Perché Conan Doyle uccise Sherlock Holmes?

Sir Arthur Conan Doyle, ideatore del più celebre detective di fiction mai esistito, Sherlock Holmes, odiava la sua creatura.

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Certo, Holmes rappresentava quel mondo della logica e della razionalità che lo Spiritista Doyle non poteva sopportare. Ma non c’era solo questo…

Sir Arthur Conan Doyle.

Sir Arthur Conan Doyle.

La verità è che Doyle finì per detestare Sherlock Holmes per una questione letteraria.

Quando si accorse, infatti, che la sua popolarità rischiava di schiacciare ogni altro lavoro del suo autore decise di ucciderlo dopo solo 25 avventure.

Ed è quello che accadde con L’ultima avventura, dove Holmes si sacrifica per liberare il mondo dal terribile professor Moriarty.

Fu poi unicamente per l’enorme pressione del pubblico e degli editori, disposti a pagargli una fortuna perché lo riportasse in vita, che accettò di cedere, raccontando ne La casa vuota come, in realtà, Holmes non era affatto morto, dando così il via a numerose altre avventure del geniale detective.

Ma Doyle era certo che sarebbero stati i suoi romanzi storici a restare nella memoria del pubblico.

Il suo Brigadiere Gérard, il suo Sir Nigel, così come i suoi racconti medici o la sua produzione esoterica e spiritista.

Non fu così.

Però, oltre a Holmes, Doyle è padre anche di un altro personaggio memorabile, anche se non altrettanto famoso: il Professor Challenger, protagonista tra l’altro de Il mondo perduto, straordinaria avventura dove una spedizione di esploratori scopre una terra in cui sopravvivono animali preistorici.

Quando 80 anni dopo Michael Crichton scriverà Jurassic Park, si ricorderà di riconoscere l’ispirazione dovuta a Doyle intitolando il seguito del suo romanzo allo stesso modo del suo predecessore: The Lost World.

A testimonianza, che anche la grande letteratura fantastica moderna spesso si regge sulle spalle di giganti del passato.


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, insieme ai thriller Il passato è una bestia feroce Non guardare nell’abisso. Segui Massimo anche su FacebookTwitter, PeriscopeInstagram, Pinterest, Telegram e la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive). Per invitarmi a tenere una conferenza scrivete qui.




4 Comments

  1. ti faccio i complimenti per le interessanti argomentazioni in cui trovo molti spunti per le mie lezioni e per la mia curiosità… sono una grande amante di gialli.
    Anche Agatha Christie “uccise” il suo personaggio Ercule Poirot…

    1. Grazie Mariangela. Vero, ma Poirot almeno sopravvisse alla sua autrice, e il racconto con la sua morte arrivò con un testo inedito, scritto apposta dalla Christie per essere pubblicato dopo il suo addio (un modo che trovo molto elegante per chiudere una serie amatissima, peraltro).

  2. Ciao Massimo, grande personaggio Sherlock Holmes.

    1. Altro che grande. Immenso! 😉

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