Quattro segreti per difendersi dai bari

Avete mai giocato a carte con un baro? Chissà, magari è successo e non ve ne siete nemmeno accorti. Ma se verrete al XIII Convegno del CICAP potrebbe capitarvi anche questo…

Gianfranco Preverino: maestro del tavolo da gioco

Tra i tanti esperti e artisti presenti al Convegno, infatti, Gianfranco Preverino è uno dei pochi illusionisti al mondo che sono riusciti a trasformare una pratica fuori-legge in una particolarissima branca della propria arte. Gli ho chiesto di condividere con noi quattro segreti per difendersi dai truffatori e lui ha risposto così…

Quando si gioca a carte, con amici o a casa di conoscenti, qual è il rischio reale d’imbattersi in un baro? E in contesti più professionali?

Diciamo che se si gioca tra amici veri il pericolo non dovrebbe esserci, a meno che non ci sia un impostore o magari una rivalità forte tra persone che sono amiche ma che hanno avuto in passato motivi d’attrito.

In contesti professionali, come i casinò, il pericolo è minimo, perché la sorveglianza è molto forte. Può accadere, invece, che un croupier sia d’accordo con qualcuno per truffare la casa da gioco e, inquinando il gioco, danneggi indirettamente anche altri giocatori. Sono casi rari ma a volte succede.

La situazione più pericolosa è quella della bisca clandestina, dove c’è un’organizzazione che già di per sé è fuorilegge, perché le bische sono vietate, per loro quindi un’infrazione in più o in meno non fa gran differenza. La situazione è pericolosa anche perché se uno si accorgesse che stanno barando, non gli converrebbe alzarsi e far la voce grossa: la soluzione migliore sarebbe far finta di niente, smettere di giocare e non tornare mai più.

Altre situazioni a rischio sono le partite di poker dove si gioca tra conoscenti, in cui magari si è stati invitati perché “l’amico dell’amico” ha saputo che siamo appassionati di poker, e ha deciso di invitarci a far parte del gruppo. In pratica, a un gruppo di amici affiatati si aggiunge una persona la cui conoscenza è solo superficiale: magari è tutto regolare ma io terrei gli occhi bene aperti. Spesso questa è la modalità con la quale professionisti o industriali vengono coinvolti in partite dentro case private, magari affittate per l’occasione.

Forse la situazione più sicura per un giocatore onesto sono i tornei a entrata fissa di Texas Hold’em, non perché i controlli siano più rigorosi, ma solo perché il tipo di situazione non è conveniente per i bari.

Infine, per quanto i locali dei casinò siano, come detto, abbastanza sicuri, tali ambienti possono essere luoghi di incontro tra persone (i bari) che, dopo aver preso confidenza con altre persone (le vittime), le invitano a fare una partita anche a casa di un loro amico… buona fortuna!

“Il baro al poker” (Stampa Alternativa) è uno dei libri selezionati che sarà disponibile alla libreria CICAP del Convegno.

Come fare per stare in guardia, che cosa bisogna osservare per accorgersi se c’è qualcosa che non va?

Gli stratagemmi dei bari sono talmente tanti e diversi che è veramente difficile dare una risposta univoca a questa domanda. Se i bari fanno le cose per bene, solo uno che conosce anche lui le tattiche per barare è in grado di riconoscerle. Diciamo che bisogna fare attenzione a tutte quelle situazioni che, in teoria, sono “fuori posto”, nel normale svolgimento del gioco. Ma, anche in questo caso non c’è certezza: si rischia di muovere accuse a persone che invece sono assolutamente corrette. La cosa migliore è giocare in modo “leggero”, mettendo pochi soldi in palio: in questo modo si limitano gli eventuali danni.

Spiegaci una mossa usata dai bari anche più scalcagnati, ma capace di trarre in inganno chi non è preparato.

Non credo esistano bari scalcagnati: non se lo potrebbero permettere. Il baro è un po’ come il domatore del circo: se fa male il suo lavoro la tigre se lo mangia! Diciamo che esistono gruppi di bari che imbrogliano anche se non hanno conoscenze tecniche di manipolazione di carte, perché la loro arma è la collusione. La collusione è uno stratagemma redditizio tanto quanto le capacità manipolative e possono essere attuate da qualunque team di due o tre persone che si allena per qualche settimana. Consiste nel farsi segretamente dei segni per comunicarsi il punto in mano e poi decidere come puntare in base a ciò che si ha. Non è il movimento delle carte che viene inquinato ma l’andamento delle scommesse.

Per chi non riesce a rinunciare al gioco nemmeno quando è on line: quanto è sicuro questo mondo?

Mettiamola così: è sicuro quanto basta perché sia pubblicizzato ovunque, ed è insicuro quanto basta perché io ne sconsigli la frequentazione. Sono certo che vengano fatti sforzi notevoli per garantire la sicurezza, ma da qui ad affermare che è tutto assolutamente sicuro ce ne corre. Sta di fatto che esistono numerosi precedenti che dovrebbero far riflettere, non te li elenco tutti perché sarebbe troppo lungo, rimando chi è interessato alla lettura del capitolo 17 de Il baro al poker, che è tutto su questo argomento. Mi limito solo a ribadire che se certi rischi, connaturati col poker on line, possono sembrare non particolarmente gravi, perché si gioca in condizioni di torneo, appena sarà in vigore l’imminente legge che permette di giocare “soldi veri”, certi aspetti del gioco possono diventare devastanti per i malcapitati. Per chi ci capisce di truffe e di bari, diventerà semplicemente ridicola la situazione italiana per cui si potrà giocare “cash” in Internet, mentre invece sarà proibito aprire sale da poker riconosciute, che organizzano tornei “live” a entrata fissa.

Chi volesse poi assistere a qualche dimostrazione dal vivo delle prodezze di cui è capace Gianfranco, non ha che da venirci a trovare al XIII Convegno nazionale del CICAP: da venerdì fino a domenica vi aspettiamo a Cesena!


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Massimo Polidoro

Scrittore, giornalista e Segretario del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su Focus e altre testate. Rivelazioni e Il tesoro di Leonardo sono i suoi libri più recenti, mentre Il passato è una bestia feroce è il primo thriller di una nuova serie. Si può seguire Massimo Polidoro anche su FacebookTwitterGoogle+, Instagram e attraverso la sua newsletter (che dà diritto a omaggi ed esclusive).



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