fa per voi e date ogni tanto un po’ di sollievo alla vostra mente, ridere fa sempre bene, soprattutto in tempi critici.

E non dimenticate di fare esercizio! Stare chiusi in casa senza poter passeggiare o fare sport, rischia di peggiorare la nostra salute. E, allora, andate alla ricerca dei tantissimi canali e profili che oggi presentano routine di ginnastica, anche a corpo libero, da fare in casa. 

Trovate un momento nella giornata in cui fare un po’ di movimento e stretching: si può fare, anche in spazi stretti. Non cercate scuse, muovetevi. Ricordate come diceva Giovenale: “mens sana, in corpore sano” e noi, parafrasando, possiamo dire che va bene coltivare la mente in maniera saggia, ma allo stesso tempo occorre tenere sana anche la macchina che contiene e fa funzionare questa mente.

Un’altra idea ancora, questa viene da Piero Angela. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata, l’altro giorno, per raccontarci come stiamo passando queste giornate, e lui mi ha raccontato che sta riordinando tante carte, documenti… Ed è qualcosa che possiamo fare anche noi, rimettere ordine, magari anche tra le fotografie. Visto che ormai ne scattiamo migliaia coi telefonini si potrebbe approfittare di questo tempo per scegliere quali farsi stampare, in modo da poterle conservare in un album o appenderle al muro.

E poi Piero mi ha dato un suggerimento che dopo ha anche condiviso in tv e alla radio: approfittate di questo periodo per scrivere la storia della vostra vita e della vostra famiglia. Create un documento prezioso che poi resterà per sempre nella vostra famiglia. 

Mi raccomando: scrivetelo a mano, su un quaderno. Sia perché è un bell’esercizio quello di scrivere, sia perché i documenti digitali non sono eterni e potrebbero andare perduti. Da questo punto di vista, la carta dura sicuramente di più.

Non sarebbe bello avere oggi un diario o un racconto dei vostri nonni o dei bisnonni? Capire come vivevano per davvero la vita di ogni giorno cinquanta o cento anni fa?

Non so se i vostri nonni lo hanno fatto, magari avete voglia di raccontarmelo nei commenti. Io un ricordo così ce l’ho e lo tengo tra le cose che ho più care. Ma immaginate di fare questo regalo per i vostri nipoti o i pronipoti che verranno. Come dice Piero, le radici sono sempre importanti.

Insomma, cerchiamo di fare di necessità virtù e di farci trovare non solo pronti quando si ripartirà, ma anche più ricchi. Ricchi di conoscenza, di esperienza, di saggezza.

E ricordiamoci che è importante ragionare con saggezza non solo per tenere al sicuro noi stessi, ma anche chi ci è più caro e tutte le altre persone che ci stanno intorno.
I medici e gli infermieri stanno oggi dimostrando un coraggio e una resistenza, sottoponendosi a turni massacranti, che in tanti spesso preferiscono dimenticare, concentrandosi solo sugli esempi della mala sanità.

La passione e l’altruismo che porta donne e uomini negli ospedali e nei pronto soccorso di tutto il paese a dedicare la loro vita, finendo spesso per metterla a rischio pur di aiutare gli altri, dovrebbe rappresentare un esempio da seguire. 

E, una delle cose che mi auguro e che, quando usciremo da questa situazione, si possa recuperare il rispetto che tutti dovremmo avere per la competenza. Non è vero che uno vale uno e che il parere del primo che blatera su facebook è uguale a quello dell’esperto, del medico in questo caso, che studia da una vita le malattie.  Non dimentichiamocelo.
C’è una frase, che è stata attribuita erroneamente a Seneca, ma anche se non è sua è comunque abbastanza indicativa del concetto per cui ci troviamo tutti sulla stessa barca: «Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino».

E, dunque, è bene che iniziamo a comportarci di conseguenza.

Per vedere la puntata della Cambusa di Massimo dedicata a questo argomento, guarda qua:

Se non l’hai già fatto, ti invito a iscriverti al mio canale YouTube per non perdere i prossimi episodi delle mie serie:

ISCRIVITI AL MIO CANALE YOUTUBE

Ricevi il “Bollettino dei Naviganti”, la mia newsletter settimanale, con alcune notizie e anteprime sul mio lavoro:

MANDAMI LA NEWSLETTER!


Ti incuriosiscono i misteri? Segui “Strane Storie”, la mia serie settimanale su YouTube


Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, insegna “Comunicazione della scienza” ai dottorandi dell’Università di Padova e in passato è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, collabora con Piero Angela a Superquark, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 50 libri e migliaia di articoli pubblicati su Focus e molte altre testate. Il mondo sottosopra e l’Atlante dei luoghi misteriosi d’Italia sono tra i suoi libri più recenti. Segui Massimo anche su YouTubeInstagramFacebookTwitter e il Bollettino dei Naviganti, la sua newsletter (che dà diritto ad anticipazioni ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivi qui.


Lascia un commento

*