Davvero su un foglio perduto del Codice Atlantico Leonardo ha inserito un indizio che conduce al suo tesoro nascosto? Da questa premessa prende il via il mio nuovo romanzo per ragazzi, Il tesoro di Leonardo (Battello a Vapore).

Se volete avere un’idea di che si tratta, potete oggi scaricare le prime 30 pagine del libro. Qui sotto il link:

Leo e Cecilia, due ragazzini che si conoscono per caso al Castello Sforzesco di Milano, devono cercare di trovare il tesoro di Leonardo. Ma non sarà facile. Qualcuno mira a mettere per primo le mani sul tesoro e non si fermerà davanti a nulla. Inizia così una vera e propria caccia al tesoro, una gara contro il tempo, disseminata di ostacoli e pericoli, alla ricerca degli indizi che Leonardo ha nascosto per la città.

Scaricate qui le prime 30 pagine del libro e… buon divertimento!

Se poi vi piace, trovate il libro in tutte le librerie oppure direttamente qui.

Scoprite qui come è nata l’idea per il romanzo.



Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario nazionale del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e numerose altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitterGoogle+ e attraverso la sua newsletter (che da diritto a omaggi ed esclusive).


2 risposte

  1. L’immagine del volto sindonico, confrontato con l’autoritratto di Leonardo, anch’esso custodito a Torino, indicherebbe che Gesù e Leonardo da Vinci avrebbero avuto un volto somigliante verso il termine della vita, come l’ebbero Leonardo e Michelangelo, se guardiamo al ritratto del Buonarroti che ne fece da anziano Daniele da Volterra. Oltre ad avere un intelligenza simile nel metodo con Gesù, basata su giochi specchi, processi inclusivi, i due grandi artisti verso il termine della loro vita avrebbero un volto tendente a quello di Gesù, che di fatto ha valenza archetipa. I santi hanno lo sguardo del Signore, i geni il volto. Questo sarebbe vero sia che la Sindone sia vera reliquia sia che sia un falso veritiero ad opera dell’arte di Leonardo. La Sindone come un quadro rinascimentale, (es. l’immagine della ferita al costato ricorda il guerriero della Battaglia di Anghiari, ecc…). Le opere del rinascimento come icone. Cfr. ebook/book. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo.

    1. Riflessione interessante, Massimo. Indubbiamente il volto di un uomo tende a comunicarci molto di lui, soprattutto quando diventa anziano e la sua espressione appare più saggia. Detto questo, ricordiamo anche che è facile vedere in un volto o in un quadro tutto quello che ci vogliamo vedere: occorre dunque stare attenti a non proiettare i propri desideri in ciò che guardiamo. Per finire, vorrei ribadire che sicuramente Leonardo NON ha dipinto la Sindone, poiché è stata datata sia con il radiocarbonio che sulla base delle prime testimonianze storiche in un periodo compreso tra il 1260 e il 1390. Molto prima che Leonardo nascesse nel 1452.

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